22/04/2026
Axel Pons è un aitante ragazzo spagnolo 35enne attualmente dotato di status social di “ex pilota del motomondiale” ha lasciato alle spalle velocità, circuiti e competizioni per abbracciare un’ altra vita.
Questa vita completamente diversa, è fatta di sostanza anziché di rappresentanza. Lui disse che la spinta iniziale fu naturale e guidata dalla sete di silenzio e non solo in risposta al rumore delle moto, ma del mondo.
Questo ha iniziato a concretizzarsi con la ricerca di autenticità, di spiritualità vibrante oltre le organizzazioni religiose e di lunghi cammini a piedi.
Oggi si trova in Pakistan, dove alcuni video lo mostrano con dreadlocks, barba lunga e abiti semplici, mentre cammina scalzo accanto a una ragazza conosciuta durante il viaggio.
Nel 2008 si ruppe clavicola , spalla ed altro. Riuscì a ritornare in sella e a competere con eccellenti risultati. Poi nel 2017 decise di smettere con le moto, per un anno fa il modello sfruttando il bell’aspetto, ma poi si ferma….
Sente che cerca altro…
Tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, quando una profondo ulteriore, tumulto interno ha cambiato il suo modo di vedere il mondo, inizia un percorso spontaneo di scelte risolute.
Prima il ritiro in un monastero con voto di silenzio, poi l’esperienza meditativa intensiva in un tempio buddhista.
Queste tappe fondamentali del suo percorso interiore lo hanno successivamente portato alla decisione radicale di partire a piedi da Barcellona con l’obiettivo di raggiungere l’India.
Da quel momento Axel ha scelto di vivere senza mezzi di trasporto, spostandosi solo camminando e portando con sé lo stretto necessario.
Vive “da Tuareg” si autodetermina, vive e dorme come “capita”, medita ogni mattina all’alba e attraversa Paesi e confini guidato da una ricerca profonda di senso.
Il suo viaggio interno/esterno lo ha portato ad attraversare la terra europea sino ai Balcani e alla Turchia, poi sempre più a est, tra entusiasmo, difficoltà, stupori e incontri significativi.
Solitario, ma in relazione
Chiuso ai codici “normali” del mondo in cui è cresciuto, ma apertissimo verso il prossimo, la natura, la vita.
Oggi -nel 2026- il suo cammino è temporaneamente fermo nel nord del Pakistan, in attesa che si riapra la frontiera con l’India, chiusa per tensioni politiche, risulta sereno e non in crisi, malgrado i giornalisti e il gossip spinga verso narrazioni più estreme
Il bisogno di negare la luce dell’altro per difendere il proprio buio si esplica sempre attraverso l’intento di declassare la persona e il suo percorso.
Chi sceglie di continuare ad abitare nella decadenza umana in cui è nato e cresciuto, ha la necessità assoluta di abbassare gli esempi alternativi ai livelli tollerabili per sostenere la propria scelta.
Alcuni criminologi storici, specializzati in “cold case” affermano che questo fu il movente con cui 2mila anni fa, agirono -inconsciamente uniti- alcuni apostoli, Ponzio, i mercanti di Gerusalemme e i legionari romani.
In sociologia si osserva che chi vive nel sonno esistenziale come la civiltà dei consumi richiede ha bisogno urgente di “uccidere” le persone e i simboli che manifestano la fallacia del proprio approccio esistenziale.
Nonostante gli ostacoli, fisici ed energetici, Axel resta fedele alla sua scelta: niente aerei, niente scorciatoie. Solo passi, pazienza, intento, amore e consapevolezza.
La sua famiglia lo sostiene -contaminata dal suo vento trasformativo- e suo padre ha confermato che “Axel è sereno e in pace con sé stesso”. Una trasformazione radicale che racconta come, a volte, il viaggio più lungo non sia solo quello tra due luoghi, ma quello dentro i nostri paesaggi interiori.
Alla ricerca del Centro del proprio Cuore, in questo è in altri casi, identificato con la frequenza di Madre India.
Mentre il main stream dice indirettamente che è fuggito lui sorride, mentre vede il contrario.