06/08/2026
ðŸð§ ðð¢ð§ð§ðð«, ð¢ð¥ ðŠð¢ððš ððð¥ð¥ââð®ðšðŠðš ðð¢ ð ð¡ð¢ðððð¢ðšâ ð ð¥ð ð©ð«ðšð©ðšð¬ðð ðð¡ð ðŠðð§ðð ðð¥ð¥ðš ð¬ð©ðšð«ð ð¢ððð¥ð¢ðð§ðš
Da Sinner ad Alcaraz: campioni che continuano a fare i conti con infortuni fisici e crolli improvvisi. Ma la verità , spesso taciuta, Ú questa: il vero sovraccarico del tennis moderno non Ú solo muscolare. à mentale.
Ne ho parlato in un interessante articolo di Francesco Palma su ðð ððð³ð³ðððð ððð¥ð¥ðš ðð©ðšð«ð.
I giovani atleti di oggi non sono quelli di venti o trentâanni fa. Vivono immersi in una competizione spietata, in un bombardamento costante di stimoli e aspettative.
ð Quello che vedo sul campo
Nel ðð«ðšððšððšð¥ð¥ðš ðð¢ ððð®ððð³ð¢ðšð§ð ððŠðšðð¢ð¯ð che porto avanti con le nazionali della Lega Nazionale Dilettanti della FIGC lavoriamo in totale sinergia con lâarea medica. Perché non esiste guarigione né prevenzione atletica senza equilibrio emotivo.
ð Negli ultimi due anni, con i nostri programmi, ho visto tantissimi giovani calciatori â già in odore di professionismo â crollare in ð©ð¢ðð§ðð¢ ð¥ð¢ððð«ðððšð«ð¢ durante i nostri percorsi. Solo quando si sono concessi di piangere hanno sbloccato nodi emotivi che si portavano dietro da anni.
La lezione Ú semplice, ma scomoda: un atleta non tutelato sul piano emotivo Ú un talento destinato a spezzarsi anche nel corpo.
ð Serve una profonda riflessione critica sulla narrazione dominante che elogia Jannik Sinner perché ânon mostra mai emozioniâ.
ð La mia proposta
Oggi le federazioni sportive vivono come feudi isolati. Ma ð¬ð ðð¬ð¢ð¬ððð¬ð¬ð ð®ð§ ð®ð§ð¢ððš ððð§ðð«ðš ðð¢ ð«ððððšð«ððš, capace di mettere in dialogo questi patrimoni e di renderli disponibili a tutte le federazioni â a partire, per esempio, dallâesperienza che portiamo avanti con i ragazzi delle Rappresentative nazionali â lo sport italiano potrebbe fare un salto di qualità collettivo.
ð Non un accentramento, ma una vera e propria funzione solidale del CONI: una ðððð¢ð§ð ðð¢ ððð ð¢ð ðð¡ð ðŠðððð ð ðððððšð« ððšðŠð®ð§ð ð¢ð¥ ðŠðð ð¥ð¢ðš ðð¢ ðšð ð§ð¢ ðð¢ð¬ðð¢ð©ð¥ð¢ð§ð, ad uso e consumo di tutte, dove non arriva una federazione, arriva lâaltra in soccorso.
Solo così la salute mentale può smettere di essere una scelta individuale facoltativa e diventare un protocollo nazionale condiviso.
seguimi per saperne di più ð Aldo Grauso
ð¬ Nel primo commento il link della notizia
23/07/2026
ð€ Lo sai che quando ti arrabbi, in realtà hai paura?
E lo sai che quando sei triste, il tuo cervello rallenta e si apre allâascolto â di te stesso e di chi ti sta accanto?
La ðð«ð¢ð¬ððð³ð³ð attiva le aree cerebrali legate alla riflessione e allâempatia: non Ú un difetto da correggere, ma un meccanismo che ci aiuta a elaborare, capire, connetterci.
Dietro ogni comportamento aggressivo, invece, si nasconde quasi sempre una ð©ðð®ð«ð non riconosciuta: di non essere allâaltezza, di essere giudicato, di perdere qualcosa o qualcuno.
