Asilo Nido-Scuola dell'Infanzia "Luba srl-Libera Università dei Bambini"

Asilo Nido-Scuola dell'Infanzia "Luba srl-Libera Università dei Bambini"

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Benvenuti nell'asilo nido montessoriano bilingue Luba - Libera Università dei Bambini

La Libera Università dei Bambini nasce dall'attività della Associazione "Il Bosco Onlus", costituita nel 1997 nel Municipio VII (ex IX) per lo svolgimento di attività all'Infanzia in ambito scolastico.

19/06/2022

Preparazione alla Festa di Fine Anno

16/06/2021

Asili nido Roma Capitale, altro che rilancio: il Campidoglio ne chiude 12 e riduce il servizio in altri 3. USB: decisione scellerata, la combatteremo in ogni modo
Roma, 15/06/2021
Non hanno aspettato un secondo a Roma Capitale. Chiuse ieri le iscrizioni agli asili nido, oggi il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici ha diramato una circolare che annuncia la chiusura di 12 strutture comunali, la riduzione della ricettività in altre tre, e 55 educatrici che perdono la sede e dovranno presentare domanda di trasferimento per essere trasferite in altra struttura (in calce l’elenco).
Il risultato è molto semplice: in una città che ha fame di nidi per l’infanzia, si prende a pretesto il calo delle iscrizioni legato alla pandemia e si impugna l’accetta per ridurre ulteriormente l’offerta pubblica in ben 7 Municipi. Scandalo nello scandalo, per un’amministrazione che a parole si vanta di non sperperare risorse pubbliche, nella lista dei nidi che non riapriranno c’è anche Tondogiro, che era appena stato ristrutturato. Altro che “rilancio dei Servizi per l’infanzia pubblici e di qualità”.
L’Unione Sindacale di Base – Servizi educativi e scolastici, rifiuta in toto la decisione del Dipartimento e combatterà in ogni modo una decisione scellerata, che colpisce indiscriminatamente tanto le lavoratrici quanto le famiglie.
Unione Sindacale di Base – Servizi Educativi e Scolastici

Riduzione ricettività

Municipio I – Sez.Ponte Pestalozzi (1)
Municipio IV – A.N. Il Nostro Girotondo (1)
Municipio V – A.N. Il Piccolo Giardino dei Colori (2)
Chiusura struttura
Municipio V – A.N. Zigo Zago (10), Sez. Ponte Bonafede (2), Sez. Ponte Il Sole (2)
Municipio VI – Sez.Ponte Grillo Parlante (2), Sez.Ponte Mondolandia (4)
Municipio VII – A.N. Aquilone (9), Sez.Ponte Damiano Chiesa (2), Sez.Ponte Piscine di Torre Spaccata (2)
Municipio IX – Sez.Ponte Il Corniolo Rosso (2), Sez.Ponte Il Giardino dei Ciliegi (2), Sez.Ponte La Magica Magnolia (2)
Municipio XIV – A.N.Tondogiro (12)
tra parentesi il numero degli educatori perdenti sede

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A PROTESTA
Gli asili nido comunali si svuotano: p***e 1.700 iscrizioni in due anni
E oltre ottocento rispetto allo scorso anno. Onda gialla : «Un calo vertiginoso» I più colpiti sono i convenzionati, solo terzi nelle preferenze delle famiglie
di Diana Romersi



