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Alcuni #Problemi #Italia: #Demografia, #Produttività #Lavoro, #Investimenti, troppo #Debt poco #Equity (#sahringconomy #fintech #decentralization #disintermediation), #Energia no autosufficiente, #SaluteFinanziaria bassa https://www.linkedin.com/pulse/sei-debolezze-fatali-per-leconomia-italiana-guido-gennaccari
-14: Sos-trader Il 29 marzo a Investing: "Siamo ad una rivoluzione 68ina del controllo monetario, alla vigilia della diffusione delle #crypto #assets, alla #decentralizzazione dell'emissione monetaria con politiche del cambio fuori controllo dei #Governi? #Bitcoin: fallimento come Esperanto o successo come Internet e high tech dopo una dura e dolorosa selezione naturale? Sarà uno dei temi trattati il 29 marzo a InvestingNapoli insieme al "#timing #value #managemnet": cosa è? Lo scopriremo con i colleghi e amici della SIAT Associazione . Appuntamento con Guido Gennaccari alle 12 "BITCOIN E CRIPTOVALUTE: UN ANNO DOPO, alle 14 SPEAKER DESK GROSS , alle 15:30 TIMING VALUE MANAGEMENT: STRATEGIE NEL TRADING E NELL’INVESTIMENTO" https://investingnapoli.it/speaker/guido-gennaccari/

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Guido Gennaccari on LinkedIn: Quando l’inflazione è provvisoria? 16/09/2021

Guido Gennaccari on LinkedIn: Quando l’inflazione è provvisoria?

Quando l’inflazione è provvisoria?
https://www.linkedin.com/posts/guido-gennaccari-b4649983_quando-linflazione-%C3%A8-provvisoria-activity-6844284779261632512-hA3Q

Guido Gennaccari on LinkedIn: Quando l’inflazione è provvisoria? Quando finirà la salita dell’inflazione “provvisoria” o della shrinkflation? Nessuno lo sa ma, dall’individuazione dell’inizio del fenomeno, si può ipotizzare...

Il declino italiano tra banche e poste: ritorno a inizio ‘900 pre bellico 15/09/2021

Il declino italiano tra banche e poste: ritorno a inizio ‘900 pre bellico

Il declino italiano tra banche e poste: ritorno a inizio ‘900 pre bellico
Il risparmio postale in Italia oggi è alto oppure basso? Rispetto al passato sicuramente in declino, come dimostra il peso sul debito pubblico totale. Lo stato ha passività per l’84% in titoli contro un 2,2% di raccolta postale. La fotografia della composizione del debito pubblico degli ultimi 40 anni italiani, quelli del declino, coincide con il periodo pre bellico a inizio novecento. Il boom economico degli anni ‘50/’60 evidenzia invece una eterogeneità della composizione del debito pubblico: negli anni ’70 la quota postale, il cui prezzo non oscilla come quello dei titoli sui mercati finanziari, era uguale a quello di bot e btp. Una buona ed efficiente diversificazione delle fonti di finanziamento probabilmente funzionò. Con la riforma delle regioni, con le nuove politiche di welfare più aggressive e poco lungimiranti, con il divorzio tra Banca D’Italia e Tesoro (=politica fiscale non dipendente più da quella monetaria ma dal mercato), cresce prepotentemente la quota dei titoli di stato mentre le banche, che un tempo prestavano i soldi alla pubblica amministrazione, dovranno cessare di dare fidi pubblici e iniziare a comprare i titoli di stato sul mercato primario e secondario. Negli anni ’80 si rompe il rapporto diretto banche-stato a favore di banche-mercato. Una mancanza di lungimiranza su demografia, flussi migratori, globalizzazione e tecnologia, hanno compromesso la produttività che non è riuscita a colmare il gap della crescita più veloce del debito italiano. Il futuro è riflesso nella popolazione non attiva (pensionati, minori e disoccupati) che graveranno sulla più esigua fetta di lavoratori attivi. Le banche tornino a fare il proprio mestiere, anche se dovranno riconvertirsi al capitale di rischio per far rientrare sia i privati che gli stati dall’enorme debito che segna il record recente del 360% del pil globale. Inflazione, monetizzazione dei debiti, titoli di stato nei bilanci bancari: tutto fa pensare ad un ritorno agli anni ‘70/’80 ma all’epoca c’erano tassi alti e debiti bassi e il controllo delle politiche valutarie, oggi è il contrario e sembra che il ritorno ai valori di inizio ‘900 possano indicare nuovi periodi con venti di guerra all’orizzonte dopo un lungo periodo di pace europeo.
https://www.linkedin.com/pulse/il-declino-italiano-tra-banche-e-poste-ritorno-inizio-gennaccari/?published=t

Il declino italiano tra banche e poste: ritorno a inizio ‘900 pre bellico Il risparmio postale in Italia oggi è alto oppure basso? Rispetto al passato sicuramente in declino, come dimostra il peso sul debito pubblico totale. Lo stato ha passività per l’84% in titoli contro un 2,2% di raccolta postale.