ðâðð§ð§ðš ð¬ððšð¥ðð¬ðð¢ððš ð¬ð¢ Ú ðð¡ð¢ð®ð¬ðš, ðŠð ð¢ð¥ ð¥ðð¯ðšð«ðš ð§ðšð§ ð¬ð¢ ððð«ðŠð: già in queste settimane con lâUniversità Telematica degli Studi IUL stiamo costruendo, per gli insegnanti, i percorsi di formazione per il prossimo anno, anche alla luce della ð¿ðððð 22/2025, che introduce in via sperimentale lo sviluppo delle competenze non cognitive â le cosiddette ðŽð°ð§ðµ ðŽð¬ðªðððŽ â nei percorsi scolastici, allineando lâItalia ai quadri di riferimento europei sulle competenze trasversali.
Per me e per tutta la squadra di ricercatori che coordino, la prima competenza non cognitiva Ú quella ððŠðšðð¢ð¯ð, ancor prima di quella affettiva e sessuale. Per questo abbiamo rinnovato la sperimentazione sullâððð®ððð³ð¢ðšð§ð ððŠðšðð¢ð¯ð, un progetto che resta unico a livello istituzionale nel panorama italiano.
ðð§ ð«ð¢ððšð§ðšð¬ðð¢ðŠðð§ððš ððšð¯ð®ððš ð ð¥ðšð«ðš: gli insegnanti svolgono un lavoro di enorme responsabilità in una società che spesso non restituisce loro lâautorevolezza che meritano. Non a caso âmaestroâ, nel suo significato letterale, indica chi sa guidare â ed Ú proprio questa guida silenziosa a plasmare, ogni giorno, le mappe emotive dei nostri ragazzi.
ð Perché la ððšðŠð®ð§ð¢ððð³ð¢ðšð§ð ðð¢ð«ððšð¥ðð«ð ððŠðšðð¢ð¯ð â il protocollo, senza costi per la collettività , sviluppato dal gruppo di Coordinamento su bullismo e cyberbullismo di Roma Capitale che ho il privilegio di coordinare â non Ú un intervento spot, ma un percorso che si consolida anno dopo anno nelle ðð°ððŒð¹ð² ðœð¿ð¶ðºð®ð¿ð¶ð² ð² ðð²ð°ðŒð»ð±ð®ð¿ð¶ð² ð±ð¶ ðœð¿ð¶ðºðŒ ðŽð¿ð®ð±ðŒ della nostra città .
Fare ricerca per aiutare i bambini Ú una delle cose più belle che possa capitare a un professionista che opera al servizio della comunità .
E con grande piacere stiamo ricevendo, moltissime adesioni degli Istituti Scolastici, grazie allâ attivismo di Giovanni Zannola e al prezioso contributo di raccordo tra Dipartimento, Assessorato e i Municipi territoriali.
Quando si fa squadra si vince!
ð© Se sei un insegnante o un dirigente scolastico di Roma e vuoi inserire il tuo Istituto nella sperimentazione, contatta lâAssessorato alla Scuola del tuo Municipio.
Insegniamo ai ragazzi a leggere una cartina geografica, a orientarsi tra capitali e confini di stati lontani.
ð§ Ma quanti sanno leggere la mappa che hanno dentro?
E se non gliela insegniamo noi, la disegneranno da soli, spesso nel modo peggiore, finendo per adattarsi a una società sempre più egoista e priva di empatia.
Aldo Grauso
17/07/2026
âïž ðž Una fotografia non salva un bambino.
Ogni volta che varco le porte del Tribunale Civile
o del Tribunale per i Minorenni di Roma,
sento lo stesso peso sulle spalle.
Sia quando rappresento il Giudice , che quando rappresento l Avvocato.
Dietro ogni fascicolo non câÚ un caso:
câÚ un ðððŠðð¢ð§ðš/ð che aspetta.
una ðŠððð«ð che ha paura.
un ð©ððð«ð che rischia di perdere il legame più importante della sua vita.
ð E câÚ una cosa che va detta chiaramente: trovarsi coinvolti in una valutazione tecnica dâufficio può capitare a chiunque.
Non esiste un livello culturale, economico o sociale che metta al riparo da questo.
Per questo la CTU in ambito minorile non deve mai trasformarsi in un giudizio sulla persona o sulla coppia , ma restare uno strumento al servizio della famiglia, chiunque essa sia.
