05/08/2026
Nel 2008 i ricercatori Noah Goldstein, Robert Cialdini e Vladas Griskevicius hanno provato a rispondere a questa domanda con un esperimento condotto in alcuni hotel.
Il risultato è stato sorprendente: il messaggio che faceva riferimento al comportamento degli altri ospiti si è rivelato più efficace del classico appello alla tutela dell’ambiente. E quando il riferimento diventava ancora più vicino – “Il 75% degli ospiti che ha soggiornato in questa stessa stanza ha riutilizzato gli asciugamani” – l’efficacia aumentava ulteriormente.
Il motivo è il principio della riprova sociale: quando non siamo sicuri di come comportarci, tendiamo a prendere come riferimento ciò che fanno gli altri, soprattutto se li percepiamo simili a noi.
È uno dei meccanismi più potenti della comunicazione e continua a influenzare, spesso senza che ce ne accorgiamo, le nostre decisioni quotidiane.
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03/08/2026
“Da settembre riparto.”
È una delle frasi che ci ripetiamo più spesso quando vogliamo rimandare qualcosa. Non è solo una questione di pigrizia: in psicologia questo meccanismo ha un nome, fresh start effect.
Le date simboliche (settembre, il lunedì o l’inizio dell’anno) ci fanno percepire la possibilità di un nuovo inizio e ci autorizzano a rimandare ciò che potremmo fare oggi.
Il problema è che, mentre aspettiamo il “momento giusto”, il tempo continua a passare e le competenze restano ferme. Se stai pensando di investire nella tua formazione, non aspettare settembre per iniziare.
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29/07/2026
Secondo te, quale percentuale dei Paesi membri dell'ONU si trova in Africa?
Prima di continuare, prova a dare una risposta.
Fatto?
Le immagini che hai visto (la ruota sul 65, la Route 66, Chanel N°5, il piano 7) non erano lì per caso. Alcune contengono numeri che potrebbero aver influenzato la tua stima, anche se non hanno alcun rapporto con la domanda.
È uno dei più celebri esperimenti della psicologia cognitiva.
Negli anni Settanta Daniel Kahneman e Amos Tversky fecero girare a un gruppo di persone una ruota della fortuna truccata, che si fermava sempre sul 10 oppure sul 65. Subito dopo chiesero loro proprio questa domanda: quale percentuale dei Paesi membri dell'ONU si trova in Africa?
Da un punto di vista razionale il numero uscito sulla ruota non avrebbe dovuto avere alcuna influenza. E invece accadde il contrario. Chi aveva visto il 10 diede una stima media del 25%. Chi aveva visto il 65 arrivò invece al 45%.
La risposta corretta era 28%.
Questo fenomeno si chiama anchoring effect: quando dobbiamo formulare una stima, un numero incontrato in precedenza, anche se del tutto casuale, può orientare inconsciamente il nostro giudizio.
E visto che sei arrivato fin qui, ecco anche il premio promesso:
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27/07/2026
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26/07/2026
Sempre più aziende stanno trasformando i propri archivi in spazi aperti al pubblico. In Italia, Museimpresa riunisce oggi oltre 160 musei e archivi d’impresa legati a diversi settori del Made in Italy.
Questi luoghi permettono ai brand di rendere visibile la propria storia, rafforzarne l’autenticità e trasformare la memoria aziendale in un’esperienza concreta. In un’epoca in cui gran parte delle relazioni con le imprese passa attraverso uno schermo, il museo offre inoltre uno spazio di incontro diretto con il pubblico.
E quella relazione può continuare anche dopo la visita, attraverso acquisti, passaparola, raccomandazioni e forme di coinvolgimento più durature.
Perché tutto questo funzioni, però, il patrimonio deve essere selezionato, organizzato e trasformato in un racconto capace di parlare a pubblici diversi. È qui che entra in gioco l’heritage manager, una figura che lavora tra archivi, progettazione culturale, comunicazione ed esperienza di marca.
Per il Master in Management del patrimonio culturale d’impresa potete candidarvi alla borsa di studio entro il 31 luglio 2026. Per chi si iscrive entro il 24 agosto 2026, invece, è previsto uno sconto early booking del 10%.
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22/07/2026
Le due frasi descrivono la stessa identica situazione. Eppure, con ogni probabilità, non ti fanno lo stesso effetto.
