IPOD - Scuola di formazione in Psicodramma

IPOD - Scuola di formazione in Psicodramma Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia MIUR 4020/15-10-08).

Pagina Ufficiale dell'Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico, Scuola di Formazione in Psicoterapia (decr. Direttore Ottavio Rosati, Presidente Garante Vezio Ruggieri. IPOD, fondato da Ottavio Rosati nel 1975, è un istituto italiano per la ricerca, la clinica e l'insegnamento dello psicoplay (psicodramma) e degli action methods. Il suo modello teorico deriva dall’opera di Moreno e si giova delle ricerche di psicoanalisti e terapeuti che hanno arricchito la comunicazione verbale con l’azione, il gioco e l’immagine. Fonda la prima rivista italiana del settore, traduce le opere di Moreno e dei suoi allievi, realizza per RaiTre il primo programma televisivo basato sul role playing di storie vere (“Da storia nasce storia”). Collabora con le più grandi aziende italiane ed internazionali come Ferrari e New Holland.

Una scuola è anche la storia delle idee che ha scelto di portare avanti.La storia di IPOD non comincia con una campagna ...
18/09/2026

Una scuola è anche la storia delle idee che ha scelto di portare avanti.
La storia di IPOD non comincia con una campagna di iscrizioni. Comincia molti anni prima. Nel 1975, Ottavio Rosati cura Atti dello psicodramma, iniziando un lavoro di studio, traduzione e diffusione del pensiero di J. L. Moreno in Italia.
Negli anni successivi questo percorso passa attraverso libri, ricerca, teatro, cinema, televisione, sperimentazione clinica e formazione.
Nel 1986, al Piccolo Teatro di Milano, Rosati presenta la traduzione italiana di Psychodrama di Moreno e descrive per la prima volta un proprio nuovo gioco di trasformazione emotiva attraverso le immagini: La Scacchiera ©.
È una storia importante perché una scuola di psicoterapia non nasce soltanto da un programma didattico.
Nasce anche dalle domande che continua a porsi.
Come cambia un metodo quando incontra una nuova epoca?
Che rapporto può esistere tra psicoterapia e immagine?
Tra parola e azione?
Tra psicologia, teatro, cinema e nuove forme della comunicazione?
Alla Scuola IPOD la tradizione moreniana non è qualcosa da conservare sotto vetro.
È una storia da conoscere, discutere, praticare e continuare a interrogare.

📚 Sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Specializzazione IPOD in Psicodramma e Psicoterapia.

Il percorso è rivolto ai laureati in Psicologia e Medicina e Chirurgia che desiderano formarsi alla psicoterapia individuale e di gruppo attraverso lo psicodramma e i metodi attivi.

Foto di Vanessa Rusci
Ottavio Rosati conduce uno psicoplay con i ragazzi delle scuole senesi in piazza del mercato.

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Quanti ruoli abitiamo in una vita? E quanti finiscono per abitare noi?Figlio. Madre. Medico. Paziente. Compagno. Rivale....
15/09/2026

Quanti ruoli abitiamo in una vita? E quanti finiscono per abitare noi?
Figlio. Madre. Medico. Paziente. Compagno. Rivale. Persona che cura. Persona che chiede aiuto. Per J. L. Moreno il ruolo non è semplicemente una parte che recitiamo davanti agli altri. È uno dei luoghi nei quali prende forma la relazione tra individuo, gruppo e mondo. Lo psicodramma porta i ruoli fuori dalla sola dimensione del racconto e li mette in azione. Attraverso strumenti come il doppio, lo specchio e l’inversione di ruolo, ciò che viene raccontato può essere osservato da una posizione diversa. Che cosa accade quando provo a stare, per un momento, nel posto dell’altro? Che cosa vedo di me che dalla mia posizione abituale non riuscivo a vedere? E quali ruoli continuo a interpretare anche quando non mi servono più?
Alla Scuola di Specializzazione IPOD in Psicodramma e Psicoterapia la teoria moreniana non viene affrontata soltanto come materia da conoscere.
Entra nel training, nel lavoro di gruppo e nell’esperienza diretta dei metodi attivi.
Perché conoscere una teoria della relazione è importante.
Fare esperienza di ciò che accade dentro una relazione è un'altra cosa.

