Il BHARATANATYAM è uno stile di danza del Sud India. La pagina ha lo scopo di diffondere questa forma d'arte per elogiare la DANZA nel suo aspetto sacro.
diverse arti, come la pittura, la musica, il narrare storie, l'adorazione… Alcuni bardi nomadi vanno di villaggio in villaggio a cantare le lodi della divinità locale Pabuji, davanti ad una grande stoffa in cui sono dipinti gli episodi tratti dalla vita della divinità. Questi dipinti sono fatti, in forme stilizzate e colori brillanti, da famiglie che si sono specializzate in quest'arte e la trasmettono alle generazioni successive. Prima di disegnare la prima linea, l'artista fa un "puja", una cerimonia religiosa di purificazione degli elementi e di ringraziamento, affinché gli strumenti che utilizzeranno diventino sacri. Questa cerimonia implica avvicinarsi con rispetto all'azione da compiere, significa immettere la magia nel quotidiano. L'arte in India non è separata dalla vita, non è puro ornamento o intrattenimento, ma parte intrinseca di essa. La musica e la danza, prima della nascita delle danze classiche, ruotavano intorno alle attività basilari della gente rurale e tribale, ne era parte integrante. Musica e danza servivano ad esprimere emozioni ed esperienze e anche ad elevare lo spirito. Vi erano danze di caccia, in cui si imitavano i movimenti degli animali, e le canzoni ne imitavano i versi, per accordare i riflessi del cacciatore alla preda. Oppure le danze di guerra utilizzavano molto i tamburi per incitare e incoraggiare la vittoria, quasi come un'esortazione psicologica. Le comunità agricole celebrano i ritmi della vita quotidiana, il cambiamento delle stagioni, i raccolti, le feste religiose, le nascite e i matrimoni sempre al suono di musica. E dove c'è musica c'è anche danza. Ci sono molte forme di danza e teatro popolare, in cui si narrano le leggende di eroi, re e divinità locali. Persino le arti marziali hanno influito sulla danza. Riconosciamo nella danza, in particolare alcuni gesti molto decisi della danza Kathakali richiamano, in forma stilizzata, l'arte marziale. Da queste ricche tradizioni di danze popolari e tribali traggono origine le danze classiche dell'India, che hanno poi affinato sempre più le proprie tecniche e ognuna di esse si è distinta per delle caratteristiche peculiari, proprie di quella danza, anche se gli aspetti comuni rimangono sempre quelli descritti nel NATYA SHASTRA, un testo del II sec., scritto dal saggio Bharata Muni, a cui pare si sia rivelato il Creatore BRAHMA. Questi aspetti sono: NRITTA: pura danza astratta, NRITYA: usa il mimo e l'ABHINAYA, cioè i gesti per esprimersi, HASTA MUDRA (mani-segni), gesti con le mani, espressioni del viso e movimenti del corpo, e NATYA: dramma, teatro, danza. ORIGINE SACRA DELLA DANZA INDIANA
Di questa arte antichissima ritroviamo tracce anche in sculture indiane, le quali testimoniano che la danza era un'arte praticata in tempi molto antichi. La danza è molto legata alla musica e alla religione: danzare è la forma più antica di preghiera. Un tempo faceva parte dei rituali praticati nei templi, durante i festival religiosi. Allora la danza aveva un carattere di sacralità, che p***e nel corso del tempo e passò da arte ritualistica ad intrattenimento. Ma grazie a grandi maestri questa arte ha riacquistato il suo antico splendore ed il carattere di arte elevata. La fonte d'informazione più autorevole e antica su questa arte è il NATYA SASTRA, scritto da Bharata Muni nel II sec., che è stato posto accanto ai quattro VEDA, assegnandogli il nome di NATYAVEDA. Grazie all'aiuto di Gandharva e Apsara, cantori e danzatrici celesti, Barata Muni presentò tre forme di danza: NATYA, NRITYA e NRITTA davanti