Baby School.it - Spazio Gioco

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servizio educativo per i piccoli dai 12/36 mesi

27/07/2026

Cercasi Educatrici – Spazio Gioco "Baby School"
​Il nostro Spazio Gioco è alla ricerca di educatrici appassionate, dinamiche e qualificate da inserire nel proprio team per la cura e la crescita dei nostri piccoli ospiti.
​Cosa offriamo:
​Ambiente di lavoro stimolante e collaborativo.
​Contratto di lavoro Collettivo Nazionale ANINSEI
​Opportunità di formazione continua.
​Requisiti richiesti:
​Laurea in Scienze dell'Educazione (L-19) o titolo equivalente
​Predisposizione al lavoro di squadra e ottime doti comunicative.
​Creatività, empatia e pazienza.
​Candidati ora! Invia il tuo CV in privato o contattaci al 3383214573 dott.ssa Barbara Gambardella

25/07/2026

https://www.facebook.com/share/p/1FCJbnYWUj/

Video musicali colorati, ritmi veloci e balletti virali: su YouTube i contenuti per bambini macinano milioni di visualizzazioni.

Star come Lucilla e Carolina sono diventate punti di riferimento per i più piccoli, ma dietro il successo di questi format c’è anche un meccanismo che stimola intensamente l’attenzione dei bambini: https://fanpa.ge/ohGBw

23/07/2026

Ecco una breve storia per bambini per spiegare la gentilezza:
​Il superpotere di Leo
​C'era una volta un leoncino di nome Leo che pensava che i superpoteri fossero solo volare o avere la superforza. Un giorno vide la scimmietta Mia triste perché le era caduta la banana su un ramo troppo alto.
​Leo, senza pensarci, si allungò, prese la banana e gliela restituì con un sorriso. Mia smise di piangere e lo abbracciò forte. In quel momento, Leo sentì un calore speciale nel cuore e capì una cosa importante: la gentilezza è il superpotere più grande del mondo, perché fa spuntare il sorriso a chiunque.
​Cosa ci insegna questa storia?
Essere gentili significa fare piccoli gesti con il cuore. Un sorriso, una parola dolce o un aiuto inaspettato possono cambiare la giornata di qualcuno. E la cosa più bella è che la gentilezza è contagiosa!

22/07/2026

Le emozioni sono la bussola invisibile che guida ogni istante della nostra vita. Lungi dall'essere semplici reazioni improvvise, esse rappresentano una risorsa fondamentale per la nostra sopravvivenza, il nostro benessere e la nostra capacità di connetterci con gli altri.
​Perché le emozioni sono fondamentali
​ Le emozioni ci aiutano a valutare rapidamente le situazioni. La paura ci protegge dai pericoli, la gioia ci indica cosa ci fa stare bene e la tristezza ci segnala il bisogno di fermarci o chiedere aiuto.
​Ogni emozione genera una spinta energetica. La rabbia, se ben canalizzata, ci dà la forza di difendere i nostri confini; l'entusiasmo ci spinge a realizzare progetti e superare ostacoli.
​Attraverso l'empatia e l'espressione emotiva stabiliamo legami profondi con gli altri. Comprendere i nostri stati d'animo ci permette di decifrare meglio quelli altrui, migliorando la comunicazione e la coesione sociale.
​Ascoltare le proprie emozioni non significa esserne schiavi, ma possedere la chiave per comprendere a fondo chi siamo e come interagiamo con il mondo. Accoglierle tutte, senza giudicarle "giuste" o "sbagliate", è il primo passo verso una reale intelligenza emotiva.

20/07/2026

L'importanza dell'inserimento al nido

​L’inserimento al nido non costituisce un semplice passaggio burocratico o organizzativo, ma rappresenta una vera e propria transizione ecologica nella vita del bambino. Dal punto di vista pedagogico, questo momento getta le basi per la costruzione dell'autonomia, della sicurezza emotiva e delle future competenze relazionali del minore fuori dal nucleo familiare.
​1. La teoria dell'attaccamento e la "base sicura"
​Pedagogisti e psicologi dell'età evolutiva, richiamando gli studi di John Bowlby, evidenziano come l'ambientamento sia il primo grande banco di prova della capacità di distacco. Un inserimento graduale permette al bambino di interiorizzare la figura dell'educatore come una nuova "base sicura". Solo quando il piccolo sperimenta che il distacco dal genitore non è un abbandono definitivo, ma un momento temporaneo, riesce a investire le proprie energie cognitive nell'esplorazione del nuovo ambiente.
​2. La co-evoluzione e il patto di corresponsabilità educativa
​L'inserimento non riguarda esclusivamente il bambino, ma l'intero sistema familiare. Dal punto di vista pedagogico si parla di accoglienza della famiglia:
​Per il genitore: Permette di elaborare il senso di colpa e l'ansia da separazione, sentimenti che il bambino percepisce immediatamente.
​Per l'educatore: Rappresenta l'occasione per costruire un'alleanza educativa con i genitori, fondata sulla trasparenza e sulla fiducia reciproca.
​3. Socializzazione e sviluppo cognitivo
​Incontrare i coetanei in un contesto strutturato stimola il superamento dell'egocentrismo infantile. Attraverso la mediazione dell'educatore, il bambino apprende le prime regole di convivenza, sperimenta la frustrazione dell'attesa e sviluppa l'empatia. La stimolazione sensoriale e i laboratori proposti al nido offrono inoltre occasioni di sviluppo neurocognitivo difficilmente replicabili nel solo contesto domestico.
​In sintesi: Un buon inserimento rispetta i tempi soggettivi di ogni risorsa infantile. Non si tratta di "abituare il bambino a stare senza la mamma", ma di guidarlo attivamente verso la scoperta di sé come individuo sociale, capace di muoversi nel mondo con fiducia e curiosità.

