Associazione culturale Unicorno-l'AltrascuolA

Associazione culturale Unicorno-l'AltrascuolA Promuove iniziative d'aggiornamento professionale, seminari di studio, convegni per riqualífícare il ruolo della scuola e dei suoi operatori

Unicorno - l’AltrascuolA è un'associazione culturale e professionale indipendente, che cerca di dare il proprio contributo ad una scuola moderna europea e partecipata, i cui lavoratori siano capaci di ritrovare quel prestigio sociale e, quindi, quell’entusiasmo nell'agire, che si è perso nel corso degli ultimi anni a seguito del continuo svilimento delle diverse attività didattiche, dell'istruzione e della cultura in genere. L'impegno dell'associazione va nella direzione di riconsiderare e ripensare la Scuola nella sua funzione principale ed istituzionale di promozione della cultura, delle conoscenze, delle competenze e nel porre una forte critica alla concezione, che appare vincente ai giorni nostri, dell'Istruzione intesa come semplice erogazione di servizi, dove lo studente diventa "cliente" e dove i fenomeni della privatizzazione e dell'aziendalizzazione risultano sempre più invasivi.

MILANO, 22 SETTEMBRE, h. 15.00 - 17.45, c/o CASA DELLA CULTURA, V. BORGOGNA, 3. CONVEGNO IN PRESENZA CON ESONERO PER DOC...
16/09/2026

MILANO, 22 SETTEMBRE, h. 15.00 - 17.45, c/o CASA DELLA CULTURA, V. BORGOGNA, 3. CONVEGNO IN PRESENZA CON ESONERO PER DOCENTI ED ATA. Presentazione di "SINDACATO S.p.A. Cgil Cisl Uil (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta" (Paper First Editore, Roma 2026)
di Stefano d'Errico. Prefazione di Peter Gomez. Introduzione di Ezio Gallori, che INTERVERRANNO insieme all'Autore
Coordinano: Beppe Bettenzoli (Usb Lombardia), Marco Monzù Rossello (Unicobas Lombardia)
IL CONVEGNO VERRA' TRASMESSO ANCHE IN STREMING. PER SEGUIRLO CLICCARE SU QUESTO LINK: https://youtube.com/live/REVUM991Ee4

Più di 3,5 miliardi l'anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l'Ugl). Denaro pubblico per pensioni d'oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d'affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l'anno, però non devono neanche presentare un bilancio (e nessuno se n'è accorto neanche ai tempi di tangentopoli).
Ma non è tutto. Perché un'apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a "totale carico del sindacato"), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile.
In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà sconosciuta. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l'intero settore.
Organizzato da l'AltrascuolA-Associazione Professionale con Casa della Cultura + Unicobas Scuola & Università-Federazione sindacale dei comitati di base

MILANO: MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2026 ore 15.00 / 17.45Casa della Cultura, V.Borgogna, 3 (Metro M1/M4 San Babila)CONVEGNO CO...
01/09/2026

MILANO: MARTEDÌ 22 SETTEMBRE 2026 ore 15.00 / 17.45
Casa della Cultura, V.Borgogna, 3 (Metro M1/M4 San Babila)
CONVEGNO CON ESONERO PER DOCENTI ED ATA per la Presentazione del libro di Stefano d’Errico
SINDACATO S.p.A. CGIL, CISL, UIL (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta (Paper First Editore, Roma, 2026)
Intervengono:
Peter Gomez (Direttore de “ilfattoquotidiano.it” - Autore della Prefazione)
Ezio Gallori (Pensionati Uniti - Autore dell’Introduzione)
Stefano d’Errico (Autore del libro - Segretario nazionale Unicobas Scuola & Università)
Coordinano: Beppe Bettenzoli (USB Lombardia) e Marco Monzù Rossello (Unicobas Lombardia)