📚 Sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Specializzazione IPOD in Psicodramma e Psicoterapia.

Il percorso è rivolto ai laureati in Psicologia.

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Ottavio Rosati conduce un Socioplay in una scuola

STORIE DI ASSEMBLAGES - EUNUCHI PER IL REGNO DEI CIELI (terza e ultima parte) Cosa succede quando una paziente decide di...
12/09/2026

STORIE DI ASSEMBLAGES - EUNUCHI PER IL REGNO DEI CIELI (terza e ultima parte)
Cosa succede quando una paziente decide di "buttare giù da cavallo" il conduttore davanti a tutto il gruppo?
(Riassunto per chi ha perso le due puntate precedenti: l'acting out di MaryAnne mi aveva lasciato a fare i conti con l'angoscia, la gestione del gruppo e l'ombra della mia maestra di psicodramma analitico Gennie Lemoine che sentenziava beffarda: "Te lo sei voluto!").
Tornato a casa, provai a distrarmi leggendo. Mi risvegliò una telefonata a sorpresa. Era lei. - Dobbiamo chiarire,- mi disse. - Ma a una condizione: ci vediamo domani nell'ora dei Vespri. Alla chiesa di Santa Chiara. Davanti a Villa Panphyli. Ma non sopra dove è l’altare. La aspetto nella cripta. -
Rimasi di sasso. Come faceva MaryAnne a conoscere quella chiesa, capolavoro di Silvio Galizia? Non avevo mai detto a nessuno che ci andavo spesso a praticare o meditare immaginando la nuova edizione del socioplay sul Canto di Natale che vorrei farci dentro. Magari mi era scappato di dire che la sua struttura a tre livelli era quella di un Teatro di Psicodramma ideale, perfetto?
Arrivai in anticipo. Qualcuno aveva lasciato tre cani legati sulle scale. Entrai e rimasi a contemplare il piano di marmo sospeso sulla parte inferiore come un tappeto volante. Dai mattoni di vetro in alto la luce illuminava il pavimento e poi scivolava giù nella penombra della cripta. Come a casa quando l’acqua per i vasi piove dal terrazzo sull’inquilino del piano di sotto.
Forse feci un sonnellino di qualche minuto viaggiando nel tempo e nello spazio. Poi aprii gli occhi e scesi le scale di marmo verso la cripta. MaryAnne era esattamente sotto l'altare, spennellata dalla luce gialla, rosa e celeste che pioveva dalle vetrate a nastro di sopra. Aveva scelto l'inquadratura migliore. Che attrice, pensai. Trionfava serena, con un filo di autoironia.
- Salve Maryanne, come fa a sapere di questa chiesa?
- This is where I'm staying in Rome. Ho preso una stanza nella casa vacanze qui vicino.
- Allora sono state le suore a darle il mio telefono.
- Sì.
- Adesso capisco.
- Scusi per la scena di prima, dottore. Ma dovevo farle esattamente quello che ho fatto. I wanted to shoot a film right on your skin, yours and the group's. I wasn't looking to be the good girl. I wanted blood.
- Blood? Scusa ma sono un po’ stordito. Puoi dirlo in italiano, please?
- Non volevo una catarsi nello psicodramma. Volevo il sangue. Sangue vero.
- Già, già.
- Volevo che lei perdesse la testa come l’hanno fatta perdere a me.
- Capito. Quindi dal punto di vista dell’analisi di gruppo…
- No, stop. Risparmi i discorsi. Ora venga qui, di fianco al sarcofago della madre badessa. Mi dia tutti i baci a timbro che vuole.
Che fare? Davanti a un sarcofago di marmo di Carrara disegnato da Galizia?
Non era esattamente il Canto di Natale del piano di sopra con la neve che scende dalla cima e le suore che cantano inni.
Non era Hollywood. Non era Cinecittà. Al massimo era l’Istituto Luce. Sganciai a MaryAnne, sorridente come Marylin, due o tre bacetti sperando che la madre badessa non uscisse dal marmo e mi prendesse a schiaffi.
Ma non lo fece.
E la cosa finì così.

Scegliere una scuola di psicoterapia significa anche scegliere il proprio modo di guardare l’essere umano.Dopo la laurea...
09/09/2026

Scegliere una scuola di psicoterapia significa anche scegliere il proprio modo di guardare l’essere umano.
Dopo la laurea in Psicologia o in Medicina e Chirurgia arriva una scelta importante.
Non soltanto: quale specializzazione?

