Gianmarco Pedicelli

Gianmarco Pedicelli

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🔥 STOP a gonfiore, diarrea e stipsi
🥗 Alimentazione su misura per donne 30+
🎯 +300 donne libere dal bagno e dalla pancia gonfia
📲 Info in DM

Photos from Gianmarco Pedicelli's post 10/08/2026

La fertilità maschile non “scade” a una certa età, ma nemmeno resta identica per tutta la vita.

Con l’avanzare dell’età paterna possono peggiorare alcuni parametri seminali e aumentare alterazioni dell’integrità del DNA spermatico. Le linee guida AUA/ASRM considerano l’età paterna avanzata un elemento clinicamente rilevante, soprattutto dai 40 anni in poi, pur sottolineando che il rischio individuale dipende da molti fattori e non dall’età isolata.

Questo significa che non è corretto dire:
“Dopo i 40 anni il seme è compromesso.”

È più corretto dire:
“Con l’età aumenta la probabilità che alcuni indicatori della qualità spermatica peggiorino.”

Tra gli aspetti più studiati ci sono motilità, concentrazione, morfologia e soprattutto danno/frammentazione del DNA spermatico. Una frammentazione elevata è stata associata a infertilità e, in alcuni contesti, a peggiori esiti riproduttivi e maggiore rischio di ab**to, ma non rappresenta da sola una diagnosi né viene raccomandata come test di routine iniziale in tutte le coppie infertili.

E qui c’è il punto fondamentale: l’età non è l’unica variabile.

Fumo, obesità, condizioni metaboliche, esposizioni ambientali, patologie andrologiche e altri fattori dello stile di vita possono contribuire al quadro; allo stesso tempo, per molti di questi interventi le prove sugli esiti riproduttivi restano eterogenee e non permettono di promettere un miglioramento della fertilità semplicemente “mangiando meglio”.

Per questo, soprattutto quando si sta cercando una gravidanza o si affronta una PMA, il fattore maschile non dovrebbe essere valutato solo dopo diversi tentativi falliti.

Non puoi fermare l’età biologica.
Puoi però evitare di arrivare al momento del concepimento senza aver mai valutato seriamente anche la componente maschile.

Scrivimi “FERTILITÀ MASCHILE” in privato se vuoi capire quali aspetti nutrizionali e dello stile di vita può avere senso valutare nel tuo caso.

10/08/2026

⚠️ 15 OVOCITI NON SIGNIFICANO 15 POSSIBILITÀ DI GRAVIDANZA.

Hai la PMOS, produci molti follicoli e al pick-up recuperano tanti ovociti.

Poi però succede qualcosa che non ti aspettavi:

15 recuperati → meno maturi → meno fecondati → meno embrioni → 1 blastocisti.

Ed è qui che il numero iniziale può diventare una falsa sicurezza.

🔬 In PMA non conta soltanto quanti ovociti recuperi, ma cosa accade lungo tutto il percorso:

maturazione ovocitaria → fecondazione → sviluppo embrionale → blastocisti.

Se parti ogni volta con una coorte numerosa ma ne perdi gran parte lungo il percorso, la domanda non dovrebbe essere soltanto:

“Come posso produrne ancora di più?”

Ma:

“Dove sta avvenendo il vero collo di bottiglia?”

Età, maturità ovocitaria, protocollo di stimolazione, fattore maschile e caratteristiche biologiche dell’embrione devono essere valutati.

E nella PMOS c’è un altro tassello da non ignorare: il quadro metabolico.

Insulino-resistenza e alterazioni metaboliche, quando presenti, sono state associate in letteratura a outcome IVF/ICSI meno favorevoli. Questo NON significa che siano necessariamente la causa delle poche blastocisti né che correggerle garantisca un risultato migliore.

Significa che ignorarle semplicemente perché “tanto produco tanti ovociti” non ha senso.

🚨 Altrimenti il rischio è continuare con stimolazioni, farmaci e pick-up cercando sempre di aumentare il numero iniziale, senza aver analizzato perché la coorte si riduce dopo il prelievo.

La nutrizione non può prometterti di trasformare 15 ovociti in 5 blastocisti.

Può però inserirsi in una strategia pre-concezionale che lavori sui fattori metabolici e sullo stile di vita modificabili, quando realmente presenti.

Perché in PMA il punto non è soltanto quanti ovociti produci.

È capire quanti riescono ad andare avanti e perché gli altri si fermano.

