Parent Coach

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Scopri le regole per comunicare con i tuoi figli. Impara le regole del gioco, vinci e goditi la tua Impara le regole del gioco, vinci e goditi la tua famiglia!

22/03/2025

Sei un genitore se...
👣 Hai imparato a camminare piano per non svegliare qualcuno.
🍽️ Hai mangiato cibo freddo perché prima hai servito tutti gli altri.
🛌 Hai finto di dormire solo per sentire la loro vocina che sussurra "Mamma/Papà, ti voglio bene".
🎨 Hai trovato un disegno fatto per te e l’hai conservato come fosse un tesoro.
📺 Hai guardato lo stesso cartone animato un'infinità di volte, senza mai stancarti.
💬 Hai passato ore a rispondere a mille domande, cercando di soddisfare ogni curiosità.

📢 Tagga un genitore, capirà subito di cosa stiamo parlando! 👇💬

Photos 19/03/2021

Auguri a tutti i papà!

21/08/2020

Puoi fare veramente la differenza, che sia un genitore, un insegnante o un allenatore.

Leggi tutto fino in fondo (tempo di lettura 3 minuti)

Mentre se ne stava davanti alla sua classe di quinta elementare, il primo giorno di scuola, la maestra disse ai bambini una falsità. Come la maggior parte degli insegnanti, guardò i suoi studenti e disse che lei li amava tutti allo stesso modo.
Tuttavia, ciò era impossibile perché lì in prima fila, accasciato sulla sedia, c’era un ragazzino di nome Teddy Stoddard. La signora Thompson aveva osservato Teddy l’anno precedente e aveva notato che non giocava serenamente con gli altri bambini…
I suoi vestiti erano disordinati e spesso avrebbe avuto bisogno di farsi un bagno. Inoltre, Teddy era scontroso e solitario.
Arrivò il momento in cui la signora Thompson avrebbe dovuto evidenziare in negativo il rendimento scolastico di Teddy; prima però volle consultare i risultati che ogni bambino aveva raggiunto negli anni precedenti; per ultima, esaminò la situazione di Teddy.
Tuttavia, quando vide il suo fascicolo, rimase sorpresa.
In prima elementare il maestro di Teddy aveva scritto: “Teddy è un bambino brillante con una risata pronta. Fa il suo lavoro in modo ordinato e ha buone maniere”.
Il suo insegnante, in seconda elementare, aveva scritto: “Teddy è uno studente eccellente, ben voluto dai suoi compagni di classe, ma è tormentato perché sua madre ha una malattia terminale e la vita in casa deve essere una lotta”.
Il suo insegnante di terza elementare aveva scritto: “La morte di sua madre è stata dura per lui e tenta di fare del suo meglio, ma suo padre non mostra molto interesse e, se non verranno presi i giusti provvedimenti, il suo contesto famigliare presto lo influenzerà”.
Infine l’insegnante del quarto anno aveva scritto: “Teddy si è rinchiuso in se stesso e non mostra più interesse per la scuola. Non ha amici e qualche volta dorme in classe”.
A questo punto, la signora Thompson si rese conto del problema e si vergognò di se stessa. Si sentì anche peggio quando i suoi studenti le portarono i regali di Natale, avvolti in bellissimi nastri e carta brillante, fatta eccezione per Teddy. Il suo dono era stato maldestramente avvolto nella pesante carta marrone di un sacchetto di generi alimentari.
La signora Thompson però aprì il regalo prima degli altri. Alcuni bambini cominciarono a ridere quando videro un braccialetto di strass con alcune pietre mancanti e una bottiglietta di profumo piena per un quarto, ma lei soffocò le risate dei bambini esclamando quanto fosse grazioso il braccialetto e mettendo un po’ di profumo sul polso.
Quel giorno Teddy Stoddard rimase dopo la scuola, giusto il tempo di dire: “Signora Thompson, oggi profumava come la mia mamma quando usava proprio quel profumo”.
Dopo che i bambini se ne furono andati, la signora Thompson pianse per almeno un’ora; da quel giorno si dedicò veramente ai bambini e non solo per insegnare loro le sue materie. Prestò particolare attenzione a Teddy e, con la sua vicinanza, la mente del piccolo iniziò a rianimarsi. Più lei lo incoraggiava, più velocemente Teddy rispondeva. Alla fine dell’anno, Teddy era diventato uno dei bambini più intelligenti della classe e, nonostante la sua bugia che avrebbe amato tutti i bambini in ugual modo, la maestra si accorse che Teddy divenne uno dei suoi “preferiti”.
Un anno dopo la fine della scuola, la signora Thompson trovò un biglietto sotto la porta: era da parte di Teddy; la lettera diceva che era stata la migliore insegnante che avesse mai avuto in vita sua. Passarono sei anni prima che ricevesse un altro messaggio da Teddy. Terminato il liceo, terzo nella sua classe, riferiva che la signora Thompson era ancora la migliore insegnante che avesse mai avuto in vita sua.
Quattro anni dopo, ricevette un’altra lettera, dicendo che quando le cose erano difficili, a volte, era rimasto a scuola, si era impegnato al massimo e ora si sarebbe presto laureato al college con il massimo degli onori. Confermava che la signora Thompson era sempre la migliore insegnante che avesse mai conosciuto in tutta la sua vita, la sua preferita.

