Aldo Grauso

Aldo Grauso

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Professionista del settore della Salute, Coordinatore Scientifico Istituzionale

06/08/2026

🎟🧠 𝐒𝐢𝐧𝐧𝐞𝐫, 𝐢𝐥 𝐊𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’“𝐮𝐚𝐊𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚” 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐩𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐊𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐭 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚

Da Sinner ad Alcaraz: campioni che continuano a fare i conti con infortuni fisici e crolli improvvisi. Ma la verità, spesso taciuta, Ú questa: il vero sovraccarico del tennis moderno non Ú solo muscolare. È mentale.

Ne ho parlato in un interessante articolo di Francesco Palma su 𝐋𝐚 𝐆𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐩𝐚𝐫𝐭.

I giovani atleti di oggi non sono quelli di venti o trent’anni fa. Vivono immersi in una competizione spietata, in un bombardamento costante di stimoli e aspettative.

📌 Quello che vedo sul campo

Nel 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐚𝐜𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐄𝐊𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 che porto avanti con le nazionali della Lega Nazionale Dilettanti della FIGC lavoriamo in totale sinergia con l’area medica. Perché non esiste guarigione né prevenzione atletica senza equilibrio emotivo.

👉 Negli ultimi due anni, con i nostri programmi, ho visto tantissimi giovani calciatori — già in odore di professionismo — crollare in 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚𝐫𝐢 durante i nostri percorsi. Solo quando si sono concessi di piangere hanno sbloccato nodi emotivi che si portavano dietro da anni.

La lezione Ú semplice, ma scomoda: un atleta non tutelato sul piano emotivo Ú un talento destinato a spezzarsi anche nel corpo.

👉 Serve una profonda riflessione critica sulla narrazione dominante che elogia Jannik Sinner perché “non mostra mai emozioni”.

📌 La mia proposta

Oggi le federazioni sportive vivono come feudi isolati. Ma 𝐬𝐞 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐮𝐧 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐚𝐫𝐝𝐚, capace di mettere in dialogo questi patrimoni e di renderli disponibili a tutte le federazioni — a partire, per esempio, dall’esperienza che portiamo avanti con i ragazzi delle Rappresentative nazionali — lo sport italiano potrebbe fare un salto di qualità collettivo.

🔄 Non un accentramento, ma una vera e propria funzione solidale del CONI: una 𝐂𝐚𝐛𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐊𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫 𝐜𝐚𝐊𝐮𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐊𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐠𝐧𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚, ad uso e consumo di tutte, dove non arriva una federazione, arriva l’altra in soccorso.

Solo così la salute mentale può smettere di essere una scelta individuale facoltativa e diventare un protocollo nazionale condiviso.

seguimi per saperne di più 👉 Aldo Grauso

💬 Nel primo commento il link della notizia

Photos from Aldo Grauso's post 23/07/2026

🀔 Lo sai che quando ti arrabbi, in realtà hai paura?

E lo sai che quando sei triste, il tuo cervello rallenta e si apre all’ascolto — di te stesso e di chi ti sta accanto?

La 𝐭𝐫𝐢𝐬𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚 attiva le aree cerebrali legate alla riflessione e all’empatia: non Ú un difetto da correggere, ma un meccanismo che ci aiuta a elaborare, capire, connetterci.

Dietro ogni comportamento aggressivo, invece, si nasconde quasi sempre una 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 non riconosciuta: di non essere all’altezza, di essere giudicato, di perdere qualcosa o qualcuno.

𝐋’𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢 Ú 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐚, 𝐊𝐚 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐚𝐫𝐚 𝐧𝐚𝐧 𝐬𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐊𝐚: già in queste settimane con l’Università Telematica degli Studi IUL stiamo costruendo, per gli insegnanti, i percorsi di formazione per il prossimo anno, anche alla luce della 𝐿𝑒𝑔𝑔𝑒 22/2025, che introduce in via sperimentale lo sviluppo delle competenze non cognitive — le cosiddette 𝘎𝘰𝘧𝘵 𝘎𝘬𝘪𝘭𝘭𝘎 — nei percorsi scolastici, allineando l’Italia ai quadri di riferimento europei sulle competenze trasversali.

Per me e per tutta la squadra di ricercatori che coordino, la prima competenza non cognitiva Ú quella 𝐞𝐊𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, ancor prima di quella affettiva e sessuale. Per questo abbiamo rinnovato la sperimentazione sull’𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐞𝐊𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, un progetto che resta unico a livello istituzionale nel panorama italiano.

