Shin Ki Tai Bujutsu Dōjō • 心気体武術道場 •
Lo Shin Ki Tai Bujutsu Dojo si occupa della pratica di Taijutsu e Bujutsu, arti marziali giapponesi.
La nostra scuola nasce nel 2014 e dal 2014 ad oggi vede come proprio dojo-cho Cristina De Angelis. Attualmente il dojo è ospitato all'interno della Seven Star Academy di Roma, sita in Via Tito Labieno, 13.
09/12/2025
L’ultimo rituale: perché i samurai curavano l’aspetto prima della battaglia
Quando pensiamo ai samurai (侍), spesso li immaginiamo come guerrieri brutali e instancabili. In realtà, nella cultura del Giappone feudale, la preparazione allo scontro era anche una pratica estetica e spirituale molto precisa. Prima di entrare in battaglia, molti samurai dedicavano tempo a sistemarsi, a purificarsi e a compiere piccoli rituali che avevano un valore più profondo del semplice aspetto esteriore. Non si trattava di vanità, ma di disciplina e di adesione al Bushidō (武士道), il “Sentiero del Guerriero”.
Nel Bushidō, l’onore non riguardava solo la vita, ma anche il modo di morire. Essendo consapevoli che ogni combattimento poteva essere l’ultimo, i samurai cercavano di presentarsi con dignità, persino di fronte alla morte. Un esempio significativo era l’acconciatura tradizionale: il chonmage (丁髷), spesso accompagnato dalla rasatura frontale chiamata sakayaki (月代). Oltre a indicare status e identità, questa acconciatura serviva a mantenere stabile il kabuto (兜), l’elmo da guerra.
Alcune testimonianze riportano che certi samurai usassero incenso (kō, 香) prima dello scontro. Questo gesto aveva un valore simbolico: preparare lo spirito, calmare la mente e, in caso di morte, non risultare “sgradevoli” al momento dell’identificazione. Nel Giappone medievale, infatti, era pratica comune presentare la testa dell'avversario caduto (kubishiri, 首狩り, il “prendere teste”) al comandante per verificare il valore della vittoria. Anche un dettaglio come il profumo diventava quindi un atto di rispetto finale.
Un altro elemento estetico, sebbene non sempre usato in battaglia, era l’ohaguro (お歯黒), l’annerimento dei denti tramite lacca ferrica. Più diffuso tra l’aristocrazia e i samurai di alto rango, rappresentava maturità e raffinatezza.
L’armatura (yoroi, 鎧) stessa era una dichiarazione d’identità: il kabuto e le sue decorazioni frontali, i maedate (前立), servivano a incutere timore, a farsi riconoscere sul campo e a ricordare al guerriero la propria appartenenza e responsabilità.
Così, la cura dell’aspetto non era un dettaglio superficiale: era un rituale psicologico. Allacciare le corde dell’armatura, sistemare il kabuto, respirare l’incenso: ogni gesto riportava il samurai al centro del proprio dovere. Era il suo ultimo spazio di controllo prima dell’incertezza della battaglia.
08/12/2025
06/12/2025
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29/12/2025