Neko Kan Dojo - Aikido Club

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Neko Kan Dojo - Aikido Club, Scuola di arti marziali, Via Pierfranco Bonetti, 48 c/o Polisportiva N. I. R. (Mostacciano), Rome.

04/06/2026
04/05/2026

SULL'AIKIDO… di Kanshu Sunadomari Sensei1. Traduzione a cura di Mario Paris.

L'Aikido è l'arte marziale creata da Morihei Ueshiba (1883-1969). Morihei Ueshiba nacque a Tanabe, nella prefettura di Wakayama, in Giappone. Fin da giovane, si dedicò alle arti marziali, padroneggiando diversi stili. Apprese varie discipline, tra cui Shinkage-Ryu Jujutsu, Sousei-Ryu Jujutsu, Yagyu-Ryu Jujutsu, Daito-Ryu Jujutsu, Hozoin-Ryu Sojutsu e, naturalmente, il Jukendo moderno. Inoltre, si impegnato ampiamente nel suo addestramento spirituale. Il risultato dei suoi sforzi fu la nascita dell'Aikido.
Morihei Ueshiba diceva spesso: "Aiki è Amore. Conformare la nostra mente con il cuore nell'universo (Tenchi no Kokoro) e realizzare la nostra missione personale attraverso il grande spirito di benevolenza universale (Banyu Aigo no Daiseishin) dovrebbero essere la via delle arti marziali. L'Aikido consiste nel padroneggiare se stessi e nell'eliminare l’attitudine di lotta/contrasto dal nemico, attraverso il compimento assoluto di sé, sbarazzandosi, così, del nemico stesso. Pertanto, le tecniche dell'Aikido muovono le leggi naturali celesti nel nostro corpo e sono al tempo stesso il compito e il percorso per raggiungere il supremo obiettivo di unità e freschezza spirituale2.” Presumo che questo significa che Morihei Ueshiba ha espresso in modo estremo la sua flessibilità di pensiero, andando oltre la filosofia, dopo aver padroneggiato i segreti di vari stili di arti marziali.
La caratteristica dell'Aikido è quello di rompere l'equilibrio di una persona in direzioni opposte attraverso il riposizionamento del corpo (Tai Sabaki) come un flusso circolare senza opporre forza alla forza. Il "Waza" non resiste alla forza dell'altro… un bellissimo "Waza" è quello che armonizza il proprio flusso di energia con quello dell'altro e senza entrare in conflitto con esso. Pertanto, donne e persone anziane possono eseguire il "Waza" comodamente. Alcuni dicono che questa "Via" sia la più grande "arte di difesa", altri dicono che sia "una danza al di là della arti marziali", altri ancora dicono "un metodo di gestione della salute per tutti", ecc. …ma questo rivela solo parte del suo carattere. L'"Aikido" , che integra l'essenza della costante ricerca di Morihei Ueshiba con la struttura delle antiche arti marziali, è per la salute mentale di giovani e persone di tutte le età, di entrambi i sessi, che apprezzano il valore della pratica.

NOTE:
1. Kanshu Sunadomari (1923–2010) è stato un importante maestro 9° Dan di Aikido e Uchideshi del fondatore Morihei Ueshiba; noto per aver fondato il Manseikan Aikido in cui ha enfatizzato che "l’Aiki è amore" e la potenza del KoKyu (respiro). Ha creato uno stile indipendente e dinamico nella regione della città di Kumamoto che si concentrava sulla fusione e sull'allineamento spirituale piuttosto che sull’uso della forza fisica.
2. La "freschezza spirituale" nell'Aikido non è un concetto statico, ma un'esperienza dinamica di rinascita interiore che si manifesta attraverso la pratica costante. Essa si collega profondamente all'idea di purificazione, armonia e presenza mentale (o "vuoto") che il Fondatore, Morihei Ueshiba, ha infuso nell'arte.