al Signore Shiva, il quale chiese all'aiutante Tandu di trasmettere la tecnica del suo violento stile di danza, lo stile lasya, che la moglie Parvati mostrò al saggio. Appresa la tecnica, la trasmise alle pastorelle di Dvaraka per poi diffonderla in altri luoghi. In questo modo si diffusero gli stili di danza nel mondo. ABHINAYA è il linguaggio dei gesti attraverso cui si esprimono delle idee, con gli arti: ANGHIKA ABHINAYA, con il linguaggio: VACIKA A., con i costumi e il trucco: AHARYA A. e con la mente: SATVIKA A.: interruzione dell'azione, sudore, pelle d'oca, cambiamento di voce, tremolio, lacrime, svenimento…(le emozioni mentali si esprimono attraverso le reazioni corporee). KARANA sono le pose di danza classica. Ce ne sono 108 nel NATYA SASTRA. E' rappresentato dalla coordinazione dei movimenti delle mani e dei piedi. ADAVU è l'azione dei piedi a contatto con il pavimento. HASTA MUDRA sono i gesti con le mani, una sorta di alfabeto, con la combinazione di diversi mudra si comunicano diverse parole o concetti, idee. NATYA o NATAKA illustra i poemi epici. DANZA CLASSICA INDIANA BHARATANATYAM
Arte formata da danza, arte drammatica, musica, rima e ritmo (poesia). E' un'arte di espressione spirituale. Nasce nel sud dell'India, nello stato di Madras, Tamil Nadu. Le devadasi sono le principali responsabili della preservazione di questa arte, attraverso il canto e la danza di testi sacri. Sono le servitrici di Dio desiderose di dedicare la loro vita al servizio delle divinità installate nei templi. L'usanza di danzare nei templi andò degenerandosi durante la dominazione inglese, perdendo il senso di sacralità. Fu poi però rivalutata nel corso dei tempi grazie alla rinascita di questa arte ad opera soprattutto di Rukminii Arundale e ne fu incoraggiato lo sviluppo di quest'arte nobile. BHA RA TA = BHAVA-espressione, RAGA-melodia e TALA-ritmo. I tre elementi: NRITTA: danza astratta, marana adavu, posizione dei piedi, NRITYA, ABHINAYA esprimono idee o sentimenti attraverso mudra ed espressioni del viso. NRITYA è la danza espressiva, che include il corpo, il viso e i mudra. Ci sono 30 ASAMYUKTA HASTA, gesti eseguiti con una sola mano, 23 SAMYUKTA HASTA, gesti con due mani. Vi sono nove tipi di movimenti del capo, nove delle pupille, sette delle sopracciglia, sei del naso, sei delle guance, sei delle labbra, sette del mento, nove del collo, quattro colorazioni del viso …
La danza si apre con un'invocazione, detta ALARIPU, si tratta di nritta, pura danza, si cospargono fiori per salutare e ringraziare Dio e la platea. A piedi uniti e le mani congiunte sulla testa si saluta Dio, sul viso si saluta il Guru e sul petto si saluta il pubblico. Congiungendo i palmi delle mani sul capo si permette inoltre all'energia divina di entrare nel corpo. I movimenti sono simmetrici. ABHINAYA implica l'educazione dello spettatore attraverso lo spettacolo, stimolando la sua capacità di godere di un'esperienza estetica attraverso il RASA, che rappresenta il fine ultimo della danza: il godimento estetico che è un dialogo "cuore a cuore" tra danzatore e spettatore. Nel teatro-danza KATHAKALI l'HASTA MUDRA, il linguaggio dei gesti è un momento espressivo fondamentale, oltre che un linguaggio esoterico che risale ai testi sacri, i VEDA. Mentre in Occidente alla gestualità viene assegnata una funzione fatica, nella cultura indiana c'è la convinzione che la comunicazione non è solo un fatto interpersonale logico, verbale, ma è una corrente energetica più profonda che l'attore convoglia su se stesso e invia al pubblico. L'attore Kathakali diventa così un tramite sovrumano tra divinità e pubblico, ricettacolo e dispensatore di energie. Rossella Rukmini Lozzi