Ma anche: quale idea di relazione terapeutica voglio approfondire? Quale posto voglio dare alla parola, al corpo, all’immaginazione, al gruppo, alla creatività?
La Scuola IPOD di Specializzazione in Psicodramma e Psicoterapia forma alla psicoterapia individuale e di gruppo attraverso il metodo psicodrammatico, i metodi attivi e l’approccio inaugurato da J. L. Moreno.

Nello psicodramma il paziente non è soltanto colui che racconta.
La sua esperienza può entrare nello spazio terapeutico attraverso l’azione, i ruoli, le relazioni e la scena.
E il terapeuta deve imparare a osservare non soltanto **che cosa viene detto**, ma ciò che accade mentre una relazione prende forma.
È una formazione che richiede studio.
Ma richiede anche esperienza.
Perché esiste una differenza fondamentale tra conoscere una teoria sulla psicoterapia e cominciare a costruire il proprio modo di essere terapeuta.
La specializzazione serve anche a questo.

📚 Sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Specializzazione IPOD in Psicodramma e Psicoterapia.**

Possono iscriversi i laureati in:

• Psicologia
• Medicina

È richiesta l’iscrizione all’Albo professionale oppure l’iscrizione entro la prima sessione utile.

Per conoscere il percorso, il programma e le modalità di iscrizione:

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Foto Vanessa Rusci
La scuola Ipod a Vienna per la presentazione del Docu Film su Fernanda Pivano, di Ottavio Rosati, esegue una Scultura all'interno della sede della presentazione.

Psicodramma o Psicoplay? Una parola può cambiare il modo in cui guardiamo una terapia. In inglese drama significa teatro...
07/09/2026

Psicodramma o Psicoplay? Una parola può cambiare il modo in cui guardiamo una terapia. In inglese drama significa teatro, azione. In italiano, invece, quando diciamo “dramma” pensiamo quasi inevitabilmente alla tragedia, alla sofferenza, al conflitto. Ma nello psicodramma di J. L. Moreno esistono anche il gioco, l’umorismo, la spontaneità, la creatività e la possibilità di sperimentare qualcosa che ancora non abbiamo vissuto. È anche da questa riflessione che nella storia e nella ricerca della Scuola IPOD compare il termine psicoplay.
Non per cancellare la parola psicodramma, ma per recuperarne una dimensione fondamentale: play, giocare e mettere in scena.
Perché il gioco, quando entra in un setting terapeutico rigoroso, non è il contrario della serietà. Può diventare uno spazio nel quale provare ruoli, riconoscere quelli nei quali siamo rimasti imprigionati, incontrare gli altri e immaginare possibilità differenti. Moreno voleva riportare nella psicoterapia qualcosa che spesso dimentichiamo quando parliamo della psiche: anche la capacità di creare.

📚 La Scuola di Specializzazione IPOD in Psicodramma e Psicoterapia forma alla psicoterapia individuale e di gruppo attraverso lo psicodramma, i metodi attivi e l'approccio inaugurato da Moreno.

Sono aperte le iscrizioni.

Possono accedere laureati in Psicologia, secondo i requisiti previsti dalla Scuola.

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Psicoplay al teatro Off Off di Roma condotto da Ottavio Rosati

Gioco di una notte di calda estate. Una delle articolazioni dello psicodramma è il sociopay (o sociodramma) che elabora ...
28/08/2026