𝐔𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐮𝐭𝐚 𝐚 𝐥𝐚𝐫𝐚: gli insegnanti svolgono un lavoro di enorme responsabilità in una società che spesso non restituisce loro l’autorevolezza che meritano. Non a caso “maestro”, nel suo significato letterale, indica chi sa guidare — ed Ú proprio questa guida silenziosa a plasmare, ogni giorno, le mappe emotive dei nostri ragazzi.

👉 Perché la 𝐂𝐚𝐊𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐂𝐢𝐫𝐜𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐄𝐊𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 — il protocollo, senza costi per la collettività, sviluppato dal gruppo di Coordinamento su bullismo e cyberbullismo di Roma Capitale che ho il privilegio di coordinare — non Ú un intervento spot, ma un percorso che si consolida anno dopo anno nelle 𝘀𝗰𝘂𝗌𝗹𝗲 𝗜𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗲 𝘀𝗲𝗰𝗌𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝗜𝗿𝗶𝗺𝗌 𝗎𝗿𝗮𝗱𝗌 della nostra città.

Fare ricerca per aiutare i bambini Ú una delle cose più belle che possa capitare a un professionista che opera al servizio della comunità.

E con grande piacere stiamo ricevendo, moltissime adesioni degli Istituti Scolastici, grazie all’ attivismo di Giovanni Zannola e al prezioso contributo di raccordo tra Dipartimento, Assessorato e i Municipi territoriali.

Quando si fa squadra si vince!

📩 Se sei un insegnante o un dirigente scolastico di Roma e vuoi inserire il tuo Istituto nella sperimentazione, contatta l’Assessorato alla Scuola del tuo Municipio.

Insegniamo ai ragazzi a leggere una cartina geografica, a orientarsi tra capitali e confini di stati lontani.

🧭 Ma quanti sanno leggere la mappa che hanno dentro?

E se non gliela insegniamo noi, la disegneranno da soli, spesso nel modo peggiore, finendo per adattarsi a una società sempre più egoista e priva di empatia.

Aldo Grauso

Photos from Aldo Grauso's post 17/07/2026

⚖ 📞 Una fotografia non salva un bambino.

Ogni volta che varco le porte del Tribunale Civile
o del Tribunale per i Minorenni di Roma,

sento lo stesso peso sulle spalle.

Sia quando rappresento il Giudice , che quando rappresento l Avvocato.

Dietro ogni fascicolo non c’Ú un caso:

c’Ú un 𝐛𝐚𝐊𝐛𝐢𝐧𝐚/𝐚 che aspetta.

una 𝐊𝐚𝐝𝐫𝐞 che ha paura.

un 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 che rischia di perdere il legame più importante della sua vita.

👉 E c’Ú una cosa che va detta chiaramente: trovarsi coinvolti in una valutazione tecnica d’ufficio può capitare a chiunque.

Non esiste un livello culturale, economico o sociale che metta al riparo da questo.

Per questo la CTU in ambito minorile non deve mai trasformarsi in un giudizio sulla persona o sulla coppia , ma restare uno strumento al servizio della famiglia, chiunque essa sia.

🔄 La mia visione: la CTU trasformativa
Da anni lavoro secondo un principio non negoziabile: valutare E cambiare, nello stesso momento.

✅ Attivazione, non solo diagnosi — il percorso peritale deve diventare uno spazio dove si sperimentano già nuove modalità di comunicazione tra i genitori. Ora, non tra un anno in sentenza.

✅ Il tempo dei bambini non aspetta la giustizia — intervenire solo a fine perizia significa rubare tempo prezioso a un’infanzia che non torna indietro.

✅ Alleanza vera, non solo formale — con i consulenti di parte, che devono sentirsi al servizio dell’oggetto reale della CTU (il minore, non il proprio assistito), e con il Servizio Sociale, quando attivo: il lavoro di rete non Ú un’opzione, Ú un dovere.

E per riuscirci serve uno sforzo profondo, che non si limita alla competenza tecnica: serve scienza, coscienza, e — non abbiate paura di questa parola in un contesto giudiziario — cuore.

