ASD Street of the Life - Scuola di Karate GO JU RYU

ASD Street of the Life - Scuola di Karate GO JU RYU

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Street of the Life: palestra di Arti marziali residente a Spinaceto (Roma, Italia) in via Anna la Barbera s.n.c. ingresso da Via Carlo Avolio Parco Campagna

Street of the Life nasce nel 2000 da dirigenti e tecnici, prevalentemente praticanti di karaté, che escono dalla A.S. Roma 12, grande polisportiva storica nei quartieri del 12° municipio, per formare una realtà più piccola, ma con una precisa identità ed unità d'intenti. La scelta del nome "street of the life", strada della vita, non è infatti casuale: esso vuole stigmatizzare quanto attraverso

04/05/2026

L’Assessore Tobia Zevi ha dichiarato più volte di voler “ricucire il rapporto tra istituzioni e cittadinanza attiva”. Nei fatti, però, si smentisce ancora una volta.
Dopo gli annunci su strumenti di partecipazione, forum e programmazione condivisa, rimasti sulla carta e di fatto ignorati, l’Amministrazione torna a operare secondo logiche già note.
È ripartita la campagna di lettere alle associazioni con richieste economiche e pretese di arretrati, spesso senza indicare periodi di riferimento, criteri di calcolo o documentazione giustificativa.
Nel frattempo è stata approvata la nuova disciplina sul patrimonio indisponibile, ma la sostanza non cambia. L’unica vera novità riguarda le modalità alternative di assegnazione. Per il resto restano scarsa trasparenza, assenza di reale coinvolgimento e richieste economiche formulate in modo opaco.
Così si alimentano incertezza e tensione, altro che collaborazione e fiducia.
Non è una sorpresa. È esattamente ciò che ci aspettavamo da questa amministrazione.

19/03/2026

Oggi RomaToday ci ricorda l’importanza delle palestre popolari nel tessuto sociale di Roma: luoghi di inclusione, educazione e riscatto, capaci di sottrarre centinaia di giovani alla marginalità e alla criminalità.

Non si menziona però un dato fondamentale: Roma Capitale ha di fatto deciso di chiudere definitivamente queste esperienze.

Come abbiamo denunciato più volte, la Delibera n. 104 si pone in netto contrasto con la Delibera n. 26 del 1995, che aveva invece riconosciuto e reso possibile la nascita di queste realtà.

Oggi, inoltre, si aggiunge un ulteriore elemento gravissimo: le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) sono escluse dai futuri bandi di assegnazione del patrimonio pubblico, impedendo di fatto la sopravvivenza e lo sviluppo dello sport popolare.

E non solo: la nostra partecipazione è stata possibile esclusivamente a seguito di un ricorso e di un’istanza di parte, a conferma di un’impostazione amministrativa che, invece di favorire queste esperienze, le ostacola attivamente.

Nonostante le ripetute richieste di riconoscimento e tutela, l’Amministrazione si è trincerata dietro una scelta politica chiara: porre fine a queste esperienze a Roma.

Eppure queste palestre rappresentano molto più di semplici luoghi di sport: sono presìdi sociali, comunità, alternative concrete al disagio e alla devianza.

Per questo la nostra lotta continua.
Non ci fermeremo finché a Roma non potranno nascere 10, 100, 1000 palestre popolari.

Photos from ASD Street of the Life - Scuola di Karate GO JU RYU's post 10/12/2025

Ecco una versione riscritta, più scorrevole ed energica:

Si è appena concluso il primo corso di difesa personale femminile nella nostra palestra: un’esperienza davvero coinvolgente! Speriamo che sia piaciuto a tutte le partecipanti, che ringraziamo di cuore per la fiducia. Chiudiamo l’anno con il desiderio di replicare questo percorso e di vedere sempre più ragazze unirsi a noi… perché oggi più che mai, sapersi difendere è davvero essenziale. Un grazie speciale anche ai nostri maestri Gilberto Berlen e per la loro disponibilità e preparazione!

02/09/2025

Ci ha lasciato un uomo giusto, figlio di una generazione di altri tempi, un uomo buono che si è sempre prodigato per gli altri, legato fortemente alla famiglia, che nella pratica del karate aveva trovato la sua giusta dimensione riconoscendone i principi fondamentali della vita, il rispetto, l’onore, la dignità, la spiritualità, lo sport. La pratica l’aveva iniziata negli anni 80 è stato uno dei pionieri della nostra palestra, uno dei primi a credere nel progetto della Street nella quale aveva trovato le finalità di una realtà volta a colmare quel vuoto che i quartieri come il nostro hanno, un luogo dove fare sport per tutti con un occhio ai bambini, ai giovani, agli anziani agli ultimi ed agli emarginati. Quando per ragioni di salute ha dovuto sospendere l’attività ha sempre continuato a sostenerci, era lì quando ci arrivò l’intimazione di lasciare i locali da parte della giunta Raggi. Si è fatto in quattro quando l’attuale giunta ci ha intimato di pagare oltre 16.000 euro nel giro di un mese, si è dato da fare per la raccolta fondi, ed egli stesso ha messo una cifra importante. Ci mancherai tantissimo ma sono certo che da lassù continuerai a seguirci e ad indicarci la via.
Ciao Paolo

29/01/2025

BENI PUBBLICI SCUOLE PRIVATE! GRAZIE GUALTIERI

Il Consiglio Comunale di Roma ha votato oggi per sottrarre tre beni pubblici alla collettività, concedendoli gratuitamente per i prossimi 50 anni.