Gioco di una notte di calda estate. Una delle articolazioni dello psicodramma è il sociopay (o sociodramma) che elabora in gruppo conflitti sistemici, politici, culturali. Il rapporto tra psicoterapia del singolo e del contesto in cui vive e agisce è stato sempre presente a Jacob Levi Moreno assai più che ai maestri della vecchia psicoanalisi freudiana basata sul parlare, escludendo le azioni possibili: catarsi, proteste, interventi politici, culturali e anche artistici. La psiche è immaginazione. Immagine in azione.
Dopo GLI SPORCOSAURI il sociodramma ecologico del Teatro Stabile di Catania per i bambini, prodotto dalla Comuità Europea nel 2008 con la regione Sicilia, oggi la scuola IPOD continua gli interventi sulla difesa dell'ambiente. E propone a Roma Monteverde UN ALBERO AD ACQUA una installazione interattiva di Ottavio Rosati, Vanessa Rusci e d Enrico Braglia, aperta ai passanti accaldati, sdegnati, reattivi.
Questo assemblage di strada vuole essere non una psicoterapia ma una terapia psichica del caldo sfiancante e dell'angoscia suscitata dal recente vaniloquio senile e delirante di Trump circa le acque del lago Ontario in Canada. Vaniloquio che autorizza i peggiori auguri immaginabili per l'autunno del miserabile suddetto. Dio si affretti a chiamarlo dove è bene che finisca "tra pianto e stridore di denti"
Ma torniamo a noi umani. Quando i passanti di Monteverde si fermano per strada a benedire il soccorso a un albero che stava perdendo le foglie, li invitiamo a passare dal piano della parola a quello dell'azione. Simbolica ma reale: dentro l'albero i passanti trovano una bottiglia da riempire alla fontanella dietro il semaforo o al bar Converso (a destra) che si è dichiarato disponibile al rifornimento. La bottiglia è divisa in tre parti: PER TE CHE HAI SETE - PER ALBERO - PER I FIORI. Trovate l'acqua , bevetela, datela. Questa catarsi è minimalista, omoeopatica, reale. Funziona. E' un atto di Resistenza che apre delle sinapsi,
I cultori del cinema riconosceranno il riferimento a un caso clinico di terapia anti depressiva nella seconda parte del film PSICOMAGIA di Alejandro Jodorowsky (2019).
Il prossimo gioco di questa macchinazione di pace ecologica parte da un'idea di Vanessa Rusci rivolta agli uccellini che non possono accendere l'aria condizionata sull'albero. La scenografa Gemma Spada sta preparando un marchingegno a carrucola per portare l'acqua fino alla cima dell'albero. Ottavio Rosati cura il QR Code sul ramo centrale per i rimandi teorici di questo psicoplay ecologico benedetto dalle associazioni di quartiere e soprattutto dai bambini.
L'albero guida si trova a via Federico di Donato tra la ditta Lanari e la svolta della pista ciclabile.
Cose fresche a tutti noi. Invettive a Trump e agli altri.

ALLEGATO BUROCRATICO CON L'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL LAZIO:
Oggetto: Proposta di installazione sociodrammatica e cura attiva del verde pubblico – Via Federico di Donato
All'attenzione dell'Assessore all'Ambiente del Municipio XII
(e p.c. alla Presidenza del Municipio XII)

Desideriamo sottoporre alla Vostra attenzione una recente iniziativa spontanea di cura del territorio svoltasi in Via Federico di Donato, di fronte alla sede dell’Istituto per lo Psicodramma a Orientamento Dinamico (IPOD).
A fronte dello stato di sofferenza di un albero della via (vita) — soffocato da rifiuti, deiezioni e provato dalle drammatiche temperature estive legate alla crisi climatica — abbiamo provveduto alla bonifica della terra e alla sua costante irrigazione, riscontrando un immediato e caloroso riscontro da parte dei passanti. Di tutte le etnie ed età.
Per trasformare questo atto estemporaneo in una risorsa per la comunità, abbiamo installato due contenitori: uno dedicato alle cicche di sigaretta e uno equipaggiato con una bottiglia vuota, che invita chiunque passi ad attingere acqua dalla vicina fontanella per dissetare l'albero.
L'intento non è soltanto pratico, ma si configura come una vera e propria installazione sociodrammatica di strada e un test attivo sulle reazioni civiche della cittadinanza. In un contesto storico segnato da eco-ansia, solitudine urbana e senso di impotenza di fronte all'emergenza climatica, l'invito all'azione diretta e condivisa possiede una potente funzione antidepressiva e stimolante: trasforma la passività in cura e il degrado in un’occasione di legame sociale.
Con la presente siamo a proporre al Municipio XII:
La formalizzazione dell'adozione dell'albero e dell’aiuola circostante, nel quadro dei Patti di Collaborazione per la cura dei beni comuni.
Il patrocinio/autorizzazione informata per il prosieguo del test sociodrammatico sul comportamento attivo dei passanti, a fini di ricerca scientifica e promozione civica.
Restiamo a disposizione per un breve incontro o per inviare una scheda tecnica dettagliata dell'intervento.
Cordialmente
La Scuola IPOD