🎓 Ed Ú proprio per questo che dirigo da quest’anno, insieme a Università Niccolò Cusano, un Master innovativo dedicato ai 𝐧𝐮𝐚𝐯𝐢 𝐀𝐮𝐬𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 sull’𝘢𝘎𝘀𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘥𝘊𝘭 𝘮𝘪𝘯𝘰𝘳𝘊 𝘊 𝘎𝘶𝘭 𝘳𝘪𝘧𝘪𝘶𝘵𝘰 𝘚𝘊𝘯𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘊 secondo la Riforma Cartabia. Perché questa visione deve diventare una competenza diffusa, non un’intuizione isolata.

Portare questa sensibilità nei Tribunali italiani Ú una battaglia difficile, quotidiana, spesso silenziosa.

💬 La CTU non può essere un punto d’arrivo. Deve essere l’inizio di un percorso concreto di trasformazione della famiglia nel supremo interesse del minore.

Aldo Grauso

08/07/2026

🥺 🫂 Quando la diagnosi arriva prima di conoscere il bambino e la sua famiglia

Quando parliamo di ADHD, Autismo o altri disturbi del Neurosviluppo, il rischio più grande non Ú solo quello di non vedere abbastanza — Ú anche quello di vedere troppo, e troppo in fretta.

🎓 Oggi ho avuto il piacere di presiedere la discussione di tesi di moltissimi studenti e studentesse proprio dentro questa prospettiva, che hanno presentato lavori innovativi e sperimentali secondo questo approccio,

condividendo proprio l’importanza di una clinica dal volto umano, che sa 𝐚𝐬𝐜𝐚𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐊𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞.

Un Master che era partito con una visione in controtendenza e che non avrei mai immaginato potesse raggiungere, in questi anni, un numero di iscritti così imponente.

👉 L’approccio biopsicosociale ci ricorda una cosa semplice ma spesso dimenticata: non esiste un sintomo senza una persona, e non esiste una persona senza una famiglia, una storia, un contesto.

Una diagnosi affrettata, costruita solo sull’osservazione di alcuni tratti, rischia di “ingabbiare” un bambino dentro un’etichetta prima ancora di aver davvero conosciuto lui, la sua famiglia e il suo ambiente.

Negli ultimi anni sono sempre più le famiglie che arrivano da me chiedendo aiuto, esauste da un vortice senza fine di valutazioni continue,

senza un vero confronto, senza sentirsi davvero prese in carico.

Genitori lasciati soli a rincorrere appuntamenti, rivalutazioni, day-hospital dove capita di essere 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐚𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 (e molte volte da specializzandi con poca esperienza), senza che nessuno si fermi davvero a spiegare loro:

il chi, il cosa, il come e il perché,

di quello che sta succedendo al proprio figlio.

Non Ú un caso che tra i docenti di questo Master ci sia il prof. Michele Zappella, luminare della neuropsichiatria, ed amico che da sempre sostiene un principio tanto semplice quanto trascurato:

👉 Prima di ogni diagnosi viene l’empatia, il buon senso clinico, il tempo.

Tempo per ascoltare la famiglia in colloqui davvero approfonditi , per osservarne davvero le interazioni.

Solo dopo — non prima — diventa possibile arrivare a una diagnosi che abbia senso.

Per questo, in molti casi, ciò che serve davvero non Ú correre verso una diagnosi definitiva, ma prendersi il tempo giusto:

🔹 Un tempo fatto di condivisioni multidisciplinari ( in special modo con gli insegnanti della scuola )
🔹 Un tempo di ascolto reale.
🔹 Un tempo per un percorso di psicoterapia sistemico-relazionale che coinvolga tutto il nucleo familiare sia nel pre e soprattutto nel post diagnosi.

Non per negare una difficoltà, ma per capirla nel suo contesto reale, prima di trasformarla in un’etichetta clinica.

È questo l’equilibrio che porto avanti nel mio lavoro clinico: 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐮𝐫𝐚𝐩𝐬𝐢𝐜𝐚𝐥𝐚𝐠𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐚𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐊𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢,

senza perdere di vista la persona dietro il sintomo — e la famiglia che la accompagna.

💬 “𝐌𝑙 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑎 𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜, 𝑚𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 𝑑𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 — 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑡𝑟𝑜𝑝𝑝𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑛𝑎𝑚𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑖 𝑒 𝑙𝑒 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑢𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑐’𝑒𝑛𝑡𝑟𝑖𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑖𝑛𝑠𝑡𝑎𝑢𝑟𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑡𝑖𝑝𝑖𝑐𝑖.”

