Italian lessons with Raffa

Italian lessons with Raffa

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"Good teaching comes not from behind the desk but from behind the heart"
Elisabeth Andrew Are you simply a visitor and want to learn some basic Italian? You just found the tutor you were looking for! I am an experienced and qualified teacher. I am graduated in modern languages with specialization i

19/04/2026

Quando l’imperatore Traiano ordinò la costruzione della Colonna Traiana nel 113 d.C., gli ingegneri romani si trovarono di fronte a un problema che nessun manuale poteva risolvere.

Il monumento non fu scolpito da un unico blocco di pietra. Fu invece realizzato con 18 enormi cilindri di marmo di Carrara, ciascuno del peso di circa 40 tonnellate.

Ma ecco la parte straordinaria.

Prima che i blocchi venissero sollevati e posizionati, gli operai avevano già scolpito all’interno di ognuno una scala a chiocciola. Una volta impilati, questi segmenti interni dovevano combaciare perfettamente per formare una scala continua alta quasi 30 metri.

Oggi, all’interno della colonna, i visitatori possono ancora salire i 185 gradini della scala a spirale.

Ciò significa che gli ingegneri romani dovettero calcolare con precisione assoluta l’orientamento, l’angolazione e l’allineamento di ogni singolo tamburo di marmo prima che venisse sollevato con gru azionate da carrucole, argani e forza umana.

Se anche un solo blocco fosse stato ruotato leggermente, la scala non si sarebbe collegata.

Se anche un gradino fosse stato scolpito solo pochi centimetri più alto, il passaggio si sarebbe interrotto.

Eppure, il sistema funzionò perfettamente.

All’esterno, la colonna è avvolta da un rilievo a spirale lungo circa 200 metri, che raffigura le vittorie dell’imperatore nelle guerre daciche.

La decorazione gira 23 volte attorno al fusto, raccontando in modo continuo le imprese dei soldati romani: costruzione di ponti, marce nelle foreste e battaglie contro il regno dei Daci.

Quasi due millenni dopo, la colonna è ancora in piedi nel Foro di Traiano.

Non solo come opera d’arte, ma come prova della straordinaria precisione dell’ingegneria romana.

08/04/2026

Spero abbiate passato una buona Pasqua

Eccovi allora due espressioni sulla Pasqua, le avevo preparate la settimana scorsa, sperando di postarle in un clima migliore. Le posto comunque, spero che le troverete interessanti e che saranno di buon augurio :-) Buona Pasqua a chi la festeggia, buona vacanza a chi lo fa e buon fine settimana lungo a tutte e tutti!

UNA PASQUA… SUPERLATIVA!

LUNGO COME UNA QUARESIMA … significa lunghissimo, con un significato negativo, troppo lungo, pesante. La Quaresima, infatti, è il periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua, un periodo di digiuno e penitenza
CONTENTO/FELICE COME UNA PASQUA … significa invece contentissimo, felicissimo. La Pasqua è infatti la festa della resurrezione di Cristo, quindi della rinascita e della gioia per tutti i credenti.

02/04/2026

Salve a tutti,

Oggi vorrei condividere con voi una parola molto interessante della lingua e della cultura calcistica
italiana: catenaccio..

Spesso sento pronunce o scritture diverse, ma la forma corretta in italiano è proprio catenaccio. Deriva da “catena” e richiama l’idea di una difesa chiusa, solida, quasi impenetrabile.

Nel calcio, il catenaccio non è solo una tattica: è stato per anni un simbolo della forza dell’Italia. Un modo di difendere con disciplina, intelligenza e sacrificio. Ha rappresentato un’epoca in cui la Nazionale italiana era sinonimo di organizzazione perfetta e mentalità vincente.

Dal punto di vista linguistico, è affascinante come una parola comune si sia trasformata in un termine tecnico, diventando famosa in tutto il mondo.