Convegno in presenza. Organizza: Unicorno l’AltrascuolA
Associazione Professionale Sede nazionale: Via Casoria, 16 00182 Roma Tel. 067027683
Per l’iscrizione (posti limitati) inviare i propri dati a: [email protected]
Soggetto qualificato alla formazione con Decreto MIUR 177/2000, direttiva MIUR n. 170 del 21.3.2016, elenco Enti Accreditati/Qualificati del 23.11.2016. Come previsto dal D.M. 177/2000, art. 2, comma 5, le singole iniziative formative promosse da soggetti definitivamente accreditati come Enti di formazione da parte del MIUR ai sensi della Direttiva 90/2003 sono riconosciute dall’amministrazione scolastica e quindi non necessitano di specifica circolare (Nota MIUR n. 3096 del 2/2/2016)
Esonero dal servizio intera giornata fruibile da Docenti ed ATA, di ruolo e non, con attestato, ai sensi dell’art. 36, commi 6, 8 e 10, vigente CCNL.
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl).
Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro.
Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio (e nessuno se n’è accorto neanche ai tempi di tangentopoli).
Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello stato senza il versamento dei contributi?
Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili?
Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea?
La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà sconosciuta. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore.

Dall’introduzione di Ezio Gallori: “Nel mondo sindacale di un tempo, con la partecipazione e la democrazia, non c’erano spazi per i privilegi ma solo militanze convinte ed esempi di alta moralità e impegno. Valori che si sono persi, nelle deleghe in bianco, nei distacchi sindacali, nei compensi, nelle carriere agevolate, negli opportunismi e perfino nei tradimenti ai danni dei lavoratori”.
Dalla prefazione di Peter Gomez (riduzione): Gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni e sarebbe comodo poter indicare un solo colpevole. Non potendo più svalutare la moneta si è scelto di svalutare il lavoro. Ma in una democrazia matura, quando profitti e salari si separano per così tanto tempo, quando la produttività non cresce perché non si investe, quando la politica abdica al suo ruolo, qualcuno dovrebbe alzare la voce. E quel qualcuno dovrebbe essere il sindacato. Accade ed è accaduto così in tutti i Paesi d’Europa. Ed è successo persino negli Usa dove il sindacato dei lavoratori dell’auto ha bloccato le fabbriche per settimane e settimane per ottenere aumenti che recuperassero l’inflazione post-Covid. Perché invece da noi il conflitto salariale è restato debole, intermittente, spesso simbolico? Perché i salari sono scesi senza una reazione proporzionata nelle piazze e sui luoghi di lavoro? Il libro di Stefano d’Errico serve anche per dare questa risposta. Fino alla fine degli anni Ottanta i sindacati italiani erano, con le ovvie eccezioni, una forza esterna allo Stato. Poi arrivano gli anni Novanta, e cambia tutto. Il Protocollo del 23 luglio 1993, firmato dalle organizzazioni sindacali con il governo, segna la svolta: nasce la concertazione permanente, nasce la politica dei redditi, nasce l’idea che i salari debbano crescere non in base al conflitto, ma in base alle compatibilità macroeconomiche. Da quel momento i sindacati non sono più soltanto rappresentanti dei lavoratori: diventano cogestori della stabilità economica del Paese. È l’ingresso ufficiale nel sistema. Ogni patto ha ovviamente un prezzo. Qui il prezzo è il conflitto. Già nel 1990 la legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali introduce preavvisi, fasce di garanzia, limiti e sanzioni. Nel 2000 la riforma rafforza ulteriormente il meccanismo. Gli scioperi alla francese o alla tedesca che bloccano il Paese per giorni diventano da noi impossibili. In Italia non esiste una vera cassa sciopero. Eppure, come si rende conto ogni iscritto guardando la propria busta paga, i nostri sindacati non sono poveri. Perché, mentre s’indeboliva il conflitto sociale, il sistema delle organizzazioni è invece cresciuto. Cresciuto nei servizi. Patronati, Caf, formazione professionale, enti bilaterali: sono un welfare parallelo, senza un bilancio consolidato che consenta di capire davvero quanto valga l’intero perimetro delle varie organizzazioni. Il paradosso è evidente: salari fermi; sindacati economicamente solidi.