Gli asili nido comunali si svuotano. Le domande di iscrizione per l’anno 2021/2022 sono state 11.181, oltre ottocento in meno rispetto alla stagione scolastica precedente, poco più di 1.700 bambini persi se si guarda ai dati pre-Covid dell’anno 2019/2020.
Un calo di iscrizioni «vertiginoso, frutto delle scelte scellerate del Comune di Roma» denunciano dall’associazione Onda gialla che rappresenta i gestori deinidi convenzionati, ovvero strutture private ma facenti parte dell’offerta pubblica. Sono proprio questi nidi i più colpiti: un cambio di regolamento nel 2017 li ha spinti in fondo alla lista delle preferenze. Le famiglie infatti sono obbligate a indicare prima due asili comunali a gestione diretta, solo la terza scelta può essere un convenzionato. Il risultato: «Su 33 posti al momento ho solo 9 bambini confermati» racconta Silvia Zara, 45 anni, titolare del nido Grandi dentro nel quartiere periferico dell’Infernetto. Ha indosso maglietta e mascherina gialla come le sue colleghe, una cinquantina in tutto, giunte sotto il dipartimento comunale dei Servizi educativi e scolastici, in via Capitan Bavastro per protestare contro quelle che reputano una serie di forti discriminazioni.
«Con questo sistema il rischio è che molte famiglie decideranno di non accettare il posto assegnato», spiegano Aldo e Claudia Ciaralli, padre e figlia proprietari di una struttura nel quartiere Bufalotta. «Molti genitori che hanno portato i figli da noi e che si sono trovati bene, ora non possono sceglierci per i secondogeniti», racconta Claudia. Per le operatrici del settore il regolamento del Comune di Roma rimane incomprensibile. «Siamo l’ultima scelta ma costiamo di meno delle strutture a gestione diretta, è una follia»: ragiona Valentina Alessandrini, la cui famiglia da mezzo secolo gestisce il nido Paradiso d’infanzia, in zona Nuovo Salario. Circa 740 euro è quanto riceve a bambino un nido convenzionato. Soldi ripartiti tra la quota erogata dal Comune di Roma e quella pagata dai genitori. Molto meno dei 1.469 euro versati ai nidi pubblici, secondo quanto riferito da Onda gialla. «Eppure dobbiamo garantire gli stessi standard di sicurezza e la formazione adesso è anche a nostro carico», sono i conti che non tornano alla titolare, Valentina Alessandrini. «Inoltre - prosegue - ci pagano solo 11 mensilità, sempre in ritardo, ma noi dobbiamo garantirne 13 ai nostri dipendenti».
I problemi non finiscono qua. Spiega Federica Cozzi, presidente di Onda gialla: «Il bando è farraginoso e molte famiglie hanno avuto difficoltà nella compilazione, le rette sono troppo alte rispetto all’offerta privata e la comunicazione è scarsa». A rischio ci sono più duemila educatrici. Del resto, ai nidi convenzionati non viene data la possibilità di sostenersi mettendo sul mercato libero i posti rimasti vuoti: «Siamo a metà giugno e ancora non sappiamo effettivamente quanti bambini accetteranno il posto e in più c’è da aspettare il bando di riserva, quindi fino ad ottobre siamo vincolati». Il sistema «non funziona» ripete Cozzi e avverte: «Così si alimenta tutto un sommerso di strutture illegali».

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25/05/2021

Il 13-14 e 15 Giugno avverrà la consegna dei Diplomi di Laurea dei Bambini che lasceranno la Luba per andare alla Scuola dell'Infanzia. Le Educatrici Sara, Eleonora e Stefania al lavoro con la preparazione dei Libroni

10/04/2021

Jennifer y Cristina, alumnas del Ciclo Superior de Educación Infantil, han llegado a Roma para realizar sus prácticas, en una escuela infantil, gracias a una beca Erasmus. Su tutor Salvatore, las recibió a su llegada.

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Da FORUM INFANZIA
Bene Comune Lazio