Tuttavia, guardando il presente, non possiamo ignorare una realtà amara: l’Italia non è più quella di una volta. Arrivare al punto di non qualificarsi per il Mondiale per la terza volta consecutiva è qualcosa che fa riflettere.

Forse oggi manca proprio quello spirito, quella solidità, quel “catenaccio” non solo tattico ma anche mentale.

La lingua, come il calcio, racconta la storia di un popolo… e ci ricorda anche quanto le cose possano cambiare nel tempo

30/03/2026

Avete festeggiato il "Tiramisù Day" il 21 marzo? 🎉🥄
Il tiramisù è diventato famoso in tutto il mondo trasformato, in pochissimi decenni, da dolce regionale a icona della cucina italiana.
Il vero salto planetario avviene negli Stati Uniti, in particolare a New York, negli anni '80 appare nei ristoranti italiani di lusso e giornali come il New York Times gli dedicano articoli importanti, definendolo "il dolce del momento". Il nome é facile da ricordare: "tiramisù" si pronuncia quasi uguale in decine di lingue ed è rimasto identico (è la quinta parola italiana più conosciuta all'estero, la prima tra i dolci). Negli anni '90-2000 esplode ovunque: Europa, Giappone, Australia, Sud America, Asia. Oggi è presente in menu di 5 continenti.
Ma l'origine del Tiramisù rimane molto contesa, tra leggende affascinanti e ricostruzioni storiche.
La storia "ufficiale" più diffusa e documentata colloca la nascita del tiramisù moderno a Treviso, nel ristorante Alle Beccherie ad inizio degli anni '70.
Altre teorie ne attribuiscono la creazione al Friuli-Venezia Giulia, sembra ci siano documenti che attestano il nome «Tirime sù» già nel 1935 alla locanda Al Vetturino di Pieris (Gorizia), e poi negli anni '50 a Tolmezzo (Carnia) con Norma Pielli all'Albergo Roma. Questa ricostruzione ha creato un bel dibattito tra Veneto e Friuli.
Poi c'è una leggende piuttosto colorita: Si narra che il dolce nascesse già nella seconda metà dell'Ottocento in una casa di piacere del centro storico di Treviso. La "siora" (maîtresse) lo preparava come corroborante afrodisiaco per i clienti stanchi, dicendo «Desso ve tiro su mi» ("adesso vi tiro su io"). Da qui il nome e la fama di "Vi**ra naturale". 😎
In ogni caso, oggi fatevi una generosa fetta di Tiramisù! 🍮☕
Fonte: Compagni di viaggio

Photos from Italian lessons with Raffa's post 19/02/2026

Ho dimenticato il Carnevale di Venezia . Alcune Bellissime foto scattate dal mio amico Federico Vinci

14/02/2026

BUON SAN VALENTINO A TUTTI ❤️

L'origine (1922): Luisa Spagnoli, manager della Perugina, cercava un modo per non sprecare la granella di nocciole avanzata. Creò così una pralina con un cuore morbido, una nocciola intera sopra e ricoperta di cioccolato fondente Luisa che chiamo "cazzotto".

Giovanni Buitoni, amministratore delegato della Perugina, suggerì che nessuno avrebbe acquistato un cioccolatino con quel nome, proponendo invece il nome BACIO

I famosi bigliettini frasi d'amore nei cartigli furono inseriti negli anni 30 ispirandosi ai messaggi che, secondo la leggenda, la Spagnoli si scambiava segretamente con Buitoni.

Il Bacio Perugina rappresenta un connubio tra la genialità imprenditoriale femminile e il marketing romantico, evolvendosi nel tempo ma mantenendo la sua ricetta originale.

Perugina.com.