ð La mia visione: la CTU trasformativa
Da anni lavoro secondo un principio non negoziabile: valutare E cambiare, nello stesso momento.
â
Attivazione, non solo diagnosi â il percorso peritale deve diventare uno spazio dove si sperimentano già nuove modalità di comunicazione tra i genitori. Ora, non tra un anno in sentenza.
â
Il tempo dei bambini non aspetta la giustizia â intervenire solo a fine perizia significa rubare tempo prezioso a unâinfanzia che non torna indietro.
â
Alleanza vera, non solo formale â con i consulenti di parte, che devono sentirsi al servizio dellâoggetto reale della CTU (il minore, non il proprio assistito), e con il Servizio Sociale, quando attivo: il lavoro di rete non Ú unâopzione, Ú un dovere.
E per riuscirci serve uno sforzo profondo, che non si limita alla competenza tecnica: serve scienza, coscienza, e â non abbiate paura di questa parola in un contesto giudiziario â cuore.
ð Ed Ú proprio per questo che dirigo da questâanno, insieme a Università Niccolò Cusano, un Master innovativo dedicato ai ð§ð®ðšð¯ð¢ ðð®ð¬ð¢ð¥ð¢ðð«ð¢ ððð¥ ðð¢ð®ðð¢ðð sullâð¢ðŽð€ð°ððµð° ð¥ðŠð ð®ðªð¯ð°ð³ðŠ ðŠ ðŽð¶ð ð³ðªð§ðªð¶ðµð° ðšðŠð¯ðªðµð°ð³ðªð¢ððŠ secondo la Riforma Cartabia. Perché questa visione deve diventare una competenza diffusa, non unâintuizione isolata.
Portare questa sensibilità nei Tribunali italiani Ú una battaglia difficile, quotidiana, spesso silenziosa.
ð¬ La CTU non può essere un punto dâarrivo. Deve essere lâinizio di un percorso concreto di trasformazione della famiglia nel supremo interesse del minore.
Aldo Grauso
08/07/2026
𥺠ð« Quando la diagnosi arriva prima di conoscere il bambino e la sua famiglia
Quando parliamo di ADHD, Autismo o altri disturbi del Neurosviluppo, il rischio più grande non Ú solo quello di non vedere abbastanza â Ú anche quello di vedere troppo, e troppo in fretta.
ð Oggi ho avuto il piacere di presiedere la discussione di tesi di moltissimi studenti e studentesse proprio dentro questa prospettiva, che hanno presentato lavori innovativi e sperimentali secondo questo approccio,
condividendo proprio lâimportanza di una clinica dal volto umano, che sa ðð¬ððšð¥ððð«ð ð©ð«ð¢ðŠð ðð¢ ð¯ðð¥ð®ððð«ð.
Un Master che era partito con una visione in controtendenza e che non avrei mai immaginato potesse raggiungere, in questi anni, un numero di iscritti così imponente.
ð Lâapproccio biopsicosociale ci ricorda una cosa semplice ma spesso dimenticata: non esiste un sintomo senza una persona, e non esiste una persona senza una famiglia, una storia, un contesto.
Una diagnosi affrettata, costruita solo sullâosservazione di alcuni tratti, rischia di âingabbiareâ un bambino dentro unâetichetta prima ancora di aver davvero conosciuto lui, la sua famiglia e il suo ambiente.
Negli ultimi anni sono sempre più le famiglie che arrivano da me chiedendo aiuto, esauste da un vortice senza fine di valutazioni continue,
senza un vero confronto, senza sentirsi davvero prese in carico.
Genitori lasciati soli a rincorrere appuntamenti, rivalutazioni, day-hospital dove capita di essere ðšð¬ð¬ðð«ð¯ððð¢ ð©ð¢ð®Ì ðð¡ð ðð¬ððšð¥ðððð¢ (e molte volte da specializzandi con poca esperienza), senza che nessuno si fermi davvero a spiegare loro:
il chi, il cosa, il come e il perché,
di quello che sta succedendo al proprio figlio.