Timeline Photos 14/09/2021

Le politiche monetarie espansive delle banche centrali post Lehman-Subprime hanno accresciuto la volatilità sul mercato azionario italiano: 1) il rapporto max/min mensile dell’indice Ftsemib è stato più alto del periodo precedente, toccando spesso il valore di 1,2 volte (media 1,099) con top assoluto con il covid a 1,6 volte 2) il range mensile, rispetto all’apertura del mese, si trova spesso sopra il valore medio storico di 0,091 volte con top covid a 0,37 volte

Le politiche monetarie espansive delle banche centrali post Lehman-Subprime hanno accresciuto la volatilità sul mercato azionario italiano: 1) il rapporto max/min mensile dell’indice Ftsemib è stato più alto del periodo precedente, toccando spesso il valore di 1,2 volte (media 1,099) con top assoluto con il covid a 1,6 volte 2) il range mensile, rispetto all’apertura del mese, si trova spesso sopra il valore medio storico di 0,091 volte con top covid a 0,37 volte

Timeline Photos 14/09/2021

Microstrutture del mercato: il caso del giorno. Il titolo SESA, anche se non registra volumi clamorosi, ha determinato un range di prezzo intraday rispetto all’apertura di oltre il 10%. Qualcuno ha probabilmente venduto sulla notizia dell’acquisizione del 66% di Klome. Dopo la fase d’asta trona a 163 euro dopo un minimo di 151,2 euro

Microstrutture del mercato: il caso del giorno. Il titolo SESA, anche se non registra volumi clamorosi, ha determinato un range di prezzo intraday rispetto all’apertura di oltre il 10%. Qualcuno ha probabilmente venduto sulla notizia dell’acquisizione del 66% di Klome. Dopo la fase d’asta trona a 163 euro dopo un minimo di 151,2 euro

New narratives on monetary policy – the spectre of inflation 14/09/2021

New narratives on monetary policy – the spectre of inflation

L’inflazione relativa ai prezzi al consumo post recessioni, in Europa, ha raggiunto picchi del 3% momentaneamente sopra il target del 2%, come potrebbero essere quelli attuali secondo il Board della Bce. La Germania, che comunque registra una disoccupazione al 4% contro una media europea (senza Germania) del 10%, registra tassi reali negativi a causa delle politiche espansive partite dalla crisi subprime-Lehman. Il fenomeno è simile a quello di metà anni ’90 e soprattutto del periodo 1975-1985 quando le banche centrali monetizzavano ancora i deficit dei governi comprando titoli di stato (da lì parti il divorzio tra politica monetaria e fiscale). All’epoca le banche centrali avevano, oltre alla leva implicita del cambio, tassi alti per le manovre monetarie e debiti bassi per quelle fiscali, oggi non è così. Difficile trovare una exit strategy

New narratives on monetary policy – the spectre of inflation The European Central Bank (ECB) is the central bank of the 19 European Union countries which have adopted the euro. Our main task is to maintain price stability in the euro area and so preserve the purchasing power of the single currency.

Timeline Photos 13/09/2021

#RiskOnRiskOff. La paura di inflazione (vedi affondo Enel ed utilities) fa aumentare il rischio mercato del Ftsemib, sulla scia del Bovespa brasiliano, mentre Cina e Petrolio arretrano. SP500 unico sotto il 2% mentre gli altri indici, insieme all’oro, viaggiano nel range 2,52% (Nikkei)/2,14% (DJ). Intanto la Duration dei bond Investment Grade vola a 8 contro il valore di 3 degli High Yield: sarà la fuoriuscita di capitali dai paesi emergenti il Golia che abbatterà il gigante “Investment Grade”?