Aldo Grauso

Photos from Aldo Grauso's post 02/07/2026

⚠💔 "HO PAURA DI MIO FIGLIO DI 19 ANNI"

Questa Ú una frase sincera e dolorosa. Mandata da una madre alla mia posta.
Mi ha chiesto di pubblicarla per rompere il silenzio.

L’aggressività dei figli verso i genitori Ú uno dei segreti più dolorosi di tante famiglie.
Non Ú “ribellione”. Spesso Ú 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐟𝐚𝐛𝐞𝐭𝐢𝐬𝐊𝐚 𝐞𝐊𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚: rabbia che esplode perché non sa dove andare.

Se ti ritrovi in una situazione di forte tensione a casa, fai subito queste 3 cose:

😮‍💚 1. NON rispondere alla rabbia con rabbia
Il cervello del ragazzo Ú in blackout emotivo. Usa un tono basso, fermo, controllato.

🛑 2. FERMA il confronto: "Siamo troppo arrabbiati adesso. Ci fermiamo e ne parliamo quando ci saremo calmati"

🗣 3. PARLANE. Il silenzio Ú il miglior alleato dell’aggressività.
Chiedere aiuto non Ú tradire tuo figlio. Confrontati con amici genitori.

👉 Quando la paura blocca l'autorevolezza dei genitori, il nucleo familiare da solo fa molta fatica a resettarsi.

Un percorso terapeutico strutturato (una psicoterapia sistemico - familiare) Ú la chiave per ricostruire i confini educativi e insegnare ai giovani a canalizzare il proprio vissuto interiore.

⛔ Le brutte parole fin da bambini sono già campanelli d'allarme:

👉 per un legame sano serve una gerarchia chiara, dove il genitore guida "sopra" e il figlio cresce "sotto", protetto da confini fermi.

Aldo Grauso

Photos from Aldo Grauso's post 26/06/2026

🧠❀ Educazione emotiva: l'unica via per ESPELLERE IL MALE e spalancare le gabbie dei nostri figli.

👀 Dietro un adulto fragile, che fatica a gestire la rabbia o che si abbandona alla violenza, spesso c’Ú un "io bambino" che non Ú stato educato a comprendere se stesso.

Un bambino interiore che Ú rimasto chiuso in gabbia, imprigionato dal silenzio o dalla paura.

🚫 Se vogliamo davvero estirpare ed espellere ogni forma di male e di sofferenza dal percorso di crescita dei nostri ragazzi,

dobbiamo dare loro le parole e gli strumenti per dare un nome a ciò che provano.

💡 Spesso pensiamo che i bambini debbano semplicemente "essere felici". Ma la verità Ú che, per crescere adulti sereni e spezzare le catene delle fragilità emotive,

dobbiamo insegnare loro a riconoscere e accogliere ogni singola emozione.

🔑 L'educazione emotiva Ú l’unico strumento che abbiamo per dare ai più piccoli le chiavi di quella gabbia. Serve a gestire i sentimenti che guideranno la loro vita: da quelli positivi come l'amore, a quelli più complessi come la rabbia.

😡 Un bambino che impara a riconoscere la rabbia oggi, sarà un adulto che non userà la violenza domani.

🀝 Un bambino che impara a gestire la paura oggi, sarà un adulto capace di empatia e rispetto domani.

🏛 Proprio per questo, sono davvero orgoglioso del lavoro che stiamo portando avanti con la 𝐂𝐚𝐛𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐁𝐮𝐥𝐥𝐢𝐬𝐊𝐚 𝐞 𝐂𝐲𝐛𝐞𝐫𝐛𝐮𝐥𝐥𝐢𝐬𝐊𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐚𝐊𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞, che ho il privilegio di coordinare in Campidoglio.

Un passo concreto per le nostre scuole, fortemente voluto insieme al collega Giovanni Zannola e Claudia Pratelli.

⚠ Nella seduta di ieri abbiamo fatto un passo fondamentale: abbiamo approvato, anche per l’anno scolastico 2026/2027, i programmi di educazione emotiva destinati agli insegnanti e agli studenti delle 𝐬𝐜𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐊𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐊𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐚𝐊𝐚.

Il nostro obiettivo Ú chiaro:

👉 Mappare fin dalle elementari il fenomeno del bullismo sul territorio.

👉 Offrire strumenti predittivi alle scuole.

