Accademia Delle Stelle - Astronomia

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Notizie di astronomia, astronautica, eventi e corsi base e avanzati di astronomia pratica e teorica Un progetto divulgativo per portare a tutti l'astronomia, fondato da un astrofisico: l'Accademia delle Stelle comprende una scuola di astronomia e raccoglie intorno a sè tantissimi astrofili che animano gli eventi pubblici che realizziamo a Roma e in tutta Italia. Niente quota di iscrizione, niente pubblicità sul sito: solo passione per la scienza e l'astronomia 🔭🪐✨⭐️
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🌟 Bis di supernove per NGC 7331Una supernova da collasso di nana bianca si è accesa pochi giorni fa in una galassia lumi...
06/09/2026

🌟 Bis di supernove per NGC 7331

Una supernova da collasso di nana bianca si è accesa pochi giorni fa in una galassia luminosa amata dagli astrofili: NGC 7331, soprannominata la “Piccola Galassia di Andromeda” per la sua forma e la sua vicinanza in cielo (si trova nel Pegaso, costellazione confinante con Andromeda), in questo periodo visibile per tutta la notte.

L’esplosione stellare è stata avvistata per la prima volta il primo settembre da ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), un sistema di rilevamento astronomico robotizzato sviluppato dall’Università delle Hawaii e finanziato dalla NASA, progettato specificamente come sistema di allerta precoce per l’impatto di asteroidi.

Il nome ufficiale è SN 2026 aaiv

NGC7331 Antonio VenturaQuesta è una supernova di tipo Ia (collasso di nana bianca, evento utilizzato dagli astronomi come candela standard per stimare la distanza delle galassie remote). La cosa sorprendente è che l’anno scorso era esplosa un’altra supernova dello stesso tipo nella stessa galassia, la 2025rbs, che era stata la supernova più brillante dell’anno!

Questa supernova si trova nella costellazione di Pegaso.

Alla scoperta era di magnitudine 17,3 ma sta acquistando luminosità e ora dovrebbe essere più luminosa della magnitudine 15: difficile in visuale per i grossi telescopi amatoriali, ma alla portata di un sistema fotografico economico alla portata degli astrofili.
AGGIORNAMENTO: la supernova è ora (8/9/2026) alla portata di telescopi amatoriali anche in visuale: è stata osservata all'oculare di un C8 nella prima ora dell'8 settembre, stimata di magnitudine 13.

La foto (Antonio Ventura, Innumerabili Mondi) ritrae la galassia a spirale NGC7331 nel Pegaso a luglio 2026 e il 5 settembre 2026, con la supernova SN 2026 aaiv evidenziata da una freccia

[ Paolo Colona ]
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🪐 Un Decagono su Saturno Mentre il pianeta con gli anelli splende in cielo in ottime condizioni osservative (vedi il nos...
05/09/2026

🪐 Un Decagono su Saturno

Mentre il pianeta con gli anelli splende in cielo in ottime condizioni osservative (vedi il nostro Cielo del Mese), un team internazionale guidato dall’astrofisico Agustín Sánchez-Lavega (Università dei Paesi Baschi) ha confermato la presenza di un’onda planetaria a 10 vertici (un decagono) insediata attorno al Polo Sud di Saturno, a circa 63° di latitudine sud!

Abbiamo già parlato in diverse occasioni dell'Esagono sul polo nord di Saturno, osservato da almeno 40 anni, questa scoperta al Polo Sud di Saturno riguarda un’imponente struttura atmosferica a 10 lati di recente formazione.

Lo studio, basato su osservazioni condotte con il Telescopio Spaziale Hubble (programma OPAL), è stato pubblicato il 2 settembre 2026 sulla rivista Science Advances.A differenza del celebre Esagono del Polo Nord, il decagono meridionale è di recente genesi.
Le prime traccia sfocate risalgono alle riprese Hubble del 2023, per poi definirsi nettamente tra il 2024 e il 2025.

La struttura è incastonata all'interno di una potente corrente a getto zonale (con venti orientati verso est fino a 420 km/h) e si sviluppa su più livelli di altitudine, estendendosi verticalmente dalla troposfera fino alla stratosfera.

Secondo la co-autrice Amy Simon (NASA Goddard Space Flight Center), l'aspetto più intrigante di questa scoperta è la possibilita di assistere in tempo reale alla formazione di una gigantesca struttura (forse permanente) nell'atmosfera di un pianeta esterno.

In foto: Proiezione polare dell'emisfero meridionale di Saturno a una lunghezza d'onda rossa di 763 nanometri, ottenuta dal telescopio spaziale Hubble il 29 agosto 2025. NASA/ESA/A. Sánchez-Lavega/Università dei Paesi Baschi (EHU)

IL cielo di Settembre 2026:
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⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI SETTEMBRE 2026I fenomeni astronomici di settembre 2026, con la visibilità di stelle, pianet...
01/09/2026

⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI SETTEMBRE 2026
I fenomeni astronomici di settembre 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