Non Ú un caso che tra i docenti di questo Master ci sia il prof. Michele Zappella, luminare della neuropsichiatria, ed amico che da sempre sostiene un principio tanto semplice quanto trascurato:
ð Prima di ogni diagnosi viene lâempatia, il buon senso clinico, il tempo.
Tempo per ascoltare la famiglia in colloqui davvero approfonditi , per osservarne davvero le interazioni.
Solo dopo â non prima â diventa possibile arrivare a una diagnosi che abbia senso.
Per questo, in molti casi, ciò che serve davvero non Ú correre verso una diagnosi definitiva, ma prendersi il tempo giusto:
ð¹ Un tempo fatto di condivisioni multidisciplinari ( in special modo con gli insegnanti della scuola )
ð¹ Un tempo di ascolto reale.
ð¹ Un tempo per un percorso di psicoterapia sistemico-relazionale che coinvolga tutto il nucleo familiare sia nel pre e soprattutto nel post diagnosi.
Non per negare una difficoltà , ma per capirla nel suo contesto reale, prima di trasformarla in unâetichetta clinica.
à questo lâequilibrio che porto avanti nel mio lavoro clinico: ð¢ð§ððð ð«ðð«ð ð ð¥ð¢ ðð¬ð©ðððð¢ ð§ðð®ð«ðšð©ð¬ð¢ððšð¥ðšð ð¢ðð¢ ððšð§ ðªð®ðð¥ð¥ð¢ ð©ð¬ð¢ððšðð¢ð§ððŠð¢ðð¢ ð ð«ðð¥ðð³ð¢ðšð§ðð¥ð¢,
senza perdere di vista la persona dietro il sintomo â e la famiglia che la accompagna.
ð¬ âðŒð ððððððð ððð ðÌ ðð¢ððððð ð ðð ððð¡ð¡ð ðâð ð£ð ððððð¢ð ð¡ðð¡ð, ðð ðð¢ðððð¢ðð ðð ððððððððððð â ððððâðÌ ð¡ððððð ð ððð ð ð ððððð ððð ð ðððð¡ðð¡ð ðâð ðð ðððððððâð ððððððððð ð ðð ððððð ðð ðððð¢ðððððð¡ð ðð¢ððð ðâððð¡ðððð ððð ðâððð ð¡ðð¢ðððð ð ðð ðððð¡ð ððððððð¡ððððð¡ð ðð¡ððððð.â
Aldo Grauso
02/07/2026
â ïžð "HO PAURA DI MIO FIGLIO DI 19 ANNI"
Questa Ú una frase sincera e dolorosa. Mandata da una madre alla mia posta.
Mi ha chiesto di pubblicarla per rompere il silenzio.
Lâaggressività dei figli verso i genitori Ú uno dei segreti più dolorosi di tante famiglie.
Non Ú âribellioneâ. Spesso Ú ðð§ðð¥ðððððð¢ð¬ðŠðš ððŠðšðð¢ð¯ðš: rabbia che esplode perché non sa dove andare.
Se ti ritrovi in una situazione di forte tensione a casa, fai subito queste 3 cose:
ð®âðš 1. NON rispondere alla rabbia con rabbia
Il cervello del ragazzo Ú in blackout emotivo. Usa un tono basso, fermo, controllato.
ð 2. FERMA il confronto: "Siamo troppo arrabbiati adesso. Ci fermiamo e ne parliamo quando ci saremo calmati"
ð£ïž 3. PARLANE. Il silenzio Ú il miglior alleato dellâaggressività .
Chiedere aiuto non Ú tradire tuo figlio. Confrontati con amici genitori.
ð Quando la paura blocca l'autorevolezza dei genitori, il nucleo familiare da solo fa molta fatica a resettarsi.
Un percorso terapeutico strutturato (una psicoterapia sistemico - familiare) Ú la chiave per ricostruire i confini educativi e insegnare ai giovani a canalizzare il proprio vissuto interiore.
âïž Le brutte parole fin da bambini sono già campanelli d'allarme:
ð per un legame sano serve una gerarchia chiara, dove il genitore guida "sopra" e il figlio cresce "sotto", protetto da confini fermi.
Aldo Grauso
26/06/2026
ð§ â€ïž Educazione emotiva: l'unica via per ESPELLERE IL MALE e spalancare le gabbie dei nostri figli.