Photos from Italian lessons with Raffa's post 07/02/2026

La bandiera italiana presentata alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano è firmata Armani

31/12/2025

Il termine Persiane deriva dal fatto che i mercanti veneziani le importavano dalla Persia, vengono chiamate anche Veneziane proprio a causa dei primi importatori! 🌍🕌
Molti affermano che i mariti persiani le usassero per controllare di nascosto le mogli ed è per questo che vengono chiamate anche gelosie... 😅❤️
A Genova nel 1798 nacque una curiosa tassa sulle finestre. Le case con meno di sei finestre non pagavano nulla, mentre quelle con più finestre sì. E i liguri? Per non pagare, iniziarono a murare e dipingere le finestre! 🏘️🎨
Ecco perché nei colorati edifici storici liguri si trovano tante finestre disegnate! E da allora, persiane e finestre vengono chiamate... imposte! 😲🔲. L'arte di dipingere le finestre sulle facciate sì è poi diffusa un po' ovunque.

28/12/2025

𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐥𝐥𝐚, una delle basiliche più importanti e belle di 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞
🕍 Un capolavoro del Rinascimento
La facciata, che vedi nella foto, è una delle prime facciate pienamente rinascimentali della storia.
Fu progettata da Leon Battista Alberti e completata nel 1470. Il suo stile è elegante, armonico, basato su proporzioni matematiche e sull’uso caratteristico del marmo bianco e verde tipico delle chiese fiorentine.
Caratteristiche principali della facciata
• Geometrie perfette: cerchi, quadrati, cornici e rosoni si intrecciano in un equilibrio impeccabile.
• Motivi classici: colonne, frontone triangolare e richiami all’architettura romana.
• Il grande rosone: elemento centrale, risalente alla parte gotica della chiesa.
⛪ Origini e storia
• Fondata dai Domenicani nel XIII secolo.
• La parte inferiore della facciata è ancora gotica (opera di Talenti), mentre Alberti progettò la parte superiore.
• È stata uno dei centri più importanti della vita religiosa e culturale di Firenze.
Santa Maria Novella prende il nome dall’antica “Santa Maria delle Vigne”, una piccola chiesa preesistente che venne ampliata per accogliere l’ordine domenicano.
🎨 Tesori d’arte all’interno
L’interno è ricchissimo. Alcuni dei capolavori più famosi:
• La Trinità di Masaccio – rivoluzionaria per l’uso della prospettiva.
• Il Crocifisso di Brunelleschi – una delle prime sculture rinascimentali.
• Gli affreschi di Domenico Ghirlandaio nella Ca****la Tornabuoni.
• Gli affreschi di Orcagna e Paolo Uc***lo.
• Il Chiostro Verde – splendidi affreschi di scuola giottesca.
📍 La piazza
Santa Maria Novella si affaccia su una delle piazze più eleganti di Firenze.
È un luogo vivo, centrale, spesso illuminato in modo scenografico come nella tua foto.
Vi si trovano anche la stazione ferroviaria e diversi edifici storici

20/12/2025

𝗟𝗮 𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗚𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗽𝗲
Nella notte sacra in cui nacque Gesù, Maria e Giuseppe trovavano rifugio in una modesta grotta a Betlemme. Tra il calore del bue e dell'asino, un piccolo neonato giaceva serenamente nella mangiatoia, illuminato dalla luce della stella cometa.
Un gatto tigrato, attratto da quella luce divina, si avvicinò timidamente al presepe. Maria, con un gesto di dolcezza infinita, lo accolse accarezzandogli la testa. Il piccolo felino si accoccolò accanto al bambino Gesù, offrendo tutto il calore e il conforto che poteva.
La Madonna, riconoscente per la sua presenza rassicurante, tracciò sulla fronte del gatto una "M" con la punta delle dita, come segno di benedizione e gratitudine. Da quel giorno, i gatti tigrati portano con orgoglio questo marchio divino, simbolo dell'amore e della protezione della Madonna.
Questa leggenda ci ricorda che anche i gesti più piccoli e semplici possono avere un impatto profondo e duraturo. Ogni atto di gentilezza e di amore, per quanto modesto, può illuminare il mondo intorno a noi, proprio come il gatto che portò calore e affetto nel cuore della notte più sacra.
Il Magnifico Press

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