📩 Se hai la PMOS e durante la PMA parti con molti ovociti ma arrivi a pochissime blastocisti, scrivimi “PMOS” in privato.

Photos from Gianmarco Pedicelli's post 09/08/2026

⚠️ Sei in PMA e vai in bagno 2-3 volte a settimana? Non liquidarlo come un semplice fastidio.

La stipsi NON significa automaticamente che la tua PMA fallirà. Ad oggi non abbiamo evidenze per sostenere un rapporto causa-effetto diretto.

Ma ignorarla non è comunque una buona strategia.

👉 La stipsi funzionale è stata associata ad alterazioni dell’ecosistema intestinale e il rapporto tra microbiota e motilità sembra essere bidirezionale.

👉 Intestino e tratto genitale non sono due mondi completamente separati: esiste un vero “crosstalk” attraverso meccanismi microbici, metabolici e immunitari.

👉 Inoltre, alcune configurazioni di disbiosi vaginale sono state associate a esiti riproduttivi meno favorevoli nelle donne sottoposte a IVF. Attenzione però: associazione NON significa che correggere il microbiota aumenti automaticamente le probabilità di gravidanza.

E durante una PMA può aggiungersi un altro problema.

💊 Il progesterone può ridurre la motilità gastrointestinale. Se parti già con transito rallentato, gonfiore o difficoltà evacuativa, la sintomatologia può diventare ancora più difficile da gestire.

E non è soltanto una questione di pancia.

La stipsi cronica può incidere significativamente sulla qualità di vita. Inserita in un percorso emotivamente impegnativo come la PMA, può significare affrontare stimolazione, attese e transfer sentendoti contemporaneamente gonfia, appesantita e fisicamente a disagio.

❌ La soluzione però non è prendere “un probiotico per il microbiota” a caso.

Serve capire perché il tuo intestino è rallentato e lavorare in maniera personalizzata su alimentazione, quantità e tipologia di fibre, idratazione, movimento, sintomi e terapie in corso, coinvolgendo il medico quando necessario.

📩 Se sei in PMA e la stipsi è diventata la tua normalità, scrivimi “PMA” in privato.

09/08/2026

💊 Hai preso la pillola per anni e ora vuoi cercare una gravidanza?

Sospenderla è il primo passo. Ma aspettare semplicemente che “torni tutto normale” potrebbe non essere la strategia migliore.

⚠️ La contraccezione ormonale sopprime temporaneamente l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. Dopo la sospensione, nella maggior parte delle donne l’ovulazione riprende rapidamente, ma in alcune possono servire settimane o mesi perché ciclo e ovulazione tornino regolari.

🔄 Ed è proprio qui che vale la pena osservare ciò che succede davvero: cicli molto lunghi o irregolari, assenza di ovulazione, sintomi intestinali, alterazioni metaboliche o condizioni come PCOS possono emergere o tornare evidenti dopo la sospensione.

⏳ Se il tuo obiettivo è una gravidanza, soprattutto se il tempo riproduttivo è un fattore importante, limitarti ad aspettare per mesi senza valutare questi segnali può significare perdere tempo utile.

🎯 La nutrizione non “riattiva le ovaie” e non garantisce una gravidanza. Può però contribuire a creare un contesto metabolico e nutrizionale più favorevole, lavorando su adeguatezza energetica, micronutrienti, sensibilità insulinica e stile di vita quando questi aspetti sono realmente coinvolti.

📩 Se hai sospeso la pillola e stai cercando una gravidanza, scrivimi “PERCORSO” in DM: valutiamo da dove stai realmente partendo e quali aspetti ha senso ottimizzare.

09/08/2026

Stai affrontando una PMA, ma stai ottimizzando anche il tuo stato nutrizionale?

Avere esami “nella norma” non significa necessariamente avere livelli ottimali per sostenere i processi coinvolti nella fertilità.

📉 Folati e vitamina B12 partecipano alla sintesi del DNA, alla divisione cellulare e alle prime fasi dello sviluppo embrionale. Alcuni studi osservazionali in IVF hanno associato livelli più elevati a migliori esiti riproduttivi.

⚠️ Questo non significa che basti prendere un integratore. Il punto è arrivare a stimolazione, pick-up e transfer senza aver trascurato fattori nutrizionali e metabolici modificabili.

⏳ Scoprirlo dopo tentativi falliti può significare aver perso tempo prezioso.