20/04/2026

Comunicazione preliminare – Stage Annuale di Primavera di Aikido
Sabato 23 e domenica 24 maggio Stage Annuale di Primavera AIKO.
Nel corso dell’evento sono previsti esami Dan Hombu, con riconoscimento PGS, nonché esami Kyu AIKO. Sarà inoltre dedicato uno spazio specifico alle praticanti nell’ambito del progetto GGA (Guardian Girls International).
Le informazioni dettagliate relative al luogo di svolgimento e al programma saranno comunicate al più presto.

23/03/2026

Lezione domenicale per Yudansha tenuta dal M° Silvio Giannelli presso lo ShinKokyu Dojo. Grazie a tutti per la pratica insieme.

06/03/2026

AIKIDO – ARTI MARZIALI – COMBATTIMENTO di George S. Ledyard Sensei1 traduzione di Mario Paris

Un altro interessante scritto apparso su Internet il 10 settembre 2009 nella pagina Web dello stesso Ledyard Sensei.

Parte 3 di 3

Ora, io non sono quello che chiunque definirebbe un pacifista... sono non violento fino a un certo punto. Credo davvero che l'Aikido debba "funzionare" almeno nel contesto dichiarato della pratica. Ma la pratica ha una forma. Se questa forma è assente, diventa qualcos'altro. Il Fondatore, in modo del tutto consapevole, non ha inserito una componente di combattimento a terra nella sua arte. Non che se ne sia dimenticato... è stato intenzionale. Le tecniche dell'Aikido sono diventate più ampie dei loro antecedenti del Daito Ryu5. E questo non è stato un evento casuale: il passaggio da piccole tecniche applicabili marzialmente a un tipo di esecuzione più ampio, incentrato sull'interiorizzazione di determinati principi sia nel corpo che nella mente, è stato fatto, credo, specificamente per distogliere il praticante dalla “mente combattiva”. L'Aikido era concepito per essere meno pratico per il combattimento. L'alternativa è credere che i coloro che hanno trasmesso l’Aikido del dopoguerra, molti dei quali avevano una certa esperienza nei KoRyu6 o in stili competitivi come il Judo o il kendo, abbiano accidentalmente creato un'arte meno pratica, priva di molti dei componenti richiesti da un sistema concepito per il combattimento., come se non ne sapessero di più.
L'Aikido è una pratica che si regge da sola. Ha una sua ragion d'essere. Ci sono un milione di persone che praticano Aikido in tutto il mondo, più in paesi come gli Stati Uniti e la Francia che in Giappone, a quanto pare. Trarrebbe certamente beneficio da un'infusione di influenze esterne all'arte, non per renderla un'arte di combattimento migliore, ma semplicemente per renderla migliore in ciò che si propone di essere: una pratica trasformativa che si concentra sull'equilibrio delle forze, esterne e interne, emotive, sociali, politiche, qualsiasi cosa. È una pratica che, dovrebbe, aiutarci ad avere meno paura. Mentre i praticanti delle varie arti marziali là fuori possono tutti fare certe cose che io non posso fare, io posso fare ogni sorta di cose che loro non possono. Il fatto che a loro non importi fare le cose che so fare io mi preoccupa poco. Chi pratica l'Aikido non ha bisogno di lasciare che siano i praticanti di altre arti marziali a stabilire i criteri di valutazione della propria arte. È molto probabile che potrei sconfiggere tutti i praticanti si Mixed Martial Arts (MMA) del quartiere e avere comunque un Aikido che non è molto buono e non soddisfa in alcun modo la missione stabilita per l'arte dal suo Fondatore.