👉 Costruire reti di supporto in tutti i 15 Municipi, partendo proprio dal cuore dei nostri ragazzi: le loro emozioni.

📱 Non possiamo lasciarli soli davanti agli schermi o alle loro fragilità. Dobbiamo ascoltarli, capirli e guidarli oggi, per allontanare da loro ogni forma di violenza e assicurarci che non diventino adulti imprigionati domani. Altrimenti, siamo tutti colpevoli!

✹ Educare il cervello emotivo non Ú meno importante che educare quello logico. Iniziamo da qui, insieme. 🎒

Aldo Grauso

👉 Nel primo commento il link alla notizia.


22/06/2026

👀 🚚 CRESCI UN FIGLIO NARCISISTA? La verità scomoda che nessun genitore vuole ammettere.

Oggi siamo tutti ossessionati dai "narcisisti" che incontriamo nelle relazioni o sul lavoro. Ma vi siete mai chiesti da dove arrivano? E se il 𝐩𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐊𝐚 𝐧𝐚𝐫𝐜𝐢𝐬𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐚𝐭𝐚𝐥𝐚𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐭𝐮 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐊𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐚?

Sia chiaro: ogni genitore vuole il meglio per i propri figli. Ma oggi siamo caduti nella trappola dei "figli trofeo".

👉 Fin da piccoli li spingiamo a dover essere i migliori in tutto: a scuola, nello sport, sui social. Li riempiamo di complimenti non per chi sono, ma per cosa fanno o per come appaiono. Se prendono un brutto voto la colpa Ú del professore; se l'allenatore li mette in panchina, Ú un incompetente. ❌

⚠ Ma se ti dicessi che questo bisogno di vederli sempre perfetti nasconde un paradosso incredibile? 𝐒𝐄 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐎 𝐀 𝐌𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀𝐑𝐄 𝐓𝐑𝐀𝐓𝐓𝐈 𝐍𝐀𝐑𝐂𝐈𝐒𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐈 – 𝐔𝐒𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐈 𝐅𝐈𝐆𝐋𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐔𝐍 𝐏𝐑𝐎𝐋𝐔𝐍𝐆𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐑𝐈𝐎 𝐄𝐆𝐎 – 𝐅𝐎𝐒𝐒𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐑𝐈𝐎 𝐓𝐔?

Sì, hai letto bene. 🎯

Nel mio ultimo articolo scritto con Daniela Cursi su 𝐋𝐚 𝐆𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐩𝐚𝐫𝐭 , ho affrontato proprio questo fenomeno psicologico e sociale.

E nel rapporto genitori-figli questo diventa un terreno pericolosissimo. Quando cresciamo i bambini facendoli sentire "speciali" a prescindere e immunizzandoli da ogni fallimento, non stiamo dando loro autostima. Stiamo creando dei futuri adulti: 🛑

❌ Incapaci di gestire un "no" o una frustrazione.
❌ Dipendenti dall'approvazione costante degli altri.
❌ Pronti a calpestare chiunque pur di non scendere dal piedistallo.

La verità fa male: spesso l'ossessione per il successo dei figli serve solo a colmare le nostre insicurezze e i nostri rimpianti passati. 💥

🧠 Il "narcisismo riflesso" si annida lì, nel momento in cui trasformiamo l'educazione in una gara di performance per poter dire agli altri: "𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐊𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 (𝐞 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐠𝐚 𝐢𝐚).

💔 E dove si vede chiaramente tutto questo? 𝐍𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐚𝐫𝐳𝐢𝐚. È lì che i figli smettono di essere figli e diventano armi di ricatto o trofei da strapparsi di mano, pur di non ammettere il proprio fallimento relazionale. ⚖

💌 𝐂𝐚𝐊𝐞 𝐂𝐓𝐔 (𝐂𝐚𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐓𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐝'𝐔𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚) 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐚𝐊𝐚 𝐢𝐧 𝐊𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐊𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐊𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢, purtroppo Ú una realtà che tocco con mano e vedo accadere quasi tutti i giorni!

Aldo Grauso

👇Nel primo commento il link della notizia

16/06/2026

Nati negli ultimi mesi dell'anno e "messi da parte" dal calcio che conta? ⚜❌
Oppure troppo comodi per fare sacrifici?

Si Ú concluso al Centro di Preparazione Olimpica del CONI a Formia
l’ultimo raduno Under 15 "Secondo Semestre" LND.