#RiskOnRiskOff. La paura di inflazione (vedi affondo Enel ed utilities) fa aumentare il rischio mercato del Ftsemib, sulla scia del Bovespa brasiliano, mentre Cina e Petrolio arretrano. SP500 unico sotto il 2% mentre gli altri indici, insieme all’oro, viaggiano nel range 2,52% (Nikkei)/2,14% (DJ). Intanto la Duration dei bond Investment Grade vola a 8 contro il valore di 3 degli High Yield: sarà la fuoriuscita di capitali dai paesi emergenti il Golia che abbatterà il gigante “Investment Grade”?

Fed terrorizzata: ecco il documento conferma | | Trading Room Roma | Roma Trading | Trading Roma | Formazione 13/09/2021

Fed terrorizzata: ecco il documento conferma | | Trading Room Roma | Roma Trading | Trading Roma | Formazione

Fed terrorizzata: ecco il documento conferma

Fed terrorizzata: ecco il documento conferma | | Trading Room Roma | Roma Trading | Trading Roma | Formazione Il paper dell'ex Fed Egon Zakrajsek "The Fed takes on corporate credit risk: an analysis of the efficacy of the SMCCF" è chiaro: le politiche messe in campo dalla banca centrale America

Venerdì 10 settembre: paura vera da inflazione (5 motivi) 10/09/2021

Venerdì 10 settembre: paura vera da inflazione (5 motivi)

Venerdì 10 settembre: paura vera da inflazione (5 motivi).
I media riportano ormai da settimane che vige un pericolo di inflazione per il futuro ormai presente. Equity e bond sono sui massimi, il petrolio in zona 70$ e l’oro 1.800$: cosa è cambiato oggi venerdì 10 settembre? La miccia è stata il dato USA dei prezzi alla produzione. Ovviamente quando si fa riferimento ad un aumeto dei prezzi i valori tra USA ed Europa sono diversi, nel bene e nel male. Cinque sono le motivazioni/campanelli di allarme di oggi:
1) Le banche centrali navigano a vista su target di inflazione e tapering dando indicazioni vaghe con valori precisi: “media 2% di periodo (quale?)” e “riacquisti moderatamente inferiori” mettono paura ai mercati finanziari, che hanno la sensazione che non ci sia una precisa exit strategy ma solo improvvisazione in base agli eventi. Più la molla è compressa, più avanza la paura dello scatto improvviso.
2) L'indice annuo dei prezzi alla produzione Usa registra in agosto un rialzo di 8,3%, record da novembre 2010, mentre l'incremento mensile è di 0,7% dopo l'1% di luglio (Reuters). Le attese erano per uno 0,6%.
3) Molti “high yield” bond sono con rendimento in territorio reale negativo, di high c’è rimasta solo la duration forse, pericoloso indicatore di quanto possa essere imponente l’effetto domino deflagrante dovuto alla miccia accesa da un rialzo dei tassi (inflazione) improvviso e repentino anche di pochi basis point.
4) La nuova inflazione sarà subdola, inizialmente quasi invisibile, dove i prezzi rimarranno stabili ma diminuiranno le quantità dei beni finali rispetto a prima. I colli di bottiglia impongono rimedi differenti da un semplice aumento dei prezzi a parità di quantità. Quando il consumatore se ne accorgerà o acquisterà meno o si indirizzerà verso prodotti più scadenti, magari favorendo paesi quali la Cina e sfavorendo il Made in Italy
5) Oggi, dopo l’apertura USA, le utilities italiane hanno affondato al ribasso il Ftsemib: c’è paura da inflazione.
Le banche centrali hanno le mani legate e comprano ancora tempo, ma il costo è caro, prima o poi ce ne accorgeremo.
https://www.linkedin.com/pulse/venerd%C3%AC-10-settembre-paura-vera-da-inflazione-5-guido-gennaccari/?published=t

Venerdì 10 settembre: paura vera da inflazione (5 motivi) I media riportano ormai da settimane che vige un pericolo di inflazione per il futuro ormai presente. Equity e bond sono sui massimi, il petrolio in zona 70$ e l’oro 1.

