Accademia Delle Stelle - Astronomia

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Astronomia e dintorni: alla scoperta del cielo intorno a noi!

Notizie di astronomia, astronautica, eventi e corsi base e avanzati di astronomia pratica e teorica Un progetto divulgativo per portare a tutti l'astronomia, fondato da un astrofisico: l'Accademia delle Stelle comprende una scuola di astronomia e raccoglie intorno a sè tantissimi astrofili che animano gli eventi pubblici che realizziamo a Roma e in tutta Italia. Niente quota di iscrizione, niente

01/06/2026

⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI GIUGNO 2026 🪐
I fenomeni astronomici di giugno 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

✨ Pittoresche composizioni celesti ci attendono a sudovest nel mese dalle notti più brevi dell’anno. Grazie ai pianeti serali – Mercurio, Venere e Giove – che si muovono fra le costellazioni dei Gemelli e del Cancro, possiamo infatti assistere a congiunzioni e raggruppamenti che coinvolgono anche le stelle principali dei Gemelli – Polluce e Castore – o l’elegante ammasso aperto del Presepe nel Cancro, nonché la Luna quando passa di lì a metà mese.
⚪️🟣 Da non perdere la stretta congiunzione di Venere con Giove martedì 9 giugno e col Presepe la sera di venerdì 19 quando il pianeta, dallo splendore crescente, brilla accanto alla moltitudine di stelle dell’ammasso. E se Venere è sempre più protagonista del cielo serale, Giove inizia invece a svanire nella luce crepuscolare del tramonto, diretto verso la congiunzione col Sole.
🪐 Prima dell’alba invece, troviamo a est Saturno che sorge sempre prima e, in assenza di ostacoli, possiamo avere anche un assaggio di Marte che, ancora molto piccolo e debole, fa capolino all’orizzonte orientale.
☄️ In giugno passa anche una cometa, la C/2023 R1 (PANSTARRS), che sabato 13 si troverà alla minima distanza dalla Terra. E, a proposito del nostro pianeta, ☀️🌓 domenica 21 inizia l’estate e ad accogliere la nuova stagione c’è una bellissima Luna al primo quarto, Luna che nella fase piena di martedì 30 è di nuovo una Microluna, la seconda e ultima dell’anno.
🌌 La sera poi comincia ad alzarsi il sipario sulla Via Lattea, torrente di stelle che scende per il Cigno, sfiora la Lira e si immerge di nuovo nell’Aquila, unendo nel Triangolo Estivo le fulgide Deneb, Vega e Altair, prima di tuffarsi nel Sagittario, dove il suo chiarore si fa più intenso che mai.


☀️ SOLE
Si trova nella costellazione del Toro e da domenica 21 in quella dei Gemelli. Il 21 è anche il giorno del solstizio d’estate; il Sole tocca il punto più alto della sua orbita apparente, l’eclittica, dando il via alla nuova stagione. In particolare il solstizio si verifica alle 10.24 quando il Sole è ancora nel Toro, ma diretto verso i Gemelli dove entra alle 23.09.


🌙 FASI DELLA LUNA

🌗 Ultimo quarto - lunedì 8 h12.00
🌑 Nuova - lunedì 15 h04.54
🌓 Primo quarto - domenica 21 h23.55
🌕 Piena - martedì 30 h01.56


📅 PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI GIUGNO

1 06:34 Luna all'apogeo (406.368 km) - MICROLUNA minima del 2026
4 10:13 Raggruppamento Venere, Giove e Polluce visibile a ovest dopo il tramonto
4 13:20 Congiunzione Giove - Polluce 6,4°S, visibile a ovest dopo il tramonto
8 04:27 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
8 12:00 Luna all'ultimo quarto 🌗
8 18:29 Congiunzione Venere - Polluce 4,7°S, visibile a ovest dopo il tramonto
9 00:18 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
9 14:29 Congiunzione Venere - Giove 1,6°N, visibile a ovest dopo il tramonto ⚪️🟣
9 21:12 Congiunzione Luna (33%) - Nettuno 4,5°N, visibile a est dalle 3.00 del 10
9 21:36 Mercurio all'ultimo quarto
10 13:40 Congiunzione Luna (33%) - Saturno 6,2°N, visibile a est dalle 3.00
12 23:14 Congiunzione Luna (13%) - Marte 5,6°N, visibile a est prima dell'alba
13 01:15 Cometa C/2023 R1 (PANSTARRS) al massimo avvicinamento alla Terra (392,87 MKm) ☄️
15 04:54 Luna nuova 🌑
15 21:47 Mercurio alla massima elongazione est (24,6°)
15 01:19 Luna al perigeo (357.195 km)
16 21:32 Congiunzione Luna (4%) - Mercurio 2,6°N e raggruppamento con Giove e Polluce, visibile a ovest dalle 22.00
17 04:44 Congiunzione Luna (11%) - Polluce 3,6°S, visibile a ovest dopo il tramonto
17 08:51 Congiunzione Luna (11%) - Giove 2,5°N, visibile a ovest dopo il tramonto
17 22:20 Congiunzione Luna (11%) - Venere 0,3°N e raggruppamento col Presepe visibile a ovest
18 02:24 Congiunzione Luna (11%) - Presepe 0,9°N, visibile a ovest dopo il tramonto
19 17:10 Congiunzione Luna (28%) - Regolo 0,3°S, visibile a ovest dopo il tramonto
20 00:25 Congiunzione Venere - Presepe 0,8°N, visibile a ovest verso le 22.30 del 19 ⚪️✨
21 10:24 Solstizio d'Estate ☀️🌎
21 23:55 Luna al primo quarto 🌓
23 22:55 Congiunzione Luna (69%) - Spica 2,2°S, visibile a sud-ovest
26 00:38 Nettuno in quadratura occidentale
26 08:19 Raggruppamento Marte, Urano e Pleiadi visibile a est prima dell'alba
27 17:16 Congiunzione Luna (96%) - Antares 0,5°S, visibile a sud-est dopo il tramonto
27 21:04 Congiunzione Marte - Pleiadi 4,5°S, visibile a est prima dell'alba
28 09:12 Luna all'apogeo (406.266 km) - MICROLUNA
30 01:56 Luna piena - MICROLUNA (405.251 km) 🌕