Negli anni Ottanta gli psicologi Daniel Kahneman e Amos Tversky dimostrarono che il modo in cui un’informazione viene presentata può cambiare profondamente le nostre decisioni. Per provarlo, immaginarono un’epidemia che avrebbe potuto causare la morte di 600 persone e sottoposero due gruppi a due versioni della stessa scelta.
Al primo gruppo parlarono di persone che si sarebbero salvate: la maggioranza preferì l’opzione certa.
Al secondo gruppo presentarono gli stessi dati, ma parlando di persone che sarebbero morte: questa volta la maggioranza scelse l’opzione più rischiosa.
Le probabilità erano identiche. A cambiare era solo il modo in cui erano raccontate.
Questo fenomeno si chiama framing effect: non reagiamo solo ai fatti, ma anche alla cornice narrativa che li accompagna.
È uno dei principi più utilizzati nella comunicazione e nel marketing, perché la forma con cui un messaggio viene costruito può orientare il modo in cui viene interpretato. Conoscerlo significa non solo comunicare in modo più efficace, ma anche sviluppare uno sguardo più critico verso i messaggi che riceviamo ogni giorno.
Per approfondire queste e altre tematiche cruciali per il mondo del lavoro di oggi vi aspettiamo su www.treccaniaccademia.it
18/07/2026
“Ha sempre fatto così caldo” è una delle frasi che tornano puntualmente ogni estate. Ma le fake news più credibili non sono sempre completamente false: spesso partono da una verità parziale.
È vero che anche in passato ci sono state estati molto calde. Questo, però, non basta a negare l’aumento della frequenza e della durata degli eventi estremi.
Il meccanismo è ricorrente: si seleziona solo il dato utile, si costruisce un collegamento non dimostrato e si trasforma un fenomeno complesso in un conflitto semplice tra “noi” e “loro”.
Conoscere queste scorciatoie ci aiuta a riconoscerle. Ma la responsabilità non è solo di chi legge: quando la comunicazione scientifica lascia un vuoto, quello spazio viene occupato da spiegazioni più facili e fuorvianti.
Rendere la scienza accessibile non significa eliminare l’incertezza, ma spiegarla con chiarezza senza rinunciare alla complessità.
Di questi temi parliamo nella Masterclass Le parole della scienza (https://bit.ly/LeParoleDellaScienzaTA) e nel Master Executive Neuroscienze e Comunicazione Scientifica (https://bit.ly/NeuroscienzeComunicazioneScientificaTA).
15/07/2026
Nel 2010 sembrava una previsione inevitabile: entro cinque anni il libro di carta sarebbe diventato obsoleto.
La storia, però, è andata diversamente. Oggi ebook e audiolibri continuano a crescere, ma rappresentano ancora una quota minoritaria del mercato, mentre il libro cartaceo resta il cuore dell’editoria.
Questo non significa che il digitale abbia fallito. Al contrario, ha trasformato profondamente tutto ciò che ruota intorno al libro. Sono cambiati i modelli di distribuzione, le strategie di marketing, la gestione dei cataloghi, i formati, il rapporto con i lettori e gli strumenti con cui si misura il successo di un titolo.
Per questo oggi lavorare in editoria richiede competenze nuove, capaci di unire cultura editoriale, conoscenza del mercato e padronanza degli strumenti digitali.
Di questi temi parliamo nei nostri Master Editoria e Nuove Professioni Digitali (https://bit.ly/3OnmqNu) e Management dell’Editoria (https://bit.ly/ManagementEditoriaTA).
Trovi tutte le informazioni qui:
08/07/2026
Lei si chiama AnnaKarina ed è la gatta che ha curato "Sometimes I just like to hear myself talk", mostra organizzata da Spazio In Situ a Roma.
AnnaKarina vive da anni negli atelier di Tor Bella Monaca, e da qui nasce l’idea: prendere sul serio il suo modo di abitare lo spazio e trasformarlo in un criterio curatoriale.
Le opere sono state scelte attraverso gesti molto semplici: annusarle, toccarle con le zampe oppure ignorarle.
Dietro l’ironia, però, c’è una domanda più ampia: cosa succede se proviamo ad abbandonare uno sguardo antropocentrico? Affidare la curatela a una gatta diventa così un modo poetico e politico per rimettere in discussione il rapporto tra arte, gusto e gerarchie del sistema culturale.
Avere un’intuizione è la parte facile. Trasformarla in un progetto concreto è la parte difficile.
Trovate tutte le informazioni sui nostri percorsi in Arte e Cultura qui: https://bit.ly/ArteCulturaTA