ð€ Dietro un adulto fragile, che fatica a gestire la rabbia o che si abbandona alla violenza, spesso câÚ un "io bambino" che non Ú stato educato a comprendere se stesso.
Un bambino interiore che Ú rimasto chiuso in gabbia, imprigionato dal silenzio o dalla paura.
ð« Se vogliamo davvero estirpare ed espellere ogni forma di male e di sofferenza dal percorso di crescita dei nostri ragazzi,
dobbiamo dare loro le parole e gli strumenti per dare un nome a ciò che provano.
ð¡ Spesso pensiamo che i bambini debbano semplicemente "essere felici". Ma la verità Ú che, per crescere adulti sereni e spezzare le catene delle fragilità emotive,
dobbiamo insegnare loro a riconoscere e accogliere ogni singola emozione.
ð L'educazione emotiva Ú lâunico strumento che abbiamo per dare ai più piccoli le chiavi di quella gabbia. Serve a gestire i sentimenti che guideranno la loro vita: da quelli positivi come l'amore, a quelli più complessi come la rabbia.
ð¡ Un bambino che impara a riconoscere la rabbia oggi, sarà un adulto che non userà la violenza domani.
ð€ Un bambino che impara a gestire la paura oggi, sarà un adulto capace di empatia e rispetto domani.
ðïž Proprio per questo, sono davvero orgoglioso del lavoro che stiamo portando avanti con la ðððð¢ð§ð ðð¢ ððð ð¢ð ðð¢ ð©ð«ðð¯ðð§ð³ð¢ðšð§ð ðð¥ ðð®ð¥ð¥ð¢ð¬ðŠðš ð ðð²ððð«ðð®ð¥ð¥ð¢ð¬ðŠðš ðð¢ ððšðŠð ððð©ð¢ððð¥ð, che ho il privilegio di coordinare in Campidoglio.
Un passo concreto per le nostre scuole, fortemente voluto insieme al collega Giovanni Zannola e Claudia Pratelli.
â ïž Nella seduta di ieri abbiamo fatto un passo fondamentale: abbiamo approvato, anche per lâanno scolastico 2026/2027, i programmi di educazione emotiva destinati agli insegnanti e agli studenti delle ð¬ðð®ðšð¥ð ð©ð«ð¢ðŠðð«ð¢ð ð ð¬ðððšð§ððð«ð¢ð ðð¢ ð©ð«ð¢ðŠðš ð ð«ðððš ðð¢ ððšðŠð.
Il nostro obiettivo Ú chiaro:
ð Mappare fin dalle elementari il fenomeno del bullismo sul territorio.
ð Offrire strumenti predittivi alle scuole.
ð Costruire reti di supporto in tutti i 15 Municipi, partendo proprio dal cuore dei nostri ragazzi: le loro emozioni.
ð± Non possiamo lasciarli soli davanti agli schermi o alle loro fragilità . Dobbiamo ascoltarli, capirli e guidarli oggi, per allontanare da loro ogni forma di violenza e assicurarci che non diventino adulti imprigionati domani. Altrimenti, siamo tutti colpevoli!
âš Educare il cervello emotivo non Ú meno importante che educare quello logico. Iniziamo da qui, insieme. ð
Aldo Grauso
ð Nel primo commento il link alla notizia.
22/06/2026
ð ðš CRESCI UN FIGLIO NARCISISTA? La verità scomoda che nessun genitore vuole ammettere.
Oggi siamo tutti ossessionati dai "narcisisti" che incontriamo nelle relazioni o sul lavoro. Ma vi siete mai chiesti da dove arrivano? E se il ð©ð«ðšð¬ð¬ð¢ðŠðš ð§ðð«ðð¢ð¬ð¢ð¬ðð ð©ðððšð¥ðšð ð¢ððš ð¥ðš ð¬ððð¬ð¬ð¢ ðð«ðð¬ððð§ððš ð©ð«ðšð©ð«ð¢ðš ðð® ðð¥ð¥'ð¢ð§ððð«ð§ðš ððð¥ð¥ð ðŠð®ð«ð ðð¢ ððð¬ð?
