lorenzo paolucci agency

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Segreteria artistica nazionale. Agenzia di spettacolo. Organizzazione Spettacoli. INTERVISTA IM-POSSIBILE A LORENZO PAOLUCCI AGENCY

QUANTI ANNI HA LPA? Venti.

DOVE E' NATA? Via della Repubblica 118: 20 metri quadrati con soffitto a botte, angolo piazza Catena. DOTE INIZIALE? Vecchio telefono analogico, macchina da scrivere Olivetti più grande del tavolo, calcolatrice elettrica, tanta cancelleria per cui ho avuto sempre una certa, quasi maniacale, predilezione. FLOTTA MOBILE? All’inizio, Wolkswagen usata, prima generazione, grigio metallizzato, parcheggi

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Mi vuoi Spesare?

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ALL’OMBRA DELLE STELLE
Una volta, era l’estate del 2012 ed esattamente il 16 luglio giorno del mio onomastico, eravamo a Roma e io invitai al mio Show gli Audio 2 e cioè Gianni Donzelli e Enzo Leomporro.
AUDIO2…:
“Alle venti”
- Nella stazione l’orologio
- Il treno il pendolino…
…’O Capostazione, ‘O Bigliettaio, ‘O Marocchino…
Gli Audio 2 avevano avuto il grande merito di farci riascoltare la voce del grande Battisti, avvicinandosi non poco al suo stile con canzoni nuove e scritte da loro stessi. Pensate che il pubblico all’inizio non riusciva a credere che non fosse Lucio Battisti a interpretarle. Sia la voce che l’arrangiamento erano studiate a “mestiere”. Bravi…!!! Tanto bravi da arrivare a collaborazioni con Mina e Celentano (non proprio gli ultimi arrivati). Non tutti sanno che “Acqua e sale” l’hanno scritta proprio loro e scusate se è poco! In prima fila c’era solo Gianni però e allora chiesi…: - “We, e Enzo non è venuto…?” - Lui mi rispose - “Non è potuto venire…” - E io…: - “Ma tu sei Audio 1 o Audio 2…?” - …Scaturendo una piccola risata. Ma lui da buon napoletano, non si per-se d’animo e voltandosi verso tutto il pubblico che era dietro di lui seduto, replicò…: - “In compenso sono venuti Gli Equipe 84…! Tutti a ridere!! Quella sera ne uscì uno sketch tutto nuovo e molto originale. Poi mi fece gli auguri per il mio onomastico e io lo ringraziai. Noi a
Napoli teniamo molto più all’Onomastico che sarebbe il giorno in cui si celebra il Santo da cui hai preso il nome, che invece al compleanno. Vi sembrerà strano vero?
Però se uno ci riflette…: Secondo te è più bello festeggiare lo scudetto della tua squadra nel traffico della città che esulta di gioia, insieme a migliaia di altre persone oppure da solo davanti alla TV appena finito di guardare la partita? …E quindi… Mentre il compleanno celebra la festa di una singola persona, perché è difficile che in una cerchia di amicizie o tra i parenti ci siano più persone nate lo stesso giorno dell’anno, per l’onomastico più facilmente può succedere.
Prendete me, per esempio, mi chiamo Carmine e sono nato a Napoli.
Già è un bell’indizio e una buona previsione che non possa essere l’unico in una comunità, che poi mio nonno si chiamasse guarda “caso” anche lui Carmine… State capendo? Invece di avere un solo festeggiato alla festa della Madonna del Carmine eravamo in 5 più il nonno. Mettici pure che ero il più grande tra i cugini e quindi il primo dei nipoti, ero in pratica, il più festeggiato tra i festeggiati! Ogni figlio del nonno e cioè ogni mio zio aveva dentro casa un Carmine da festeggia-re e lo facevamo tutti insieme a casa dei nonni. Ricordo che tornavo acasa pieno di regali.
È vero anche che siccome tutti i miei zii avevano sempre da fare per
lavoro e quindi non avendo il tempo di andare per negozi a comprare i regali, succedeva la cosa più bella e importante per un ragazzino di 7 o 8 anni e cioè ognuno di loro a un certo punto della festa ti si avvicinava, apriva il portafoglio e tirava fuori “UN SOLDO… di CARTAAA”.
È così che noi piccoli chiamavamo le banconote, diversamente dalle
monete, per dare il giusto valore al denaro. Molto più bello che scarta-re un regalo spesso anche scontato o che già avevi. Era speciale la festa
del Carmine anche per un altro motivo poco trascurabile.
La sera del 16 Luglio verso le 11 di sera c’era “L’Incendio” del Campanile della chiesa del Carmine che era bellissimo, in pratica venivano collocati dei fuochi d’artificio tutt’intorno al campanile che dopo accesa la miccia era invaso da questi giochi pirotecnici dalla base e pian piano fino alla punta dove sul finale appariva il quadro della Madonna.