🪐 PIANETI

☿ MERCURIO è un pianeta serale come Venere e Giove e, grazie alla massima elongazione est di lunedì 15, possiamo osservarlo per circa mezz’ora a ovest durante la prima parte del mese. A metà giugno Mercurio si trova infatti nel punto angolarmente più distante dal Sole, corrispondente a un’elongazione di 24,6° e si offre così alle migliori condizioni di visibilità, sebbene l’inclinazione dell’eclittica lo tenga ancora piuttosto basso sull’orizzonte. La sera di martedì 9, quando Giove e Venere sono in congiunzione, se puntiamo il telescopio su Mercurio, lo vediamo all’ultimo quarto, mentre fra le 22.00 e le 22.30 di martedì 16, in assenza di ostacoli in direzione ovest, possiamo vedere il pianeta in congiunzione con la Luna appena al 4%; insieme a Giove e a Polluce, si forma anche un raggruppamento. Per quanto riguarda la posizione di Mercurio fra le stelle, lunedì 1 il piccolo pianeta entra nei Gemelli e vi rimane fino all’8 agosto, un comportamento inusuale per il velocissimo Mercurio, che normalmente attraversa più costellazioni nell’arco di poche settimane. Questo apparente “rallentamento” si spiega con l’inversione di moto causata dalla retrogradazione, un fenomeno puramente geometrico dovuto al movimento relativo di Mercurio e della Terra e che in giugno avviene il 29.

♀ VENERE in giugno ci offre appuntamenti imperdibili. Il pianeta è visibile al tramonto per un paio d’ore fra le stelle dei Gemelli, la costellazione che da mesi ospita Giove. A quest’ultimo Venere si sta avvicinando prospetticamente da settimane e martedì 9 lo raggiungerà. I due pianeti più brillanti del Sistema Solare saranno così in congiunzione e potremo ammirarli a ovest, separati di appena 1,6°. Venere col suo splendore crescente, che quella sera arriverà a -3,98 magnitudini, e Giove ben definito con -1,85 magnitudini, ci regalano una visione da non perdere, alla portata di tutti e ulteriormente ravvivata da Polluce e Castore, le stelle principali dei Gemelli che brillano poco più a nord-ovest. Venere accresce il suo fulgore, passando nell’arco del mese da -3,91 a -4,07 magnitudini, valori indice di una luminosità molto alta, legata al fatto che il pianeta si sta avvicinando alla Terra. Anche il suo diametro apparente di conseguenza cresce e in particolare dai 13,33” di inizio mese arriva ai 15,95” di fine mese. L’11 Venere entra nel Cancro e mercoledì 17, attorno alle 22.30, possiamo assistere sempre in direzione ovest, a un nuovo piccolo grande spettacolo: Venere si trova in congiunzione con una sottile falce di Luna crescente e circa 2° a ovest dall’elegante ammasso aperto del Presepe (M44); prende vita così un suggestivo raggruppamento apprezzabile anche solo con un binocolo. Verso le 22.30 di venerdì 19 possiamo seguire Venere mentre si avvicina alla congiunzione con l’ammasso del Presepe che si verifica il 20. Venere splende appena 0,8° sopra la moltitudine di piccole stelle e insieme esaltano quel minuscolo angolo di cielo. Il 29 infine Venere varca i confini del Leone, dove in luglio l’aspetta Regolo per un altro incantevole incontro ravvicinato.

♂ MARTE è un minuscolo puntino di 4,5 secondi d’arco e magnitudine 1,3, che inizia timidamente ad affacciarsi sull’orizzonte orientale prima che sorga il Sole. È ancora presto per poterlo considerare osservabile ma certamente, se non abbiamo ostacoli in direzione est, possiamo soffermarci su quella luce ambrata lontana che ritorna dopo quasi un anno. Una fugace visione l’abbiamo sabato 13 attorno alle 4.15 quando Marte, nella costellazione dell’Ariete, è alcuni gradi a ovest di un sottile falcetto calante di Luna, con cui si è trovato in congiunzione la sera del 12. Il 20 invece il pianeta rosso entra nel Toro e sabato 27 in particolare brilla sotto le Pleiadi, una visione che al telescopio si arricchisce della presenza di Urano che, più a ovest, su un campo di circa 5°, dà vita a un raggruppamento.