Timeline Photos 10/09/2021

Il titolo del giorno: Cellularline ha un contratto medio del 5% del Midex 120k di controvalore sono pochi in generale, ma non per Cellularline. Da seguire nei prossimi giorni

Il titolo del giorno: Cellularline ha un contratto medio del 5% del Midex 120k di controvalore sono pochi in generale, ma non per Cellularline. Da seguire nei prossimi giorni

Timeline Photos 09/09/2021

Il caso del giorno: unico scambio su Credem del controvalore di 7,65 mln di euro al prezzo di 5,67 euro (segnare il valore per i prossimi giorni)

Il caso del giorno: unico scambio su Credem del controvalore di 7,65 mln di euro al prezzo di 5,67 euro (segnare il valore per i prossimi giorni)

Timeline Photos 09/09/2021

L’Italia era già in declino per la produttività ma le banche almeno contribuivano a mettere in moto l’economia reale e, di riflesso, abbattere il rapporto debito/pil (2000/2007). Con Lehman si è congelato il sistema bancario con successivi colpi di grazia della crisi da spread (2011), npl (2015), sovranismo (2018), covid (2020). Con il rubinetto chiuso del credito, anche a causa dello squilibrio patrimoniale/finanziario delle imprese (Basilea), per le aziende non resta che il capitale di rischio privato o quotato, con l’aiuto della tecnologia.

L’Italia era già in declino per la produttività ma le banche almeno contribuivano a mettere in moto l’economia reale e, di riflesso, abbattere il rapporto debito/pil (2000/2007). Con Lehman si è congelato il sistema bancario con successivi colpi di grazia della crisi da spread (2011), npl (2015), sovranismo (2018), covid (2020). Con il rubinetto chiuso del credito, anche a causa dello squilibrio patrimoniale/finanziario delle imprese (Basilea), per le aziende non resta che il capitale di rischio privato o quotato, con l’aiuto della tecnologia.

Timeline Photos 09/09/2021

Siamo davanti ad un nuovo “miracolo italiano” stile boom anni 50/60 oppure è l’effetto allucinogeno di Bce e garanzie statali? Nel 2022, come affermato da Draghi, vedremo i veri effetti del covid sull’economia italiana

Siamo davanti ad un nuovo “miracolo italiano” stile boom anni 50/60 oppure è l’effetto allucinogeno di Bce e garanzie statali? Nel 2022, come affermato da Draghi, vedremo i veri effetti del covid sull’economia italiana

Guido Gennaccari on LinkedIn: Perché non siamo il lontano Giappone 07/09/2021

Guido Gennaccari on LinkedIn: Perché non siamo il lontano Giappone

I sovranisti indicano spesso il Giappone come stato dall’alto debito pubblico, con una valuta propria, da imitare. Tralasciando i vantaggi e gli svantaggi dell’euro, oltre alle diversità di qualità e quantità del debito pubblico dei due paesi, sarebbe bene considerare l’enorme gap con il Giappone in termini di numerosità, età, produttività, costi, investimenti in formazione e tecnologia, del dipendente pubblico. Il “Sistema Italia” è pensato, grazie al Leviatano burocratico pubblico, per foraggiare oggi i politici con la complicità di elettori, banchieri, giornalisti, dipendenti pubblici anziani, caste varie, popolazione nella veste di voto di scambio…sfruttando la burocrazia, le autorizzazioni statali, i costi alti del fisco complesso, per rimanere immobili e accontentare il cittadino medio che deve rimanere ignorante e arretrato tecnologicamente e culturalmente, il tutto a scapito dei meritevoli (fuga di cervelli) e dei giovani (futuro rubato con i conti pubblici). Il Giappone purtroppo è lontano, non solo geograficamente! https://www.linkedin.com/posts/guido-gennaccari-b4649983_perch%C3%A9-non-siamo-il-lontano-giappone-activity-6840945886760071168-brDO

Guido Gennaccari on LinkedIn: Perché non siamo il lontano Giappone I sovranisti indicano spesso il Giappone come stato dall’alto debito pubblico, con una valuta propria, da imitare. Tralasciando i vantaggi e gli svantaggi...

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Il problema dell'Italia sono gli italiani (politici, banchieri, industriali, giornalisti, casta, cittadini...)

Il problema dell'Italia sono gli italiani (politici, banchieri, industriali, giornalisti, casta, cittadini...)