Unicobas Scuola & Università
Federazione sindacale dei comitati di base
Sede nazionale: Via Casoria, 16 - 00182 Roma
Tel. 067026630
Email: [email protected]

20/07/2026

20 LUGLIO '26: COMUNICATO STAMPA NAZIONALE UNICOBAS
La libertà di espressione non si tocca!
Solidarietà ai docenti e agli studenti del Liceo Classico “Francesco Vivona” di Roma

L’Unicobas Scuola si stringe al fianco della comunità tutta del Liceo Classico “Francesco Vivona” di Roma che è stata sottoposta ad una ispezione ministeriale ordinata dal ministro Valditara per accertare fatti evidentemente da lui ritenuti gravi e rilevanti.
E quali sarebbero queste condotte da indagare? Eccole. Un docente, al termine degli esami di maturità e dopo la pubblicazione degli esiti degli stessi, ha inviato un messaggio whatsapp ad un ex alunno maggiorenne col quale esprimeva un’opinione sollecitandolo a non abbassare la guardia dell’indignazione di fronte alla condizione di Gaza in cui il perpetrato genocidio è stato esempio atroce della disumana violenza dei forti contro i deboli.
Messaggio coraggioso e potente che ogni docente, in una scuola educante e libera, ha il dovere di trasmettere alle generazioni di studenti per formarli nel solco della Costituzione italiana, affinchè diventino uomini e donne consapevoli dell’importanza dei valori in essa contenuti.
Il “caso” è stato aperto dal quotidiano “Il Tempo” che ha pubblicato un articolo ispirato da uno studente anonimo, in cui i fatti risultano distorti e confusi. E proprio agli studenti gli ispettori hanno chiesto di essere delatori verso un loro professore (pratica molto educante questa e significativa degli alti valori che si vogliono trasmettere!).
Valditara dovrebbe spiegare molte cose, come ad esempio possa essere sottoposto ad accertamento disciplinare il messaggio in questione che, al di là del merito, è avvenuto fuori dall’esercizio della propria funzione in quanto il professore comunicava con un suo ex alunno di 19 anni, quindi maggiorenne e dopo aver concluso l’iter di studio.
Evidentemente è il ministro Valditara che dovrebbe studiare meglio gli articoli della nostra Costituzione e comprenderne il senso profondo: per esempio il senso dell’Articolo 21 che tutela la libertà di pensiero e di espressione, quello dell’Articolo 11 che manifesta il totale ripudio dell’Italia verso la guerra, e quello dell’Articolo 33 che garantisce la libertà di insegnamento.
Il ministro Valditara, che evidentemente fa fatica a sottoporsi al rispetto della nostra Costituzione, deve sapere che l’ingerenza sempre più pressante dello Stato nella scuola non piegherà tutti coloro che, invece, al suo interno continuano a difenderla da chi vorrebbe assoggettarla ai voleri di una classe politica nostalgica del ventennio che vuole metterle il bavaglio. La scuola non abdicherà alla funzione fondamentale di formare pensiero divergente e menti critiche e aperte, fondamentali perché una società rimanga pienamente democratica.
L’Unicobas Scuola manifesta la propria forte indignazione verso tutto ciò e chiede l’immediata chiusura dell’ispezione ministeriale che non ha fondamento normativo alcuno. Appoggia qualunque iniziativa che i docenti e gli studenti del Vivona vogliano intraprendere, assicurando, oltra alla totale solidarietà, tutto il supporto di cui possano avere bisogno.