✨ Le stagioni in settembre si avvicendano e l’autunno, che inizia ufficialmente mercoledì 23, si annuncia già dai primi giorni del mese fra le costellazioni serali. A oriente sorgono infatti le grandi figure dell’Aquario, di Pegaso e dei Pesci, tipiche del periodo autunnale, mentre l’asterismo del Triangolo Estivo, che in questi mesi ci ha guidati con le fulgenti stelle Deneb, Vega e Altair, splende ora sopra l’orizzonte occidentale.
Il cielo di settembre si fa più sommesso, con stelle numerose ma diradate e più spente. A ravvivarlo ci sono i pianeti, specialmente sul far dell’alba quando a occhio n**o possiamo vedere Giove, Marte e Saturno, mescolati alle brillanti stelle invernali di Orione e dei Cani Maggiore e Minore. Manca solo Venere che, sebbene sia al massimo della luminosità, è anche sempre più vicino prospetticamente al Sole e possiamo intercettarlo solo nella prima metà di settembre, ma già molto basso sull’orizzonte. Per tutta la notte si concedono invece Nettuno, che il 26 va all’opposizione, e Saturno che ci va a inizio ottobre e brilla fra le stelle dei Pesci, non lontano dal punto equinoziale primaverile.
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☀️ SOLE
Si trova nella costellazione del Leone e dal 17 in quella della Vergine, la costellazione dove cade il secondo punto equinoziale dell’anno. L’autunno ha inizio mercoledì 23 settembre alle 02.05.
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FASI DELLA LUNA
Ultimo quarto - venerdì 4 h09.51
Nuova - venerdì 11 h05.27
Primo quarto - venerdì 18 h22.44
Piena - sabato 26 h18.49
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PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI SETTEMBRE
3 00.06 Nettuno al massimo splendore (m 7,82)
3 05.30 Congiunzione Venere - Spica 1,7°S, visibile con difficoltà a sud-ovest dopo il tramonto
3 14.40 Congiunzione Luna (55%) - Pleiadi 1,2°N, visibile a nord-est dalle 23.30
4 01.04 Congiunzione Luna (54%) - Urano 5,5°N, visibile a est
4 09.51 Luna all'ultimo quarto
4 15.23 Venere all'afelio (0,73 UA)
6 20.25 Congiunzione Luna (20%) - Marte 3,0°N, visibile a nord-est dalle 2.30 del 7
6 22.27 Luna al perigeo (368.254 km)
7 09.10 Congiunzione Luna (19%) - Polluce 3,7°S, visibile a est prima dell'alba
8 07.29 Congiunzione Luna (11%) - Presepe 0,7°N, visibile a est prima dell'alba
8 20.11 Congiunzione Luna (11%) - Giove 0,8°N, visibile a est prima dell'alba
9 22.15 Congiunzione Luna (5%) - Regolo 0,6°S, visibile con difficoltà a est prima dell'alba
11 05.27 Luna nuova
14 13:11 Congiunzione Luna (14%) - Venere 0,5°N, visibile con molta difficoltà a ovest al tramonto
17 15.02 Congiunzione Luna (40%) - Antares 0,6°S, visibile a sud-ovest dopo il tramonto
18 22.44 Luna al primo quarto
19 05.02 Luna all'apogeo (404.216 km)
19 06.06 Congiunzione Marte - Polluce 6,0°S, visibile a est
Lunedì 21 - inizia il Corso di Astronomia Fondamentale e Sorprendente - Online e in Presenza
21 10.38 Venere al massimo splendore (m -4,81)
23 02.05 Equinozio d'Autunno ☀️
24 06.00 Marte allineato a Castore e Polluce (orario indicativo)
26 02.12 Nettuno all'opposizione
26 18.49 Luna piena
26 21.02 Congiunzione Luna (100%) - Nettuno 4,8°N, visibile a est
27 10.51 Mercurio all'afelio (0,47 UA)
27 13.58 Congiunzione Luna (100%) - Saturno 6,9°N, visibile a est dopo il tramonto o a ovest prima dell'alba
30 20.15 Congiunzione Luna (79%) - Pleiadi 1,1°N, visibile a est dalle 22.00
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PIANETI
☿ MERCURIO è reduce dalla congiunzione superiore del 27 agosto e non è visibile per tutto il mese di settembre. Le costellazioni in cui si sposta sono le stesse del Sole: il Leone e dal 7 la Vergine, dove il Sole lo raggiunge dieci giorni dopo.

♀ VENERE è stabile nella Vergine, costellazione dell’equinozio d’autunno, che ospita il Sole dal 17. Proprio alla nostra stella il pianeta si avvicina prospetticamente sempre più; la sua elongazione si riduce da 44,5° a inizio mese a 31,5° alla fine, un avvicinamento che si ripercuote sui suoi orari di alba e di tramonto: la “stella della sera” scende infatti sotto l’orizzonte occidentale sempre prima e di fatto riusciamo a vedere il pianeta con un minimo di agio, solo nella prima parte del mese, già molto basso nel crepuscolo serale. Venere è un punto particolarmente brillante tant’è che, nonostante al telescopio sia una falce calante, il 21 raggiunge la magnitudine di -4,81, lo splendore massimo e questo grazie al progressivo avvicinamento alla Terra, dalla quale quel giorno dista 0,40 UA; equivalgono a poco più di 60 milioni di km, una distanza che conferisce al pianeta un diametro angolare di ben 41”. Venerdì 4 invece Venere è all’afelio, il punto della sua orbita più lontano dal Sole pari a 0,73 UA, 109 milioni di km, quasi il doppio del 21. Al tramonto di domenica 3, se abbiamo l’orizzonte occidentale libero, lo vediamo in congiunzione con Spica, l’astro principale della Vergine, che brilla circa 1,5° più a nord-ovest. Venere tornerà a mostrarsi sempre fra le stelle della Vergine in novembre, stavolta non più sotto le sembianze di Vespero, ma di Lucifero, la “stella del mattino”.

♂ MARTE prende gradualmente vigore fra le stelle dei Gemelli, che risale dai piedi ai volti, prima di varcare il confine del Cancro il 25. È un punto di circa una magnitudine e dimensioni apparenti che a fine settembre arrivano quasi a 6”. Lo vediamo per 4-5 ore prima dell’alba a est, dove sorge attorno all’1.30, complici le notti che si allungano. Lunedì 7 sorge insieme a una sottile falce di Luna crescente con cui è stato in congiunzione poche ore prima, mentre sabato 19 va in congiunzione con Polluce, che brilla 6° più a nord. Marte è già nei pressi dei volti dei due Gemelli e giovedì 24 lo possiamo vedere allineato a Castore e Polluce, rispetto ai quali si dispone a sud.

♃ GIOVE si vede sempre più a lungo prima dell’alba all’orizzonte orientale. Se a inizio settembre sorge verso le 4.30 del mattino, a fine mese si leva attorno alle 3.00, concedendosi per quasi quattro ore. È un punto di seconda magnitudine negativa che brilla nella costellazione del Cancro fino al 23 quando si trasferisce nel Leone. Le sue dimensioni apparenti crescono gradualmente attestandosi in media sui 32”. La sera di martedì 8 settembre si trova in congiunzione con un sottile spicchio di Luna prossima alla fase nuova; l’incontro avviene sotto l’orizzonte e possiamo quindi vedere la coppia o prima dell’alba del giorno stesso, quando la Luna lo sta raggiungendo indicandolo col suo arco di luce, oppure prima dell’alba del giorno successivo, mercoledì 9, quando invece l’ha superato.

♄ SATURNO è prossimo all’opposizione che avviene a inizio ottobre e già da settembre domina il firmamento. Sorge poco dopo il tramonto e si vede fino all’alba, quando l’arco celeste che ha iniziato a percorrere poco dopo il tramonto, si conclude a sud-ovest mentre sorge il Sole. Saturno si presenta con un diametro angolare di circa 20” e splende con 0,4 magnitudini nella costellazione dei Pesci, una decina di gradi a est dell’equinozio di primavera. La notte di domenica 27 è accompagnato dalla Luna ancora piena con cui sta per andare in congiunzione; i due corpi celesti sono separati di circa 5-6°, una distanza angolare che permette di intravvedere Saturno nell’alone lunare.