In particolare la vicenda dell’ex Convento S.Ambrogio è emblematica della logica di privatizzazione del patrimonio pubblico che ispira le politiche della Giunta Gualtieri. Quello stabile, rimasto a lungo nell’abbandono - dopo lo sgombero delle realtà associative che lo hanno attraversato per molti anni - è stato assegnato in concessione gratuita per diventare sede di un liceo privato.

In questo modo Partito Democratico, Lista Civica Gualtieri Sindaco, Roma Futura e Sinistra Civica Ecologista hanno deciso di andare contro gli interessi della città. Prendiamo atto che l’astensione dei consiglieri di Roma Futura – solo sull’assegnazione del Convento S.Ambrogio - è una risposta parziale all’appello lanciato alla vigilia della votazione da soggetti sociali, politici e sindacali che si battono per l’utilizzo sociale del patrimonio pubblico e per la difesa dei beni comuni.

Tutto questo, è bene ribadirlo, avviene senza un piano di gestione del patrimonio pubblico, nonostante la delibera 104 preveda che venga approvato annualmente.
La frattura prodotta nei confronti della città è già profonda e la concessione di un tavolo tecnico per le associazioni sgomberate dal Rialto S.Ambrogio è una foglia di fico che non restituisce affatto dignità alle esperienze di autorganizzazione perché ripropone un approccio paternalistico, quasi confidenziale, al posto di criteri di trasparenza, equità e valorizzazione della cittadinanza attiva.

Arci Roma Partito della Rifondazione Comunista Si al Parco Si all'Ospedale No allo Stadio

23/01/2025

✍️ Oggi in Aula Giulio Cesare: due spazi pubblici assegnati a titolo gratuito a enti religiosi

Oggi verrà discussa la proposta di assegnare due spazi pubblici a titolo gratuito a enti religiosi, uno dei quali destinato alla creazione di una nuova scuola paritaria.

Queste assegnazioni avvengono senza un piano di gestione del patrimonio pubblico e senza aver concluso i procedimenti di assegnazione già in corso, che coinvolgono centinaia di associazioni.
Una scelta che rivela le vere priorità di un’amministrazione che si dichiara di centro-sinistra, ma nei fatti dimostra ben altro.

Chiediamo ai consiglieri e alle consigliere di Roma Capitale di non votare a favore di un atto che oltrepassa i limiti della discrezionalità amministrativa, con tutte le possibili conseguenze contabili.

Il patrimonio pubblico deve essere uno strumento per rivitalizzare il tessuto sociale e culturale della città.
Finora, però, le delibere sui beni comuni e sul patrimonio indisponibile si sono rivelate inadeguate , lasciando spazio solo a proclami.

Noi continueremo a vigilare, anche sull’esito della votazione odierna. L’interesse pubblico deve restare al centro!

Arci Roma

21/01/2025

‼️Mentre tantissimi spazi sociali, culturali e sportivi di Roma attendono da anni il rinnovo delle concessioni, dopo aver partecipato e vinto regolari bandi di gara, il Comune continua a privilegiare concessioni dirette a titolo gratuito a organizzazioni religiose, senza criteri partecipativi chiari e trasparenti.

Due esempi recenti sono emblematici:
• La proposta n. 159/2024 assegna la Casina di San Vitale alla Parrocchia San Vitale per attività sociali e accoglienza pellegrini.
• La proposta n. 211/2024 concede un immobile di proprietà pubblica alla Comunità Ebraica di Roma per finalità di interesse generale.

Tutto questo avviene in assenza del Piano di Gestione del Patrimonio Pubblico, previsto dal Regolamento n.104 del 2022 di Roma Capitale.

Nel frattempo, molte realtà associative laiche, che da anni promuovono inclusione sociale, cultura e sport sul territorio, rimangono con le concessioni scadute al 31/12/2024 o senza risposte.

Dov’è la trasparenza? Dove sono le pari opportunità? Gli spazi pubblici sono una risorsa fondamentale per il benessere della comunità e non possono essere gestiti senza regole chiare. Chiediamo al Comune di garantire assegnazioni eque, trasparenti e partecipative, rispettando chi ha seguito percorsi regolari e promuovendo un uso degli spazi che risponda alle reali esigenze della cittadinanza.

Roma è di tutti, non solo di qualcuno!

Caio e Arci Roma chiedono ai consiglieri e alle consigliere di Roma Capitale di non votare favorevolmente le proposte di assegnazioni dirette e a titolo gratuito finché non sarà ristabilita la corretta attuazione dei processi democratici attraverso la definizione e pubblicazione del Piano di Gestione del Patrimonio dei romani e delle romane.