Per l’Esecutivo Nazionale dell’Unicobas Scuola e Università
Maria Grazia Argiolas

https://www.youtube.com/watch?v=Thj67pvkrvELUNEDI' 20 LUGLIO, alle h. 17.00, IN DIRETTA SUL CANALE YOU TUBE DE "IL FATTO...
18/07/2026

https://www.youtube.com/watch?v=Thj67pvkrvE
LUNEDI' 20 LUGLIO, alle h. 17.00, IN DIRETTA SUL CANALE YOU TUBE DE "IL FATTO QUOTIDIANO". RISPONDEREMO ALLE DOMANDE POSTE NELLA CHAT

Il sindacato è ancora uno strumento di tutela dei lavoratori o è di...

17/07/2026
RECENSIONE DI ENZO DI BRANGO DEL MIO "SINDACATO SPA" (PAPER FIRST) su Le Monde Diplomatique (con "il manifesto") di oggi...
15/07/2026

RECENSIONE DI ENZO DI BRANGO DEL MIO "SINDACATO SPA" (PAPER FIRST) su Le Monde Diplomatique (con "il manifesto") di oggi: "Quando il sindacato smette di organizzare il conflitto e diventa parte dell’apparato, chi resta a rappresentare davvero il lavoro? La mia recensione su Le Monde Diplomatique a 'Sindacato S.p.A.' di Stefano d'Errico, libro scomodo ma necessario".

30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Piergiuseppe Bettenzoli dell'Usb Lombardia presenta il libro "Sindacato SPA. Cgil, C...
06/06/2026

30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Piergiuseppe Bettenzoli dell'Usb Lombardia presenta il libro "Sindacato SPA. Cgil, Cisl, Uil (e gli altri). Diktat, affari e miracoli della nuova casta"con l'autore, Stefano d'Errico
SINDACATO $.p.A. Introduzione di Ezio Gallori e Prefazione di Peter Gomez (Paper FIRST, pp. 464, euro 18,50, nelle librerie. Acquistabile su Amazon scontato e con carta del docente).
https://youtu.be/KXcgtsjweRs?si=Qun6ru6B5x7yn9DE
Sinossi
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl). Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate ed hanno un giro di circa 8 miliardi l’anno, però non devono neanche presentare un bilancio. Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello Stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a “totale carico del sindacato”), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà che, così come organizzata, nel difficile mondo del lavoro odierno, non ha davvero senso. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore.
Dalla Prefazione di Peter Gomez:
"Gli stipendi in Italia non crescono da trent’anni. Qualcuno dovrebbe alzare la voce. E quel qualcuno dovrebbe essere il sindacato.
Accade ed è accaduto così in tutti i Paesi d’Europa. Ed è successo persino negli Usa dove il sindacato dei lavoratori dell’auto ha bloccato le fabbriche per settimane e settimane per ottenere aumenti che recuperassero l’inflazione post-Covid.
Perché invece da noi il conflitto salariale è restato debole, intermittente, spesso simbolico? Il Protocollo del 23 luglio 1993, firmato dalle organizzazioni sindacali con il governo, segna la svolta: nasce la concertazione permanente, nasce la politica dei redditi, nasce l’idea che i salari debbano crescere non in base al conflitto, ma in base alle compatibilità macroeconomiche. Da quel momento i sindacati non sono più soltanto rappresentanti dei lavoratori: diventano cogestori della stabilità economica del Paese. È l’ingresso ufficiale nel sistema.
Ogni patto ha ovviamente un prezzo. Qui il prezzo è il conflitto. Mentre s’indeboliva il conflitto sociale, il sistema delle organizzazioni è invece cresciuto. Cresciuto nei servizi.
Patronati, Caf, formazione professionale, enti bilaterali: sono un welfare parallelo che, secondo Stefano d’Errico, muove ogni anno almeno 8 miliardi di euro, senza un bilancio consolidato che consenta di capire davvero quanto valga l’intero perimetro delle varie organizzazioni".
Dall’Introduzione di Ezio Gallori:
“Nel mondo sindacale di un tempo, con la partecipazione e la democrazia, non c’erano spazi per i privilegi ma solo militanze convinte ed esempi di alta moralità e impegno. Valori che si sono persi nell’acquisizione di una certa “modernità”, nell’acquisizione di diritti, nelle deleghe, nei distacchi sindacali, nei compensi, nelle carriere agevolate, negli opportunismi e perfino nei tradimenti ai danni dei lavoratori”.
Stefano d’Errico è segretario nazionale dell’Unicobas. Profondo conoscitore del mondo sindacale, tra i suoi libri: La Scuola distrutta (Mimesis, Milano 2019) e La scuola rapita, il Covid e la Dad (Armando, Roma 2021), nei quali ha raccontato la storia del sindacalismo di base e denunciato 30 anni di massacro scientifico dell’istruzione pubblica ad opera del neo-liberismo e della sinistra minimalista e “politicamente corretta”.