All’ Assessora Veronica Mammì
Alla Direttrice Luisa Massimiani
Il Forum Infanzia Bene Comune Lazio, una realtà virtuosa di cooperazione tra scienziate e scienziati,
educatrici ed educatori, imprenditrici e imprenditori dei servizi educativi in convenzione con Roma Capitale
e famiglie, ha esaminato con attenzione il bando pubblicato da Roma Capitale per l’accesso ai servizi
educativi 0/3.
La prima osservazione che vorremmo condividere è che a distanza di molti anni dall’uscita della Legge 107
del 2015 e del Decreto Legislativo 65 del 2017, molti enti locali non hanno ancora recepito in maniera
esaustiva e attuativa il cambiamento che ha investito il settore detto comunemente 0-6 dell’educazione, e
che lo vede ancora oggi pensato e gestito come precedentemente al 2015, cioè in nidi 0-3 e infanzia 3-6. Ci
troviamo dunque oggi a ragionare di un bando che fa conquistare come alla lotteria un posto in un nido
appartenente al Sistema Integrato di Roma Capitale, ma che non garantisce poi alla medesima bambina o
bambino un posto in una scuola d’infanzia comunale o statale, essendo i poli dell’infanzia previsti dal
sistema 0-6 una vera rarità.
Venendo al merito del bando 2021/2022, riteniamo di dover sottolineare nuovamente, perché segnalato già
negli scorsi anni, importanti criticità non risolte.
Come funziona il nido
Come negli anni precedenti Roma Capitale non ha ritenuto attuale e necessario trovare una sintesi di qualità
nell’organizzazione dei servizi educativi tra i criteri pedagogici che creano l’ambiente educativo e di cura
intorno alla bambina e al bambino e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie, in una città
così grande e complessa, in questo momento storico così difficile.
La fascia più ampia delle 7.00 alle 18.00 ad esempio è inserita, ma quando si va a cercare una struttura con
questo orario nella lista dei nidi della città, ci si accorge che questa offerta è limitatissima al limite
dell’inesistente e che l’offerta è sostanzialmente in fascia 8.00 – 16:30.
Anche il calendario di servizio continua a proporre un parallelismo con il calendario di funzionamento delle
scuole di grado superiore, dove i genitori nei periodi festivi e nei mesi estivi possono però usufruire di
servizi integrativi come centri invernali ed estivi dedicati alle bambine e ai bambini con età superiore ai 36
mesi.
Come sarà bene evidente agli occhi delle istituzioni deputate, le bambine e i bambini in quei periodi di
chiusura sono affidati alle cure e all’educazione di nonne e nonni, babysitter, per i più fortunati, nidi privati
autorizzati per i capienti e strutture abusive per tutti i restanti e le restanti, cambiando la fondamentale
routine e gli adulti di riferimento ed esponendo l’utenza ad un sistema di cura ed educazione non garantiti
dai meccanismi di accreditamento.
Per il mese di Luglio in particolare, notiamo un notevole passo indietro, non permettendo la segnalazione
contestuale all’iscrizione dell’interesse alla partecipazione dei servizi, ma menzionandola ancora come un
fatto accessorio, possibile ma non garantito, e ancora con modalità così differenti e gli stessi limiti dei servizi
ordinari, che le famiglie la percepiscono immediatamente come non funzionale, e a ragione.
Lo steso ritardo organizzativo è subito dai gestori dei servizi privati in convenzione che vengono informati
con notevole ritardo del rispettivo coinvolgimento nel mese di Luglio.
Anche questo va ad incrementare i servizi abusivi che sono sempre pronti ad accogliere a basso costo e in
ogni momento dell’anno, un’utenza che si trova da una settimana all’altra senza un servizio essenziale.
Crediamo che sarebbe opportuno dotare i nidi dei requisiti necessari ad una salubre frequenza estiva, come
la climatizzazione degli ambienti e la cura costante degli spazi verdi esterni, e cominciare prevedere il mese
di luglio come standard nelle stesse strutture e con le stesse educatrici di riferimento, lasciando in caso la
possibilità di rinunciare al mese e di riorganizzare presenza e disposizione del personale.
Come Iscriversi
Particolare biasimo ci sentiamo di mostrare nei confronti di questo mostruoso ritardo, che ancora una volta
