10/08/2026
La fertilità maschile non “scade” a una certa età, ma nemmeno resta identica per tutta la vita.
Con l’avanzare dell’età paterna possono peggiorare alcuni parametri seminali e aumentare alterazioni dell’integrità del DNA spermatico. Le linee guida AUA/ASRM considerano l’età paterna avanzata un elemento clinicamente rilevante, soprattutto dai 40 anni in poi, pur sottolineando che il rischio individuale dipende da molti fattori e non dall’età isolata.
Questo significa che non è corretto dire:
“Dopo i 40 anni il seme è compromesso.”
È più corretto dire:
“Con l’età aumenta la probabilità che alcuni indicatori della qualità spermatica peggiorino.”
Tra gli aspetti più studiati ci sono motilità, concentrazione, morfologia e soprattutto danno/frammentazione del DNA spermatico. Una frammentazione elevata è stata associata a infertilità e, in alcuni contesti, a peggiori esiti riproduttivi e maggiore rischio di ab**to, ma non rappresenta da sola una diagnosi né viene raccomandata come test di routine iniziale in tutte le coppie infertili.
E qui c’è il punto fondamentale: l’età non è l’unica variabile.
Fumo, obesità, condizioni metaboliche, esposizioni ambientali, patologie andrologiche e altri fattori dello stile di vita possono contribuire al quadro; allo stesso tempo, per molti di questi interventi le prove sugli esiti riproduttivi restano eterogenee e non permettono di promettere un miglioramento della fertilità semplicemente “mangiando meglio”.
Per questo, soprattutto quando si sta cercando una gravidanza o si affronta una PMA, il fattore maschile non dovrebbe essere valutato solo dopo diversi tentativi falliti.
Non puoi fermare l’età biologica.
Puoi però evitare di arrivare al momento del concepimento senza aver mai valutato seriamente anche la componente maschile.
Scrivimi “FERTILITÀ MASCHILE” in privato se vuoi capire quali aspetti nutrizionali e dello stile di vita può avere senso valutare nel tuo caso.
09/08/2026
⚠️ Sei in PMA e vai in bagno 2-3 volte a settimana? Non liquidarlo come un semplice fastidio.
La stipsi NON significa automaticamente che la tua PMA fallirà. Ad oggi non abbiamo evidenze per sostenere un rapporto causa-effetto diretto.
Ma ignorarla non è comunque una buona strategia.
👉 La stipsi funzionale è stata associata ad alterazioni dell’ecosistema intestinale e il rapporto tra microbiota e motilità sembra essere bidirezionale.
👉 Intestino e tratto genitale non sono due mondi completamente separati: esiste un vero “crosstalk” attraverso meccanismi microbici, metabolici e immunitari.
👉 Inoltre, alcune configurazioni di disbiosi vaginale sono state associate a esiti riproduttivi meno favorevoli nelle donne sottoposte a IVF. Attenzione però: associazione NON significa che correggere il microbiota aumenti automaticamente le probabilità di gravidanza.
E durante una PMA può aggiungersi un altro problema.
💊 Il progesterone può ridurre la motilità gastrointestinale. Se parti già con transito rallentato, gonfiore o difficoltà evacuativa, la sintomatologia può diventare ancora più difficile da gestire.
E non è soltanto una questione di pancia.
La stipsi cronica può incidere significativamente sulla qualità di vita. Inserita in un percorso emotivamente impegnativo come la PMA, può significare affrontare stimolazione, attese e transfer sentendoti contemporaneamente gonfia, appesantita e fisicamente a disagio.
❌ La soluzione però non è prendere “un probiotico per il microbiota” a caso.
Serve capire perché il tuo intestino è rallentato e lavorare in maniera personalizzata su alimentazione, quantità e tipologia di fibre, idratazione, movimento, sintomi e terapie in corso, coinvolgendo il medico quando necessario.
📩 Se sei in PMA e la stipsi è diventata la tua normalità, scrivimi “PMA” in privato.
07/08/2026
📉 L’AMH diminuisce fisiologicamente con l’età e riflette soprattutto la quantità di follicoli residui. Ma un AMH basso non significa automaticamente infertilità e non misura direttamente la qualità ovocitaria.
🧬 Proprio per questo il tempo conta: la riserva ovarica non si “rigenera”, ma puoi lavorare su tutto ciò che è modificabile.
🥗 Nutrizione, stato metabolico, eventuali carenze, infiammazione, composizione corporea e stile di vita possono contribuire a creare un contesto più favorevole alla salute riproduttiva e alla preparazione alla PMA.
Aspettare non aumenta la riserva ovarica. Prepararti meglio, invece, può aiutarti ad arrivare alla ricerca di gravidanza nelle condizioni più favorevoli possibili.
📩 Scrivimi “FERTILITÀ” in privato se vuoi capire come impostare un percorso nutrizionale mirato.