SOFOS - Società Italiana di Studi sulla Fonoriproduzione Storica

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Associazione per lo studio, la valorizzazione e la divulgazione della fonoriproduzione storica. Associazione ETS registrata al RUNTS.

Photos from SOFOS - Società Italiana di Studi sulla Fonoriproduzione Storica's post 30/05/2026

L’incisione sonora e la memoria di una Nazione

Quando nel 1928 Rodolfo De Angelis vedeva concretizzarsi il suo sogno di un primo archivio sonoro italiano, la Discoteca di Stato, nel quale conservare l’ardito progetto di una collezione delle voci dei connazionali illustri, forse non era a conoscenza dell’esistenza di documenti sonori che potrebbero rappresentare il primo vero esempio di “voci storiche” italiane, documenti dei quali, al momento, non esistono che semplici informazioni giornalistiche.
Nel numero della Gazzetta Piemontese del 23/24 luglio 1889, alla pagina 3, il quotidiano torinese ci informa, tramite un articolo di quasi una colonna dal titolo Gli esperimenti col fonografo, che l’ingegnere genovese, «il cavalier Copello, concessionario per l’Italia del fonografo Edison, si presentò al palazzo reale per fare alcuni esperimenti in presenza della regina, come già ne aveva fatto in presenza del Re a Roma.»
Dopo aver ascoltato una incisione nella quale la regina riconobbe senza ombra di dubbio quella dell’ «Augusto marito», la sovrana, così ci informa il giornalista, espresse il desiderio «di mandare un saluto a Edison», richiesta che l’ingegner Copello immediatamente raccolse, realizzando una incisione della voce della regina Margherita.
Questa preziosa documentazione sonora aveva, in realtà, ancora un precedente che viene documentato e descritto sempre sul quotidiano torinese in un articoletto dal titolo La regina Margherita ed il fonografo Edison che risale ad oltre dieci anni prima, ad appena nove mesi dal deposito del brevetto da parte di Edison nel lontano 1877: da questo breve scritto sappiamo che, il 10 settembre 1878 «S. M. la Regina […] parlò e cantò nel fonografo. […]».
Questa registrazione, eseguita dall’ingegnere-imprenditore Giuseppe Nigra, fu realizzata certamente, vista l’altezza cronologica, su di un foglio di stagno tramite uno dei primi prototipi di tinfoil, adottando dunque modalità tecnologiche ben diverse da quanto avverrà undici anni dopo quando l’ingegner Copello realizzerà l’incisione poc’anzi raccontata. Nel descrivere la macchina ed il sistema di cattura del suono, il giornalista del 1889 chiarisce infatti che «il fonografo consiste in un imbuto che riceve i suoni trasmettendoli ad una membrana le cui oscillazioni servono a far muovere una punta che tocca un cilindro girante, formato di sostanza molle, facendo sullo stesso delle incisioni»: un supporto sonoro, il cilindro di cera, che potrebbe dunque rappresentare la prima testimonianza conservatasi di una “voce storica” italiana, a differenza del certamente perduto foglio di stagno del 1878… e comunque quattordici anni prima della importante ed arcinota registrazione da parte di Gianni Bettini della voce di papa Leone XIII nel 1903.

Testo ed immagini a cura di Massimiliano Lopez
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Sound Recordings and the Memory of a Nation