vede le famiglie dover partecipare ad una sfiancante corsa ad ostacoli contro il tempo, e il primo ostacolo in
ordine di grandezza è “l’obbligo di scelta”.
La delibera n. 49 del 30 marzo 2017 e sgg. hanno introdotto da parte dell’Amministrazione di Roma Capitale
una nuova modalità di iscrizione dei bambini e delle bambine ai servizi educativi 0/3 capitolini: l’obbligo
delle famiglie di dover indicare nelle prime 3 opzioni di scelta (dal 2019 passate a 2) esclusivamente nidi a
gestione diretta pubblica, in concessione o in project financing e solo nelle scelte successive i nidi in
convenzione. Il sistema integrato di Roma Capitale, tra i primi in Europa a garantire un accesso plurimo,
libero e diffuso ai servizi 0-3, è stato rigettato totalmente nella sua sostanza e nella sua funzione, si è trovato
al centro di inutili e sterili battaglie tra pubblico diretto e indiretto nell'assoluto malcontento e disagio delle
famiglie romane che perdura ormai da 4 anni.
Oltre ad essere in conflitto con il comma 3 art. 5 della Legge 7 del 2020 della Regione Lazio,
“ Al fine di riconoscere la libera scelta delle famiglie in base alle esigenze di conciliazione di vita e di
lavoro, è garantito pari accesso a tutti i servizi educativi disciplinati dalla presente legge.” , si dimostra una
scelta senza dubbio controcorrente, totalmente opposta a quanto richiamato dai principi chiave del Quadro
Europeo per la qualità dei servizi educativi per l’infanzia di poco precedente (2014).
Alla disponibilità di servizi a costi accessibili per le famiglie e alla comprensibilità (1°principio QF) come
scelta di un servizio che combaci con i valori condivisi dalla famiglia per l’educazione dei propri figli la
delibera n.49 e sgg. hanno fatto seguito con:
- uno sbarramento plurimo di accesso: obbligo di scelta di servizi a gestione diretta pur se difficili da
raggiungere, aumento delle quote/famiglia, implementata complessità della domanda online seguita da
mancato convenzionamento con gli sportelli Caf come aiuto alle famiglie, mantenimento orario ridotto di
fruizione del servizio (8.00-16.30 invece che 07.30-18.00). In una città complessa e vasta come Roma a
questo sbarramento di accesso ha fatto seguito un immediato calo delle domande da parte di molte
famiglie che o non accedono ai servizi e nelle quali un genitore ritarda il rientro o lascia il mondo del
lavoro o si riversano su servizi “alternativi” in un privato spesso privo di controllo e senza quella qualità
che viene richiesta e denota i servizi in convenzione di Roma Capitale. I criteri di scelta del Nido si
misurano su criteri logistici, tra cui ricordiamo che la Legge Regionale n. 7 del 2020 l comma uno
dell’articolo 6 prevede “… sono aperti a tutte le bambine e a tutti i bambini rientranti nella fascia di età
di cui all’articolo 2, comma 1, residenti e/o domiciliati nel comune in cui sono ubicati i relativi servizi e/
o in quelli limitrofi….”, di progettualità, di disponibilità, di empatia, di fiducia.
Ad una governance che favorisca l’implementazione di una rete integrata pubblico-privata per
un’estensione dei servizi 0-3 sul territorio, per la promozione di un accesso equo e per lo sviluppo di
economie di scala (5°principio QF) la delibera n.49 e sgg. hanno risposto con:
• l’ossimoro di una “scelta obbligata” che ha significato il fallimento di molte aziende private che
avevano investito in termini di qualità nel settore della prima infanzia secondo i principi del sistema
integrato precedente, nella maggior parte piccole aziende familiari e per lo più al femminile; con un
danno anche al numero dei servizi a disposizione delle famiglie sui territori;
• il diniego di una formazione e aggiornamento comune di tutti gli operatori in servizio nel sistema
integrato come prima del 2017 con ulteriore aggravio di diseguaglianza di trattamento professionale
ed economico delle aziende private inserite nel sistema integrato;
• il taglio per i nidi in convenzione delle quote del mese di luglio per i bambini non frequentanti sia
riguardo le famiglie sia riguardo quanto dovuto da Roma Capitale a fronte di contratti in essere a