30/5/2026 Cremona, "Spazio Comune": Presentazione del libro "Sindac...

26/05/2026

COMUNICATO UNICOBAS: SENTENZA DEFINITIVA. L'ASPETTATIVA NON RETRIBUITA è un DIRITTO ANCHE PER I SINDACATI DI BASE

SENTENZA DEFINITIVA: L’ASPETTATIVA NON RETRIBUITA È UN DIRITTO PER TUTTI I SINDACATI, NON SOLO PER I PRONTA-FIRMA
Una bella batosta per mala politica e mala “rappresentanza” sindacale

I PRECEDENTI. Con la sentenza n.° 3624 dell’8 maggio 2018, il Giudice monocratico, Dr.ssa Claudia Canè della Seconda Sezione Lavoro del Tribunale di Roma, confermava l’aspettativa non retribuita a carico del sindacato Unicobas, assistito dall’Avv. Giovanni Angelozzi del Foro di Roma, dopo analoga vittoria in sede giudiziaria per l’anno scolastico 2016/2017, respingendo il ricorso in opposizione prodotto dal Miur (Gabinetto del Ministro Fedeli), confermando così quanto già stabilito da una precedente sentenza di merito, e condannando il Ministero al pagamento delle spese (4.039 euro).
Il Ministero dell’Istruzione, già “recidivo”, perché battuto una prima volta in tribunale, sosteneva ugualmente quanto già preteso nel primo (soccombente) giudizio, ovvero che l’istituto dell’aspettativa sindacale non retribuita spettasse, come per quelle retribuite dallo Stato, solo alle OoSs firmatarie di contratto (Sic!) e “maggiormente rappresentative” (tali in grazia del vergognoso calcolo basato sulle elezioni Rsu che consentono ai lavoratori di votare solo le liste presenti nella singola unità produttiva, elezioni frammentate e senza lista nazionale ove è vitato ai sindacati di base di tenere assemblee in orario di servizio per trovare candidati). La pretesa, contraria alle disposizioni dello Statuto dei Lavoratori, nasce con un contratto nazionale quadro sui permessi sindacali nel quale, in pieno conflitto d’interessi, Cgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal, Gilda-Fgu e controparti pubbliche pattuivano di riservare agli apparati di casta confederali non solo le aspettative retribuite (2mila nel pubblico impiego), ma persino quelle che non danno luogo a nessuna retribuzione.
Citando una lontana sentenza della Cassazione, il Giudice ribadiva quindi, già nel 2018, che quanto previsto dalla legge non può essere aggirato con un accordo fra Stato, Ministero ed alcune organizzazioni sindacali (a danno di altre). La L. 300/70 è molto chiara: l’aspettativa non retribuita spetta ai membri degli organi statutari dirigenti di qualsiasi organizzazione sindacale. Citiamo dalla sentenza: “Trattasi infatti di un diritto riconosciuto a tutela della libertà sindacale del lavoratore ed alla libera applicazione delle relative attività, costituzionalmente garantito (cfr. artt. 39 e 51 Costituzione), che non è suscettibile di limitazioni o discriminazioni”.
