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14/11/2024

Certe cose sembrano non cambiare mai.
Non importa cosa fai: se sei donna, devi dimostrare più volte il tuo valore, anche se sei un premio Nobel.

Tutti sanno che Marie Curie è stata la prima donna a vincere un Nobel e l’unica persona -fino a oggi- a vincerne addirittura due!

Ciò che non sappiamo è che il suo nome vero era Maria Salomea Sklodwska, aveva origini polacche e per inserirsi al meglio in un paese non aperto agli stranieri, dovette rinunciare al suo nome, mutandolo in Marie.

La vita per lei fu una continua prova, anche a seguito del suo Nobel condiviso con il marito Pierre Curie. Nel 1904, quando Pierre morì, l’intera comunità scientifica le si rivoltò contro. Affermando che il suo contributo al mondo scientifico fosse irrisorio. Pierre insegnava alla Sorbona e alla sua morte, a Marie fu permesso di sostituirlo in modo provvisorio. Quando si aprirono le candidature per l’assegnazione ufficiale alla cattedra, nessuno l’appoggiò, anzi.

La divisione di Fisica dell’Accademia delle Scienze era esclusivo appannaggio maschile. «L’Action francaise», il quotidiano di destra nazionalista e cattolico e la testata conservatrice «Le Figaro», si schiararono rumorosamente contro Marie Curie.

Il sunto era:
Ma cos’altro vuole questa donna? Peraltro Straniera?
Come osa soltanto candidarsi con la sua «femminea eccentricità»? (sì sì, femminea eccentricità).

E, per screditarla, dei ladri furono mandati a setacciare il suo studio, la sua casa e anche lo studio delle persone con cui Marie era in contatto. E lì trovarono le famose lettere per Paul. Paul era il nuovo amore di Curie, lui però era sposato e a questo punto, la narrazione è delle più moderne! Ecco che Marie Curie, premio nobel, divenne una SFASCIAFAMIGLIE, UNA POCO DI BUONO, INDEGNA PER LA CATTEDRA ALLA SORBONA e per qualsiasi altra cosa.

Fu allontanata, screditata… fu descritta come una «sconsiderata, attratta da cose maschili come i libri, i laboratori e la gloria». Già, cose maschili. Per la Sorbona, lei non lo meritava quella cattedra, non merita quel PREMIO, il lavoro era del marito, di un uomo; ecco, poi, però, ne vinse un altro, solo suo. :))) Storie di donne, storie di tenacia.

- Psicoadvisor

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