Sia chiaro: ogni genitore vuole il meglio per i propri figli. Ma oggi siamo caduti nella trappola dei "figli trofeo".
ð Fin da piccoli li spingiamo a dover essere i migliori in tutto: a scuola, nello sport, sui social. Li riempiamo di complimenti non per chi sono, ma per cosa fanno o per come appaiono. Se prendono un brutto voto la colpa Ú del professore; se l'allenatore li mette in panchina, Ú un incompetente. â
â ïž Ma se ti dicessi che questo bisogno di vederli sempre perfetti nasconde un paradosso incredibile? ðð ðð ððððð ð ðððððððð ðððððð ðððððððððððð â ðððððð ð ð
ðððð ðððð ðð ððððððððððððð ððð ððððððð ððð â ð
ðððð ððððððð ðð?
Sì, hai letto bene. ð¯
Nel mio ultimo articolo scritto con Daniela Cursi su ðð ððð³ð³ðððð ððð¥ð¥ðš ðð©ðšð«ð , ho affrontato proprio questo fenomeno psicologico e sociale.
E nel rapporto genitori-figli questo diventa un terreno pericolosissimo. Quando cresciamo i bambini facendoli sentire "speciali" a prescindere e immunizzandoli da ogni fallimento, non stiamo dando loro autostima. Stiamo creando dei futuri adulti: ð
â Incapaci di gestire un "no" o una frustrazione.
â Dipendenti dall'approvazione costante degli altri.
â Pronti a calpestare chiunque pur di non scendere dal piedistallo.
La verità fa male: spesso l'ossessione per il successo dei figli serve solo a colmare le nostre insicurezze e i nostri rimpianti passati. ð¥
ð§ Il "narcisismo riflesso" si annida lì, nel momento in cui trasformiamo l'educazione in una gara di performance per poter dire agli altri: "ðð®ðð«ðð ðªð®ðð§ððš ð¯ðð¥ð ðŠð¢ðš ðð¢ð ð¥ð¢ðš (ð ðªð®ð¢ð§ðð¢ ð ð®ðð«ðð ðªð®ðð§ððš ð¯ðð¥ð ðš ð¢ðš).
ð E dove si vede chiaramente tutto questo? ððð¥ð¥ð ðð®ð¥ð ðð¢ ðð«ð¢ðð®ð§ðð¥ð, ðð®ð«ðð§ðð ð¥ð ððð®ð¬ð ðð¢ ð¬ðð©ðð«ðð³ð¢ðšð§ð ð ðð¢ð¯ðšð«ð³ð¢ðš. à lì che i figli smettono di essere figli e diventano armi di ricatto o trofei da strapparsi di mano, pur di non ammettere il proprio fallimento relazionale. âïž
ðŒ ððšðŠð ððð (ððšð§ð¬ð®ð¥ðð§ðð ðððð§ð¢ððš ð'ðððð¢ðð¢ðš) ððð¥ ðð«ð¢ðð®ð§ðð¥ð ðð«ðð¢ð§ðð«ð¢ðš ðð¢ ððšðŠð ð¢ð§ ðŠðððð«ð¢ð ðð¢ ðððð¢ðððŠðð§ððš ððð¢ ðŠð¢ð§ðšð«ð¢, purtroppo Ú una realtà che tocco con mano e vedo accadere quasi tutti i giorni!
Aldo Grauso
ðNel primo commento il link della notizia
16/06/2026
Nati negli ultimi mesi dell'anno e "messi da parte" dal calcio che conta? âœïžâ
Oppure troppo comodi per fare sacrifici?
Si Ú concluso al Centro di Preparazione Olimpica del CONI a Formia
lâultimo raduno Under 15 "Secondo Semestre" LND.
Un progetto straordinario per i ragazzi nati da luglio a dicembre ð¶
Quelli svantaggiati dallo sviluppo biologico più tardivo.
ð° SODDISFAZIONE IMMENSA
Vedere il nostro lavoro sul Corriere dello Sport, in primo piano...
Subito sotto la Serie A.
Prima dei Mondiali.
Emozione enorme. Orgoglio puro. ðª
Dimostra una cosa:
Quando si parla di talento "invisibile" e psicologia applicata al campo, l'attenzione Ú ALTISSIMA.