PER LA SERIE STORIE DI Di ASSEMBLAGES VIVENTI: 'EUNUCHI PER IL REGNO DEL BOROTALCO' (seconda parte)La protagonista è Mar...
09/08/2026

PER LA SERIE STORIE DI Di ASSEMBLAGES VIVENTI: 'EUNUCHI PER IL REGNO DEL BOROTALCO' (seconda parte)

La protagonista è Maryanne, una attrice americana bilingue, sui 40, di passaggio a Roma per girare una serie Netflix nel ruolo di una spia della FAO ("It’s not exactly Shakespeare...", spiegò). La signora, come tante attrici, era di fascino travolgente ma segretamente sola e triste. Dopo varie terapie inutili nel suo paese, si era rivolta a me su indicazione di una suora biancovestita che dirigeva il suo hotel. O meglio la 'Casa Vacanze' dove mi conoscono per via dei miei cocker: Monteverde e un quartiere che potrebbe anche chiamarsi Montecane perché hanno tutti un pet e i pet uniscono gli uomini.
Il problema di Maryanne era che, pur essendo una donna bella e attraente, stagnava da anni in un matrimonio senza sesso. Così almeno aveva detto al gruppo. Lei e il marito non si toccavano, non si baciavano, parlano poco-niente e - per quel che riguardava lei - nemmeno si tradivano. Qualcuno oggi lo definirebbe un 'normale' un rapporto a-sessuale (Francesco Marzano sa tutto sul tema).
Maryanne però diceva di non poterne più. Si aspettava che lo psicodramma in Italia almeno le chiarisse il perché di questa situazione. Emerse dunque il ricordo di quando, da ragazza, aveva subito l'aggressione sessuale di un mascalzone: lo mettemmo in scena e la aiutammo a ristrutturare il trauma reagendo in maniera assertiva con tutta la sua forza.
Tuttavia cambiò poco o niente.
Poi si verificò un fatto imprevedibile e fuori dal comune. La vera catarsi di Maryanne arrivò il giorno in cui io proposi una mia breve SELF DISCLOSURE con l'nversione del ruolo terapeutico come avevo visto fare al Beacon Theatre di Moreno da studente durante un gruppo di formazione diretto da Zerka Toeman Moreno. MaryAnne si scatenò mentre ero nel ruolo di protagonista/paziente e un giovane psicologo del gruppo mi aiutava a mettere in scena un mio sogno. Un contesto fragile, surreale, felliniano.
"Voi fatelo solo quando avrete 80 anni di esperienza!!" avevo raccomandato ai miei allievi.
Nel mio gioco immaginai di trovarmi nella chiesa di Santa Chiara gestita da un convento di suore di clausura dolci e ospitali. La città delle Clarisse. Musiche di Nino Rota. Mi trovavo lì a fare un sociodramma dickensiano come anni prima l'avevo fatto per la Rai a Natale nella basilica di Santa Maria in Trastevere. E nel gioco del sogno chiedevo a Maryanne come attrice di darmi un bacetto a stampo. Questo sbaciucchiamento psicodrammatico alla Ferenczi voleva essere più leggero di quello che Benigni diede a Berlinguer ma lei lo sentì come un'idecenza.
Fu un lampo, un fulmine, un frastuono in onore di Sant'Agostino, San Paolo, Grisostomo e il resto della banda dei persecutori descritti da Uta nel suo libro.
MaryAnne, sdegnata, scoppiò a piangere e da 'ego ausiliario' si trasformò in un vescovo medioevale femminicida.
Il suo Animus infuriò sulla mia Anima accusandola di essere una zo***la eretica. Le tagliò i capelli e uscì dal setting, bella, pura, piangente rifiutandosi di parlare con nessuno. "Ma vi pare normale, una cosa del genere?" gridava. Mi ritrovai colpevole davanti a tutti, senza parole e senza saliva in bocca. Come Luchino Visconti quando a Milano nel 1960 la DC bloccò la prima dell'Arialda... ma senza aver infamato l'Italia del boom, senza la rivelazione delle marchette omosex e senza il grido d'amore gay di Umberto Orsini! Solo per un bacio Perugina che non avevo mangiato nel 2026. Ora sì che Maryanne faceva la sua catarsi..
Ma io? Non doveva essere il MIO gioco?
EKKEKKECAZZZZO!
Che potevo fare?