NOTE:
1. George Ledyard Sensei ha iniziato la pratica dell’Aikido nel 1976 sotto la guida diretta di Mitsugi Saotome e detiene attualmente il grado di 7° Dan in Aikido. Inoltre è Shodan in Daito Ryu Aikijujutsu e ha praticato Karate, Buko Ryu Naginata, Araki Ryu, Iaido, Kali Filippino e Systema.
2. Il Satyagraha è la filosofia della "resistenza non violenta" o "forza della verità" sviluppata da Mahatma Gandhi, nata come alternativa alla passiva rassegnazione per combattere l'ingiustizia con la verità, l'amore e la non-violenza (ahimsa). Ideato in Sudafrica e applicato nel movimento d'indipendenza indiano (es. Marcia del Sale), mira a convertire l'avversario piuttosto che sconfiggerlo.
3. I Freedom Riders ("viaggiatori per la libertà") erano attivisti per i diritti civili, sia afroamericani che bianchi, che nel 1961 viaggiarono su autobus interstatali nel sud degli Stati Uniti per sfidare la segregazione razziale.
4. Il soto-deshi (外弟子, "studente esterno") è uno studente di arti marziali giapponesi che frequenta il dojo regolarmente ma vive all'esterno, distinguendosi dagli uchi-deshi (内弟子, "studente interno") che risiedono col maestro.
5. Daito-ryu Aikijujutsu ((大東流合気柔術): antica arte marziale giapponese, considerata fra i princilapli sistemi marziali alla base della creazione dell’Aikido.
6. Koryū (古流) si traduce in "antica scuola" o "antica tradizione" soprattutto nel contesto delle arti tradizionali giapponesi (arti marziali, artigianato) che risalgono a prima della modernizzazione (Meiji).

18/02/2026

AIKIDO – ARTI MARZIALI – COMBATTIMENTO di George S. Ledyard Sensei1 traduzione di Mario Paris
Un altro interessante scritto apparso su Internet il 10 settembre 2009 nella pagina Web dello stesso Ledyard Sensei.

Parte 2 di 3

In realtà, personalmente ho un approccio opposto a questa affermazione... Credo che intendesse dire che le varie persone che vedeva praticare Aikido erano troppo concentrate sulla tecnica e non abbastanza sul lato spirituale dell'arte. Penso che, data la natura umana, per molti praticanti fosse più facile concentrarsi su un duro allenamento fisico e sulla padronanza della tecnica piuttosto che cercare di comprendere realmente dichiarazioni come "Il Budo è Amore" o altre affermazioni del Fondatore secondo cui l'arte non riguardava il combattimento e che il combattimento distruggeva lo spirito dell'Aikido.
La seconda idea che sembra costituire il fondamento della critica dell'Aikido è la convinzione che l'Aikido del dopoguerra rappresenti una forma degenerata dell'arte che esisteva nel periodo prebellico. Personalmente sostengo che era intenzionalmente diverso, non una degenerazione, ma un'evoluzione. La sconfitta del Giappone in guerra fu un evento traumatico per i giapponesi “di vecchio stampo” come il Fondatore. Gran parte del pensiero del Fondatore poneva il Giappone al centro dell'universo spirituale. Inoltre, era un uomo che aveva trascorso tutta la sua vita come artista marziale. È difficile pensare che la sconfitta del Giappone, l'abdicazione dell'Imperatore e il bombardamento nucleare di Hiroshima e Nagasaki non abbiano scosso nel profondo i presupposti di quest'uomo.
In un'epoca in cui il vero combattimento implica l'alta tecnologia, in cui una città può scomparire in un batter d'occhio, come si potrebbe non riconsiderare la propria visione di cosa fosse l'allenamento, qual era il suo vero scopo, o addirittura se avesse ancora uno scopo? Leggendo le dichiarazioni del Fondatore nel dopoguerra, è chiaro che egli considerava l'Aikido l'arte marziale perfetta per il mondo del dopoguerra. Non vedo assolutamente alcuna prova che ciò fosse dovuto al fatto che lo riteneva un sistema di combattimento superiore. Piuttosto, proprio perché il Fondatore credeva nella natura trasformativa della pratica e nel fondamento filosofico/spirituale dell’Aikido lo riteneva un'arte adatta al nuovo, moderno mondo del dopoguerra. È anche chiaro che credeva che l'Arte avesse il potere di cambiare il mondo in meglio, in un modo che avrebbe impedito il ripetersi dell'incubo nucleare che il Giappone aveva da poco vissuto. Indubbiamente, gli insegnanti del dopoguerra che ereditarono la responsabilità di realizzare tutto questo sapevano che avrebbero dovuto tradurre l'espressione estremamente esoterica di questa visione del Fondatore in qualcosa che fosse comprensibile al pubblico giapponese moderno e persino a una comunità internazionale di praticanti. Kisshomaru Ueshiba, Osawa Kisaburo, Yamaguchi Seigo e altri svilupparono la formazione dei giovani deshi che avrebbero poi diffuso l'arte in tutto il mondo. Insegnanti come Hikitsuchi Sensei, Abe Sensei e Sunadomari Sensei in particolare cercarono di trasmettere un Aikido che contenesse l'essenza della prospettiva spirituale del Fondatore. Non riesco a pensare a uno di questi insegnanti ritenere che l'applicazione marziale contro un altro combattente esperto fosse lo scopo centrale dell'allenamento nell'Arte.