Un progetto straordinario per i ragazzi nati da luglio a dicembre 👶
Quelli svantaggiati dallo sviluppo biologico più tardivo.

📰 SODDISFAZIONE IMMENSA

Vedere il nostro lavoro sul Corriere dello Sport, in primo piano...
Subito sotto la Serie A.
Prima dei Mondiali.

Emozione enorme. Orgoglio puro. 💪

Dimostra una cosa:
Quando si parla di talento "invisibile" e psicologia applicata al campo, l'attenzione Ú ALTISSIMA.

Perché il calcio moderno non si gioca solo con i piedi.
Si gioca con la testa. 🧠

---

In qualità di Responsabile Area Psicologica delle Rappresentative LND ho visto 2 verità scomode:

1⃣ IL PONTE FAMIGLIA-CLUB-FEDERAZIONE È CRITICO
Servirebbe un collegamento stretto a 3.
Ma le famiglie di oggi non hanno più il tempo di una volta.
Lavoro, traffico, turni... Fare 100km per allenamento Ú impossibile.
Le generazioni precedenti accompagnavano i figli ovunque.
Oggi il lavoro incide troppo sulla famiglia.

2⃣ SERVE CONTINUITÀ, NON SOLO RADUNI
Lavorare 2-3 volte l’anno al CPO serve.
Ma se nei club pochi continuano quel lavoro...
Il miglioramento si ferma al cancello del CONI.

🚀 LO SHOCK POSITIVO DI FORMIA
Passare al CONI apre gli occhi.
Effetto Hawthorne: staff top = dai il 110%.

🛑 IL NODO "COMFORT ZONE"
Dal 1° luglio svincolo fuori regione.
Ma molti scelgono la comodità di casa.
Più km zero che fame di sacrificio.

A questo si aggiungono i dispositivi digitali 📲
Social + smartphone = ore p***e.
Crollo dell’ attenzione.
Socializzazione reale a zero.

E va detto: la LND ci ha messo la faccia.
Ha creato un’alternativa concreta alla scarsità di opportunità per i giovani "nati a dicembre".
Un sistema che non guarda la data di nascita, ma la fame di crescere.

Ora il seme Ú stato gettato.
Tocca a famiglie, club e ragazzi innaffiarlo ogni giorno.

Perché il talento senza continuità non cresce!

Aldo Grauso

👉 nel primo commento il link dei risultati


10/06/2026

🀯 IL “SOLILOQUIO” DI ANDREA SEMPIO: SEGNO DI PAZZIA O È NORMALE PARLARE DA SOLI?

In questi giorni tutti parlano del “soliloquio” di Andrea Sempio nelle intercettazioni.
Ho letto commenti tipo: “parla da solo = Ú fuori di testa”.

👉 Anche se spesso non ci facciamo caso, noi parliamo con noi stessi quasi ogni minuto della nostra vita sveglia.

Non stiamo solo "parlando da soli", stiamo usando la voce come un hardware esterno per alleggerire il carico di lavoro del software (il cervello).

Con Daniela Cursi su la 𝐆𝐚𝐳𝐳𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐩𝐚𝐫𝐭 abbiamo parlato di verità che pochi sottolineano:

1. PARLARE DA SOLI È NORMALISSIMO
Il 70% delle persone adulte lo fa. Gli psicologi lo chiamano “discorso interno esternalizzato”.
È il modo in cui il cervello organizza i pensieri quando la situazione Ú complessa o stressante.

2. È UN SUPERPOTERE SE USATO BENE
Nel mio articolo spiego 3 modi per usarlo al meglio:
- Per prendere decisioni difficili: ti senti meno confuso
- Per gestire l’ansia: mettere fuori la voce abbassa il cortisolo
- Per memorizzare: se te lo dici ad alta voce, ricordi il 50% in più

3. QUANDO DIVENTA UN PROBLEMA
Non Ú “parlare da soli” il problema.
Il problema Ú quando smetti di parlare CON te stesso... e inizi a parlare A qualcuno che non c’Ú.
Quando rispondi al tuo soliloquio come se fosse un’altra persona.
Quando non capisci più se quel pensiero Ú tuo, o se Ú una voce che viene da fuori.
Lì sì: Ú il momento di chiedere aiuto. Non per vergogna. Per cura.

👉 Da psicoterapeuta e CTU del Tribunale di Roma credo che il soliloquio di Sempio in sé non dica nulla sulla sua colpevolezza o follia.

