29/11/2018
Liceo Bertrand Russell
Pagina degli studenti del Liceo Bertrand Russell. RussellTimes Giornalino
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29/11/2018
📙Il corpo delle donne
La parola "prostituzione" deriva dal verbo latino prostituĕre (pro, "davanti", e statuere, "porre"), e indica la situazione della persona, in genere schiava, che non "si" prostituisce, ma che, come una merce, viene posta in vendita davanti alla bottega del suo padrone. La prostituzione è la condizione estrema determinata da una cultura maschilista che pensa che il corpo di
una donna si possa comprare. Legalizzare la prostituzione vuol dire garantire i livelli minimi di sicurezza e di salute di tutte quelle donne che si trovano in questa disperata condizione.
In tutti i mercati è la domanda che crea l'offerta, il problema non è il fatto che ci siano pr******te ma che ci siano uomini che vanno a pr******te. La riduzione della donna a oggetto è sempre stata indice di una mentalità arrogante e fondamentalmente insicura. Il maschilista è un insicuro, perché ha bisogno che i ruoli siano ben definiti. Un maschilista è qualcuno condannato a stare nel suo limite, a farsi carico di una rigidità che lo condiziona nelle relazioni, ecco perché spesso non ha altri strumenti che la violenza e l’umiliazione per ripristinare la sua sedicente superiorità. La società italiana si porta dietro vecchi retaggi maschilisti di cui non è riuscita a liberarsi, e di cui spesso non riesce nemmeno a parlare. E invece dovremmo parlarne, soprattutto a scuola. Non parlarne vuol dire accettare che le donne siano pagate meno a parità di mansione, accettare che l'Italia sia un paese dove le donne siano considerate un oggetto, vengano picchiate e stuprate.Negli ultimi quattro anni più del 25% degli omicidi commessi sono femminicidi . Secondo i dati ISTAT si stima che siano 8 milioni 816mila (43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale e si stima che siano 3 milioni 118mila le donne (15,4%) che le hanno subite negli ultimi tre anni. L'analisi dell'Istat dunque ci mostra i numeri di un massacro che non si arresta nonostante la legge del 2013. In Italia ogni due giorni una donna viene uccisa. Solo lo scorso anno sono state 120 le vittime ammazzate da un marito, fidanzato o convivente. La donna viene ancora visto come qualcosa di inferiore
rispetto all'uomo, al pari di un oggetto. Tutto questo avviene tutti i giorni nella comunicazione, nella pubblicità, nella musica, nella differenza di salario. Nelle strade dove una donna è costretta a sopportare di sentirsi chiamare in un certo modo, commenti indesiderati, palpeggiamenti in autobus e fischi.
Sono io che devo stabilire cosa puoi fare cosa non puoi fare perché il corpo è mio. L' idea che tu possa scherzare con il mio corpo implica il sotto testo che il mio corpo sia qualcosa che ti appartiene, sia un tuo giocattolo, perché con i giocattoli si gioca e si scherza, il giocattolo non si ribella e io non sono il tuo gioco. Tutti quanti siamo costretti e chiamati a prendere una posizione davanti a questa struttura di ingiustizia che sulla base della differenza biologica genera una differenza sociale. Siamo tutti
chiamati in causa. Davanti ad un ingiustizia non esiste la neutralità o la combatti oppure la sostieni o attivamente o con il tuo silenzio ma tutti gli atteggiamenti che non siano di messa in discussione sono atteggiamenti di complicità attivi o passivi. Alla base di tutto questo c'è una confusione esistenziale e culturale che si deve combattere con l'educazione all'affettività. Esiste un enorme buco formativo, una voragine, un cratere lunare, un abisso di silenzio, su un tema che dovrebbe invece essere centrale nella formazione di ciascun individuo, ossia l’educazione sessuale e sentimentale. Quella vera. Quella presa sul serio. Quella che non spiega soltanto che bisogna usare il profilattico ma che insegna, tuttalpiù, ai giovani e ai meno giovani, gli aspetti tecnici e psicologici del sesso, tutti i risvolti culturali, emotivi e sentimentali che esso ha e come gestirlo in maniera paritetica e consensuale. Senza vergogna. Con consapevolezza e libertà.
Secondo un recente rapporto pubblicato dall'organizzazione Mondiale per la Santità, l'educazione sessuale a scuola tra gli effetti positivi, favorisce la diminuzione dei rapporti non protetti, della trasmissione di malattie per via sessuale, delle gravidanze in età adolescenziale. Eppure in Italia parlare di sentimenti e
sessualità ai ragazzi in età scolare è di fatto ancora un tabù e questi ultimi sempre più giovani hanno la loro
prima esperienza in ambito sessuale nella deplorevole logica del prono ormai sempre più facile da reperire.