🎯 La nutrizione non garantisce una gravidanza, ma può contribuire a creare un contesto più favorevole.

📩 Se stai affrontando una PMA, scrivimi “PMA” in DM.

09/08/2026

Se stai cercando una gravidanza e stai eliminando latte, soia o glutine “per migliorare la fertilità”, potresti concentrarti sul problema sbagliato. ❌

🥛 Il latte non va escluso automaticamente.
🌱 La soia, in quantità moderate, non riduce la fertilità.
🌾 Il glutine va eliminato solo quando esiste una reale indicazione clinica.

⚠️ Il rischio delle esclusioni “a caso”? Rendere la dieta più restrittiva e trascurare ciò che conta davvero: qualità alimentare complessiva, metabolismo, micronutrienti, composizione corporea e stile di vita.

🧬 In ricerca di gravidanza o PMA, non chiederti solo cosa togliere. Chiediti cosa puoi ottimizzare.

📩 Scrivimi “FERTILITÀ” in privato se vuoi capire se la tua alimentazione è davvero costruita per questo obiettivo.

09/08/2026

DOC, PRIMA NE DEVO PARLARE CON LA MIA GINECOLOGA.”

Certo. E fai bene.

⚠️ Il problema nasce quando quel confronto diventa il motivo per rimandare ancora settimane o mesi.

Perché magari pensi:
“Se fosse davvero importante, me ne avrebbe già parlato lei.”

Ma ginecologa e nutrizionista hanno competenze diverse.

La ginecologa gestisce diagnosi, esami, terapie, stimolazione, pick-up e transfer.

🥗 Un percorso nutrizionale specifico, invece, può lavorare parallelamente sui fattori modificabili che riguardano la tua situazione: qualità dell’alimentazione, gestione metabolica, eventuali carenze, composizione corporea quando indicato e sintomi gastrointestinali.

E mentre aspetti la prossima visita, il prossimo controllo o “settembre”…

la tua situazione non resta ferma.

Se hai insulino-resistenza, continua a essere presente.

Se hai gonfiore, stipsi, diarrea o digestione difficile, continui a conviverci.

Se la tua alimentazione non è adeguata alle tue esigenze, prenotare la PMA non la modifica automaticamente.

⏳ Poi arriva la stimolazione e ti ritrovi a voler sistemare tutto insieme mentre devi già gestire farmaci, punture, ecografie, monitoraggi e una pressione emotiva enorme.

Ed è lì che potresti pensare:

“Perché non ho iniziato prima?”

Questo non significa che la nutrizione possa garantirti una gravidanza.

E non significa sostituire la tua ginecologa o interferire con il protocollo del centro.

Significa utilizzare il periodo prima della PMA per lavorare, quando necessario, su quei fattori dello stile di vita e dello stato nutrizionale che sono realmente modificabili.

🧬 La PMA interviene sulla tecnica.

Ma alla tecnica ci arrivi con il tuo metabolismo, il tuo intestino, il tuo stato nutrizionale e le tue abitudini.

Parlane con la tua ginecologa.

Ma non lasciare che il bisogno di avere “un altro parere” diventi automaticamente un altro mese perso.

Se stai affrontando una PMA e vuoi capire quali aspetti nutrizionali avrebbe senso valutare PRIMA di iniziare, scrivimi “PMA” in privato.

08/08/2026

🦠 PROBIOTICI E PMA: DAVVERO POSSONO AUMENTARE LE PROBABILITÀ DI GRAVIDANZA?
È uscita una nuova meta-analisi nel 2026 e il risultato merita attenzione.
Sono stati analizzati 7 studi randomizzati controllati, per un totale di 796 donne infertili sottoposte a tecniche di riproduzione assistita.

📊 Il tasso di gravidanza clinica riportato è stato circa:

42% nel gruppo trattato con probiotici contenenti Lactobacillus
vs
28% nel gruppo controllo.

Il rischio relativo complessivo è risultato RR 1,49, con IC95% 1,07–2,07.

Tradotto: nei trial analizzati, l'utilizzo di probiotici contenenti Lactobacillus è stato ASSOCIATO a una maggiore probabilità di ottenere una gravidanza clinica.

Ma attenzione:
❌ Non significa che assumere “un probiotico qualsiasi” aumenti del 49% le tue probabilità di avere un bambino.

Il 49% è un incremento RELATIVO.

Inoltre, la differenza assoluta stimata dalla meta-analisi è stata di circa 12 gravidanze cliniche aggiuntive ogni 100 donne trattate.