♃ GIOVE è diretto verso la congiunzione col Sole di fine luglio, motivo per cui giugno è l’ultimo mese in cui possiamo di fatto dedicarci alla sua osservazione, meglio nella prima parte del mese. Il grande pianeta splende con magnitudine -1,8 fra le stelle dei Gemelli, costellazione invernale che al tramonto troviamo a occidente. Lo vediamo al massimo per due ore e mezza a inizio mese, mentre nei giorni attorno al solstizio, la sua visione è garantita per un’ora. Il 22, Giove entra nel Cancro e inizia a svanire nella luce crepuscolare. Prima di perderne le tracce però, ci regala alcuni appuntamenti vicino ai corpi celesti che abitano la stessa area di cielo. Dopo il tramonto di giovedì 4, per esempio, all’orizzonte ovest appare un luminoso raggruppamento triangolare formato da Venere, Giove e Polluce, la stella più brillante dei Gemelli; martedì 9 Giove viene invece raggiunto da Venere e i due pianeti vanno in congiunzione separandosi di appena 1,6°, un incontro prospettico da non perdere attorno alle 22.00, quando la coppia è a 10-15° sopra l’orizzonte. Un altro appuntamento suggestivo è quello di martedì 16 verso le 22.15: a nord-ovest si presentano bassi sull’orizzonte, Mercurio affiancato da una Luna crescente ma ancora appena accennata, mentre qualche grado più sopra Giove e Polluce completano il raggruppamento che occupa un’area di circa 7°, ben visibile con un binocolo 7x35 o 7x50, oltre che ovviamente a occhio n**o. Senza strumenti, è inoltre facile riconoscere nelle vicinanze la seconda stella principale dei Gemelli, Castore, il punto più a ovest del gruppo, e il pianeta Venere che domina tutti gli altri.

♄ SATURNO sorge nel cuore della notte, ma gradualmente anticipa la sua levata e si concede alla sempre attesa osservazione. Lo troviamo nella costellazione della Balena che il 3 però abbandona per entrare in quella dei Pesci. Qui, a metà mese, l’abbiamo a disposizione sull’orizzonte orientale per più di due ore. Saturno si presenta come un dischetto di magnitudine 0,8 e dimensioni apparenti che in giugno crescono da 16,69” a 17,48”. Prima dell’alba di mercoledì 10, brilla sotto la Luna che si avvolge lentamente nel suo mantello d’ombra, avvicinandosi al novilunio.

♅ URANO è stabile nel Toro, costellazione illuminata dal Sole fino al giorno del solstizio e motivo per cui il penultimo pianeta del Sistema Solare non è visibile. Urano è reduce dalla congiunzione col Sole di maggio e dobbiamo attendere luglio per poterlo osservare a est prima dell’alba, sempre a sud delle Pleiadi dove l’abbiamo lasciato. Sotto condizioni privilegiate, ovvero in assenza di ostacoli a est, possiamo averne un assaggio venerdì 26 alle 4.00, quando a qualche grado di altezza sull’orizzonte, forma un raggruppamento con le Pleiadi e Marte più a ovest.

♆ NETTUNO sorge a notte fonda nella costellazione dei Pesci, ma anticipa gradualmente la sua levata. Venerdì 26 si trova in quadratura occidentale, ovvero a 90° di elongazione dal Sole in direzione ovest, il che significa che passa sul meridiano sei ore prima del Sole. Quel giorno infatti Nettuno transita attorno alle 7.15 e, sei ore dopo, alle 13.15, la nostra stella splende alla massima altezza sull’orizzonte.