tempo indeterminato (quindi con una sostenibilità di 10 mesi per 13 mensilità di stipendio e 12 di
spese per il servizio).
È evidente come una tale scelta fin da principio portasse con sé conseguenze nefaste per i bambini, per le
famiglie, per i professionisti dello 0-3 di Roma Capitale e come il suo perdurare stia ormai componendo il
quadro del collasso di quel sistema integrato pubblico-privato di cui era stata pioniera. Concludiamo questo
aspetto dell’analisi ribadendo che questa scelta nata per travasare utenza dalle strutture in convenzione alle
strutture a gestione diretta non solo non ha ottenuto il risultato atteso, ma ha innescato un’accelerazione
della curva che rappresenta a fronte dei nati, l’iscrizione ai servizi 0-3 del sistema integrato.
Tempistiche e modalità
La procedura, per i fortunati vincitori del posto si conclude il 10 giugno 2021.
Non comprendiamo quali siano le ragioni amministrative che spingano a pubblicare il bando con così
colpevole ritardo nei confronti dell’utenza, un ritardo che a cascata si propaga dilatando tutte le successive
fasi, delle graduatorie provvisoria e definitiva e della finale accettazione. Questo ritardo ha inoltre il peso di
evidenziare il settore 0-3 ancora come un comparto a se stante rispetto agli altri ordini di istruzione per i
quali le domande vengono formulate ad inizio anno, e di connotarlo come un servizio alla persona come
precedentemente alla Legge del 2015, sminuendolo nella sua dignità di percorso educativo legato
all’ingresso delle bambine e dei bambini nel mondo dell’istruzione.
Il ritardo spinge inoltre molte famiglie a stringere accordi informali con strutture private fuori dal sistema
integrato di Roma Capitale, con funzione di paracadute, accordi che poi allettano inesorabilmente rispetto
all’offerta del pubblico, soprattutto quando in condizioni di abusivismo si riescono a proporre rette molto
basse anche rispetto a quelle calmierate con il sistema isee.
La partecipazione online al bando ha valore di efficienza e modernità, solleva le famiglie dalle lunghe
permanenze negli uffici pubblici e permette al gestore Comune di avere un controllo continuo e capillare
della situazione. Se tutto funzionasse in maniera corretta, da questo sistema esclusivamente informatizzato
avremmo solo dei benefici, invece moltissime famiglie vengono escluse per errori nella farraginosa
compilazione della domanda, molte non hanno formazione sufficiente per interagire con il sistema e non
trovano con adeguato anticipo le informazioni e l’aiuto necessario, altre rinunciano a priori per
convincimenti errati di non essere in possesso delle adeguate condizioni per accedere al servizio pubblico.
Come Forum e come genitori in particolare modo abbiamo chiesto negli anni che in anticipo rispetto
all’uscita del bando, e quindi in autunno se si riordinassero le tempistiche in un modo più coerente, si
proponessero alle famiglie della città delle campagne informative, come quella da noi realizzata in passato
“Vado al nido perché”, che presentassero i servizi educativi, i benefici legati alla partecipazione agli stessi,
che sfatassero i luoghi comuni, che indicassero non solo i requisiti necessari, ma anche per esempio tutte le
forme di sostegno economiche statali, e accompagnassero ad una corretta formulazione della domanda.
Le strutture con i loro open day, gli uffici scuola municipali, i caf di zona, devono essere aperti al pubblico
anche in questo senso, perché l’accoglienza ai servizi educativi, in un momento in cui a maggior ragione
dovrebbe essere garantita a tutte e tutti coloro che ne fanno domanda, parte sempre e comunque
dall’accoglienza dell’intera famiglia, e non dovrebbe essere differente da municipio a municipio, da
quartiere a quartiere, da nido a nido.
Confidiamo che questa lettera sia compresa nella sua intenzione più profonda di sanare quegli aspetti di
criticità che continuano ad allontanare le bambine e i bambini dalla partecipazione ai servizi educativi e
sollecitino le amministrazioni e la politica a rivedere le decisioni prese in un’ottica futura di cambiamento e
progresso.