PER LA SERIE STORIE DI Di ASSEMBLAGES VIVENTI: 'EUNUCHI PER IL REGNO DEI CIELI'Da quando ho fatto i primi assemblages Vi...
19/07/2026

PER LA SERIE STORIE DI Di ASSEMBLAGES VIVENTI: 'EUNUCHI PER IL REGNO DEI CIELI'
Da quando ho fatto i primi assemblages Viventi, vivo più felice perché ho scoperto un modo di utilizzare il repertorio di immagini della Scacchiera non solo come analista ma anche come autore di immaginazioni attive che finiscono e rinascono nelle cose anziché morire di fame per una dieta di sole parole.
Un po' alla vlta anche gli allievi della scuola di psicodramma che praticano la tecnica della Scacchiera hanno iniziato a fare i loro AV me ne hanno parlato e si sono confrontati tra di loro.
Aggiungo che un paio di AV sono piaciuti a una gallerista romana di fotografie che li ha proposti alle persone giuste. Nessuno di questi clienti era psicantropo e nemmeno medico e nemmeno mio paziente. Erano solo collezionisti in cerca di qualcosa di inconsueto come una serie di fotografie che parte da un'opera plastica tridimensionale che alla fine è diventata quella che hanno trovato in galleria..
L'assemblage vivente che apre questo post EUNUCHI PER IL REGNO DEI CIELI ha una genesi teologica e una struttura bicamerale cioè vive tra emisfero destro e sinistro del cervello. Fu difficile inserirlo nello spazio in cui era nato. Il suo titolo fa riferimento al famoso libro EUNUCHI PER IL REGNO DEI CIELI (Rizzoli 1995) della teologa UTA RANKE-HEINEMANN su cui l’avevo basato. Un lavoro importantissimo di storia della religione che lessi la prima volta dopo aver riletto, per la quinta volta, LA GATTA il saggio dove Marie-Louise von Franz rivela l’importanza del lato umano e dark della Madonna. Cioè della Vergine bianca, pura e dolcina, la figura archetipica che piace agli astinenti di sesso, corporeità e di contatto fisico.
Assemblai la sovraccoperta del libro di Uta con una statuina della Vergine, opera di Fontanini (il più zeffirelliano dei presepisti) e un quadruccio di Guèranger: un collage comico che sovrapponeva pezzi di lingerie sexy a pagine di libri che sembrano gambe di femmine erotiche. Ma non è tutto.
L’assemblage che vedete nella foto nacque in seguito, dall’unione tra l’AV grigio e celeste basato sul libro di UTA e quello rosso e oro basato su una stampa indiana del Dio Krishna (molto più simpatico e inoffensivo del dio trumpian-borderline di Israele sempre più fuori di testa e narcisista) che avevo trovato per strada - come ready-made - accanto a un cassonetto.
Il povero KRISHNA amante dell'universo era sporco di grasso. Cornice gialla incrostata di polvere e fumo ma vetro integro. Per farne un AV gli avevo attaccato un c***o portafortuna sulla vita e inserito il pupazzetto del BIANCONIGLIO Disney di Alice nel Paese delle Meraviglie.
E qui arrivò un punto di svolta. Un fenomeno nuovo. Sorpresa!
I due AA VV 'si innamorarono' e si combinarono in un nuovo lavoro. L'unione funzionava. La testa del Dio fanciullo e quella della grande teologa schifata e licenziata dal Vaticano erano simili. Sorridevano con gli stessi orecchini e riccioli ondulati. La permanente di Uta era una sua risposta orgogliosa al taglio dei capelli con cui i vescovi cattolici punirono per secoli le mogli proibite dei sacerdoti prima di farle schiave del Vescovo o lapidarle per eresia. Una brutalità vaticana che Gesù avrebbe trovato ripugnante e condannato.
Perché i vescovi lapidavano le mogli proibite dei sacerdoti? Lo racconta Uta nel suo libro: per il peccato che questi TEO-femminicidi (presumibilmente omosex velati nel loro misero inconscio freudiano) reputavano più mortale di tutti: il piacere sessuale. IL PIACERE IN ASSOLUTO, incompatibile col loro Dio e col loro Gesù Cristo. Tradendo così il messaggio GESUANO come lo chiama Vito Mancuso nel suo magnifico libro I QUATTRO MAESTRI: Socrate, Buddha, Confucio e Gesù. Tale imperativo pseudo-cristiano e anti gesuano dei nonni/padri/zietti della chiesa (I vari Agostino, Tommaso, San Paolo) nei secoli ha trumpeggiato causando morte, dolore, infelicità, suicidi. E continua a farlo. I ladri di vita non creano e non amano. Controllano e uccidono.
Ma torniamo alla nascita di questo terzo assemblage.
Ci fu un catalizzatore. L'unione dei due AA VV nacque dal bisogno di spiegarmi un incidente tra acting in e acting out che in quei lontani giorni in cui vivevo a via lungara mi aveva lasciato esterrefatto durante uno psicodramma. Vediamo come e perché.
FINE DELLA PRIMA PARTE (segue)