When in 1928 Rodolfo De Angelis saw his dream of a first Italian sound archive come true, the Discoteca di Stato, in which to store the daring project of a collection of the voices of illustrious compatriots, he was perhaps unaware of the existence of sound documents that could represent the first real example of Italian ‘historical voices’, documents of which, at the moment, there is nothing but mere journalistic information.
In the issue of the Gazzetta Piemontese of 23/24 July 1889, on page 3, the Turin daily informs us, via an article of almost a column entitled Gli esperimenti col fonografo, that the Genoese engineer, ‘Cavalier Copello, concessionaire for Italy of the Edison phonograph, presented himself at the royal palace to carry out some experiments in the presence of the Queen, as he had already done in the presence of the King in Rome.
After listening to a recording in which the queen recognised without a shadow of a doubt that of her ‘Augusto husband’, the sovereign, so the journalist informs us, expressed the wish ‘to send a greeting to Edison’, a request that the engineer Copello immediately granted, making a recording of Queen Margherita's voice.
This precious sound documentation actually had a precedent that is documented and described in the Turin newspaper in a short article entitled La regina Margherita ed il fonografo Edison (Queen Margaret and Edison's Phonograph) that dates back to over ten years earlier, just nine months after Edison filed his patent in 1877. [...]’.
This recording, made by the engineer-entrepreneur Giuseppe Nigra, was certainly made, given the chronological height, on a sheet of tin using one of the first prototypes of tinfoil, thus adopting technological methods quite different from what would happen eleven years later when engineer Copello would make the engraving just described.
In describing the machine and the system for capturing sound, the 1889 journalist clarifies that ‘the phonograph consists of a funnel that receives sounds by transmitting them to a membrane whose oscillations are used to move a tip that touches a rotating cylinder, made of soft substance, making engravings on it’: a sound support, the wax cylinder, which could thus represent the first preserved testimony of an Italian ‘historical voice’, unlike the certainly lost tin sheet of 1878... and in any case fourteen years before Gianni Bettini's important and well-known recording of Pope Leo XIII's voice in 1903.

Text and images by Massimiliano Lopez

25/05/2026

A.Mu.Le.T.O. - venerdì 5 giugno a Torino l'inaugurazione dell'archivio Musicale e Letterario sul Teatro d'Opera curato da Gabriele Cresta.

Photos from SOFOS - Società Italiana di Studi sulla Fonoriproduzione Storica's post 22/05/2026

🎙 CALL FOR PAPERS | Convegno internazionale di studi
IL SUONO INCISO
Riflessioni sulla fonoriproduzione storica in Italia
📍 Torino, 10–11 ottobre 2026

SOFOS – Società Italiana di Studi sulla Fonoriproduzione Storica invita studiosi, ricercatori, collezionisti, archivisti e operatori del settore a partecipare al terzo incontro internazionale di studi dedicato alla fonoriproduzione storica in Italia.

📌 Temi principali:
▪ Catalogazione – standard condivisi, discografie, metodologie
▪ Conservazione e restauro – tecnologie e pratiche per i materiali sonori storici
▪ Musicologia e sociologia – studi e ricadute socioculturali

🎤 Tipologie di intervento:
• Relazioni (20 min + discussione)
• Comunicazioni (15 min)

📅 Scadenza invio abstract: 15 luglio 2026
📧 Invio proposte: [email protected]
(Abstract di 200–300 parole + breve CV)

📎 Tutti i dettagli sono disponibili nel testo completo della Call for Papers.

21/05/2026
Photos from SOFOS - Società Italiana di Studi sulla Fonoriproduzione Storica's post 21/05/2026

È appena uscito il primo volume della collana Studi discografici (254 pagine, ISBN 979-1224331872):
Italianstyle e Geniale Records. L’editoria musicale italoamericana a 78 giri, di Giuliana Fugazzotto.
Attraverso documenti d’archivio, cataloghi, manoscritti e collezioni discografiche, il volume ricostruisce le vicende della Italian Book Company e dell’editore Ernesto Rossi, fondatore della Geniale Records, offrendo per la prima volta la discografia delle etichette Italianstyle e Geniale, insieme a una prima ricognizione del catalogo Klarophone Records.
Corredato da note biografiche sugli artisti e da un ampio apparato documentario, il volume approfondisce le dinamiche della produzione discografica italoamericana e le relazioni che, tra anni Dieci e Trenta del Novecento, unirono Napoli, New York e il mercato musicale dell’emigrazione italiana.
📖 Il volume è disponibile su Amazon https://www.amazon.it/dp/B0H2CWVFBP?psc=1&smid=A1FPE5JXJST57&ref_=chk_typ_imgToDp e nelle principali librerie.
🎓 I soci SOFOS possono richiederlo al prezzo di costo, semplicemente scrivendo a [email protected]
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The first volume of the Studi discografici series has just been published (254 pages, ISBN 979-1224331872):
Italian Style and Geniale Records. Italian-American Music Publishing on 78 RPM, by Giuliana Fugazzotto.
Drawing on archival documents, catalogues, manuscripts and record collections, the volume reconstructs the history of the Italian Book Company and Ernesto Rossi, the founder of Geniale Records. For the first time, it offers a discography of the Italianstyle and Geniale labels alongside an initial survey of the Klarophone Records catalogue.
Alongside biographical notes on the artists, the book contains an extensive documentary appendix and explores the dynamics of Italian-American record production and the connections that linked Naples, New York and the music market of the Italian diaspora between the 1910s and 1930s.
The book is available on Amazon (https://www.amazon.it/dp/B0H2CWVFBP?psc=1) and in major bookshops.
SOFOS members can request it at cost price by simply writing to [email protected].