✨ STELLE E COSTELLAZIONI
L’estate fa il suo ingresso il 21 giugno nella costellazione, ora diurna, del Toro, mentre nel firmamento serale viene annunciata da uno degli asterismi più appariscenti: il TRIANGOLO ESTIVO, una triade di stelle molto luminose nel cui perimetro si riversa la VIA LATTEA. I vertici stellari sono VEGA (m 0,03) nella Lira, DENEB (1,25) nel Cigno e ALTAIR (m 0,76) nell’Aquila, fra le prime stelle a emergere nel crepuscolo serale, a sud-est. Le loro costellazioni, in particolare la Lira e il Cigno, sono caratterizzate da alte declinazioni, motivo per cui dominano la notte e diventano un’utile guida all’orientamento celeste.
L’estate porta con sé anche innumerevoli oggetti del cielo profondo e nel mese di giugno in particolare li troviamo disseminati soprattutto nella metà sudorientale del cielo prima della mezzanotte; per trovarli a sud durante la sera, dobbiamo attendere luglio e agosto. Sono soprattutto ammassi aperti, ovvero giovani gruppi stellari che si formano sul disco della Via Lattea e che dobbiamo pertanto cercare proprio lungo la scia opalescente, che da nord scende lungo il Cigno, l’Aquila, lo Scudo, il Sagittario – dove raggiunge la massima intensità – e lo Scorpione. Fra i tanti, degni di nota sono l’ANITRA SELVATICA (M11) nella piccola e debole costellazione dello Scudo che, con 6,30 magnitudini, brilla circa 3,5° a est di Lambda Aql, la stella di terza magnitudine sulla coda dell’Aquila; nello Scorpione invece si distinguono l’ammasso FARFALLA (M6) di magnitudine 4,20 e l’ammasso di TOLOMEO (M7), più luminoso con 3,30 magnitudini. M6 e M7 tuttavia, essendo molto più a sud di ANTARES (m 0,96) – rubino del cielo estivo insieme ad ARTURO (m -0,05) nell’alto Bootes – rimangono bassi sull’orizzonte anche nel momento della culminazione e richiedono pertanto assenza di ostacoli e cielo terso.
Ma numerosi sono anche gli ammassi globulari, concentrati sferici e compatti di stelle antichissime, che si sono formati quando l’universo aveva appena 1-2 miliardi di anni e che, laddove vediamo immersi nella Via Lattea, lo sono prevalentemente per motivi prospettici; gli ammassi globulari risiedono infatti nell’alone galattico, un'enorme bolla che, rispetto al disco di spirale alloggiato al centro, è scarsamente popolata. Per via della posizione periferica del nostro pianeta nella Galassia, gli ammassi globulari si accumulano così apparentemente nel Sagittario, dove la Via Lattea è più intensa, essendo quella la direzione del centro galattico, ricchissimo di stelle.
Fra gli ammassi globulari, irrinunciabile meta celeste è M13, il GRANDE AMMASSO DI ERCOLE (m 5,80), una sfera che pare tempestata di diamanti, semplice da osservare grazie al suo splendore; in un cielo eccezionalmente buio, potremmo infatti intravederlo anche a occhio n**o lungo la congiungente Eta-Zeta Her. Poco più a nord-est, Ercole ci offre anche M92, altro ammasso globulare un po’ più spento (m 6,40), ma ancora alla portata di un binocolo.
Non mancano infine le nebulose, sia vere e proprie distese di gas e polveri, che residui di stelle morte o morenti. Nel Triangolo Estivo per esempio, la Lira ci regala la celebre nebulosa planetaria ANELLO, M57, una piccola ciambella luminosa di magnitudine 8,80 a metà strada fra Gamma e Beta Lyr, preludio del destino che attende il nostro Sole fra cinque miliardi di anni.
Un'altra popolare nebulosa planetaria, ce la offre la Volpetta: è M27 (m 7,40), dalla forma completamente diversa che ricorda un MANUBRIO o a una Campana (Muta), nomi con cui è conosciuta.
E se questi oggetti diffusi sono quel che resta di stelle morenti simili al Sole, nel Cigno troviamo invece quel che resta di una stella molto più massiccia, esplosa migliaia di anni fa come supernova: è la debolissima nebulosa VELO, sotto l’ala meridionale del Cigno. Questo resto di supernova è ormai così diluito nello spazio da essere quasi trasparente, oltre che esteso per ben 3°, l'equivalente di sei Lune piene allineate.
Una vera nebulosa, ovvero una regione dove il gas e la polvere che compongono il mezzo interstellare si addensano, si staglia invece nella Coda del Serpente. È l'iconica nebulosa a emissione AQUILA (M16), resa incandescente dall’ammasso aperto NGC 6611; con i suoi giganteschi Pilastri della Creazione che, visti da lontano evocano la forma dell'aquila, M16 è una figura destinata nel tempo a sgretolarsi, erosa dal calore delle numerose stelle nascenti.
E mentre a sud-est il Triangolo Estivo avanza verso il meridiano, a sud-ovest invece si avvia a tramontare il Triangolo di Primavera con le sue due stelle più meridionali, Spica e Denebola, ultimo residuo della stagione; Arturo invece, vertice settentrionale dell’asterismo, con la sua alta declinazione continua a imporsi nel firmamento.

☄️ SABATO 13 GIUGNO: COMETA C/2023 R1 (PANSTARRS) AL MASSIMO AVVICINAMENTO ALLA TERRA

Sabato 13 giugno una delle numerosissime comete scoperte dal programma Pan-STARRS, passa alla minima distanza dalla Terra. È la C/2023 R1, individuata per la prima volta il 7 settembre 2023 da uno dei due telescopi installati sul vulcano hawaiano Haleakalā. Muniti di fotocamere ad altissima risoluzione (1,4 gigapixel), i telescopi compongono il Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System (Pan-STARRS), il programma di monitoraggio ininterrotto del cielo, diretto dall'Università delle Hawaii; obiettivo: scoprire asteroidi e comete potenzialmente pericolosi.
Dopo aver raggiunto il perielio il 13 aprile scorso, la C/2023 R1 il 13 giugno ha il massimo avvicinamento alla Terra, da cui si manterrà comunque alla ragguardevole distanza di 393 milioni di km, pari a 2,63 UA. Sarà nella costellazione estiva dell'Ofiuco, proiettata verso le regioni centrali della Via Lattea e visibile per tutta la notte o quasi. L'osservazione richiede però telescopi di medio-grande apertura, oltre a cieli bui, perché è particolarmente debole. Nel momento in cui scriviamo, la stima si aggira attorno alla quindicesima magnitudine, motivo per cui la C/2023 R1 (PANSTARRS) si presta sicuramente meglio all'astrofotografia.