Passarono altri anni e arrivò ancora un’altra lettera. Questa volta spiegava che dopo aver ottenuto la laurea, aveva deciso di andare avanti. La lettera spiegava che lei era ancora la migliore e preferita insegnante che avesse mai avuto, ma ora la sua firma era un po’ più lunga. La lettera riportava, in bella grafia, Dr. Theodore F. Stoddard.
Ma la storia non finisce qui. Arrivò ancora un’altra lettera quella primavera. Teddy scrisse che aveva incontrato una ragazza e stava per sposarsi. Spiegò che suo padre era morto un paio di anni prima e chiese alla signora Thompson di accompagnarlo al matrimonio facendo le veci della madre dello sposo.
Naturalmente, la signora Thompson accettò. E indovinate un po’ che fece?
Indossò proprio quel braccialetto, quello con gli strass mancanti, quello che Teddy le aveva regalato; fece anche in modo di mettere il profumo che la madre di Teddy indossava l’ultimo Natale che passarono insieme.
Si abbracciarono e il Dr. Stoddard sussurrò all’orecchio della signora Thompson:
“Grazie signora Thompson per aver creduto in me. Grazie mille per avermi fatto sentire importante e per avermi mostrato che avrei potuto fare la differenza.”
La signora Thompson, con le lacrime agli occhi, sussurrò: “Teddy, ti stai sbagliando. Sei tu quello che mi ha insegnato che potevo fare la differenza: non sapevo come insegnare fino a quando ti ho incontrato.”

Home Life, Elizabeth Silance Ballard, 1976.

12/04/2020

Una strategia da mettere in campo in 3 step per allentare la tensione e migliorare la comunicazione con i figli. Buona Pasqua a tutt!

07/04/2020

Pillole da Parent Coach - Questo periodo avrà per forza di cose una conseguenza sui nostri figli, sperare che questo non accada è una tenera speranza ma una falsa realtà. Attenzione, conseguenza ha per forza una accezione negativa?

06/06/2019

Un importante video sui compiti a casa.
Mamme e papà è importante che lo guardiate fino alla fine.

13/04/2019

La filastrocca dell'autostima!

Non dirmi “sciocco” oppure “somaro”, sono parole dal gusto amaro.

Non dirmi “aspetta, ti rispondo dopo”, se lo chiedo ora, ci sarà uno scopo.

Non chiedermi sempre e solo perché, ne sono certo, lo sai già da te.

Se poi non mi urli tutti i santi giorni, sarò più felice quando ritorni.

Non chiedermi cose sotto ricatto, o imparerò il prezzo di averlo fatto, non per amore, ma per esser costretto e non di certo perché ci rifletto.

Se sono stanco e non capisco niente, è perché stanca è anche la mente.

Non mi gridare se rovescio il latte, chissà tu, da piccola,quante ne hai fatte.

Non dirmi mai che non si può fare, tra il dire e il fare non sempre c’è il mare, o che non posso cambiare il mondo e ci crederò in un nanosecondo.

