Universo Formazione

Universo Formazione

Commenti

Ho conosciuto Universo Formazione quando frequentavo il 4 anno del liceo Linguistico, sostenendo un corso intensivo per prepararmi alla certificazione B2 di Spagnolo.
L'associazione attraverso una borsa di studio, mi ha dato la possibilità di frequentare un ulteriore corso intensivo di due settimane presso la scuola Fundación Lengua de Valladolid.
Dopo 3 anni, mi sono rivolta nuovamente a loro per ricevere alcune dritte per la preparazione dell'esame DELE C2 e grazie all'attenzione, professionalità e dolcezza della Professoressa Rosa Salvatierra e del resto del personale, ho ottenuto con grandi risultati il livello più alto tra le certificazioni.

UF organizza corsi di arabo, russo, spagnolo, francese, inglese, tedesco, giapponese, ita X stranieri I corsi in gruppo hanno una durata di 40 ore.

l'intero corso costa 300 euro inclusa l'assicurazione, l'iscrizione ed il materiale didattico

Normali funzionamento

13/09/2022
13/09/2022
13/09/2022
05/06/2022

VALENTINO (G. PASCOLI)

Oh! Valentino vestito di nuovo,
come le brocche dei biancospini !
Solo, ai piedini provati dal rovo
porti la pelle dé tuoi piedini ;
Porti le scarpe che mamma ti fece,
che non mutasti mai da quel dì,
che non costarono un picciolo : in vece
costa il vestito che ti cucì.
Costa ; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio :
ora esso è vuoto ; e cantò più d'un mese,
per riempirlo, tutto il pollaio.
Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco
non ti bastava, tremavi, ahimè!,
e le galline cantavano, un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!
Poi, le galline chiocciarono, e venne
marzo, e tu, magro contadinello,
restasti a mezzo, così, con le penne,
ma nudi i piedi, come un uc***lo :
come l'uc***lo venuto dal mare,
che tra il ciliegio salta, e non sa
ch'oltre il beccare, il cantare, l'amare,
ci sia qualch'altra felicità.

10/05/2022

Poema en Náhuatl para La Madre.

Nonantzin (Madre mía)

Nonantzin ihcuac nimiquiz,
motlecuilpan xinechtoca
huan cuac tiaz titlaxcal chihuaz,
ompa nopampa xichoca.

Huan tla acah mitztlah tlaniz:
-Zoapille, ¿tleca tichoca?
xiquilhui xoxouhqui in cuahuitl,
techochcti ica popoca.

En español:

Madre mía, cuando me muera,
entiérrame junto a tu hoguera
y cuando vayas a hacer las tortillas,
ahí llora por mí.

Y si alguien te preguntara:
-Señora, ¿por qué lloras?
Dile que está muy verde la leña
y te hace llorar con tanto humo.

Autor: Nezahualcóyotl

25/04/2022
13/04/2022
01/04/2022
28/03/2022
28/03/2022
24/03/2022
24/03/2022
23/12/2021
08/12/2021
11/11/2021

Mia mamma in questa foto aveva compiuto da poco 18 anni. Stava per finire il liceo classico, erano arrivati in otto alla fine, due ragazze e sei ragazzi. Gli altri erano tutti figli di medici, professori e avvocati, lei era l’unica ad essere figlia di un elettricista e di una casalinga.

I miei nonni avevano la quinta elementare e lei per andare a scuola tutte le mattine si svegliava alle cinque perché doveva prendere il pullman degli uomini che andavano al lavoro. Arrivata all’ultimo anno scolastico il suo nonno paterno le disse che era arrivato il momento di trovare lavoro, cercavano una segretaria, un posto fisso ben remunerato e di prestigio per una brava ragazza.

Mia mamma era davvero brava a scuola e le dispiaceva smettere di studiare, ma non se lo poteva permettere, non c’erano abbastanza soldi.

Allora una sera il suo papà, il mio amato nonno Lidio, la prese in disparte e le disse: “questi soldi sono stati messi da parte per il tuo corredo, prendili e iscriviti all’università. A comprarti le lenzuola farai sempre in tempo”.

Era il 1960, mio nonno non aveva nemmeno la terza media, era orfano di mamma, eppure è sempre stato avanti anni luce. Dopotutto lui aveva avuto due figlie femmine e a chi gli diceva “poverino che sfortuna non hai avuto il maschio” lui rispondeva sempre che le sue figlie erano state quanto di più bello la vita potesse offrigli.