NOTE:
1. George Ledyard Sensei ha iniziato la pratica dell’Aikido nel 1976 sotto la guida diretta di Mitsugi Saotome e detiene attualmente il grado di 7° Dan in Aikido. Inoltre è Shodan in Daito Ryu Aikijujutsu e ha praticato Karate, Buko Ryu Naginata, Araki Ryu, Iaido, Kali Filippino e Systema.
2. Il Satyagraha è la filosofia della "resistenza non violenta" o "forza della verità" sviluppata da Mahatma Gandhi, nata come alternativa alla passiva rassegnazione per combattere l'ingiustizia con la verità, l'amore e la non-violenza (ahimsa). Ideato in Sudafrica e applicato nel movimento d'indipendenza indiano (es. Marcia del Sale), mira a convertire l'avversario piuttosto che sconfiggerlo.
3. I Freedom Riders ("viaggiatori per la libertà") erano attivisti per i diritti civili, sia afroamericani che bianchi, che nel 1961 viaggiarono su autobus interstatali nel sud degli Stati Uniti per sfidare la segregazione razziale.
4. Il soto-deshi (外弟子, "studente esterno") è uno studente di arti marziali giapponesi che frequenta il dojo regolarmente ma vive all'esterno, distinguendosi dagli uchi-deshi (内弟子, "studente interno") che risiedono col maestro.
5. Daito-ryu Aikijujutsu ((大東流合気柔術): antica arte marziale giapponese, considerata fra i princilapli sistemi marziali alla base della creazione dell’Aikido.
6. Koryū (古流) si traduce in "antica scuola" o "antica tradizione" soprattutto nel contesto delle arti tradizionali giapponesi (arti marziali, artigianato) che risalgono a prima della modernizzazione (Meiji).

06/02/2026

AIKIDO – ARTI MARZIALI – COMBATTIMENTO di George S. Ledyard Sensei1 traduzione di Mario Paris

Un altro interessante scritto apparso su Internet il 10 settembre 2009 nella pagina Web dello stesso Ledyard Sensei.