20/01/2025

L’articolo a firma dell’Assessore Veloccia, evidenzia l’importanza di una riqualificazione continua per le periferie, ma le scelte fatte grazie alla sua delega all’urbanistica, che sono in linea con la tendenza di tutti i suoi colleghi e colleghe al governo della città, evidenziano come questa maggioranza sia incline a privilegiare poteri ed interessi economici a discapito della salute e del benessere di cittadini e cittadine.
La mancata gestione del patrimonio pubblico, come dimostrato dal degrado delle case ERP e dall’assenza di interventi per riqualificare i quartieri popolari, rappresenta un chiaro segnale di disinteresse verso le esigenze delle comunità più fragili.

A ciò si aggiungono decisioni altamente controverse, come la costruzione dello Stadio della Roma in un’area boschiva tutelata, una scelta che dimostra una palese mancanza di rispetto per il patrimonio ambientale della città e per la necessità di preservare i pochi spazi verdi rimasti. Parallelamente, l’approvazione di progetti come l’inceneritore e il biodigestore, entrambi con gravi implicazioni sulla salute pubblica e sull’ambiente, sottolinea ulteriormente l’orientamento di queste politiche verso logiche economiche e speculative, anziché verso il benessere collettivo.

Mentre si parla di riqualificazione e interventi continui, le azioni reali sembrano disconnesse dai bisogni delle persone. La scelta di assecondare interessi privati e grandi progetti, senza un confronto reale con le comunità coinvolte, sta aggravando le disuguaglianze e favorendo un modello di sviluppo che penalizza i le fasce più vulnerabili.

È necessario invertire questa rotta: la riqualificazione delle periferie e delle aree urbane deve partire dalla gestione responsabile del patrimonio pubblico, dalla tutela ambientale e dalla centralità della salute dei cittadini e delle cittadine. Servono politiche che mettano al centro le persone e i loro diritti, non gli interessi dei poteri forti.

Quarticciolo Ribelle

09/01/2025

Per l'assessore Tobia Zevi la funzione sociale della proprietà di cui all'art. 42 della costituzione è un principio filosofico.

Oggi in Commissione Patrimonio abbiamo ribadito un concetto chiaro: suddividere il patrimonio pubblico in disponibile e indisponibile è una scelta politica che mira a monetizzare ciò che appartiene a tutti.

L’assessore, negando quanto stabilito dall’articolo 42 della Costituzione, ha bollato la nostra posizione come “filosofica”. Ma noi crediamo che la Costituzione debba restare il faro dell’agire politico e che il patrimonio pubblico debba servire alla collettività.

📌 La nostra visione è chiara: il patrimonio di Roma Capitale deve essere destinato a risolvere l’assenza di edilizia residenziale pubblica e a creare nuovi spazi di aggregazione sociale, culturale e sportiva.

Invece, l’amministrazione prosegue verso nuove forme di privatizzazione, come l’introduzione dei beni comuni, basate su un modello ultra-liberista che, paradossalmente, non riesce nemmeno a gestire.

Noi di Caio e Arci Roma continueremo a batterci affinché il patrimonio pubblico resti al servizio delle persone: per dare una casa a chi non ce l’ha e per creare opportunità di socialità e inclusione. 💪

🔻 Non possiamo accettare che la direzione scelta sia quella opposta.

Arci Roma

07/01/2025

📢 Scontro tra associazioni e Comune: a rischio spazi sociali e attività ultradecennali

A Roma si accende il conflitto tra associazioni culturali, sociali e sportive e l’assessore al Patrimonio Tobia Zevi. Al centro della polemica, la gestione degli immobili comunali e gli effetti delle delibere 140 e 104, che secondo Arci Roma e la rete “Caio” non hanno risolto le criticità legate a concessioni scadute e morosità accumulate.

🏋️‍♂️ Spazi a rischio
Le nuove regole hanno triplicato i canoni d’affitto senza riconoscere il valore sociale delle attività, mettendo in difficoltà realtà storiche come palestre popolari, scuole di danza e laboratori teatrali. Dal 1° gennaio 2025 molte attività potrebbero essere considerate abusive, con rischi economici e penali per i gestori.

✍️ Le accuse a Zevi
Le associazioni accusano l’assessore di inadempienze e mancanza di una visione strategica. “Il fallimento delle politiche sociali di questa amministrazione è evidente”, dichiarano.

🗣️ La replica di Zevi
L’assessore rassicura: “Concessioni prorogate fino al 30 giugno 2025. Stiamo lavorando per soluzioni partecipate”. Ma il dialogo rimane teso.

⚠️ Preoccupazioni crescenti
Zevi non si esprime sulla mancanza di un piano di gestione del patrimonio, evidenziando ancora una volta l’assenza di una visione programmatica e strategica".

🆘Le associazioni temono l’intervento delle forze dell’ordine e provvedimenti penali a causa dell’assenza di titoli legittimanti e delle norme del nuovo decreto Sicurezza.

Articolo completo nel link al primo commento ⤵️

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