Timeline Photos 06/09/2021

Cerved e Reno De Medici, sotto OPA, regine per scambi ingenti delle Mani Forti, ma caso del giorno è Cembre Group: 291 k di controvalore ai blocchi a 2 giorni dal Cda

Cerved e Reno De Medici, sotto OPA, regine per scambi ingenti delle Mani Forti, ma caso del giorno è Cembre Group: 291 k di controvalore ai blocchi a 2 giorni dal Cda

Timeline Photos 02/09/2021

Riskoff: Moderna e Rame vs Bitcoin e Oro

Riskoff: Moderna e Rame vs Bitcoin e Oro

Timeline Photos 02/09/2021

Accelerazione su opa Cerved per arrivare al 10% di soglia minima per Castor. Con un passaggio ai blocchi di oggi per 3,8 mln di azioni si arriva a circa il 4,5%. Il contratto medio è il 71% del Midex il controvalore il 31% dell’intero Midex

Accelerazione su opa Cerved per arrivare al 10% di soglia minima per Castor. Con un passaggio ai blocchi di oggi per 3,8 mln di azioni si arriva a circa il 4,5%. Il contratto medio è il 71% del Midex il controvalore il 31% dell’intero Midex

L’aliquota agevolata nel paese dove si fattura per sconfiggere i paradisi fiscali. 23/05/2021

L’aliquota agevolata nel paese dove si fattura per sconfiggere i paradisi fiscali.

L’aliquota minima globale è difficile da attuare e trova molte opposizioni forse insuperabili. Come fare? Basterebbe dare la possibilità (oppure obbligare) le multinazionali a poter pagare, per la quota di fatturato determinata nel paese di non residenza, la medesima aliquota agevolata del paese dove ha la residenza la società. In questo modo si sgonfierebbero le casse dei paradisi fiscali (europei e non) con un aumento delle entrate in quelli dove si genera il fatturato (oggi perso), si avrebbe una convergenza generale di mercato delle aliquote, non ci sarebbe il rischio di ricaduta da aumento delle tasse (sul consumatore finale) grazie ad un aumento finale dei prezzi dovuta ad una aliquota più alta oppure si proporrebbe il rischio della chiusura dell’indotto nel paese di non residenza con grave perdita di pil e costi sociali vari (eliminazione del business, mancata iva, disoccupazione, niente fatturazione da logistica e consegne…).
https://www.linkedin.com/pulse/laliquota-agevolata-nel-paese-dove-si-fattura-per-i-guido-gennaccari/?published=t

L’aliquota agevolata nel paese dove si fattura per sconfiggere i paradisi fiscali. L’aliquota minima globale è difficile da attuare e trova molte opposizioni forse insuperabili. Come fare? Basterebbe dare la possibilità (oppure obbligare) le multinazionali a poter pagare, per la quota di fatturato determinata nel paese di non residenza, la medesima aliquota agevolata del paese...

Debito Italia: più della BCE le famiglie italiane 05/05/2021

Debito Italia: più della BCE le famiglie italiane

La bufala della fuga delle famiglie italiane dal debito pubblico italiano. Le famiglie investono direttamente nel debito pubblico il 4,7% in titoli di stato e indirettamente il 12% che, insieme al 2,2% del risparmio postale, fa un totale di 18,9% il tasso più alto in Europa dietro solo a Malta con 19,4%. Il debito pubblico detenuto da residenti italiani è il 70,2% (di cui: 21,6% Bce, 25,4% banche, 14,1% gestito/pensioni/assicurazioni, 4,3% imprese, 4,7% dossier titoli famiglie) del totale emesso (il 29,8% è detenuto ovviamente da non residenti). Sicuramente, rispetto al passato, si sottoscrive meno debito ma anche a causa dei tassi bassi di mercato, quindi il trend è decrescente dagli anni ’80 ma, nel contesto europeo, siamo il paese dove le famiglie contribuiscono maggiormente alla sottoscrizione e detenzione del debito pubblico. E’ ora di fermare le campagne di sensibilizzazione per incentivare l’acquisto di altri titoli di stato, per ridurre il rapporto debito/pil è necessario concentrarsi sulla crescita e quindi dirottare l’alto risparmio degli italiani verso l’economia reale con un approccio responsabile, equilibrato e sensato al capitale di rischio in una ottica di diversificazione dei rischi e non di concentrazione dei medesimi.
https://www.linkedin.com/pulse/debito-italia-pi%C3%B9-della-bce-le-famiglie-italiane-guido-gennaccari/?published=t

Debito Italia: più della BCE le famiglie italiane Una interessantissima pubblicazione della BCE “The role of households in financing government debt in the euro area” analizza il ruolo delle famiglie nel finanziamento del debito pubblico interno. Nell’immaginario collettivo, grazie a media e statistiche distorte, si crede che le famiglie ital...

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