♅ URANO brilla quasi di sesta magnitudine a metà strada fra le Pleiadi e Aldebaran. Siamo dunque nel Toro, la costellazione che lo ospita da quasi due anni e mezzo e possiamo osservarlo per gran parte della notte, da quando sorge a est in tarda serata, fino all’alba che lo sorprende sempre più avanti nella traversata celeste: se all’inizio del mese Urano è a sud-est prima che sorga il Sole, a metà mese è invece in culminazione a sud e alla fine lo troviamo ancora alto sull’orizzonte sudoccidentale. All’una di notte di venerdì 4, possiamo vedere Urano in congiunzione con la Luna all’ultimo quarto che splende 5,5° più a nord, lasciando il pianeta quasi in corrispondenza del terminatore; quest’ultimo è la linea che separa l’emisfero lunare illuminato da quello in ombra, un riferimento che possiamo sfruttare nella ricerca del pianeta.

♆ NETTUNO si vede per tutta la notte nella costellazione dei Pesci, molto vicino al punto equinoziale primaverile, dal quale dista appena 3,8°E. L’ultimo pianeta del Sistema Solare sabato 26 si trova all’opposizione, ovvero a 180° di elongazione dal Sole e scambia dunque con la nostra stella gli orari di levata e tramonto. Per questo motivo è protagonista della notte insieme a Saturno, sebbene per vedere Nettuno, pianeta quasi di ottava magnitudine, sia indispensabile il telescopio. L’opposizione di Nettuno quest’anno è particolare perché avviene nello stesso giorno della sua congiunzione con la Luna, che a sua volta il 26 diventa piena, una circostanza quest’ultima che però non favorisce la visione del pianeta.