Photos from SOFOS - Società Italiana di Studi sulla Fonoriproduzione Storica's post 25/04/2026

La data del 25 aprile 1945 è ufficialmente riconosciuta come il giorno in cui l’Italia fu liberata dall’oppressione della Dittatura fascista dopo più di 20 anni. La produzione discografica del Ventennio fascista relativa a inni, marce e canzonette fu massiccia. La presenza del regime in ogni sfaccettatura della vita quotidiana degli italiani, non poteva non riproporsi nei dischi. I cantanti dell’epoca sfornarono una quantità enorme di produzioni inneggianti al Regime. Si svariava dalle molteplici edizioni delle classiche “Faccetta Nera” e “Giovinezza”, alle canzoni della Guerra d’Africa e della Guerra di Spagna. Furono registrati inni di ogni sorta: Balilla, Giovani italiane, Universitari, battaglioni vari. Canzoni inneggianti al Duce e che sbeffeggiavano tutti, dal Negus alle sanzioni economiche che furono comminate all’Italia fascista.

Questa enorme mole di produzione discografica non si verificò dopo la liberazione per quanto riguarda il partigianato. Finalmente senza più il divieto del regime, cominciarono a riapparire dischi con gli storici inni socialisti e comunisti de “L’Internazionale” e “Bandiera Rossa”. Tra le prime registrazioni di canzoni partigiane troviamo “Fischia il vento” ma la prima in assoluto è sicuramente “L’inno delle brigate Garibaldi” incisa su Odeon nel maggio 1945.

Questi titoli fecero la loro apparizione per un periodo breve nei cataloghi delle case discografiche nazionali ma molto presto furono dismessi, tant’è che al giorno d’oggi non è facile reperire questi documenti sonori. Oggi desidero portare alla vostra attenzione queste registrazioni immesse nel mercato nazionale per il Decennale della Liberazione nel 1955. L’iniziativa di perpetuare la memoria delle canzoni della Resistenza fu presa dall’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) che produsse una serie di dischi con album personalizzati molto difficili da trovare oggigiorno. Nelle immagini potete vederne qualche esempio.

Testo e immagini a cura di Sergio Alfonsi
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The date April 25, 1945 is officially recognized as the day Italy was liberated from the oppression of the Fascist Dictatorship after more than 20 years. The record production of the Fascist Ventennio relating to hymns, marches and ditties was massive. The presence of the regime in every facet of Italians' daily lives could not help but be reflected in the records. The singers of the time churned out an enormous amount of productions praising the Regime. They ranged from multiple editions of the classic "Faccetta Nera" and "Giovinezza," to songs of the African War and the Spanish War. Hymns of all sorts were recorded: Balilla, Young Italians, Universitari, various battalions. Songs praising the Duce and mocking everyone from the Negus to the economic sanctions that were imposed on Fascist Italy.
This enormous amount of record production did not occur after the liberation as far as partisanship was concerned. Finally without the regime's ban anymore, records with the historic socialist and communist anthems of "The International" and "Red Flag" began to reappear. Among the earliest recordings of partisan songs we find "Fischia il vento" but the first ever is definitely "L'inno delle brigate Garibaldi" recorded on Odeon in May 1945.

These titles made their appearance for a brief period in the catalogs of national record companies, but very soon they were discontinued, so much so that nowadays it is not easy to find these sound documents. Today I wish to bring to your attention these recordings placed on the national market for the Decennial of Liberation in 1955. The initiative to perpetuate the memory of the songs of the Resistance was taken by the ANPI (National Association of Italian Partisans), which produced a series of records with personalized albums that are very difficult to find nowadays. In the attached images you can see a few examples.

Text and images by Sergio Alfonsi

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