Semi di danza afro-haitiana

Semi di danza afro-haitiana

Condividi

Percussioni dal vivo, un accurato riscaldamento, studio di passi e danze rituali haitiani Le percussioni possono essere magiche. Perchè non provare una volta?

Sudare ci fa sentire meglio (via le tossine!). Muovere il corpo divertendosi produce endorfine e dà piacere. Allungarsi e tonificare allontana i classici doloretti dovuti alla sedentarietà.

07/02/2026

Appuntamento di Febbraio!

24/01/2026

Appuntamento mensile, oggi!

22/09/2025

Ricominciamo ! E per chi vuole c'è una lezione aperta per farsi un'idea...

28/01/2025

Apposta per noi, e aperta a tutti
Forza!

27/09/2024

Ricominciamo e continuiamo a mantenere vivo l'amore per la tradizione haitiana 🇱🇮 assieme al M. Alessio Renzopaoli
Qui a Roma esiste un gruppo di persone che si sente connesso con questa piccola lontana e sfinita isola. Ed è un gruppo di persone belle, che trova il piacere di stare insieme, condividere e conoscersi piano piano un po' di più.

Lucina De Martis tutto viene da te 🪽✨

Aybobó

10/09/2024

Dalla newsletter del corriere Luisa di oggi 9 sett 24

La disparità di soldi. E di coppia
di Barbara Stefanelli

Partiamo dai soldi. Dal divario retributivo. Un’ora di lavoro delle donne, a parità di livello, vale il 15,4% meno dei 60 minuti del compagno di scrivania - sempre che ci siano ancora scrivanie, a proposito: se siete madri diffidate dello smart working che nelle pause vi porterà a schiacciare il tasto della lavatrice e non quello della macchinetta del caffè aziendale, non è un avanzamento… Ora prendete quel meno 15,4% e mettetelo in relazione all’altissima percentuale di impieghi part time (quasi la metà). Alla fine dell’anno, i redditi delle donne che lavorano saranno del 43% più bassi. Nei rapporti internazionali li chiamano «unvoluntary part time jobs». Perché non è possibile che quasi un’italiana su due desideri davvero, ancora, non avere un posto «full time».

Tutto questo in Italia - Repubblica fondata sul lavoro, secondo Costituzione - dove restano e resistono 18 punti di distanza tra l’occupazione maschile e quella femminile. Nell’Unione europea la differenza sta scendendo sotto il 10. È l’area economica, infatti, a ti**re giù il nostro Paese nella classifica generale: l’indice di equità di genere, che somma punteggi di 7 aree (lavoro, soldi, competenze, tempo, potere, salute, violenza), ci vede sotto la media dell’Unione salita nel 2023 sopra quota 70 (noi siamo arrivati a 68,2; la Spagna è quarta con 76.4, subito dopo i record nordici). Troppi numeri? Sempre i soliti, più o meno? I numeri sono fondamentali, soprattutto adesso che non è raro sentirsi dire: le leggi ci sono, il secondo welfare pure se il primo non dovesse bastare, e quindi se non ce la stai facendo è colpa tua – sei tu che non sei abbastanza brava.

Un altro numero, il penultimo: su 100 dirigenti italiani 21 sono donne. A Milano 22, una di più - in una città dove il 55,5 dei laureati è costituito da ragazze. È venuto il momento di fare un passo avanti. Perché è vero che i dati definiscono gli Stati, misurano l’efficacia di riforme e investimenti. Ma ha ragione Claudia Goldin, premio Nobel per l’Economia, quando nel suo libro (Career & Family, che in italiano – forse non a caso – è diventato La parità mancata) avverte: il divario retributivo, così concreto, non è che un sintomo. Bisogna andare dentro, dietro i numeri. Risalire fino alle relazioni, alle famiglie. Perché quello che rallenta le donne non è un conflitto di competenze o di capacità. Le donne non sono meno preparate. O più pigre. All’origine, a monte delle cascate asimmetriche, c’è un conflitto di tempi. E ci tocca un altro numero, questo sì l’ultimo: il 70 per cento del lavoro di cura (figli, anziani, casa) sta sulle spalle delle donne. Ci sono stati piccoli miglioramenti, quasi 4 punti percentuali in meno. Non è stato, tuttavia, merito di uomini volenterosi. Bensì di tecnologie e delivery.

La verità è che non raggiungeremo mai, MAI, la parità di genere se non ci sarà anche equità di coppia. Parità di condizioni competitive, nella vita pubblica e privata. Nelle relazioni. Qualunque sia la corsa che ciascuna o ciascuno vorrà tentare nella vita, personale e professionale, intima e pubblica. Dice Goldin nelle conclusioni che «le nuvole si sono aperte». La breccia c’è: è la consapevolezza. Sappiamo come stanno le cose, sappiamo perché e che cosa potremmo fare. Il Tempo delle Donne, nell’XI edizione, torna a mettere il lavoro al centro: noi vorremmo – prima di qualunque conclusione – ripartire dalla speranza. Quella di accostare storie, idee, azioni possibili per accelerare i cambiamenti. Che sono giusti. E sono convenienti, per tutte e tutti: non c’è sottrazione, piuttosto moltiplicazione di possibilità. Collisioni che sono aperture di scenari. Vogliamo lavorare alla pari. Vogliamo mettere su famiglie alla pari. Vogliamo amarci – smettere di amarci, amarci ancora – alla pari.

29/09/2023

Venghino Ssior-e-Ssiori!

Riniziamo anche noi!

Vuoi che la tua scuola/universitàa sia il Scuola/università più quotato a Rome?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Telefono

Sito Web

Indirizzo


Rome

Orario di apertura

Lunedì 20:15 - 21:45