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✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Al calar dell’oscurità, le lucenti stelle del Triangolo Estivo – Deneb, Vega e Altair – si accendono nel Cigno, nella Lira e nell’Aquila, e noi le vediamo già molto alte in cielo, in culminazione, segno che tramonteranno durante la notte. Se all’inizio di settembre, grazie alle loro alte declinazioni, possiamo ancora vedere Deneb e Vega nel crepuscolo mattutino occidentale, alla fine sull’orizzonte rimane solo Deneb. L’autunno incede con passo veloce e le costellazioni dell’estate, come Ercole, l’Ofiuco, il Serpente e lo Scorpione, tutte a ovest del Triangolo Estivo, lo precedono nel tramonto, compreso il Sagittario, basso sull’orizzonte, a sud dell’Aquila.
Salgono invece da est costellazioni di grande ampiezza, tipiche dell’autunno come Pegaso, l’Aquario e i Pesci, rispettivamente la settima, decima e quattordicesima più grande della volta celeste. Di esse soltanto Pegaso è ben riconoscibile, per via del suo Quadrato di stelle, una delle quali lo aggancia alla costellazione di Andromeda; è Alpha And, astro di seconda magnitudine che Andromeda condivide con Pegaso. I Pesci e l’Aquario sono figure celesti enormi ma sommesse, le loro numerose stelle sono prevalentemente di quarta e quinta magnitudine.
A precederle sull’eclittica, dove si distribuiscono le costellazioni dello Zodiaco, c’è il Capricorno, più piccola ma anch’essa non di immediato riconoscimento, la cui stella più luminosa è Delta Cap di magnitudine 2,85. Nei paraggi, l’unico punto davvero brillante è Fomalhaut (m 1,15) nel Pesce Australe, paragonabile in luminosità a Deneb (m 1,25); Fomalhaut tuttavia è una stella che rimane molto vicina all’orizzonte, da cui si stacca al massimo di una ventina di gradi e non di rado la vediamo a intermittenza, per via dello strato atmosferico più spesso in prossimità dell’orizzonte.
Durante la notte sale a est, ancora più gigantesca, la Balena che con 1.231 gradi quadrati di estensione, è la quarta costellazione più grande del cielo dopo l’Idra, la Vergine e l’Orsa Maggiore. Anche in questo caso, della moltitudine di stelle che la disegnano, soltanto due si vedono con relativa facilità: sono Alpha Cet (m 2,50) sulla testa e Beta Cet (m 2,00) sulla coda, ma proprio trovandosi agli estremi della costellazione – sono separate di ben 40° – rischiano di perdersi nel cielo autunnale, silenzioso e sparso nelle sue luci. Il richiamo all’acqua è ciò che lo caratterizza, come suggeriscono le sue costellazioni: il Pesce Australe, la Balena, i Pesci e l’Aquario sono i più evidenti, ma anche il Capricorno, creatura metà capra e metà pesce appartiene al mondo dell’acqua, così come Pegaso, il cavallo su cui hanno cavalcato con sorti opposte Perseo e Bellerofonte, e le cui origini troviamo nell’unione di Poseidone con la gorgone Medusa. Eccetto Pegaso e i Pesci, le altre costellazioni sono sotto l’equatore celeste – o a cavallo come la Balena –, in quell’emisfero australe dove gli antichi immaginavano scorresse l’Oceano che abbracciava la Terra.
Questi abissi celesti custodiscono galassie, nebulose planetarie, ammassi globulari.
Nell’Aquario troviamo M2, il secondo oggetto annotato da Charles Messier, un ammasso globulare di magnitudine 6,30 che si trova appena 42’ sotto l’equatore celeste e che dista da noi 39.000 anni luce. Ma l’Aquario ospita anche due nebulose planetarie, entrambe molto scenografiche: sono la nebulosa Saturno (m 8,00) al confine occidentale della costellazione, così chiamata perché ricorda la sagoma del pianeta, e la nebulosa Elica (m 7,60) verso il confine sudoccidentale, che richiama invece la nebulosa Anello nella Lira.
Spostandoci nei Pesci, si offre frontalmente appena a est di Eta Psc, la meravigliosa galassia a spirale Fantasma, M74 nel catalogo di Messier (m 9,39), lontana ben 30 milioni di anni luce!
E guardando M74, non siamo lontani dalla costellazione del Triangolo dove splende l’omonima galassia, M33 nel catalogo francese (m 5,72), una delle prime galassie a spirale scoperte e fra le più vicine a 2,7 milioni di distanza. Ancora più vicina è M31 a 2,5 milioni di anni luce, la famosissima galassia di Andromeda (m 3,44), per la quale inizia la stagione migliore per la sua osservazione.
E con Andromeda siamo arrivati all’anello di congiunzione con Pegaso da cui siamo partiti. Nella costellazione ormai “in volo”, troviamo M15, il magnifico Grande Ammasso di Pegaso (m 6,30) che, a 33.000 anni luce da noi, è uno dei più ricchi della nostra galassia con oltre centomila stelle, e fra i più ampi con un’estensione di 18’, simile a M13, il famoso Grande Ammasso di Ercole che arriva a 20’.
Il cielo autunnale è più fresco nelle temperature ma ci invita a scoprirlo nelle sue meraviglie nascoste.
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☀️ MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE: EQUINOZIO D’AUTUNNO
L'autunno arriverà nel cuore della notte, alle 2.05 di mercoledì 23 settembre. In quell'istante il Sole "atterrerà" nel punto di intersezione fra l’equatore celeste – proiezione nel cielo del piano equatoriale terrestre – e l’eclittica, la sua traiettoria apparente percorsa in un anno. Questo punto è l’equinozio, in particolare è il secondo dell’anno dopo quello primaverile di marzo.
Parliamo metaforicamente di atterraggio perché si tratta di un approdo "dall'alto", una discesa nel cielo iniziata il 21 giugno quando il Sole, all'apice del suo percorso, dava avvio all'estate con le sue notti brevi. Da quel momento la declinazione del Sole, ovvero la sua altezza sull'equatore celeste, ha iniziato a diminuire e il 23 si azzererà, un traguardo che se ci facciamo caso, viene raggiunto a un ritmo via via più rapido man mano che andiamo verso l’equinozio. Risultato: le ore di luce giornaliere avvicinandosi all’autunno, si riducono più velocemente e noi altrettanto più velocemente ci ritroviamo calati nella notte.
Ma perché il Sole cambia più velocemente la sua altezza sull’equatore celeste – ovvero la sua declinazione – in prossimità degli equinozi?
Per capirlo dobbiamo osservare il moto della nostra stella lungo l’eclittica, il grande cerchio che rappresenta nel cielo il piano dell’orbita terrestre e che è inclinata di 23,5° rispetto all’equatore. Il Sole la percorre in un anno e dunque, approssimando, possiamo dire che avanza circa di 1° al giorno a velocità quasi costante.
Tuttavia, se lungo l’eclittica il suo moto è uniforme, non lo è il modo in cui attraversa i paralleli di declinazione, cioè i cerchi paralleli a quello dell’equatore celeste, i quali vengono intercettati con velocità diverse. Vediamo come.
Se il cerchio massimo dell’eclittica è inclinato di 23,5° rispetto all’equatore celeste e tale rimane, la geometria sferica con cui abbiamo a che fare, fa invece apparire localmente il cammino del Sole come un saliscendi rispetto all’equatore celeste, quello che percepiamo all’avvicendarsi delle stagioni: Sole a +23,5° di declinazione al solstizio d’estate, a 0° ai due equinozi e a –23,5° al solstizio d’inverno.
Se ora sovrapponiamo questo percorso alla griglia dei paralleli di declinazione, emerge un fatto importante: soltanto in prossimità degli equinozi, l’eclittica li taglia con un angolo più marcato: ciò significa che ogni piccolo spostamento lungo l’eclittica porta il Sole rapidamente da un parallelo all’altro, e dunque la declinazione cambia più velocemente.
Avvicinandosi ai solstizi, invece, il percorso lungo l’eclittica “si appiattisce”, diventando quasi tangente a questi paralleli: il Sole impiega così più tempo per attraversarli e per un certo periodo rimane quasi alla stessa altezza sull’equatore celeste, ovvero mantiene quasi costante il valore della sua declinazione. Il rallentamento massimo avviene al solstizio quando il Sole, come suggerisce l’etimologia latina del fenomeno, si ferma (Sol sistit).
L’angolo diverso con cui l’eclittica durante l’anno incide i paralleli di declinazione, è anche il motivo per cui la durata del giorno cambia più rapidamente in primavera e in autunno.
Quando la sua declinazione accelera – dunque agli equinozi – anche gli orari di alba e tramonto anticipano o ritardano più repentinamente; ai solstizi invece, il Sole cambia così poco la sua altezza giorno dopo giorno, da far sì che in quel periodo il Sole sorga e tramonti quasi agli stessi orari.
E se vicino agli equinozi, tramonti e albe subiscono un’impennata – tipicamente di 2-3 minuti al giorno alle latitudini italiane – il numero delle ore di luce e di buio invece si pareggia. Equinozio significa proprio “notti uguali”, sottinteso per durata rispetto al dì: 12 ore di luce e altrettante di buio.
Se osservassimo il nostro pianeta dallo spazio, vedremmo che quando in autunno il Sole “atterra” sull’equatore celeste, la metà illuminata della Terra coincide esattamente con l’emisfero delimitato dai due Poli. In altre parole, il terminatore terrestre, ovvero la linea che divide l’emisfero in ombra da quello illuminato, passa proprio per i Poli, dividendo così in modo uguale l’illuminazione del globo.
Nella realtà però questa simmetria non è rispettata pienamente. Servirebbe un Sole puntiforme e assenza di atmosfera.
Il disco solare infatti rischiara il cielo un po’ prima di sorgere e ancora un po’ dopo essere tramontato, mentre l’atmosfera ha l’effetto di proiettare la sua immagine più in alto di quanto non sia. Il fenomeno è quello della rifrazione che concede anch’essa quindi un po’ di luce in più sia al mattino che alla sera.
Le stagioni sono delle tappe fondamentali del percorso apparente annuo della nostra stella e i meccanismi che le governano sono complessi e dalle numerose implicazioni. Ci sarebbero ancora altre sfaccettature da illustrare, ma ci fermiamo qui e concludiamo tornando proprio sulla simmetria fra il giorno e la notte, l’aspetto più evidente del fenomeno.
Il punto dove eclittica ed equatore celeste si incontrano in autunno viene indicato con la lettera greca maiuscola Omega (Ω) che graficamente evoca una bilancia in perfetto equilibrio. Furono i Greci a usare questo segno, complice il fatto che, almeno dal 1000 a.C. e fino al 700 a.C., le stelle che facevano da sfondo all’inizio dell’autunno erano proprio quelle della Bilancia, costellazione dall’origine controversa, all’epoca ancora fusa con lo Scorpione e separata ufficialmente da questa da Giulio Cesare. A partire dal 700 a.C. tuttavia, il fenomeno della precessione degli equinozi ha spostato il punto equinoziale nella costellazione precedente, quella della Vergine, tant’è che oggi risiede ancora in questa costellazione, la seconda più grande della volta celeste, con l’unica differenza che, se duemilacinquecento anni fa si trovava circa 10° a est di Spica, oggi risiede dalla parte opposta, un paio di gradi a sud della stella Beta Vir. Non è quindi astronomicamente lontano il tempo in cui il punto equinoziale di settembre abbandonerà la Vergine e si trasferirà nella costellazione del Leone: l’autunno infatti inizierà qui fra circa cinquecento anni.