La scuola è il primo esempio di società in cui ognuno è rappresentato da sé stesso e dalle proprie idee.
La scuola è lo spazio dove le differenze trovano la cittadinanza, si confrontano e posso costruire insieme un nuovo patto d'amore che non prevede alcun tipo di violenza e discriminazione. Gli studenti di oggi saranno i cittadini di domani. La scuola è quella casa che forma il futuro del nostro Paese in cui tutti dobbiamo
riconoscerci e cominciare le battaglie che miglioreranno il mondo di domani.
📙 La mia copertina, la mia bugia
Ogni volta la stessa immanente sensazione di torpore: il peso della cultura tra le mani, la ruvidezza delle pagine tra le dita, infiniti corridoi di lettere nere verso sogni e ricordi. Mi basta un libro appena aperto per cadere in trance. Riapro gli occhi e torno ad osservare la copertina. Semplice, generica, color pastello e un’immagine soltanto a presentare un’opera di cinquecento pagine. Si tratta di una barca a vela appena stilizzata che confusamente sbiadisce dietro nere e pesanti nuvole cariche di pioggia. Non c’è dubbio: è il libro giusto. La trama passa in secondo piano, così come i personaggi; continuo a guardare la copertina e questa volta la tocco, la tasto, la rigiro tra le mani e ne scandaglio la forma, e devo proprio ammettere che a me, della trama, non interessa proprio un bel niente. Potrà sembrare anche un grosso sbaglio, un evidente difetto della mia persona e un licenzioso pregiudizio a discapito della miriade di libri ancora appoggiati sugli scaffali, ma chi di voi non ha giudicato un libro dalla copertina? Cerchiamo di essere sinceri con noi stessi: appena entriamo in una libreria cos’è che risalta subito all’occhio, che ci colpisce e spinge il nostro irrazionale istinto ad afferrare quel libro con la rilegatura in pelle o magari quello accanto con l’immagine presa da un film? Una singola copertina che fa della propria singolarità l’immagine di se stessa, la colorata veste con cui danzare tra una miriade di altre sfumature diverse per attirare l’attenzione di noi famelici lettori. E’ più di una mossa di marketing, si tratta di una vera e propria forma d’arte complessa nella ricercatezza del colore perfetto, dell’immagine che racchiuda a sé il senso di un libro intero. Qui entra in gioco la casa editrice, l’abile stilista che decide l’abito più ricercato da far indossare al corpo essenzialmente spoglio del libro: quale immagine adoperare, quale font (carattere) usare, dove collocare titolo e nome dell’autore, quale colore scegliere per esprimere al meglio l’anima del racconto, questi i principali ostacoli che richiedono la realizzazione di un solo pezzo di carta. Ebbene, questo pezzo di carta si compone di cinque parti fondamentali dalle differenti funzioni: nella “copertina anteriore” troviamo la prima e la seconda pagina generalmente adibite alla presentazione del libro (immagine di copertina, titolo e nome dell’autore, casa editrice di produzione) e la parziale o totale trama che il libro svilupperà al suo interno; nella parte posteriore che prende appunto il nome di “copertina posteriore” composta dalla terza e quarta pagina vengono presentati uno o più estratti del libro (descrizioni, dialoghi, monologhi) mirati a destare la curiosità del compratore, a volte recensioni o giudizi da parte di importanti giornali e scrittori, il prezzo del libro, la descrizione della copertina con provenienza e autore, infine il codice ISBN per la classificazione del libro. La quinta parte, chiamata dorso, è il piccolo spazio tra copertina anteriore e posteriore che tiene salde le pagine e che riporta nuovamente titolo, autore e casa editrice. Tutto interamente avvolto da colori, che guidino la curiosità del lettore a riconoscerli. Un grande carnevale di sfumature in cui veniamo spronati a scegliere la maschera che più ci affascina e confonda. Perché anche il lettore s’inganna nel credere che la scelta più giusta possa risiedere in quella unica copertina, anche il lettore maschera lo stuzzicante dubbio di aver agito di sproposito nell’aver barattato la storia di una vita per un bambinesco piacere; ammettiamolo, siamo bravi a mentirci. Sempre più spesso però le case editrici cavalcano l’onda del semplicismo umano, del suo interesse via via più basilare, generalizzando i colori, indicandoci “a chiare lettere” quel che stiamo cercando; per questo usano il colore giallo per i libri gialli e i thriller, il nero o