Se aggiungi sempre “ma”, “forse”,‘‘però”, stai pur sicura non ce la farò.

Poi, se lo posso fare da solo, non aiutarmi e prenderò il volo. Mostrami invece parole belle e, te lo assicuro, toccherò le stelle!

- Stefania Contardi

07/04/2019

L'irruzione di smartphone e tablet nella vita dei bambini sembrano avere una buona parte di responsabilità sull'aumento vertiginoso di deficit dell'attenzione e depressione infantile. Se a questi aggiungiamo lunghe giornate lavorative dei genitori o la scarsa attenzione o la poca pazienza o l'assenza di regole, il quadro che si delinea è poco piacevole.

UNA giornata di FORMAZIONE sullo sviluppo dell'AUTOSTIMA dei bambini ti darà un AIUTO prezioso per il ruolo sempre più complesso del genitore.
Manca veramente poco, l'evento è il 13 Aprile dalle 10.00 alle 19.00 ed è l'ultima replica a Roma per il 2019. Sono disponibili soltanto 5 biglietti a prezzo scontatissimo.
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(Garanzia soddisfatto o rimborsato, vedi termini e condizioni sulla nostra pagina web).

- Lo staff di Parent Coach

Sviluppa l'Autostima di Tuo Figlio 02/04/2019

Sviluppa l'Autostima di Tuo Figlio Capita di sentirsi indecisi quando c'è da prendere una decisione importante e questo accade perchè si vuole essere certi di valutare tutti gli elementi. Si o no, vado o non vado, lo faccio o non lo faccio. E se avessi la certezza?

01/04/2019

DATEMI IL CORAGGIO, LA FORZA E LA SICUREZZA!
Lo sò, è troppo presto per allontanarmi e sono felice di poter stare ancora con voi. Siete il mio punto di riferimento e vi voglio bene anche se prima o poi, man mano che crescerò, dovrò provare a fare le cose da solo. E' per questo che ora siete fondamentali, dovete stimolarmi a fare le cose che per me sono difficili invece di dirmi che non le so fare e le fate voi per me.
Dovete spiegarmi quali sono le emozioni che provo perchè a volte per me rimangono solo forti sensazioni alle quali non so dargli un nome e questo mi fa stare male.
Aiutatemi a ragionare invece di sostituirvi a me nelle decisioni altrimenti quando non vi avrò vicino sarò sempre insicuro.
Mamma, Papà, datemi il coraggio, la forza e la sicurezza per camminare da solo qualunque sia il mio cammino, saranno i regali più belli che porterò sempre con me.

29/03/2019

E SE INSEGNASSIMO AI NOSTRI FIGLI A CAVARSELA DA SOLI?

Vediamo se anche tu fai una o più di una delle seguenti cose:
- intervieni in suo aiuto se è in difficoltà (anche se non è a rischio la sua incolumità)
- quando non riesce a fare una cosa gli dici come farla (qualcosa tipo "quando accade questa cosa fai così")
- ti sostituisci a lui per velocizzare i tempi di esecuzione (qualcosa tipo "faccio io che facciamo prima")

Ecco cosa andrebbe fatto se vuoi che tuo figlio impari a cavarsela fa solo
- se è in difficoltà lascia che sia lui a sbrigarsela da solo qualsiasi sia la sua età, il tuo occhio deve vigilare solo che non sia in serio pericolo quindi, ad esempio, lascia che sperimenti la paura, imparerà a gestirla
- se non riesce a fare una cosa stimola il suo ragionamento a trovare una strategia vincente magari aiutandolo con delle domande
- la sua capacità fisica è direttamente proporionale alla sua età, è normale che per fare una cosa impieghi qualche secondo in più rispetto a te perciò sii paziente

Se ti piace di più quello che andrebbe fatto rispetto a quello che fai clicca su https://www.parentcoach.it/autostimadituofiglio e leggi quante belle cose puoi fare dopo solo un giorno di corso con noi (13 aprile ultima data a Roma per il 2019). Hai la possibilità di regalare a tuo figlio qualcosa che non si può comprare, la sua autostima!
Ricordati che sono rimasti solo 10 posti in promozione dopo di che la quota di partecipazione raddoppia.

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