[ Ilaria Sganzerla ]

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CdM 202608⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI AGOSTO 2026 🪐I fenomeni astronomici di agosto 2026, con la visibilità di stelle, ...
31/07/2026

CdM 202608⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI AGOSTO 2026 🪐
I fenomeni astronomici di agosto 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

🔭📝 Agenda alla mano per questo agosto 2026 che astronomicamente è un vero concentrato di appuntamenti! ✨

☄️ Il sipario si alza lunedì 3 col ritorno della cometa 10P/Tempel, che si avvicinerà alla Terra fino a 62 milioni di chilometri: un incontro che non capitava da cento anni, pari a 20 passaggi fa e che promette di essere alla portata di binocolo.
☀️🌑 Dal tardo pomeriggio di mercoledì 12 fino a tutta la notte di giovedì 13 invece, saranno ore di magia pura: il tramonto avverrà durante un’eclissi totale di Sole (visibile come parziale dall'Italia), seguita poco dopo dal calare di Venere che al telescopio si presenta nella suggestiva fase del quarto;
🌠 al calar della notte poi prenderanno vita le Perseidi, le stelle cadenti d’agosto, che fra il 12 e il 13 sono al picco, quest’anno più favorite che mai grazie al novilunio appena avvenuto.
🌚 La meraviglia si ripete a fine mese, quando prima dell’alba del 28, anche la Luna andrà incontro a un’eclissi!
🪐 E per finire i pianeti sono altri protagonisti di questo agosto 2026. Eccetto Giove che risente della congiunzione di luglio e rimane nascosto per quasi tutto il mese, gli altri sono tutti visibili: in particolare i due pianeti più vicini al Sole – Mercurio e Venere – saranno alla massima elongazione, offrendosi così alle migliori condizioni osservative, Mercurio all’alba di domenica 2 e Venere al tramonto di sabato 15.
🔴 Fra gli astri mattutini del Toro e dei Gemelli ritroviamo invece finalmente Marte, che dopo tredici mesi esce dalla botte degli Aloadi, un antichissimo mito che interpretava la lunga assenza del pianeta dal firmamento, attraverso la prigionia del dio della guerra in una botte.
🪐 L’insuperabile Saturno infine si vede per quasi tutta la notte nella costellazione dei Pesci, da quando sorge a est fino almeno alla culminazione a sud.
🌌 Tutto questo profluvio di eventi avviene nella sublime cornice siderale attraversata dalla Via Lattea che in estate è al massimo del suo fulgore e, mentre risale la volta celeste dallo Scorpione a Cassiopea, investe il Triangolo Estivo affidandoci alla guida limpida di Vega, Deneb e Altair 🌟🌟🌟
Pronti a osservare? Il cielo di agosto 2026 ci aspetta!

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☀️ SOLE
Si trova nella costellazione del Cancro e dall’11 in quella del Leone. Mercoledì 12 agosto si verifica un’eclissi totale di Sole, visibile dall’Italia come parziale, seguita venerdì 28 da un’eclissi parziale di Luna. Nel nostro Paese possiamo osservare entrambi i fenomeni fino al massimo della parzialità (v. sezioni dedicate).

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🌙 FASI DELLA LUNA

🌗 Ultimo quarto - giovedì 6 h04.21
🌑 Nuova - mercoledì 12 h19.37
🌓 Primo quarto - giovedì 20 h04.46
🌕 Piena - venerdì 28 h06.18

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📅 PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI AGOSTO
1 10.05 Giove al minimo splendore (m -1,78)
2 10.00 Mercurio alla massima elongazione ovest (19,5°)
3 02.23 Cometa 10P/Tempel al massimo avvicinamento alla Terra (62,01 MKm) ☄️
3 09.54 Congiunzione Luna (81%) - Nettuno 4,9°N, visibile a sud prima dell'alba
4 06.09 Congiunzione Luna (71%) - Saturno 7,0°N, visibile a sud prima dell'alba
5 11.51 Mercurio al primo quarto
6 04.21 Luna all'ultimo quarto 🌗
7 08.59 Congiunzione Luna (38%) - Pleiadi 1,2°N, visibile a est prima dell'alba
7 18.29 Congiunzione Luna (38%) - Urano 5,5°N, visibile a est prima dell'alba
9 07.31 Congiunzione Luna (17%) - Marte 4,4°N, visibile a est prima dell'alba
10 13.20 Luna al perigeo (363.287 km)
11 14.47 Congiunzione Luna (3%) - Mercurio 2,1°N, visibile a est prima dell'alba
12 19.47 Eclissi totale di Sole (parziale dall'Italia) ☀️🌑
12 19.20 Venere al quarto
12 19.37 Luna nuova 🌑
13 04.00 Picco dello sciame meteorico delle Perseidi (ZHR 100), orario indicativo ☄️
14 11.13 Mercurio al perielio (0,31 UA)
15 08.37 Venere alla massima elongazione est (45,9°)
15 11.12 Congiunzione Mercurio - Giove 0,6°N, visibile con difficoltà a est prima dell'alba
16 10.48 Congiunzione Luna (19%) - Venere 2,1°S, visibile a ovest dopo il tramonto
17 14.31 Congiunzione Luna (28%) - Spica 2,5°S, visibile a ovest dopo il tramonto
20 04.46 Luna al primo quarto 🌓
21 07.02 Congiunzione Luna (66%) - Antares 0,6°S, visibile a sud dopo il tramonto
22 10.22 Luna all'apogeo (404.642 km)
26 21.27 Mercurio in fase piena
27 10.20 Marte esce dalla botte degli Aloadi 🔴
27 18.43 Mercurio in congiunzione superiore
28 06.13 Eclissi parziale di Luna 🌚
28 06.18 Luna piena 🌕
29 00.19 Urano in quadratura occidentale
30 14.48 Congiunzione Luna (92%) - Nettuno 4,9°N, visibile a est dalle 21.30
31 10.05 Congiunzione Luna (85%) - Saturno 7,0°N, visibile a est dalle 22.00

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🪐 PIANETI

☿ MERCURIO inizia il mese nella costellazione dei Gemelli, l'8 si trasferisce nel Cancro e il 19 nel Leone. Possiamo osservarlo durante la prima metà di agosto nel crepuscolo mattutino in direzione est. La prolungata visibilità di Mercurio, pianeta il più delle volte sfuggente essendo il più vicino al Sole, la dobbiamo alla massima elongazione ovest di domenica 2 e all’accentuata inclinazione dell’eclittica sull’orizzonte, per cui riusciamo a vedere il pianeta per circa un’ora. Mercurio è alla migliore visibilità due volte all’anno: in febbraio e in agosto. Quest’anno in particolare ad agosto riappare Marte, un ritorno che la mitologia ha raccontato come l’uscita del dio Ares – Marte per i Romani – da una botte in cui era stato rinchiuso per tredici mesi dagli Aloadi, due giganti, figli di Aloeo (v. Marte). A liberarlo dalla prigionia fu Hermes – Mercurio dei Romani – e in cielo Mercurio è l’unico pianeta che si vede quando Marte torna dopo la lunga assenza celeste di tredici mesi, un’ulteriore prova a sostegno dello studio condotto dall’astrofisico Paolo Colona, che nel 2016 ha illustrato il significato astronomico del mito della botte degli Aloadi.