Perché il calcio moderno non si gioca solo con i piedi.
Si gioca con la testa. ð§
---
In qualità di Responsabile Area Psicologica delle Rappresentative LND ho visto 2 verità scomode:
1ïžâ£ IL PONTE FAMIGLIA-CLUB-FEDERAZIONE à CRITICO
Servirebbe un collegamento stretto a 3.
Ma le famiglie di oggi non hanno più il tempo di una volta.
Lavoro, traffico, turni... Fare 100km per allenamento Ú impossibile.
Le generazioni precedenti accompagnavano i figli ovunque.
Oggi il lavoro incide troppo sulla famiglia.
2ïžâ£ SERVE CONTINUITÃ, NON SOLO RADUNI
Lavorare 2-3 volte lâanno al CPO serve.
Ma se nei club pochi continuano quel lavoro...
Il miglioramento si ferma al cancello del CONI.
ð LO SHOCK POSITIVO DI FORMIA
Passare al CONI apre gli occhi.
Effetto Hawthorne: staff top = dai il 110%.
ð IL NODO "COMFORT ZONE"
Dal 1° luglio svincolo fuori regione.
Ma molti scelgono la comodità di casa.
Più km zero che fame di sacrificio.
A questo si aggiungono i dispositivi digitali ð²
Social + smartphone = ore p***e.
Crollo dellâ attenzione.
Socializzazione reale a zero.
E va detto: la LND ci ha messo la faccia.
Ha creato unâalternativa concreta alla scarsità di opportunità per i giovani "nati a dicembre".
Un sistema che non guarda la data di nascita, ma la fame di crescere.
Ora il seme Ú stato gettato.
Tocca a famiglie, club e ragazzi innaffiarlo ogni giorno.
Perché il talento senza continuità non cresce!
Aldo Grauso
ð nel primo commento il link dei risultati
10/06/2026
ð€¯ IL âSOLILOQUIOâ DI ANDREA SEMPIO: SEGNO DI PAZZIA O à NORMALE PARLARE DA SOLI?
In questi giorni tutti parlano del âsoliloquioâ di Andrea Sempio nelle intercettazioni.
Ho letto commenti tipo: âparla da solo = Ú fuori di testaâ.
ð Anche se spesso non ci facciamo caso, noi parliamo con noi stessi quasi ogni minuto della nostra vita sveglia.
Non stiamo solo "parlando da soli", stiamo usando la voce come un hardware esterno per alleggerire il carico di lavoro del software (il cervello).
Con Daniela Cursi su la ððð³ð³ðððð ððð¥ð¥ðš ðð©ðšð«ð abbiamo parlato di verità che pochi sottolineano:
1. PARLARE DA SOLI Ã NORMALISSIMO
Il 70% delle persone adulte lo fa. Gli psicologi lo chiamano âdiscorso interno esternalizzatoâ.
à il modo in cui il cervello organizza i pensieri quando la situazione Ú complessa o stressante.
2. Ã UN SUPERPOTERE SE USATO BENE
Nel mio articolo spiego 3 modi per usarlo al meglio:
- Per prendere decisioni difficili: ti senti meno confuso
- Per gestire lâansia: mettere fuori la voce abbassa il cortisolo
- Per memorizzare: se te lo dici ad alta voce, ricordi il 50% in più
3. QUANDO DIVENTA UN PROBLEMA
Non Ú âparlare da soliâ il problema.
Il problema Ú quando smetti di parlare CON te stesso... e inizi a parlare A qualcuno che non câÚ.
Quando rispondi al tuo soliloquio come se fosse unâaltra persona.
Quando non capisci più se quel pensiero Ú tuo, o se Ú una voce che viene da fuori.
Lì sì: Ú il momento di chiedere aiuto. Non per vergogna. Per cura.
ð Da psicoterapeuta e CTU del Tribunale di Roma credo che il soliloquio di Sempio in sé non dica nulla sulla sua colpevolezza o follia.
à il suono che fa un cervello quando Ú troppo stanco per reggere da solo.
à un adulto che, come un bambino spaventato al buio, inizia a raccontarsi storie ad alta voce per non crollare.
ð E lo fanno anche i nostri figli.