È il suono che fa un cervello quando Ú troppo stanco per reggere da solo.
È un adulto che, come un bambino spaventato al buio, inizia a raccontarsi storie ad alta voce per non crollare.

👉 E lo fanno anche i nostri figli.
Li vedi che mormorano mentre fanno i compiti, che si danno coraggio da soli prima della verifica.
Stanno facendo esattamente la stessa cosa: stanno sopravvivendo allo stress parlando con se stessi.

𝐈𝐥 𝐬𝐚𝐥𝐢𝐥𝐚𝐪𝐮𝐢𝐚 𝐧𝐚𝐧 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚. 𝐀𝐜𝐜𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞.

Aldo Grauso

👇 Nel primo commento il link all’intervista.

Photos from Aldo Grauso's post 08/06/2026

💔⚖ “Lui li fa e non li vuole”

Quando l’abbandono di un padre narcisista diventa un solco nell’anima.

✉ Oggi condivido uno dei tanti messaggi di disperazione che ricevo nella mia posta.
Un luogo protetto che custodisce frammenti di vita intimi e coraggiosi.

Una madre scrive così, a 52 anni:

“I figli o si vogliono o non si vogliono.
Lui li fa e non li vuole...”

Queste parole sono l’urlo silenzioso di migliaia di famiglie.

👉 Come CTU in materia di Diritto di Famiglia al Tribunale di Roma vedo troppo spesso questo abisso.

Dietro i faldoni giudiziari ci sono i segni del Disturbo Narcisistico di Personalità applicato alla genitorialità.

🔍 Il volto del Narcisismo: quando i figli sono armi, non esseri umani.

𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐧𝐚𝐫𝐜𝐢𝐬𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐧𝐚𝐧 𝐬𝐚𝐧𝐚 𝐚𝐧𝐢𝐊𝐞 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞.
𝐒𝐚𝐧𝐚 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐚𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐞𝐠𝐚. 𝐎 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐊𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢𝐚𝐧𝐞.

😭 Dalla storia di questa madre emergono 3 dinamiche devastanti:

1⃣ 12 anni di vuoto assoluto
Silenzio tombale. Nemmeno davanti a 2 interventi chirurgici e 2 malattie autoimmuni.

Il narcisista non si commuove davanti al dolore. Lo ignora.

2⃣ La guerra giudiziaria come ossessione
Chiede risarcimenti per “alienazione parentale” mai dimostrata.
Denuncia la madre per finti lavori in nero.
Vuole vincere la guerra processuale sulla pelle di chi soffre.

3⃣ La frammentazione degli affetti
Un figlio nato da relazione parallela, prima non riconosciuto.
Altri legami fraterni recisi sul nascere.

𝐈𝐥 𝐧𝐚𝐫𝐜𝐢𝐬𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚.
𝐄̀ 𝐢𝐥 “𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐬𝐮 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐞𝐊𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚”.

🧠 Il corpo si fa carico di quel peso.

Malattie autoimmuni. Stress cronico. Anni di psicoterapia.
È il prezzo fisico di un legame spezzato.

🛟 A tutti i figli che hanno vissuto questo:

Il rifiuto di un genitore narcisista non dice nulla su chi siete voi.
Dice tutto sulla sua 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐊𝐚𝐫𝐞.

Voi eravate e siete degni di essere amati.

E a voi, madri stanchissime ma straordinarie:
la vostra presenza solida Ú l’ancora di salvezza.

💡 Questo spazio non Ú mio. È nostro.

Avrò il piacere di ricevere altre vostre storie
su cui fare riflessioni insieme.

👇 Se ti sei rispecchiato/a in queste parole
Se stai affrontando una separazione che somiglia a un calvario
Se porti sulla pelle i segni di un amore negato

La mia posta Ú sempre aperta volta a garantire anonimato e libero sfogo.

Rompere il silenzio Ú il primo passo
per togliere potere al manipolatore
e iniziare, finalmente, a guarire 🌱

❓ E tu cosa ne pensi?

👇𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢 “𝐅𝐎𝐑𝐙𝐀” 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐊𝐊𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐊𝐚𝐝𝐫𝐞
𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐚𝐩𝐩𝐢𝐚 𝐭𝐮𝐫𝐧𝐚 𝐞𝐊𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐚𝐫𝐧𝐚.

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Aldo Grauso



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