♀ VENERE si vede al tramonto per circa un’ora nella costellazione ormai occidentale della Vergine, a sud dell’incavo che raccoglie il ricchissimo ammasso di galassie. Il pianeta è inconfondibile essendo luminosissimo, uno splendore che in agosto cresce arrivando a ben -4,62 magnitudini! Mercoledì 12, terminata l’eclissi di Sole, possiamo distinguerne al telescopio la fase che si presenta al quarto, un’illuminazione di metà disco che nei giorni seguenti andrà calando.

♂ MARTE torna finalmente a mostrarsi dopo oltre un anno! Più precisamente dopo 13 mesi, la metà del suo periodo sinodico, il tempo che intercorre fra due opposizioni. Lo troviamo fra gli astri mattutini del Toro, diretto verso i Gemelli, costellazione in cui si trasferisce il 12.
La lunga invisibilità del pianeta è stata raccontata dagli antichi Greci attraverso un mito, quello della prigionia di Ares – Marte per i Romani – nella botte degli Aloadi (https://accademiadellestelle.org/marte-aloadi/). Gli Aloadi erano i fratelli Oto ed Efialte della stirpe dei giganti, i quali rinchiusero il dio della guerra in una botte per tredici mesi. Con questo racconto, gli antichi davano un’interpretazione mitica alla scomparsa del pianeta rosso per i tredici mesi distribuiti prima e dopo la sua congiunzione col Sole, avvenuta il 9 gennaio scorso, un significato venuto alla luce soltanto nel 2016, grazie allo studio dell’astrofisico Paolo Colona.
In agosto Marte sorge attorno alle due di notte e lo vediamo a est in media per tre ore e mezza prima dell’alba, con magnitudine fra 1,3 e 1,2 e diametro angolare oltre i 5" in progressiva crescita. Lunedì 3 si trova lungo la congiungente Beta-Zeta Tau, le stelle sulla punta delle corna del Toro, mentre domenica 9 possiamo vederlo sotto un sottile spicchio di Luna, con cui è prossimo alla congiunzione.

♃ GIOVE si trova nel Cancro ed è appena stato in congiunzione col Sole, motivo per cui non è visibile per quasi tutto il mese. In condizioni privilegiate, possiamo averne una brevissima visione sabato 15 fra le 5.30 e le 5.45 quando è in prossimità della congiunzione con Mercurio, ma è indispensabile avere l’orizzonte orientale completamente libero da ostacoli.

♄ SATURNO si vede per quasi tutta la notte e anticipa gradualmente la sua levata che a fine mese avviene poco dopo le 21.00. Il pianeta più ammirato splende nella costellazione dei Pesci con circa 0,5 magnitudini e dimensioni apparenti che si aggirano sui 19”. Martedì 4 e lunedì 31 è in compagnia della Luna che con Saturno va in una congiunzione “allentata”; i due corpi celesti sono infatti separati di 7°, condizione che favorisce la visione del pianeta, visto che il disco lunare è quasi completamente illuminato.

♅ URANO è un puntino di magnitudine 5,7 nascosto a metà strada fra le Pleiadi e Aldebaran. È stabile dunque nella costellazione del Toro che fino al 12 ospita anche Marte, situato però al confine coi Gemelli. Urano si vede nella seconda parte della notte in direzione est e anticipa gradualmente la sua levata che a fine agosto avviene poco dopo le 23.00.

♆ NETTUNO è l’invisibile fedele compagno di Saturno che lo precede nel cielo di una decina di gradi. La sua magnitudine di 7,7 non permette infatti di vederlo a occhio n**o, ma si trova anch’esso nella costellazione dei Pesci e possiamo osservarlo sempre per almeno sei ore, dalla tarda serata quando sorge a est, fino all’alba quando culmina a sud (o inizia a tramontare se siamo a fine mese).

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✨ STELLE E COSTELLAZIONI
La triade stellare Vega, Deneb e Altair, i vertici del Triangolo Estivo che, attraverso queste stelle molto luminose, lega le costellazioni della Lira, del Cigno e dell’Aquila, raggiunge in agosto la massima altezza sull’orizzonte prima della mezzanotte. Da questa vetta celeste, i tre astri-guida del cielo estivo ci danno modo di spaziare facilmente fra le costellazioni: a ovest del Triangolo, si impongono ariose Ercole – con il celebre ammasso globulare M13 – l’Ofiuco, il Serpente e lo Scorpione col suo astro ramato, Antares. A est lo scortano invece altre immense figure celesti, quelle di Pegaso e dell’Aquario, costellazioni preludio dell’autunno ormai non lontano. Pegaso in particolare custodisce l'ammasso globulare M15, uno dei più densi della nostra galassia e fra i più cercati in estate insieme a M13 in Ercole.
Se invece ci addentriamo nel perimetro del Triangolo Estivo, troviamo due piccole costellazioni che, in mezzo alla scia della Via Lattea, quasi si perdono. Sono la Volpetta e la Freccia, nelle quali possiamo osservare rispettivamente la bellissima nebulosa planetaria Manubrio (M27) e l’ammasso globulare M71, che si distingue per essere poco compatto.
E mentre l’occhio è intento a cercare i fragili lumicini di queste piccole costellazioni, l’orizzonte occidentale si porta via il Leone, la Vergine e la Chioma di Berenice, mentre dalla parte opposta l’orizzonte orientale ci consegna oltre a Pegaso e all’Aquario, anche il Capricorno, accompagnandoci gradualmente verso l’autunno.