05/07/2026

NOTA: DAL PUNTO DI VISTA DEI DESTINATARI QUESTA MAIL E' UN FALSO ISPIRATO A UNA STORIA VERA MA E' VERA NELLA SOSTANZA TEORICA E IN TUTTI I RIFERIMENTI STORICI.
Gentile prof. Tremonti, preside della Facoltà di Psicologia dell'Università ###,
In attesa di incontarLa, Le scrivo a proposito del seminario da noi proposto sul documentario PSYCHODRAME di Roberto Rossellini e Jacob levi Moreno. La ringrazio di averlo accettato delegando l'organizzazione alla prof. ssa Mirandola.
Purtroppo la prof.ssa. nel proporre una data ha insistito su una condizione che forse Lei ignora perché mi ha sempre parlato per telefono non per iscritto. La Mirandola vuole che l'evento accada sotto l'egida (o nella cornice della) della 'Pensomac' una scuola romana di 'psicodramma analitico' che non ha mai manifestato alcun interesse storico per la figura di J. L. Moreno, padre dello psicodramma. Perché, visto che non ci sono ragioni culturali per farlo? Forse perché la Mirandola fa parte del corpo docente della Pensomac? In ogni caso abbiamo rifiutato questo coinvolgimento. Il merito della scoperta del filmato di Rossellini (cercato invano per anni e anni) va a Marco Greco e al Moreno Museum. Se volessimo un interlocutore accanto a noi è lui che la facoltà di psicologia dovrebbe invitare.
https://www.morenomuseum.org/.../roberto-rossellini-and...
La collaborazione della Pensomac confonderebbe gli studenti. I quali, come mi disse una volta il prof. Fabio Lucidi a Cinecittà hanno tutto il diritto di non sapere quasi niente. Spetta a noi informarli e formarli.
https://www.imdb.com/it/title/tt9195096/...
L’incontro tra Moreno e Rossellini è già una cosa complessa da storicizzare e spiegare dal punto di vista del cinema e dei rapporti di Rossellini con la televisione. Intrecciarlo a un confronto tra lo psicodramma classico e quello 'analitico' è assai complicato e richiederebbe una (lunga) trattazione a parte.
Inoltre, dopo anni di lavoro, penso che lo psicodramma sia sempre analitico perché presuppone una lettura del suo tema. Non può fare a meno dell'interpretazione anche se la terapia non consiste nel dirla. Facciamo un passo indietro.
Negli Anni Ottanta non esistevano la legge Ossicini, l'Ordine degli psicologi e nemmeno l'albo delle scuole di psicoterapia. Almeno in Italia il riferimento allo PD lacaniano per molte persone (anche per bene o benino) che non erano riuscite a entrare nelle associazioni psicoanalitiche di Freud e Jung, lo PD analitico fu un trucco utile. Un cavallo di t***a per potersi dichiarare 'analisti' grazie a Lacan (che di loro non ne sapeva niente) e allo PD (di cui loro ignoravano tutto). Questo setting (delicato come una violetta del pensiero ) è fatto di parole fumose e azioni minimaliste dove il GIOCO - per paura e che l'inconscio si esprima - è ridotto a un prudente nulla. Infatti si parla di 'sedute' di psicodramma. Come dire una passeggiata fatta in automobile... o una sbornia di aranciata.
Non escludo che della Pensomac facciano parte alcune persone serie e motivate. E magari anche efficaci come psicologi, visto che nel mondo della psicoterapia le verifiche sono difficili da fare: per Karl Popper la psicoanalisi non è scientifica perché non è falsificabile. Il problema è un altro: nessuno dei Pensomacchi ha mai manifestato alcuna Curiosità Storico-Culturale e nemmeno forme di riconoscenza per il padre dello psicodramma Jacob Levi Moreno, il gigante, saccheggiato da tutti, che ha rivoluzionato la psicoterapia del Novecento. Senza il quale nemmeno il cosiddetto ‘psicodramma analitico’ sarebbe mai esistito. Analoga indifferenza è riservata ai rapporti tra Moreno e Pirandello al centro del play di Ezio Donato, FANTASMI prodotto da Cinecittà Holding col Teatro Stabile e l’Università di Catania.