E ci sono altre limitazioni fondamentali.

⚠️ Sei dei sette studi utilizzavano formulazioni vaginali e solo uno una formulazione orale.

Quindi questi risultati NON possono essere automaticamente estesi a qualsiasi probiotico intestinale acquistato autonomamente.

⚠️ Ceppi, durata del trattamento, popolazioni e protocolli erano differenti.

⚠️ Soprattutto, l'endpoint studiato era principalmente la GRAVIDANZA CLINICA.

Gli stessi autori chiedono RCT multicentrici più ampi per confermare il risultato, stabilire quali ceppi e modalità di somministrazione possano essere realmente utili e valutarne adeguatamente la sicurezza.

🔬 Quindi NO: questo studio non significa che prima del transfer devi iniziare dei probiotici “per sicurezza”.

La domanda corretta è un'altra:

“Nel mio caso esiste davvero un'alterazione su cui ha senso intervenire?”

Perché in PMA non dovrebbe vincere chi prende più integratori.

Dovrebbe vincere la PERSONALIZZAZIONE: capire quali fattori sono realmente modificabili e intervenire solo quando esiste un razionale.

📩 Se stai preparando una PMA e vuoi lavorare in maniera specifica su nutrizione, intestino e fattori modificabili, scrivimi “PMA” in privato.

08/08/2026

NON HO DISTURBI INTESTINALI… VADO SOLO IN BAGNO 2-3 VOLTE A SETTIMANA.”

Il punto è proprio questo.

🚨 Potresti esserti abituata a considerare “normale” qualcosa che meriterebbe almeno di essere valutato.

Non avere dolore addominale non significa automaticamente che il tuo intestino stia funzionando in modo ottimale.

Se evacui poche volte a settimana, devi spingere, hai feci dure, sensazione di svuotamento incompleto o gonfiore… non basta dire:

“È sempre stato così.”

E ancora meno:
“Probabilmente sono intollerante al lattosio.”

⚠️ Perché se inizi a eliminare alimenti senza aver capito cosa scatena realmente i tuoi sintomi, rischi di passare mesi a restringere la tua alimentazione mentre il problema di fondo rimane invariato.

E se stai per affrontare una PMA, aspettare potrebbe rendere tutto più complicato.

Durante alcune fasi del percorso, soprattutto con l'utilizzo del progesterone, la motilità gastrointestinale può rallentare.

Quella stitichezza che oggi “gestisci” potrebbe trasformarsi in:
più gonfiore, maggiore difficoltà evacuativa e più disagio proprio nei giorni in cui devi già affrontare farmaci, monitoraggi e transfer.

❌ Questo NON significa che essere stitica faccia fallire una PMA.

Significa che potresti arrivare alla fase più delicata del percorso scoprendo troppo tardi che alcuni segnali erano presenti da mesi o anni.

La soluzione non è eliminare lattosio, glutine o altri alimenti “per sicurezza”.

🔎 È capire come funziona davvero il tuo intestino: frequenza, consistenza delle feci, evacuazione, sintomi, alimentazione e possibili fattori che stanno mantenendo il problema.

Perché “ci convivo da anni” e “il mio intestino funziona bene” non sono necessariamente la stessa cosa.

Se stai preparando una PMA, non devi cercare patologie dove non esistono.

Ma nemmeno normalizzare segnali modificabili fino al giorno del transfer.

📩 Scrivimi “PERCORSO” in privato se vuoi capire come lavoriamo su intestino e alimentazione durante la preparazione alla PMA.

07/08/2026

📉 L’AMH diminuisce fisiologicamente con l’età e riflette soprattutto la quantità di follicoli residui. Ma un AMH basso non significa automaticamente infertilità e non misura direttamente la qualità ovocitaria.

🧬 Proprio per questo il tempo conta: la riserva ovarica non si “rigenera”, ma puoi lavorare su tutto ciò che è modificabile.

🥗 Nutrizione, stato metabolico, eventuali carenze, infiammazione, composizione corporea e stile di vita possono contribuire a creare un contesto più favorevole alla salute riproduttiva e alla preparazione alla PMA.

Aspettare non aumenta la riserva ovarica. Prepararti meglio, invece, può aiutarti ad arrivare alla ricerca di gravidanza nelle condizioni più favorevoli possibili.

📩 Scrivimi “FERTILITÀ” in privato se vuoi capire come impostare un percorso nutrizionale mirato.

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