☄️ LUNEDÌ 3 AGOSTO: COMETA 10P/TEMPEL AL MASSIMO AVVICINAMENTO ALLA TERRA

Ad aprire i numerosi eventi astronomici di agosto 2026, è il ritorno della cometa 10P/Tempel. Scoperta nel 1873 all’Osservatorio Astronomico di Brera dall’astronomo tedesco Ernst Tempel, promette di raggiungere la settima o l’ottava magnitudine! Dobbiamo ricordare tuttavia che le comete sono corpi celesti imprevedibili sul loro splendore finale e le stime potrebbero pertanto essere disattese. Ma se la promessa verrà mantenuta, significa che avrà una luminosità appena oltre la soglia dell’occhio umano, che è comunque una buona notizia, perché già con un binocolo 7x50 riusciremo ad avvistarla. La 10P/Tempel è una cometa piuttosto voluminosa con un nucleo del diametro di 10,6 km. Torna al perielio circa ogni 5 anni e mezzo; l’ultimo passaggio è avvenuto il 24 marzo 2021 e ora sarà di nuovo alla minima distanza dal Sole il 2 agosto. Lunedì 3 invece avrà il suo massimo avvicinamento alla Terra che sarà di 62 milioni di km, in pratica quasi a metà strada fra la Terra e il Sole. È un ritorno da non perdere, se pensiamo che cinque anni fa si è tenuta a una distanza di 262 milioni di km, duecento milioni di km in più rispetto a ora. Vicina come quest’anno, lo è stata soltanto nel 1925, quando ci salutò da soli 52 milioni di km e raggiunse la magnitudine di 6,5.
Quindi, binocoli e telescopi puntati verso questa roccia celeste che rivedremo nel 2031, ma su quanto si avvicinerà non possiamo ancora dire nulla. La 10P/Tempel è infatti una cometa gioviana, ovvero una cometa di corto periodo proveniente dalla fascia di Kuiper che, quando arriva nei pressi di Giove, viene fortemente influenzata dal campo gravitazionale del pianeta maggiore del Sistema Solare, il quale a ogni passaggio può alterare anche significativamente la traiettoria della cometa.
L’unica vera difficoltà osservativa è rappresentata dalla poca altezza sull’orizzonte. La 10P/Tempel infatti il 3 si sposta dal Capricorno al Pesce Australe, raggiungendo un’altezza massima di circa 22°. Lì l’atmosfera è ancora piuttosto densa e tende ad affievolirla, oltre a presentare una maggiore turbolenza. Col binocolo o al telescopio questi limiti si riescono però a superare e servirà solo un orizzonte sud libero da alberi, edifici o altri ostacoli. La cometa 10P/Tempel sorge verso le 22.00 e tramonta all’alba ma, alla luce del contesto in cui si presenta, la finestra di osservabilità è molto più limitata. La fascia oraria fra l’1.00 e le 3.00 è la più indicata essendo quella di massima altezza sull’orizzonte.

☀️🌑 MERCOLEDÌ 12 AGOSTO: ECLISSI TOTALE DI SOLE (PARZIALE DALL’ITALIA)

Il tramonto di mercoledì 12 agosto sarà molto speciale, perché il Sole scenderà sotto l'orizzonte in eclissi totale, un evento che in Europa si ripresenta dopo ben 27 anni dal memorabile 11 agosto 1999!
La totalità sarà visibile dalla Spagna nord-orientale, dall’Islanda occidentale e dalla Groenlandia nord-orientale; in Italia invece assisteremo a un’eclissi parziale, particolarmente accentuata nelle regioni centro-settentrionali.
Rispetto al 1999, dobbiamo però aggiungere che questa eclissi è visibile per un soffio. E la nota vale sia per chi si trova nella fascia della totalità, sia per chi osserverà un’eclissi parziale, proprio perché il Sole è al tramonto e quindi basso (o molto basso) sull'orizzonte occidentale. Indispensabile è quindi innanzitutto non avere ostacoli in direzione ovest.

Il più importante consiglio da seguire, è di recarci in un luogo con orizzonte ovest completamente libero. Infatti il massimo visibile dell'eclissi in quasi tutta l'Italia sarà proprio in corrispondenza del tramonto del Sole. La direzione esatta da tenere sgombra è WNW, più precisamente verso l'azimut di 290° circa.

Insomma, quella che ci attende è un’eclissi strappata al tramonto ma che, proprio per il momento particolare della giornata in cui avviene, promette di essere molto suggestiva.
Vicino all’orizzonte infatti, la luce del Sole attraversa gli strati più spessi dell’atmosfera che lasciano intatta la componente rossa dei raggi solari, ambientando così l’eclissi su uno sfondo quasi irreale, col Sole che si tinge di rosso e crea un contrasto molto particolare col disco lunare completamente buio che vi è sovrapposto. Sempre a causa della rifrazione atmosferica inoltre, il Sole all’orizzonte tende a schiacciarsi e anche l’eclissi di conseguenza apparirà leggermente deformata: uno spettacolo unico.
In buona parte dell’Italia infine il fenomeno, seppur parziale, avrà un oscuramento profondo, e piomberemo così in un crepuscolo improvviso.
Questa è la visione che si prefigura in direzione ovest, mercoledì 12 agosto attorno alle 19.30 e che nell’Italia settentrionale durerà al massimo un’ora o poco più. La città più fortunata è Aosta, dove il disco solare verrà coperto fino al 92,7% e l’eclissi sarà visibile per 1h13m, mentre la città dove sarà solo accennata è Siracusa con un oscuramento del 14% e una visibilità di 12 minuti.
Soltanto nelle città più settentrionali si potrà vedere, almeno fino a un certo punto, anche la seconda parte dell’eclissi, quella in cui la Luna esce dalla penombra; altrove invece l’eclissi si interrompe con la fase massima.

Ma che cos’è un’eclissi totale di Sole?
Possiamo definirla come un novilunio che, visto dalla Terra, capita esattamente davanti al Sole, una circostanza possibile solo quando la triade si presenta perfettamente allineata, con la Luna interposta alla Terra e al Sole e in uno dei due nodi, ovvero nel punto di intersezione della sua orbita con la nostra.
Per essere totale infine, cioè col disco solare completamente oscurato dalla Luna, il nostro satellite deve trovarsi al perigeo, la minima distanza dal nostro pianeta che, per un caso del tutto fortuito, le conferisce dimensioni apparenti molto simili a quelle del Sole e di conseguenza abbiamo una sovrapposizione perfetta dei due dischi.
Durante un'eclissi totale, il Sole esibisce in tutta la sua magnificenza la corona: lo strato più esterno e rarefatto della sua atmosfera, invisibile altrimenti.

Il 12 agosto la Luna si troverà a circa 367.000 km dalla Terra, appena 3.000 km più lontana dal perigeo, da cui è passata due giorni prima: siamo dunque di fronte a un’eclissi totale.
Ma, come abbiamo intuito in apertura, a poter ammirare un’eclissi nella sua completezza è un’area molto limitata della superficie terrestre; ne sono spettatori i Paesi lungo la fascia della totalità.
Nei territori che invece la costeggiano il disco solare è solo parzialmente occultato. È quel che accade all’Italia che il 12 agosto si trova proprio nella penombra.
Compreso il fenomeno, non ci resta ora che attenderlo e lasciarci sorprendere dalla magia di un tramonto unico, un tramonto a cui farà seguito un nuovo spettacolo. Al termine dell’eclissi infatti, ecco apparire la “stella della sera” in tutto il suo splendore: è Venere che, seguendo il Sole e la Luna che scendono sotto l’orizzonte sovrapposti, inaugura un luminoso quarto discendente, mentre la notte che avanza si carica di stelle cadenti, le più attese dell’anno a cui la costellazione di Perseo ha dato il nome.
E per finire una curiosità: l’orbita della Terra si chiama “eclittica”, parola che ha la sua radice in quella greca “ekleipo”; significa “vengo meno”, una scelta legata proprio alla circostanza in cui la Luna, giungendo al nodo, si trova anche sull’orbita terrestre e oscura il Sole che quindi “viene meno”. L’orbita del nostro pianeta deve così il suo nome alle eclissi di Sole.