È un episodio quello dell’incendio che risale alla notte dei tempi. Uno degli avvenimenti storici prodigiosi a cui fa riferimento questo antico rito risale all’anno 1439 quando iniziò l’assedio da parte di Alfonso d’Aragona rappresentato da suo figlio Ferdinando contro i d’Angiò per la conquista della città. Tra le varie cannonate sparate, una colpì la chiesa del Carmine. Questa cannonata colpì in pieno il crocifisso di legno che, secondo la tradizione, schivò il colpo abbassando la testa e l’unico danno che riportò fu la perdita della corona di spine. Un altro episodio ci fu più tardi e cioè nel 1647 durante la rivolta di Masaniello, il quale colse l’occasione dei fuochi e della confusione per le celebrazioni religiose per iniziare le sue proteste. Ora indovinate un po’, per mia fortuna, il campanile dove era situato…??? Noi non dovevamo sgomitare tra la folla o prendere il posto in prima fila e aspettare ore e ore prima di vedere lo Agenzia Spettacolo Mario Tranino… Bastava solo che aprissimo la porta finestra e uscire in balcone…: ERA TUTTO D’AVANTI A NOI…!!! Era bellissimo… Ma talmente “Bellissimo” che io andavo in trance addormentandomi davanti a quel teatro sotto le stelle che sembrava fatta apposta per me, nella
tiepida notte di luglio mentre ammiravo l’Incendio contando i soldini di carta che mi avevano regalato. Non so se è per tutti così ma per me il mio ONOMASTICO era più importante del compleanno ma di molto anzi :di Moltissimo.
Maronn d’o Carmene…!!!
Il mattino dopo ricontando i soldini mi accorgevo che erano un po’ di meno anzi quasi la metà della sera prima. La mia mamma mi diceva che probabilmente il vento si era portato via qualche banconota. Mi ricordavo però che la stessa cosa, era successa già l’anno prima e l’anno prima ancora. Io un po’ dispiaciuto ma non troppo accettavo la cosa senza problemi.
Solo qualche anno dopo ho capito che i “miei” li prendevano per fare la spesa perché non eravamo proprio ricchissimi. Forse il nonno velatamente, tramite me cercava di aiutare il figlio, cioè mio padre, senza farsi notare dagli altri figli.
Mi restava solo la sensazione del “Non Capire” fino in fondo cosa davvero succedesse ma… Ma non ci rimanevo male perché mia madre li toglieva a me, mi dispiaceva, per lei, perché l’esigenza di una esistenza non troppo facile, la portava a dover dire una bugia che sono sicuro le costasse non poco.
E quindi siamo al 16 luglio del 2012 stavolta, il giorno del mio ennesimo onomastico, all’evento estivo di Roma “All’Ombra del Colosseo”. Ricordo che mio figlio Valerio per regalo mi fece le riprese direttamente dal palco con una Stady-Cam. Bellissimo ricordo anche se proprio quel giorno, contrariamente alla festa del mio santo, cadeva la triste ricorrenza della scomparsa di un grandissimo artista: Il tastierista e compositore, nonché fondatore dei Deep Purple che risponde al nome di…: JOHN LORD!!! Non potei fare a meno di omaggiarlo con una “Lanterna” cinese lasciata volare dalla mia postazione a metà spettacolo, alla quale attaccai una targhetta con la scritta “PECCHE’?”.
In quel caso non voleva essere una battuta comica ma solo un modo per non essere d’accordo con l’accaduto. Ci sono personaggi che non dovrebbero morire mai. Ma tanto i veri miti non muoiono.
Davanti ad una platea gremita di persone, che accompagnarono la salita al cielo della fiaccola con un applauso molto composto ed emozionato, mi scappò un “Ciao John”. All’improvviso accadde qualcosa di imprevisto. C’era un cavo dell’alta tensione che non avevo visto e la piccola fiaccola accesa rossa vi si incastrò. Ci fu un attimo di panico.
Ma solo un attimo perché subito dopo, sganciandosi, continuò la sua ascesa. Eppure, non capivo perché non saliva con fluidità. Guardando meglio mi accorsi che i cavi erano due e infatti la fiaccola si bloccò di nuovo.
La paura era un po’ di più ma c’era la speranza che si sarebbe sgan-
ciata di nuovo. E così fu. Tutti tirammo un altro sonoro sospiro di sollievo… Quando la lanterna si fermò ancora una volta. Allora dissi…: Ma possibile? Quanti cavi ci sono???” - Guardai bene in controluce e vidi che erano 5. Quando la lucetta ancora una volta riprese la sua salita, e strusciando appena il quarto e rallentando un po’ sul quinto cavo, finalmente se ne andò in cielo. Credete quello che volete e pensate anche che io sia pazzo ma non poteva essere un caso. I cavi erano equidistanti l’uno dall’altro ed erano 5...
Non vi viene in mente niente? Per me erano i 5 righi del pentagramma, sui quali l’artista volle scrivere le sue ultime note prima di andarsene. Partì, senza che nessuno desse l’attacco, con l’organo Hammond (era un modello di organo molto utilizzato negli anni 60/70) del mio tastierista, l’introduzione in Sol maggiore di “Child in time”. Come ad accompagnare l’anima di John… Anche se eravamo a pochi metri dal Colosseo quella sera il vero Monumento era John… Fu difficile riprendere lo show.
…Cose dell’altro… HAMMOND…!
Vedevo da lontano il Colosseo ma per me era il campanile della…:
Madonna del Carmine.

(Tratto dal libro “Figlio di un Rock” di Carmine Faraco uscito nel 2021)

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