https://www.youtube.com/playlist...
Dunque Dio benedica la Sicilia, le sue lumie e i suoi lumi.
Questa posizione di felice indifferenza non è nemmeno una dote originale degli amici della profesoressa Mirandola. L'hanno imparata dai loro nonni fondatori della SEPT di Parigi, Gennie e Paul Lemoine, con cui, da ragazzo, feci il mio primo e doveroso training a Parigi in rue des lions. E a Firenze all'hotel Porta Rossa dove il giovane Moreno era venuto in vacanza con lo zio. E dove Monicelli girò la scena di 'Amici miei' in cui Tognazzi scopre la sua ragazza nuda tra le braccia di un'altra donna.
Direi che per certi versi lo 'psicodramma analitico' ha i diritti e il fascino non generativo di un amore saffico sublimato... Naturalmente lo dico in chiave LGBTQIA+ con tutta la dolcezza di una canzone di Taylor Swift. Fatto sta che la percentuale di signorine non sposate, nella SEPT era impressionante, a partire da Luisa Mele ed Elena Croce mie prime maestre, figlie dei Lemoine ma non identificate in mamma Gennie. Come Anna Freud insomma. Nubil/donne destinate -come si dice in Puglia - a portare la madre al sole quando sarà vecchia, in devota, sacrificale inversione di ruolo.
I Lemoine per primi utilizzarono il setting dello PD nel nome di Lacan che in vita sua non fece mai un’ora di psicodramma né da conduttore né da paziente. Erano brillanti e intuitivi ma non curiosi, come il Marchese del Grillo di Sordi (Io so' io. E voi non siete un...)
Cioè erano indifferenti a qualunque autore. Da Hillman a Watzlawick, da Minuchin a Jung. Persino al libro lacaneggiante di Didier Anzieu sullo Psicodramma Analitico del Bambino e dell'Adolescente.
https://www.plays.it/.../131-introduzione-a-lo...
Quando gliene ofrii una copia, Gennie reagì con un sorrisetto trumpiano: "Anzieu? La sua segretaria viene ai nostri gruppi." Per i Lemoine Lacan era Dio. Punto e basta. Lui a loro bastava. A me no.
Come narrare e spiegare agli studenti di oggi che l'unico psicodramma di Lacan stava nel suo fumare sigari chic fatti a Zig Zag?
Mi creda, prof. Tremonti, andò, andava così.
Ricordo che - prima di andare a studiare al Beacon Institute dai Moreno a New York coi miei ultimi risparmi - confidai a Luisa Mele (di cui conservo un ricordo affettuoso):
Cara Luisa, i nostri genitori lacaniani mi fanno pensare a una battuta di Oscar Wilde: "Ignorance is like a delicate exotic fruit; touch it and the bloom is gone." (da The Importance of Being Earnest). Earnest= sincero.
Su questa base ho detto di no alla Mirandola. Sarebbe utilizzare Moreno e l'Università per la pubblicità della Pensomac. Piuttosto chiamiamo Marco Greco da Torino.
In attesa di una Sua risposta e di un Suo intervento, Le invio freschi saluti wildiani.

Istituto di Psicodramma ad Orientamento Dinamico, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia

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Via Federico Di Donato, 10
Rome
00165

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