⚠️ Una raccomandazione d’obbligo: NON osservare mai il Sole senza filtri adeguati, a maggior ragione se si segue il fenomeno al telescopio, il quale dev’essere opportunamente schermato. Per la visione a occhio n**o invece si trovano in commercio per pochi euro appositi occhiali da eclissi. L’Accademia Delle Stelle - Astronomia ha dedicato un articolo proprio su come osservare le eclissi di Sole.
https://accademiadellestelle.org/come-osservare-un-eclissi-di-sole/

📅 Agenda di mercoledì 12 agosto 2026 per ROMA

h19.32 > Inizio dell'eclissi parziale. La Luna inizia a occultare il Sole che si trova 7° sopra l'orizzonte.
h20.11 > Fase massima dell'eclissi parziale. La Luna oscura al 69,3% il Sole che si trova a 0° sopra l'orizzonte.
h20.13 > Il Sole tramonta. L’eclissi si interrompe.
Durata del fenomeno: 39 minuti

☄️ GIOVEDÌ 13 AGOSTO: SCIAME METEORICO DELLE PERSEIDI

Se una delle condizioni per catturare le stelle cadenti è di essere sotto un cielo senza Luna, quest’anno le Perseidi sono più che mai favorite: hanno infatti il loro picco proprio al novilunio, un novilunio oltretutto molto speciale, perché la Luna ha appena dato spettacolo eclissando il Sole! Dopo l’eclissi al tramonto di mercoledì 12, la magia continua di notte con l’arrivo delle Perseidi, lo sciame meteorico più abbondante insieme a quelli invernali delle Geminidi e delle Quadrantidi.
Le Perseidi sembrano prove**re da un punto nella costellazione del Perseo, da cui il nome dello sciame. Il radiante, in particolare si trova sotto la W di Cassiopea e si vede per tutta la notte perché è circumpolare, ma le ore migliori per essere sorpresi dalle stelle cadenti sono quelle che precedono l’alba.
Le Perseidi sono figlie della cometa Swift-Tuttle, un corpo celeste di 26 km di diametro che passa vicino al Sole ogni 133 anni. L'ultimo passaggio è avvenuto di recente, nel 1992, e saranno quindi le generazioni a ve**re che la potranno vedere esattamente fra cento anni, nel 2126.
Avvicinandosi al Sole, la cometa lascia dietro di sé numerosi frammenti. Si forma così una regione celeste ricca di pulviscolo cometario che al contatto con l'atmosfera terrestre produce le improvvise scie luminose.
Le Perseidi sono popolarmente chiamate Lacrime di San Lorenzo, il santo decapitato il 10 agosto 258, un giorno molto vicino al picco delle Perseidi. Nel loro rigare il cielo la tradizione popolare vi ha visto le lacrime versate dal santo durante il suo martirio. Talvolta invece sono dette Fuochi di San Lorenzo perché il santo, secondo fonti più tarde ma non confermate, fu arso vivo su una graticola, una raffigurazione che nell’arte ha prevalso e in cui le stelle cadenti sarebbero le scintille del fuoco che avvolse il giovane.
Non resta quindi che attendere il picco delle Perseidi, ricordando che non c’è una direzione preferenziale dove puntare lo sguardo: le stelle cadenti si diramano dal radiante e si spargono in tutte le direzioni. Focalizzandosi sul radiante, appaiono più numerose ma di breve scia; lontano dal radiante invece sono meno frequenti, ma più spettacolari.

🌚 VENERDÌ 28 AGOSTO: ECLISSI PARZIALE DI LUNA

Agosto 2026 vede avvicendarsi ben due eclissi! Dopo quella solare del 12, venerdì 28 tocca alla Luna essere oscurata fino al 93%. Si tratta quindi di un’eclissi parziale, ma che di fatto è quasi totale. A offrirci lo spettacolo è di nuovo l’orizzonte occidentale e anche stavolta dall’Italia potremo assistere solo fino al massimo del fenomeno, che avviene quasi in coincidenza del tramonto della Luna sul far dell'alba, motivo per cui non dobbiamo avere ostacoli in direzione ovest.
Seppur visibile soltanto nella prima parte, il fenomeno dura comunque un paio d’ore.

Quando si verifica un’eclissi di Luna? C’è una condizione che la accomuna alle eclissi di Sole ed è che il nostro satellite si trovi al nodo, ovvero nel punto in cui l’orbita lunare interseca il piano dell’orbita terrestre (l’eclittica).
A differenza invece delle eclissi di Sole che avvengono con la Luna nuova, quelle di Luna si verificano in fase piena. Quando il plenilunio avviene al nodo infatti, si crea un allineamento fra i tre corpi celesti con la Terra che si interpone e impedisce al Sole di “accendere” la Luna, la quale viene così eclissata. A seconda di quanto il centro del disco lunare è vicino al nodo, l’eclissi può essere totale o parziale.
Il 28 agosto l'allineamento non è perfetto e solo una porzione del suo disco entra nel cono d’ombra venendo eclissata; il resto rimane nella penombra ed è soggetto a un oscuramento molto tenue e impercettibile all’occhio.
Mentre la Luna ci sfila davanti, la vediamo adombrarsi sotto un velo purpureo, senza però sparire mai completamente alla vista. Una parte della luce solare che passa radente all’atmosfera terrestre, subisce infatti la rifrazione, un fenomeno atmosferico che ha la proprietà di deviare i raggi del Sole verso l’ombra, col risultato di lasciare la Luna debolmente illuminata: sono quelli di lunghezza d’onda nel rosso che, quando si appoggiano sulla superficie lunare, le danno il loro colore. Questo è il motivo per cui in presenza di un’eclissi totale, il fenomeno viene popolarmente chiamato “Luna Rossa”.
Vediamo ora gli orari delle varie fasi dell’eclissi parziale che, a differenza delle eclissi di Sole, sono validi per tutto il mondo.

📅 Agenda di venerdì 28 agosto 2026, valida in tutt’Italia

03.23 > Inizio dell'eclissi di penombra. Il bordo della Luna, che si trova circa 30° sopra l’orizzonte, tocca per la prima volta la penombra terrestre.
04.33 > Inizio dell'eclissi parziale. Il bordo della Luna, che si trova circa 20° sopra l’orizzonte, entra nell’ombra della Terra; il disco lunare inizia a essere “addentato”.
06.12 > Massimo eclissi parziale. La Luna è molto bassa sull’orizzonte (4-5° di altezza) e il suo disco è oscurato al 93%.
06.18 > La Luna diventa piena.
06.35 > La Luna tramonta mediamente in tutta l’Italia. L’eclissi si interrompe.
Durata dell’eclissi parziale: 2h02m

[ Ilaria Sganzerla ]

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