Una buona premessa per la battaglia finale quando s’è discusso in Tribunale dell’aspettativa non retribuita del successivo anno scolastico, dopo una ben diversa sentenza che, pilatescamente, non è entrata nel merito perché non ci sarebbe stato “periculum in mora”, dal momento che all’inizio dell’anno scolastico 2017/2018, in attesa che la giustizia si pronunciasse, sono stato costretto (annullato il primo) a mettermi di nuovo in anno “sabatico”, senza stipendio e senza contributi. Non c’erano più “scuse”: l’anno sabatico non è ripetibile. Infatti, il 3 marzo 2020 un’altra sentenza ribadiva il diritto all’aspettativa: 3 a 1, punteggio tennistico... Però il 10.5.22 la Corte d’Appello di Roma ha bizzarramente ritenuto di nuovo “derogabile” lo Statuto dei Lavoratori, confondendo la distribuzione dei distacchi a carico dello stato derivanti dalla “rappresentatività” calcolata a parte con quelli non retribuiti che invece la legge prevede per i membri di organismi statutari di qualsiasi sindacato.
L’ULTIMA SENTENZA. Quest’ultima sentenza del 20 maggio ha chiuso il cerchio. Come disposto dalla Cassazione, riassumendo la causa, la stessa Corte d’Appello di Roma con un nuovo Giudice, il Dott. Vito Francesco Nettis, ha esaurito la questione senza più possibilità di replica, con ulteriori aggravi per lo stato perché, oltre alla conferma della precedente, è intervenuta un’altra condanna alle spese: €.5.000,00 per il giudizio di appello; €.4.000,00 per il giudizio di Cassazione; €.5.000,00 per l’ultima fase, per un totale di 18.039 euro. Il tutto, oltre al contributo unificato, rimborso forfetario del 15%, Iva e Cap come per legge.
Era stata la Corte di Cassazione, con sentenza del 9 febbraio 2026 a riformare e rinviare alla Corte d’Appello la precedente decisione negativa perché venisse riformata, ribadendo che l’art. 31 della L. 300/70 è inderogabile e non può ve**re negato da norme pattizie sui distacchi, che siano onerosi (e discriminati dalla cosiddetta “rappresentatività”) o meno. Ora la vittoria dell’Unicobas Scuola, assistito dall’Avv. Giovanni Angelozzi del Foro di Roma, è definitiva (e fa giurisprudenza).
Una lezione anche per tutti quei “costituzionalisti di Sua Maestà” (ben radicati anche dentro una certa “sinistra” ormai ridotta alla frutta), sinora assolutamente muti a fronte di tali vergogne anche perché legati a doppio filo a quelle stesse Confederazioni (Cgil in primis) che, con il gioco delle parti, negli ultimi 30 anni hanno garantito come contropartita l’imposizione sui lavoratori dell’austerità voluta dalla “Troika”, il massacro degli stipendi, delle pensioni e del welfare.
Stefano d’Errico (Segretario nazionale Unicobas)

ENZO DI BRANGO: RECENSIONE DI "SINDACATO SPA. CGIL, CISL, UIL (E GLI ALTRI). DIKTAT, AFFARI E MIRACOLI DELLA NUOVA CASTA...
21/05/2026

ENZO DI BRANGO: RECENSIONE DI "SINDACATO SPA. CGIL, CISL, UIL (E GLI ALTRI). DIKTAT, AFFARI E MIRACOLI DELLA NUOVA CASTA", con Premessa di Peter Gomez ed Introduzione di Ezio Gallori (PaperFirst, 2026).