Parte 1 di 3

Forse perché l'Aikido si è posizionato come un'arte marziale caratterizzati da un sistema di valori diverso... forse perché molti dei suoi praticanti sono arroganti quando parlano dell'Arte, forse perché molti dei suoi praticanti sono tristemente ignoranti riguardo alle altre arti marziali (anche se meno di quanto lo siano i praticanti di quelle arti rispetto all’Aikido)... ma, qualunque sia la ragione, l'Aikido sembra essere criticato più di qualsiasi altra arte per non essere uno sistema di combattimento efficace.
Innanzitutto, metto in dubbio l'assunto che l'unico metro di misura per un'arte marziale sia l'efficacia in combattimento. Chi sosterrebbe che il Kendo e il Judo non siano arti marziali? Chi sosterrebbe che entrambi siano stili di combattimento "efficaci"? Iaido e Kyudo non sono forse considerati arti marziali? Si praticano in solitaria e non hanno alcuna enfasi sulla vittoria su nessuno se non su se stessi. Non sono forse pratiche valide in sé, senza speculazione se possano sconfiggere un'altra arte marziale?
È stato affermato più volte, da molte persone, che la non violenza senza la capacità di difendersi è solo un pio desiderio. Credo che la storia indichi che per la non violenza, o il pacifismo, sia necessario qualcosa di completamente diverso. I praticanti del Satyagraha2 di Gandhi non avevano abilità marziali. Erano persone comuni provenienti da vari ceti sociali, eppure pochi potrebbero negare che guerrieri pacifici di prim'ordine. I Freedom Riders3 degli anni '60 non avevano abilità di combattimento né le avrebbero usate se le avessero avute.
Ciò che è richiesto per essere non violenti è la profondità del carattere. Ciò che è richiesto per essere pacifisti è la capacità di superare la paura della morte. I seguaci di Gandhi e M.L. King affrontarono senza esitazione situazioni in cui sapevano che sarebbero stati picchiati e forse uccisi, ma marciarono comunque, senza il supporto di una grande e distruttiva abilità marziale, o di armi di alcun tipo se non la loro forza morale.
Perché tutti ripensano agli anni '30 quando parlano di ciò che manca all'Aikido? Perché così poche persone osservano come O-Sensei trasformò le tecniche che aveva imparato e insegnato come Daito Ryu e poi, più tardi, come Aiki Budo in quello che divenne l'Aikido dopo la guerra? Il Fondatore insegnò attivamente fino alla sua morte nel 1969. Risiedeva spesso a Tokyo e insegnava presso la sede centrale, inoltre viveva e insegnava a Iwama, oltre a recarsi nei dojo dei suoi vari soto-deshi4 come Hikitsuchi Michio a Kumomoto e Tanaka Bansen a Osaka. Qualunque cosa sia accaduta all'Aikido dopo la guerra, O-Sensei ne è stato parte integrante.
Sembra che due concetti emergano frequentemente nelle discussioni sul cosiddetto "fallimento" dell'Aikido come arte marziale. La prima è l'idea che in qualche modo il figlio di O-Sensei e gli altri insegnanti dell'arte del dopoguerra abbiano portato l'arte in una direzione di cui il Fondatore non era realmente consapevole o che non approvava. L'affermazione di O-Sensei verso la fine della sua vita, secondo cui "nessuno pratica il mio Aikido", viene interpretata come se sentisse che l'arte aveva in qualche modo perso il suo carattere marziale.

NOTE:
1. George Ledyard Sensei ha iniziato la pratica dell’Aikido nel 1976 sotto la guida diretta di Mitsugi Saotome e detiene attualmente il grado di 7° Dan in Aikido. Inoltre è Shodan in Daito Ryu Aikijujutsu e ha praticato Karate, Buko Ryu Naginata, Araki Ryu, Iaido, Kali Filippino e Systema.
2. Il Satyagraha è la filosofia della "resistenza non violenta" o "forza della verità" sviluppata da Mahatma Gandhi, nata come alternativa alla passiva rassegnazione per combattere l'ingiustizia con la verità, l'amore e la non-violenza (ahimsa). Ideato in Sudafrica e applicato nel movimento d'indipendenza indiano (es. Marcia del Sale), mira a convertire l'avversario piuttosto che sconfiggerlo.
3. I Freedom Riders ("viaggiatori per la libertà") erano attivisti per i diritti civili, sia afroamericani che bianchi, che nel 1961 viaggiarono su autobus interstatali nel sud degli Stati Uniti per sfidare la segregazione razziale.
4. Il soto-deshi (外弟子, "studente esterno") è uno studente di arti marziali giapponesi che frequenta il dojo regolarmente ma vive all'esterno, distinguendosi dagli uchi-deshi (内弟子, "studente interno") che risiedono col maestro.
5. Daito-ryu Aikijujutsu ((大東流合気柔術): antica arte marziale giapponese, considerata fra i princilapli sistemi marziali alla base della creazione dell’Aikido.
6. Koryū (古流) si traduce in "antica scuola" o "antica tradizione" soprattutto nel contesto delle arti tradizionali giapponesi (arti marziali, artigianato) che risalgono a prima della modernizzazione (Meiji).

26/01/2026

Lezione domenicale tenuta dal M° Silvio Giannelli il 25 gennaio 2026. Molte grazie a tutti per la pratica. 🙏

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