20/07/2026

Quando urli non sei cattiva. Sei stanca 💔
Chiedere scusa ti rende umana, non debole.
Ti è mai successo oggi? 👇

19/07/2026

🇮🇹 Pasta Sensoriale Colorata

✨ Texture morbida e piacevole

🧾 Ingredienti
🌾 Farina → circa 2 bicchieri (≈ 240 g)
🌽 Amido di mais (maizena) → 1 bicchiere (≈ 120 g)
💧 Acqua tiepida → 3/4 bicchiere (≈ 180 ml)
🫒 Olio → 2 cucchiai (≈ 30 ml)
🎨 Colorante alimentare (facoltativo)
👩‍🍳 Preparazione

1️⃣ Versa la farina e la maizena in una ciotola.
2️⃣ Aggiungi gradualmente l’acqua tiepida e l’olio.
3️⃣ Mescola e impasta fino a ottenere una pasta morbida.
4️⃣ Dividi in porzioni e aggiungi il colorante se desideri.

💡 Consigli

✔️ La pasta deve rimanere morbida senza attaccarsi alle dita.
✔️ Se è troppo secca, aggiungi un po’ d’acqua.
✔️ Conservala in un contenitore ermetico per mantenere la sua consistenza.

🎨 Pronta per un’attività creativa!

18/07/2026

Quando un bambino reagisce con rabbia, il suo comportamento è spesso l'ultima parte della storia.

La prima è l'emozione che sta cercando di esprimere.

Maria Montessori ha costruito il suo approccio educativo partendo da un'idea fondamentale: per aiutare davvero un bambino bisogna prima osservarlo, comprenderlo e rispettare i suoi bisogni di crescita.

Per questo, nei momenti di tensione, le parole di un adulto possono fare una grande differenza.

Invece di rispondere subito con un rimprovero, può essere utile iniziare dicendo:

"Vedo che sei molto arrabbiato. Vuoi raccontarmi cosa è successo?"

Un bambino che si sente ascoltato ha maggiori possibilità di ritrovare la calma e di dare un nome a ciò che prova.

Quando l'emozione inizia a diminuire, si può aggiungere:

"Proviamo a trovare una soluzione insieme."

Così il bambino non si sente etichettato per il suo comportamento, ma coinvolto nella ricerca di un modo migliore per affrontare la situazione.

Infine, anche un gesto semplice può essere d'aiuto:

"Facciamo un respiro profondo insieme."

I bambini imparano soprattutto osservando gli adulti. Se trovano davanti a sé una persona capace di mantenere la calma, hanno maggiori possibilità di sviluppare, con il tempo, lo stesso autocontrollo.

Questo non significa ignorare comportamenti aggressivi o rinunciare a stabilire regole.

Significa insegnare che dietro ogni emozione c'è uno spazio in cui si può imparare, riparare e crescere.

Educare non vuol dire soltanto correggere ciò che è sbagliato.

Vuol dire aiutare un bambino a costruire gli strumenti che un giorno gli permetteranno di gestire da solo le proprie emozioni.

18/07/2026

UN BAMBINO CHE NON ASCOLTA NON È UN BAMBINO MALEDUCATO 👂💔

Quante volte ti sei sentita dire:
"Devi farti obbedire!"
"Non ti ascolta perché sei troppo buona!"

No. Non è così.

Un bambino che non ti ascolta è un bambino il cui cervello è ancora troppo piccolo per fare due cose insieme: giocare ed ascoltare.

È un bambino che ha bisogno che tu ti abbassi, che lo guardi negli occhi, che lo tocchi piano sulla spalla.

Se urli per farti ascoltare, non gli insegni ad ascoltare.
Gli insegni ad avere paura. 😔

Prima di farti ascoltare, connettiti.
Abbassati. Guardalo. Toccalo piano.
L'ascolto nasce dalla connessione, non dall'urlo. ❤️

Ti ritrovi in questa scena? Quante volte al giorno? 👇
Scrivilo nei commenti, ti leggo tutte!

Salva questo post per i giorni in cui ti senti una mamma che non viene ascoltata. Ne hai bisogno. 💛

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