https://decodernews.substack.com/p/sindacato-spa?utm_id=97757_v0_s00_e232_tv2_tp1_a1den1nk1dmsfm&fbclid=IwY2xjawR8Gc1leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFORnBLeWNoVTB4QU9JckIxc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHv9f_hjWjbP_X9XerWpXwSTszAyn_WUKoA66YcG1x0QMWke915OhVeOLS5hR_aem_CqMUqgMSH9sLwHKL0szktw

di Stefano d'Errico

UNICOBAS: NON COLLABORARE!NO alla DISTRUZIONE degli ISTITUTI TECNICINO alla sQuola di ValditaraDal 22 Maggio al 21 Giugn...
15/05/2026

UNICOBAS: NON COLLABORARE!
NO alla DISTRUZIONE degli ISTITUTI TECNICI
NO alla sQuola di Valditara
Dal 22 Maggio al 21 Giugno 2026
NO ORE & ATTIVITÀ AGGIUNTIVE NO agli STRAORDINARI ATA
NO progetti, incarichi, sostituzioni, aggiornamento, funzioni strumentali

La Controriforma dei Tecnici = 231 ore in meno nel Primo Biennio / 198 in meno nel Secondo Biennio / oltre alle decurtazioni dovute all’istituzione della filiera
SCIOPERO UNICAMENTE PER QUANTI PRESTANO SERVIZIO NEGLI ISTITUTI TECNICI E NEGLI IISS, DOVE SONO PRESENTI ISTITUTI TECNICI: LE TRATTENUTE SARANNO ESCLUSIVAMENTE ORARIE PER QUANTO RICONOSCIUTO DALLA CONTRATTAZIONE DI ISTITUTO A PROGETTI, STRAORDINARI ED ATTIVITÀ AGGIUNTIVE: È ESCLUSA QUALSIASI TRATTENUTA PER L’INTERA GIORNATA. SI SUGGERISCE INOLTRE UNA DISCUSSIONE CRITICA SULL’ADOZIONE DEI TESTI
Personale Ata:
- astensione attività aggiuntive oltre le 36 ore settimanali (35 ore nelle scuole con personale Ata adibito a turni);
- astensione dalle attività che comportano l’intensificazione del lavoro relativa per la sostituzione dei colleghi assenti, limitandosi al proprio piano o settore di competenza;
Personale docente:
- astensione dalle attività aggiuntive di insegnamento oltre l’orario obbligatorio, retribuite con il Fondo di Istituto;
- astensione dall’aggiornamento, dall’espletamento delle funzioni strumentali e dalle uscite didattiche;
- astensione dalle ore aggiuntive per l’attuazione dei progetti e dagli incarichi di coordinatore di progetti retribuiti con il FIS;
- astensione dalle sostituzioni e dalle collaborazioni con il dirigente scolastico, nonché dagli incarichi di responsabile di plesso, di laboratorio, di dipartimento, dalle funzioni di tutor, di coordinatore del consiglio di classe o coordinatore del personale educativo;
- astensione dalle ore aggiuntive prestate per l’attuazione dei corsi di recupero per gli alunni con debiti formativi;
- astensione dalle attività complementari di educazione fisica e avviamento alla pratica sportiva.
Non c’è rispetto. Basta con la truffa delle retribuzioni forfetarie ...Mai più lavorare gratis (o quasi)! BASTA CON LA GUERRA FRA POVERI E L’AUTOGESTIONE DELLA MISERIA
CONTRO i ritardi annosi nell’assunzione dei precari e la riduzione dei benefici stipendiali e normativi per i neo assunti; la valutazione discrezionale di docenti ed ATA, collegando i primi ai ridicoli test Invalsi; la riduzione di tutto il Superiore a 4 anni (immediatamente dopo i Tecnici); l’aumento dell’età minima pensionabile dal 2027; il taglio a 383 euro della Carta del Docente; la protervia di Valditara che vorrebbe una scuola a servizio dell’impresa ed indirizzata a destra. PER il Doppio Canale di reclutamento per abilitazioni e servizio; l’abrogazione delle controriforme Renzi e Gelmini e della relativa revisione delle classi di concorso.

Indirizzo

Via Casoria, 16
Rome
00182

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

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