il rosso per i noir, i colori primaverili per i romanzi rosa, il colore bianco per i saggi di filosofia e psicologia: quando entriamo in una libreria, pur non rendendocene conto, sappiamo già dove andare a cercare, dove limitarci. E poi ci sono quelli che si affacciano agli scaffali dei libri lasciandosi sballottare dalle onde degli stimoli, evitando cautamente di lasciarsi influenzare dalle classificazioni per genere fin troppo riduttive e vagano per ore e ore in un viaggio sinestetico che li riporterà magari davanti allo stesso libro da cui hanno iniziato l’avventura o verso testi dimenticati da tutto e tutti che conservano ancora seppur sbiaditi colori originali e freschi. Ora sto andando verso il banco della cassa e l’immagine della barca a vela in sovraccoperta mi urla di guardarla ancora una volta ed io la guardo, perso come se avessi davanti il quadro di Monet “Barca a vela effetto sera”. Dopo il signore con il cappello è il mio turno. Sfoglio un’altra volta il libro, poi tocca a me. E, per uno strano caso del destino, questa volta vola via il segnalibro. Mi chino per riprenderlo e nel farlo mi si apre la copertina del romanzo, schiacciando contro il mio petto la barca a vela e la sua tempesta. Leggo la trama, di sfuggita, tanto la mia decisione l’avevo già presa. Invece no; torno indietro e rimetto il libro al suo posto sotto lo sguardo annoiato della cassiera che non sa se odiarmi o amarmi per averle fatto risparmiare tempo. Esco dalla libreria e l’unica cosa che mi viene in mente è “che trama da schifo”. E non fa niente se sei già stato fregato da questa “colorata bugia”, ti accorgerai ben presto che non potrai far a meno di ricaderci.
Lorenzo Viola
15/10/2018
💡Elezioni Organi collegiali
15/10/2018
📙 E tu che ne pensi di Atac?
https://www.agi.it/cronaca/referendum_roma_atac-4486976/news/2018-10-15
Roma tra 30 giorni tornerà alle urne ma sono in pochissimi a saperlo L'11 novembre i cittadini romani saranno chiamati a decidere se chiedere al Campidoglio di indir
12/10/2018
🎷Brunori Sas - La Verità
Un faccia a faccia con “La verità” che non abbiamo il coraggio di affrontare, per paura di modificare le nostre abitudini, di mostrarci deboli, di fare quel salto nel vuoto che destabilizzi le fragili sicurezze a cui ci aggrappiamo per non crollare sotto il peso delle necessarie metamorfosi.
Questo brano è un pugno dritto allo stomaco, un rimprovero, un monito, ma nello stesso tempo una spinta al rinnovamento, un’esortazione a difendere la purezza e la realizzabilità dei propri sogni anche quando la realtà li fa sembrare inutili. “La verità” di Brunori Sas è un viaggio attraverso i limiti che autoimponiamo alle nostre vite per la paura di correre rischi, di osare, di palesare il dolore che ci rende umani e vincibili. Ma a cosa serve implodere la nostra vera natura e forzarsi alla finzione se non a rinunciare alla felicità?
La sua bravura è soprattutto quella di riuscire a trasmettere un messaggio forte in maniera semplice: una capacità che era una prerogativa dei più importanti cantautori italiani del passato. A dare ancora più forza al messaggio del brano, c’è un video dal sapore agrodolce, una clip di struggente bellezza e ‘verità’ che fa riflettere. Il bambino nel video è Brunino (nipote di Brunori), figlio del protagonista, che nonostante le difficoltà economiche riesce a rendere felice il suo piccolo con un regalo di Natale che sa di sacrificio e dolcezza. A fare da sfondo alla loro unione c’è però la storia di un Babbo Natale meno fortunato, che ha scelto una via apparentemente più facile per risolvere i suoi problemi, ma che ha visto la sua corsa verso una felicità illegale infrangersi contro un colpo di pi***la e finire distrutta sull’asfalto.
Brunori Sas - La verità (Video ufficiale) "La verità" è il primo brano estratto da "A casa tutto bene", il nuovo album di Brunori Sas in uscita il 20 Gennaio 2017 ISCRIVITI AL CANALE: http://bit.ly/B...
12/10/2018
💡 Orientamento Università Roma 3
21/08/2018
💡RussellNews
Anticipo inizio Anno Scolastico 2018/2019
Inizio delle lezioni Giovedì 13 Settembre con apertura straordinaria Sabato 15 Settembre.
Calendario Scolastico e Piano delle Attività 2018-2019 | Liceo Russell Calendario Scolastico Regionale A.S. 2018/2019 Tabella Calendario Scolastico Regionale A.S. 2018/2019 Anticipo inizio A. S. 2018/2019 Piano Annuale delle Attività A.S.2018/19
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