25/09/2020

"[Comunicato Stampa]"
"L’EMERGENZA DEI NIDI E SPAZI BE.BI. CONVENZIONATI"
"di ROMA CAPITALE"
"Gli asili nido e i servizi 0-6 sono uno strumento fondamentale di educazione per i bambini e le bambine e di sostegno alle famiglie ed è noto che l’accesso a servizi socio- educativi di qualità, soprattutto nella prima infanzia, è in grado di incidere sulla riduzione delle disuguaglianze e sull’aumento delle opportunità di “mobilità sociale”."
"Il sistema “misto” o integrato di gestione degli asili nido è ormai una realtà a Roma, come nel resto del nostro Paese, ed è proprio questo sistema che ha contribuito ad innalzare il numero di bambini/e che usufruiscono del servizio. Del resto è ormai opinione diffusa che il futuro è il “Welfare Comunitario” nel quale, mantenendo la centralità strategica del soggetto pubblico, si possa cooperare con le risorse della società civile per rifondare su nuove basi una «solidarietà di cittadinanza»."
"Al contrario, l’amministrazione di Roma Capitale, già da alcuni anni, sembra lavorare per la “demolizione” del sistema integrato pubblico/privato e ora al tempo del Covid sembra aver finalmente raggiunto il suo obiettivo: molte scuole convenzionate hanno già chiuso, altre si apprestano a farlo. Scuole perlopiù gestite da cooperative e piccole imprese, in gran parte di donne e che occupano donne. E una scuola non si rimpiazza facilmente, né si ricostruisce in un giorno."
"Per quelle che sono rimaste aperte, dopo quasi un mese di riapertura, accogliendo migliaia di bambini/e del territorio capitolino tra 3 mesi e 3 anni, la situazione è drammatica."
"Nonostante le continue richieste di chiarimenti e di incontri, iniziata già dal mese di luglio, ad oggi questi servizi stanno operando:"
"- senza un contratto di convenzione che definisca tempi, modalità e risorse per proseguire l’erogazione del servizio;"
"- con la richiesta da parte dell’Amministrazione di assunzione di personale integrativo e di potenziamento prima della firma del contratto e senza poter conoscere le risorse messe a disposizione;"
"- senza sicurezze rispetto alla modalità di gestione organizzativa ed economica laddove dovessero verificarsi emergenze di chiusura causate dal Covid-19."
"Finora, fiduciosi negli annunci, smentiti poi dai fatti, dell’Amministrazione comunale, I Nidi e gli Spazi Be.Bi. convenzionati hanno garantito a proprie spese l’apertura ai piccoli utenti e alle famiglie, con tutti gli oneri relativi alla sicurezza del servizio e alla formazione e retribuzione del personale in essere e assunto."
"UNA SITUAZIONE CHE NON POTRÀ PROTRARSI A LUNGO E PER LA QUALE I SERVIZI IN CONVENZIONE LANCIANO IL PROPRIO GRIDO D’ALLARME ALL’AMMINISTRAZIONE, AI CITTADINI, ALLE FAMIGLIE."
"Noi sappiamo, che se vogliamo davvero percorrere la strada del consolidamento e crescita dei servizi è necessario investire nel sistema pubblico/privato, mentre a Roma si sta cercando di rimettere in discussione proprio questo, rinunciando da un lato alla funzione di governance pubblica e dall’altro al patrimonio di conoscenza e competenze costruito in questi anni."
"Con il rischio di una enorme perdita di servizi 0-3 e un danno incalcolabile alle famiglie, ai bambini e ai professionisti che vi operano."
"È il momento che la politica ritorni a decidere cosa è giusto fare prima di decidere come e chi lo deve fare, perché è in gioco il futuro e il benessere dei nostri bambini e bambine."
"Noi siamo testardi e vogliamo continuare ad esserci, ad offrire le nostre capacità e competenze al servizio della comunità, ma senza chiare scelte politiche in questo senso, non ce la possiamo fare neanche un giorno di più perché, come il covid-19 ci ha insegnato “nessuno si salva da solo”."

18/06/2020

Giornata di commiato con i Bambini che terminano il ciclo del Nido. Tutto è pronto per i saluti. Ci manca la Festa tutti insieme, la Musica di Giuditta, i biscotti di Menina...ma ci rifaremo. Questo è solo un Arrivederci

18/06/2020
09/04/2020

Ed ora non ci resta che sperare in un nuovo decreto che veda gli asili nido come un servizio essenziale per Bambini e Genitori e che, senza aiuti concreti, rischiano di chiudere.
Grazie Erica.

Coronavirus, l'odissea degli asili nido privati: "Esclusi dal Cura Italia. Senza rette ma con spese fisse difficile riaprire. Non abbandonateci" - Il Fatto Quotidiano 08/04/2020

Gli asili nido privati al collasso.
https://www.facebook.com/1560275310/posts/10221526449061508/?sfnsn=scwspwa&extid=Ej2UAahxPrx4RJsG

Coronavirus, l'odissea degli asili nido privati: "Esclusi dal Cura Italia. Senza rette ma con spese fisse difficile riaprire. Non abbandonateci" - Il Fatto Quotidiano C’è Federica con il suo Cartoonia, ci sono Chiara e Sara con il nido Trilly, c’è Stefania con Piccoli Talenti, e poi c’è Valentina con l’Orto dei Nani e con BioBimbo e tanti altri. “Noi rimaniamo a casa, però voi non abbandonateci” chiedono. Sono i titolari di alcuni asili nido priva...

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