Mia mamma si è laureata in cinque anni, studiando la mattina e dando ripetizioni il pomeriggio per mantenersi. È diventata professoressa e da quando è in pensione scrive libri e corregge tesi. E tutto per merito di un padre operaio rivoluzionario che nel 1960 preferì investire in cultura piuttosto che in biancheria per la casa.

Mio nonno era un supereroe.

- Irene Vella

04/11/2021
16/10/2021
Hanno ancora senso le scuole private? 21/09/2021

Hanno ancora senso le scuole private?

Hanno ancora senso le scuole private? I difensori dell’istruzione privata si appellano alla libertà di scelta delle famiglie, ma la libertà deve essere garantita dalla scuola statale.

15/09/2021
15/09/2021
15/09/2021
15/09/2021

INIZIANO I NOSTRI CORSI !

15/09/2021

...If you can’t be a pine at the top of the hill,
be a shrub in the valley.
But be the best little shrub on the side of the hill.

Be a bush if you can’t be a tree.
If you can’t be a highway, just be a trail.
If you can’t be a sun, be a star.

For it isn’t by size that you win or fail.
Be the best of whatever you are.
(Martin Luther King)

04/08/2021
27/06/2021
25/05/2021
27/04/2021
26/04/2021
04/04/2021

...

30/03/2021
11/03/2021

La D eufonica: ci va o non ci va? – I Sarti del Web

La D eufonica: ci va o non ci va? – I Sarti del Web La Penna Rossa La D eufonica: ci va o non ci va? Pubblicato il 8 Marzo 20217 Marzo 2021 da Sara Gianotto Quando ci vuole ci vuole, ma senza esagerare! Oggi parliamo di eufonia: un termine che arriva dal greco antico e che significa “bel suono”; il suo contrario è la cacofonia, che significa app...

29/01/2021

Accurate! 🤣

22/01/2021

😄

Universo Formazione updated their information in their About section. 22/01/2021

Universo Formazione updated their information in their About section.

Universo Formazione updated their information in their About section.

09/01/2021

MAI BUTTARE IL CERVELLO ALL’ AMMASSO

Ho frequentato un liceo scientifico davvero tosto, da ragazzo. Mia madre aveva scelto quello proprio perché passava per uno degli istituti più “duri” della città. La logica delle madri di trent’anni fa, come si può notare, era letteralmente capovolta rispetto a quella dei genitori di adesso.

Ho affrontato quegli anni di studio con un mix di senso del dovere, timore reverenziale nei confronti dei docenti, sano orgoglio nel constatare di riuscire a farcela, dopotutto. Alla fine del secondo anno ero ormai tranquillo, seduto sugli allori, con il diario imbottito di bei voti. Tra i quali spiccava, fulgido, un nove di matematica.

Dall’inizio della terza liceo, improvvisamente, tutto cambiò. La nuova insegnante di matematica, severissima e intransigente, cominciò a seminare il panico fin dalla sua comparsa. Il primo compito in classe fu una tragedia, pieno zeppo di formule mai viste, di problemi la cui soluzione pareva impossibile. Che la tipa si fosse sbagliata? Che avesse confuso le carte propinandoci una verifica adatta a una quarta? Qualcuno osò alzare la mano, facendo presente la cosa. La sconcertante risposta ci spinse nella più nera disperazione: "Quello che avete di fronte è esattamente il vostro compito. Non intendo umiliarvi chiedendovi ciò che già sapete. Dovete imparare a ragionare, confrontarvi con problemi sempre nuovi. Mai buttare il cervello all’ammasso, ragazzi”.

Risultato? Quattro e mezzo. Un quattro e mezzo da portare a casa, da far firmare a genitori increduli e viziati, abituati a sfilze di nove. Fu un disastro, puntualmente bissato - per giunta - da un identico voto riportato con la seconda verifica. Cominciò la processione delle mamme a colloquio, qualcuna si limitò a chiedere spiegazioni, qualcun’altra provò a fare la voce grossa. Nulla cambiò, però, nell’atteggiamento di quella terribile e risoluta donnina.