☀️🌎 DOMENICA 21 GIUGNO: SOLSTIZIO D’ESTATE

Quest’anno l’estate inizia sotto un primo quarto di Luna e, se il nostro satellite si offre a metà, la Terra vista da lassù appare anch’essa come un mezzo disco, incantevolmente smaltato di verde e d’azzurro, ma con il terminatore che non passa per i poli. Il terminatore è la linea che separa la metà in ombra della Terra da quella illuminata e, poiché al solstizio d’estate l’asse terrestre “si inchina” verso il Sole, il circolo artico risulta interamente nella zona illuminata; i raggi solari in particolare arrivano a coprire circa il 20% in più della superficie dell’emisfero boreale rispetto a quanto avviene agli equinozi, quando metà dell'emisfero è in luce; proprio lungo quest’ultimo nuovo confine di illuminazione, la linea del terminatore taglia a metà il disco terrestre, lasciando nel buio il circolo antartico che sperimenta una notte lunga 24 ore.
Nel nostro emisfero invece, l’arco percorso dal Sole da quando sorge a quando tramonta, ha la massima estensione in cielo e, alle medie latitudini come quelle italiane, la nostra stella ci accompagna per quasi 2/3 della giornata; l’illuminazione diurna si protrae infatti fino a circa 15,5 ore e non soltanto nel giorno del solstizio, ma anche in quelli immediatamente precedenti e successivi. In prossimità del solstizio infatti, il Sole sembra fermarsi per alcuni giorni in cima all’eclittica – la sua orbita apparente – prima di invertire la rotta e scendere, accorciando così la durata del giorno in termini di luce. Questo comportamento è all’origine della parola “solstizio”, dal latino “sol sistit”, “il Sole si ferma”. Lassù, la sua declinazione, ovvero l’altezza rispetto all’equatore celeste, è massima: 23°27’ che è il valore dell’angolo tra il piano dell’orbita terrestre (l’eclittica) e il piano dell’equatore.
Nel 2026 l’estate astronomica scocca alle 10.24 di domenica 21, quando il Sole si trova davanti alle stelle del Toro, la costellazione in cui oggi si colloca il primo solstizio dell’anno, molto vicino al confine con i Gemelli. Proprio in quest’ultima costellazione la nostra stella entrerà prima della mezzanotte ma, per effetto della precessione degli equinozi, nel tempo si proietterà sempre più lontano da quel confine allo scoccare dell'estate e si addentrerà gradualmente nel Toro.

[ Ilaria Sganzerla ]
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01/06/2026

🌟🪐 A giugno torna la possibilità di osservare il cielo e imparare l'astronomia con le Vacanze astronomiche in Abruzzo dell'Accademia Delle Stelle

🔭 Ogni sera briefing astronomico, guida al cielo e osservazioni al telescopio per tutti i partecipanti, in un hotel quattro stelle a 1400 metri nel Parco Sirente Velino.

⭐ Consulenza astronomica di Paolo Colona, astrofisico. Dal 16 al 21 giugno (soggiorni parziali ammessi) a Rocca di Mezzo.

Programma e prezzi:
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Foto e descrizione:
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06/05/2026

⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI MAGGIO 2026

I fenomeni astronomici di maggio 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

✨ Entriamo nel mese dove protagonista è il cielo profondo con le sue innumerevoli galassie, la maggior parte delle quali si concentra nel grande ammasso della Vergine. ✨ A racchiudere la copiosa regione celeste, è l’asterismo del Triangolo di Primavera, formato da Arturo, Denebola e Spica, che in maggio va in culminazione nelle prime ore serali. Ma le galassie ci aspettano anche al di fuori dei confini dell’asterismo, dove fra le costellazioni della Vergine, della Chioma di Berenice e dei Cani da Caccia, ritroviamo nomi famosissimi come Sombrero, Occhio Nero, Vortice o ancora le Antenne, una coppia di galassie interagenti nella piccola costellazione del Corvo. Fra i pianeti invece, Venere cresce in splendore ed è guida sicura nel cielo sudoccidentale della sera, insieme a Giove che si concede al massimo fino all’1.30 di notte. Nella seconda metà del mese, sul far dell’alba fa capolino a est Saturno, che timido ritorna fra le stelle della Balena, mentre continua a rimanere nascosto nel cielo diurno Marte. ☄️ In maggio poi attraversiamo la regione celeste dove la cometa di Halley durante il suo passaggio ha disseminato una miriade di frammenti, che hanno dato origine allo sciame meteorico delle Eta Aquaridi, stelle cadenti che hanno il picco di intensità mercoledì 6. Per finire, la Luna piena del 31 maggio sarà una Microluna e in particolare, alla distanza di 406.135 km, sarà la più piccola del 2026.

☀️ SOLE
Si trova nella costellazione dell’Ariete e da giovedì 14 in quella del Toro.

FASI DELLA LUNA
Piena – venerdì 1 h19.23
Ultimo quarto – sabato 9 h23.10
Nuova – sabato 16 h22.01
Primo quarto – sabato 23 h13.11
Piena – domenica 31 h10.45

PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI MAGGIO
1 15.15 Congiunzione Venere – Iadi 6,8°N, visibile a ovest dopo il tramonto
1 19.23 Luna piena
3 09.13 Congiunzione Venere – Aldebaran 6,5°N, visibile a ovest dopo il tramonto
4 05.03 Congiunzione Luna (95%) – Antares 0,5°S, visibile a sud-ovest
4 00.32 Luna all’apogeo (405.841 km)
6 04.00 Picco dello sciame meteorico delle Eta Aquaridi (ZHR 50) ☄️
9 23.10 Luna all’ultimo quarto
11 05.06 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
13 11.11 Congiunzione Luna (18%) – Nettuno 4,2°N, visibile a est prima dell’alba
13 23.57 Congiunzione Luna (18%) – Saturno 5,7°N, visibile a est prima dell’alba
14 00.27 Mercurio in fase piena
14 16.14 Mercurio in congiunzione superiore
15 06.59 Venere al perielio (0,72 UA)
16 22.01 Luna nuova
17 15.49 Luna al perigeo (358.073 km)
18 11.57 Mercurio al perielio (0,31 UA)
19 03.49 Congiunzione Luna (13%) – Venere 2,9°N, visibile a ovest dopo il tramonto
19 22.00 Raggruppamento Giove, Luna (13%) e Venere visibile a nord-ovest
20 14.36 Congiunzione Luna (22%) – Giove 3,1°N, visibile a ovest dopo il tramonto
20 19.07 Congiunzione Luna (22%) – Polluce 3,5°S, visibile a ovest dopo il tramonto
21 17.24 Congiunzione Luna (32%) – Presepe 1,1°N, visibile a ovest dopo il tramonto
22 14.07 Urano alla massima distanza dalla Terra (3.063.357 Mkm)
22 17.55 Urano in congiunzione col Sole
23 09.21 Congiunzione Luna (54%) – Regolo 0,1°S, visibile a sud-ovest dopo il tramonto
23 13.11 Luna al primo quarto
24 02.39 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
27 16.53 Congiunzione Luna (89%) – Spica 1,9°S, visibile a sud-est dopo il tramonto
31 10.45 Luna piena – MICROLUNA (406.135 km), minima del 2026
31 11.16 Congiunzione Luna (100%) – Antares 0,4°S, visibile a sud-est dalle 22.30

PIANETI
☿ MERCURIO si trova nei Pesci vicino al confine con l’Ariete, la costellazione che ospita il Sole e in cui Mercurio entra il 4. Intuiamo così che il piccolo pianeta si sta avvicinando prospetticamente alla stella e, investito dal suo bagliore, risulta invisibile. Mercurio infatti va in congiunzione superiore col Sole il 14, giorno in cui entrambi i corpi celesti si trasferiscono dall’Ariete al Toro. Il 18 Mercurio va invece al perielio, il punto della sua orbita realmente più vicino al Sole da cui dista 46 milioni di chilometri.
♀ VENERE, la “stella della sera”, prende sempre più vigore nel cielo occidentale e possiamo osservarlo per un paio d’ore dal tramonto del Sole. Il suo splendore è crescente, arrivando fino a -3,96 magnitudini a fine mese, così come il suo diametro angolare che arriva a 13,26”. Venere impreziosisce la costellazione del Toro e domenica 3 in particolare assume la stessa ascensione retta di Aldebaran (4h38m), l’astro principale della costellazione con cui va pertanto in congiunzione, pur mantenendosi 6,5° più a nord della stella. Mercoledì 13 splende a metà della congiungente Beta Tau–Zeta Tau, le stelle all’estremità del c***o settentrionale e meridionale rispettivamente, diventandone così un indicatore. Venerdì 15 invece passa al perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole, pari a circa 107,5 milioni di chilometri. La sera di martedì 19, giorno in cui Venere fa il suo ingresso nei Gemelli, da non perdere il suggestivo raggruppamento a nord-ovest in cui la Luna volge la sua sottile falce crescente a Venere, che brilla più a sud, e lascia la parte in ombra del suo disco a Giove.
♂ MARTE si fa ancora attendere, sebbene la sua elongazione cominci a crescere – nell’arco del mese passa da 24° a 30° – e si avvicini il tempo in cui tornare a vederlo. Mentre lo aspettiamo, il pianeta rosso nel mese di maggio si trova nella costellazione dei Pesci che lascia il 18 per entrare in quella dell’Ariete.
♃ GIOVE è stabile nei Gemelli che risale, avvicinando gradualmente il valore della sua ascensione retta a quello di Polluce, segno di un’imminente congiunzione con la stella principale della costellazione. Insieme a Venere è il pianeta che vediamo più a lungo, anche se la sua permanenza sull’orizzonte, che a inizio maggio è di circa cinque ore, alla fine si dimezza. Al tramonto Giove è già nella metà sudoccidentale del cielo, ancora brillante con le sue due magnitudini negative e nitido con un diametro apparente che, sebbene in calo, si attesta sui 34 secondi d’arco. Da non perdere il raggruppamento con la Luna e Venere martedì 19, visibile al meglio fra le 21.30 e le 22.00. I tre corpi celesti formano un leggero arco dove Venere conduce al tramonto la Luna, che volge al pianeta il suo sottile spicchio luminoso, mentre Giove li segue più a nord.
♄ SATURNO torna timidamente ad affacciarsi all’orizzonte orientale dopo la congiunzione col Sole di fine marzo, che l’ha tenuto nascosto per un paio di mesi. Dobbiamo attendere almeno la metà di maggio prima di vederlo spuntare fra le stelle mattutine della Balena, una costellazione non zodiacale, ma che può ospitare Saturno perché sfiorata dall’eclittica, il piano dell’orbita terrestre, vicino al quale si muovono anche i pianeti. Saturno si trova infatti appena oltre i Pesci, già nell’area delimitata dalla grande costellazione australe. Con un po’ di fortuna e nessun ostacolo in direzione est, possiamo avere un primo assaggio del pianeta mercoledì 13 verso le 5.00, quando Saturno è un puntino immerso nella luce crepuscolare dell’alba, che tenta di imporsi con le sue 0,91 magnitudini, mentre la Luna ce lo indica col suo disco illuminato al 18%, prima della congiunzione della mezzanotte.
♅ URANO, che per tanti mesi ha punteggiato la costellazione del Toro sotto le Pleiadi, svanisce ora nella luce del Sole che entra nella costellazione il 14, relegandola così definitivamente alla stagione invernale. Urano va in congiunzione col Sole venerdì 22, giorno in cui si trova anche a 3 miliardi di chilometri dalla Terra, la massima distanza. Non si assenterà comunque a lungo; lo rivedremo infatti a partire dall’inizio di luglio, di nuovo nel Toro a sud delle Pleiadi; apparirà prima dell’alba in direzione est e ci accoglierà pressoché sovrapposto al pianeta più atteso: Marte con cui il 4 luglio sarà in congiunzione, separato di appena 6’!
♆ NETTUNO continua la sua permanenza nei Pesci e, come Saturno – al quale è ancora prospetticamente piuttosto vicino – torna a mostrarsi nella seconda metà di maggio a est prima dell’alba. Nettuno, essendo il pianeta più lontano del Sistema Solare, è molto piccolo e debole; il suo diametro è di soli 2,5” e con una magnitudine di 7,81, è visibile solo al telescopio. Mercoledì 13, se abbiamo l’orizzonte orientale completamente libero, possiamo tentarne l’osservazione verso le 4.30 quando è sorto da poco ed è prossimo alla congiunzione con la Luna qualche grado più a nord, sotto forma di sottile falce calante.

✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Il Triangolo di Primavera transita sul meridiano nelle prime ore serali di maggio e, oltre a guidarci nell’orientamento celeste, delimita anche un’area del firmamento rinomata per avere la massima concentrazione di galassie. Siamo nel cielo profondo e a formare il perimetro triangolare sono le stelle DENEBOLA (m 2,10) nel Leone, ARTURO (m -0,05) nel Bootes e SPICA (m 0,95) nella Vergine. Qui è alloggiato l’omonimo ammasso di galassie: oltre duemila esemplari dei miliardi di miliardi di isole di stelle sospese nell’universo e che, nonostante il loro numero simile all’infinito, rappresentano soltanto il 5% del contenuto energetico totale del cosmo sotto forma di materia ordinaria. Le galassie sono infatti le uniche sorgenti accessibili ai nostri occhi, ma anche alla nostra tecnologia attuale, impegnata da oltre mezzo secolo nella ricerca della materia oscura, il secondo ingrediente cosmico dopo l’energia oscura.
L’ammasso della Vergine, inabissato a 50 milioni di anni luce, è dominato dalla galassia ellittica gigante M87 che, con la sua massa mille miliardi di volte quella del Sole, tiene legate gravitazionalmente le altre duemila e più. Il 10 aprile 2019, M87 ci ha regalato la prima “foto” di un buco nero, un giorno entrato a pieno titolo nella storia dell’astronomia. L’ammasso della Vergine si trova nell’incavo settentrionale della costellazione, formato dalle stelle Vindemiatrix, Porrima, Eta Vir e Nu Vir; una parte delle sue galassie tracimano nell’adiacente e debolissima costellazione della Chioma di Berenice dove, sempre per restare in tema galattico, cade il polo nord della Via Lattea. Sedici galassie dell’ammasso della Vergine le troviamo nel catalogo settecentesco di Messier e sono pertanto le più accessibili a livello amatoriale. Dieci appartengono alla Vergine e sei alla Chioma di Berenice. Di queste, la più luminosa è proprio M87 (m 8,6) che possiamo osservare con piccoli telescopi insieme a M49 – altra ellittica di luminosità simile –, M90, una densa spirale di magnitudine 9,54, e M58 (m 9,66), anch’essa una spirale dall’aspetto molto elegante, che ci si presenta in prospettiva quasi frontale.
Ma nella Vergine e nella Chioma di Berenice affiorano anche due galassie iconiche finite nel catalogo di Messier, che però non appartengono all’ammasso della Vergine: sono M104 (m 8,00) e M64 (m 8,52).
M104 è la famosa galassia SOMBRERO, che si schiude in tutta la sua magnificenza nella Vergine al confine col Corvo. M104 in particolare è il primo oggetto del catalogo non registrato dall’astronomo parigino che interruppe la sua lista a M103; fu Camille Flammarion nel 1921 a inaugurare l’ultima serie di oggetti che formano il catalogo francese.
Nella Chioma invece Messier annotò M64, l’intrigante galassia OCCHIO NERO, così chiamata per la fascia scura di polvere che abbraccia metà del suo disco. Entrambe le spirali sono visibili con piccoli telescopi, anche se M64 è più impegnativa, specialmente per quel che riguarda la visibilità della banda scura.
Sotto la Vergine transitano anche la Coppa e il Corvo, costellazioni compatte adagiate sopra l’Idra, con la quale formano una triade antichissima. Fra le stelle del Corvo, possiamo ammirare una fusione di galassie: sono NGC 4038 e NGC 4039, due pallide spirali di undicesima magnitudine, conosciute come ANTENNE per via della forma assunta durante l’interazione. Sopra la Chioma di Berenice occhieggiano invece i Cani da Caccia (Canes Venatici), una costellazione che in realtà passa del tutto inosservata, le cui uniche due stelle, di seconda e quarta classe, rappresentano i cani del Bootes, il guardiano dell’Orsa. Alpha CVn in origine era il cane Asterion, ma Edmund Halley la ribattezzò col nome di COR CAROLI (m 2,85) in onore del suo re, Carlo II d’Inghilterra. Anche qui troviamo due famosissime spirali: M51, la spettacolare galassia VORTICE di magnitudine 8,10, prima nebulosa in cui siamo riusciti a distinguere una struttura a spirale, e M63, la raffinata GIRASOLE, di magnitudine 8,59.
Nel mare di galassie che caratterizzano il cielo di maggio, se ci volgiamo a est vediamo prendere corpo un’altra galassia, che in estate avrà il suo trionfo: è la nostra. Dalla nostra posizione periferica, della VIA LATTEA vediamo un braccio di spirale, quello del Perseo, mentre verso il Sagittario lo sguardo si concentra nella direzione del denso centro galattico. E così, mentre a ovest tramontano le ultime costellazioni invernali del Toro, dei Gemelli e del Cane Minore, a oriente si affacciano le imponenti figure dell’Ofiuco, dello Scorpione e del Sagittario, insieme alla triade del Cigno, della Lira e dell’Aquila, alta nel cielo e pronta a portare in scena un nuovo Triangolo: quello Estivo.