Li vedi che mormorano mentre fanno i compiti, che si danno coraggio da soli prima della verifica.
Stanno facendo esattamente la stessa cosa: stanno sopravvivendo allo stress parlando con se stessi.
ðð¥ ð¬ðšð¥ð¢ð¥ðšðªð®ð¢ðš ð§ðšð§ ð ð¢ð®ðð¢ðð. ððððšð ð¥ð¢ð.
Aldo Grauso
ð Nel primo commento il link allâintervista.
08/06/2026
ðâïž âLui li fa e non li vuoleâ
Quando lâabbandono di un padre narcisista diventa un solco nellâanima.
âïž Oggi condivido uno dei tanti messaggi di disperazione che ricevo nella mia posta.
Un luogo protetto che custodisce frammenti di vita intimi e coraggiosi.
Una madre scrive così, a 52 anni:
âI figli o si vogliono o non si vogliono.
Lui li fa e non li vuole...â
Queste parole sono lâurlo silenzioso di migliaia di famiglie.
ð Come CTU in materia di Diritto di Famiglia al Tribunale di Roma vedo troppo spesso questo abisso.
Dietro i faldoni giudiziari ci sono i segni del Disturbo Narcisistico di Personalità applicato alla genitorialità .
ð Il volto del Narcisismo: quando i figli sono armi, non esseri umani.
ððð« ð¢ð¥ ð§ðð«ðð¢ð¬ð¢ð¬ðð ð¢ ðð¢ð ð¥ð¢ ð§ðšð§ ð¬ðšð§ðš ðð§ð¢ðŠð ðð ð©ð«ðšððð ð ðð«ð.
ððšð§ðš ðð¬ððð§ð¬ð¢ðšð§ð¢ ððð¥ ð©ð«ðšð©ð«ð¢ðš ðð ðš. ð ð¬ðð«ð®ðŠðð§ðð¢ ðð¢ ð«ð¢ððšð«ð¬ð¢ðšð§ð.
ð Dalla storia di questa madre emergono 3 dinamiche devastanti:
1ïžâ£ 12 anni di vuoto assoluto
Silenzio tombale. Nemmeno davanti a 2 interventi chirurgici e 2 malattie autoimmuni.
Il narcisista non si commuove davanti al dolore. Lo ignora.
2ïžâ£ La guerra giudiziaria come ossessione
Chiede risarcimenti per âalienazione parentaleâ mai dimostrata.
Denuncia la madre per finti lavori in nero.
Vuole vincere la guerra processuale sulla pelle di chi soffre.
3ïžâ£ La frammentazione degli affetti
Un figlio nato da relazione parallela, prima non riconosciuto.
Altri legami fraterni recisi sul nascere.
ðð¥ ð§ðð«ðð¢ð¬ð¢ð¬ðð ðð«ðð ð¢ð¥ ððð¬ðð«ððš ððððððð¢ð¯ðš.
ðÌ ð¢ð¥ âððð§ð§ðš ð¬ð® ððð§ð§ðš ððŠðšðð¢ð¯ðšâ.
ð§ Il corpo si fa carico di quel peso.
Malattie autoimmuni. Stress cronico. Anni di psicoterapia.
à il prezzo fisico di un legame spezzato.
ð A tutti i figli che hanno vissuto questo:
Il rifiuto di un genitore narcisista non dice nulla su chi siete voi.
Dice tutto sulla sua ð¢ð§ððð©ððð¢ððÌ ðð¢ ððšð§ðð«ð ððŠðšð«ð.
Voi eravate e siete degni di essere amati.
E a voi, madri stanchissime ma straordinarie:
la vostra presenza solida Ú lâancora di salvezza.
ð¡ Questo spazio non Ú mio. à nostro.
Avrò il piacere di ricevere altre vostre storie
su cui fare riflessioni insieme.
ð Se ti sei rispecchiato/a in queste parole
Se stai affrontando una separazione che somiglia a un calvario
Se porti sulla pelle i segni di un amore negato
La mia posta Ú sempre aperta volta a garantire anonimato e libero sfogo.
Rompere il silenzio Ú il primo passo
per togliere potere al manipolatore
e iniziare, finalmente, a guarire ð±
â E tu cosa ne pensi?
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Aldo Grauso