Ci credete? Fu Darwin a salvarmi. Il buon vecchio Darwin. Fu lui a prendere il controllo delle labbra dell’insegnante di Scienze, suggerendomi la chiave del problema. Adattamento! Chi si adatta al nuovo si salva, chi resta aggrappato al vecchio soccombe. Bisognava cambiare, bisognava lottare. “Non buttare il cervello all’ammasso, Pietro”, cominciai a dirmi.
Il compito in classe successivo ebbe il sapore di una battaglia campale. Mi presentai a scuola con un vagone di adrenalina, giurai a me stesso che avrei risolto qualsiasi problema mi avesse posato sul banco quella terribile, piccola donna. Lottai due ore col mio cervello viziato e presuntuoso. E ne uscii, portando a casa un sei e mezzo.

Avevo imparato la lezione. Avevo vinto, riportando un successo tutto mio!
Recentemente ho incontrato per caso quella insegnante, che così tanto avevo creduto di odiare a sedici anni, e che con mille altre prove ci aveva perseguitati fino alla maturità. Ho rivisto la vecchietta che, come l’allenatore coi suoi atleti, davanti alla Commissione d’Esame aveva saputo schierare una ventina di lottatori dal cervello agile e pronto a tutto. L’ho riconosciuta in mezzo alla folla e l’ho abbracciata, come fosse una madre.

Grazie a quella terribile donna, da quell’anno in poi, ho continuato ad affrontare la vita sapendo che nulla è scontato, che non si è mai preparati di fronte ai veri problemi. Grazie a lei oggi so che l’unica arma che mi porto sempre dietro, e su cui posso continuamente fare affidamento, è il ragionamento. So che bisogna sempre lottare, e che bisogna farlo senza spaventarsi mai. Prender tempo, aprirsi al nuovo problema, studiarlo con attenzione, e poi... andare a segno!

In poche parole? Non buttare mai il cervello all’ammasso.

È inutile: a quei tempi ci si fidava. Altro che trasparenza, altro che Patti educativi.. Non ce n'era mica bisogno! Noi studenti ci fidavamo del professore, certi che sapesse il fatto suo. Sotto sotto, pensavamo, se ci maltratta un pochino un motivo ci sarà. Un po' come l'allenatore che strapazza il suo atleta, sì.. Ma per farne un campione.

Ci fidavamo, punto e basta. Si fidavano gli insegnanti, che non vivevano nell'ansia da ricorso. Si fidavano i genitori, che quando portavi a casa un votaccio sgridavano te, mica il professore. Non era ancora iniziata quella nefasta campagna diffamatoria nei confronti dei docenti i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Certo, fidarsi troppo può risultar pericoloso. Ma questo mondo che è diventato tutta una corsa a fregarsi l'un l'altro, non è forse l'effetto di un'educazione che insegna proprio a non fidarsi di nessuno e che la truffa, ormai, la dà per scontata? Non è forse il risultato di una didattica che ha definitivamente abdicato alla sua funzione educativa in nome di un saper fare che altro non è se non un saper far soldi? In quale vortice senza fine siamo piombati, con tutto questo nostro non fidarci?

Mai buttare il cervello all’ammasso... Tutti i giorni, a scuola, lotto per passare il testimone, convinto che questa sacra missione sia sempre più importante, al nostro tempo. Tutti i giorni, però, mi scontro con una didattica che impone a tutti i docenti uguali strategie, uguali metodologie, uguali criteri di valutazione... Come se i ragazzi dovessero avere a che fare con una persona sola. Una specie di gigantesca, onnipresente maestra, che cambia faccia ogni ora ma che risponde meccanicamente alle sollecitazioni sempre nello stesso prevedibile modo. Tutti i giorni mi aggiro in una scuola che semplifica il più possibile la vita ai ragazzi. Che sventola i loro diritti e tralascia ogni loro dovere. Che obbliga i docenti a fissare con precisione date e contenuti delle verifiche; che tutto lascia correre per evitare polemiche, ricorsi, perdite di tempo e denaro. Tutelare la serenità dei ragazzi. Non caricarli di lavoro, non traumatizzarli con domande difficili, non fissare più di una verifica al giorno… Nei corridoi vengo spesso rincorso da colleghe mammone, sempre aggiornate sui gravi problemi familiari di chi va a male a scuola, di chi va quindi aiutato. Ma il poverino ha i genitori divorziati!

Cumuli di moduli per il recupero delle insufficienze, chilometri di griglie di valutazione, quintali di ore di riunioni di Dipartimento... Tutto con l’ipocrita pretesa di operare con oggettività, di attuare una valutazione asettica, standardizzata. Tutto per non turbare l’ebete serenità di questi bambinoni, per assicurare loro, in classe, quella vita facile così lontana da ciò che li aspetta realmente, fuori di qui. E per il quieto vivere di noi docenti-impiegati, naturalmente. Evitando il rischio che qualche genitore inviperito ci possa aggredire o denunciare per un quattro finito sul diario del suo bambino.