☄️ MERCOLEDÌ 6 MAGGIO: SCIAME METEORICO DELLE ETA AQUARIDI
Dall’ultima decade di aprile, siamo entrati in una regione dove si è raccolta una miriade di frammenti della celebre cometa di Halley, che ritornerà dalle nostre parti fra 35 anni. I detriti persi da questa roccia ghiacciata ogni volta che si avvicina al Sole, hanno dato vita allo sciame meteorico delle Eta Aquaridi. Con un lungo periodo di attività che dura quasi un mese e mezzo – inizia il 19 aprile e si conclude il 28 maggio – lo sciame è uno dei più copiosi con un picco teorico a inizio maggio che può arrivare a 50 meteore all’ora. Quest’anno la maggiore intensità è attesa nella notte di mercoledì 6 ma, oltre a essere ridotta per l’impossibilità oggettiva di trovarsi nelle condizioni ideali, sarà purtroppo ulteriormente compromessa dalla Luna. Sebbene in fase di tramonto, con un’illuminazione all’84%, il nostro satellite rischiara ancora il cielo quando, intorno alle 3.00 del mattino, sorge il radiante. Quest’ultimo è il punto da cui sembrano zampillare le stelle cadenti e dà il nome allo sciame: si trova infatti nell’Aquario vicino alla stella Eta Aqr, da cui il nome di Eta Aquaridi. Ma se quest’anno l’osservazione al picco è sfavorita, grazie ai numerosi giorni necessari alla Terra per attraversare la nube cometaria, possiamo ritentare la cattura verso metà mese, sfruttando i giorni attorno al novilunio di sabato 16. Con un po’ di fortuna potremo così assistere allo spettacolo delle stelle cadenti, scie luminose che si formano quando il pulviscolo della cometa investe le particelle della nostra atmosfera e, incendiandosi per attrito, accende la magia.

DOMENICA 31 MAGGIO: MICROLUNA
La Luna piena del 31 maggio splenderà da una distanza di 406.135 km e sarà il plenilunio più lontano dell’anno. Il disco lunare apparirà di conseguenza un po’ più piccolo e meno luminoso: sarà in altre parole una Microluna.
Questo è l’evento opposto alla Superluna, il fenomeno di origine popolare che si verifica quando il nostro satellite va in fase piena (o nuova) in coincidenza o a ridosso del perigeo minimo. In particolare, seguendo il criterio percentuale proposto dal suo ideatore Richard Nolle, parliamo di Superluna quando la distanza tra il punto dell’orbita in cui la Luna è piena e il suo “apogeo” corrisponde almeno al 90% della distanza che separa perigeo e apoge
o, i punti dell’orbita lunare rispettivamente di minima e massima distanza dalla Terra.
Nel caso della Microluna, il ragionamento è lo stesso ma applicato al perigeo, ovvero: se la distanza tra il punto dell’orbita in cui la Luna è piena e il suo “perigeo” corrisponde almeno al 90% della distanza che separa il perigeo dall’apogeo, allora siamo in presenza di una Microluna. Ora, in maggio la Luna è alla minima distanza il 17 quando, ancora invisibile perché nuova, si trova a 358.073 km, mentre l’apogeo più a ridosso del plenilunio del 31 maggio è quello del 1° giugno, che è anche il massimo dell’anno con la Luna a 406.368 km dalla Terra. Il confronto tra le differenze delle distanze in gioco, fanno sì che quella del 31 maggio sia una Microluna a pieno titolo! Il disco del nostro satellite apparirà più piccolo del 12%, mentre la sua luminosità si abbasserà del 22%. Ce ne accorgeremo? In realtà, all’atto pratico, sono attenuazioni che il nostro occhio non riesce a percepire; così come per la Superluna, anche in questo caso è un confronto fotografico che ci permette di apprezzare questa Luna più smorzata e così lontana. E comunque, se potessimo accorgerci della Microluna anche a occhio n**o, non v’è dubbio che il nostro satellite sarebbe meraviglioso e pieno di fascino come sempre.

[ Ilaria Sganzerla ]

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