Nella mia mente, però, una convinzione resta. E la confesso volentieri, un po’ sottovoce... Nessun insegnante mi ha mai voluto così bene come la mia terribile professoressa di matematica.

Pietro Ratto

25/12/2020
17/11/2020

Saffo (600 A.C.) – Raccoglimi

Vieni,
inseguimi tra i cunicoli della mia mente,
tastando al buio gli spigoli acuti delle mie paure.
Trovami nell'angolo più nero,
osservami.
Raccoglimi dolcemente, scrollando la polvere dai miei vestiti.
Io ti seguirò.
Ovunque.

art: "Saffo abbandonata" di Giovanni Duprè (1817-1882)

L' UOMO DAL FIORE IN BOCCA 13/11/2020

L' UOMO DAL FIORE IN BOCCA

L' UOMO DAL FIORE IN BOCCA Eh, ben legati, me l'immagino: con quell'arte speciale che mettono i giovani di negozio nell'involtare la roba venduta... Che man...

Video (vedi tutte)

...
Universo Formazione
Ser un guÍa turĺstico por un dĺa en Barcelona

Ubicazione

Digitare

Telefono

Indirizzo


Via Zenodoro 16
Rome
00124

Altro Scuole di lingue Rome (vedi tutte)
Scuola Leonardo da Vinci: Learn Italian in Rome Scuola Leonardo da Vinci: Learn Italian in Rome
Piazza Dell'Orologio 7
Rome, 00186

Learn Italian with us, also ONLINE 👩🏻‍💻🙂 Impara l'Italiano con noi, anche ONLINE 📚?

A1 Institute A1 Institute
Via Nazionale 18
Rome, 00184

Ripetizioni e recupero debiti per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Scuola di lingue straniere - Pillole di conoscenza della tua lingua preferita. Tutti possono partecipare. https://www.a1instituteroma.com/

Scud'it Scud'it
Scudit - VIA LA SPEZIA 34
Rome, 00182

Scuola d'Italiano - Roma Corsi di lingua e cultura italiana per stranieri a Roma. E molto di più

British Institutes Roma Salario British Institutes Roma Salario
Piazza Gondar 22
Rome, 00199

Pagina Facebook ufficiale di British Institutes Salario. Fans are welcomed! Instagram: british_insti

TLNet TLNet
Via Ostiense, 131/L
Rome, 00154

Formazione linguistica e comunicazione manageriale, per privati e aziende italiane e internazionali.

Accademia Studioitalia Accademia Studioitalia
Via Tibullo, 16
Rome, 00193

STUDIOITALIA: award-winning Italian language school teaching la bella lingua to international students in Rome.

how EASY ENGLISH is how EASY ENGLISH is
Rome, 00185

Tell me and I forget. Show me and I remember. Let me do and I understand. Confucius

EF Roma EF Roma
Via Del Teatro Valle, 20
Rome, 00186

Welcome to EF Rome.Our school is located in the heart of Rome near this historical city's famous sites - the perfect place to study Italian.

Lingue Mirlis School of English Lingue Mirlis School of English
Viale Guglielmo Marconi, 112
Rome, 00146

Chiamaci subito per una PROVA senza impegno! Scuola di lingue riconosciuta. Centro Ufficiale di prep

Teaching English as Foreign Language Teaching English as Foreign Language
Via Alessandro Cruto, 8
Rome, 00146

We are a language school based in Rome, Italy.We use to work nation wide wit state agencies and blue

Vittoria School - Scuola di Lingue Europee ed Orientali a Roma. Vittoria School - Scuola di Lingue Europee ed Orientali a Roma.
Piazza Camillo Finocchiaro Aprile, 3
Rome, 00181

Corsi in sede-domicilio-azienda.Corsi individuali personalizzati,Corsi semi individuali,Corsi in min

Libreria GRIOT Libreria GRIOT
Via Di Santa Cecilia 1/A
Rome, 00153

Libreria GRIOT Via S. Cecilia 1/A, Roma tel: 06 58334116 email: [email protected]

x

Altro Scuole di lingue Rome (vedi tutte)

La Foresta dei Sogni LIA Language in action Helen Doron English Infernetto Asilo nido Meraviglia Forifo Helen Doron English Ostia Global Institutes