Scienze Naturali

Scienze Naturali Inaugurata nel 2009, è una delle prime pagine social di divulgazione scientifica. Scienza per tutti!
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Alla fine anche questo è mimetismo criptico 🤣.. ma non so quanto possa essere vincente in termini evolutivi, il rischio ...
22/09/2026

Alla fine anche questo è mimetismo criptico 🤣
.. ma non so quanto possa essere vincente in termini evolutivi, il rischio di essere calpestati è decisamente elevato!

22/09/2026
Ah, che bello l'amore: le anime escono dal corpo e si intrecciano, mentre i cuori si uniscono, formando una cosa sola. T...
22/09/2026

Ah, che bello l'amore: le anime escono dal corpo e si intrecciano, mentre i cuori si uniscono, formando una cosa sola.

Tutte romantiche metafore, ma cosa c'è di concreto? Nulla... a meno che non siate Limax maximus!
Questo grosso gasteropode terrestre, essenzialmente una chiocciola senza conchiglia esterna, ha evoluto una strategia riproduttiva straordinaria, al confine tra il fiabesco e... il ripugnante!
Si tratta di ermafroditi incompleti, quindi dotati di organi genitali sia maschili che femminili, ma sono necessari due esemplari per potersi riprodurre.
L'accoppiamento inizia con un bel po' di muco. Questa specie è infatti in grado di produrre tre tipi di muco: uno denso e appiccicoso che serve per difendersi e per non cadere dalle superfici verticali, uno acquoso con ha la funzione di mantenere il corpo umido, mentre l'ultimo è usato solo per la riproduzione. Dopo che le lumache sono salite su una superficie elevata come un ramo, un muretto o un davanzale, iniziano a produrre il loro sottile, ma compatto filo di muco grazie al quale si calano lentamente come se fossero due viscidi e appiccicosi Spider-Man - o Spider-Snail -, rimanendo sospesi a mezz'aria.

È in questa situazione così apparentemente scomoda e instabile che inizia la magia: l'accoppiamento vero e proprio, che può durare ore, consiste nel far uscire dalle rispettive gonopore i loro organi riproduttivi, tipicamente di un bellissimo colore azzurro, avvolgendoli vorticosamente su loro stessi.
Quello che sembra un aggrovigliato ka*****ra è in realtà una strategia riproduttiva che permette agli animali di non poggiare sul terreno i loro delicati organi estroflessi, rendendoli un pasto facile per un'infinità di predatori.
Dopo circa trenta giorni verranno deposte le numerose uova che si schiuderanno dopo un mese.

Siamo cresciuti con gli "elefanti che si dondolavano sopra il filo di una ragnatela"... nulla in confronto alle lumache che si dondolano sotto un filo di muco!

(© Ph. Spleines - Testo di Andrea Bonifazi)

Sui social c'è uno sport nazionale a cui partecipiamo tutti: lamentarsi.Della politica, dell'economia, dello sport, dell...
22/09/2026

Sui social c'è uno sport nazionale a cui partecipiamo tutti: lamentarsi.
Della politica, dell'economia, dello sport, della società... si può gareggiare per ogni argomento e partecipare è facile: basta essere rompipalle.

Anche io ora mi sto lamentando di chi si lamenta, ma non per partecipare a questa "gara", bensì per una buona ragione: cercare di fare chiarezza su ciò che, da circa due anni, attira un'infinità di lamentele, cioè i tappi di plastica che rimangono attaccati alle bottiglie.
Infatti, a livello comunitario sono obbligatori dal 3 luglio 2024, una decisione che deriva dalla Direttiva (UE) 2019/904 sulla plastica monouso, la quale stabilisce che per i contenitori per bevande in plastica monouso fino a 3 litri, il tappo deve rimanere attaccato durante l'uso previsto.

Da lì sono piovute lamentele, battute, prese in giro, addirittura c'è chi ha cavalcato politicamente quest'onda di disappunto... come se bere nonostante il tappo attaccato fosse un'impresa titanica. Capirei se avessero chiesto di scalare il K2 facendo la verticale, ma basta avere l'intelligenza di un macaco ed il pollice opponibile per riuscire a bere senza problemi.

Ma tutto ciò è puro greenwashing o realmente i tappi delle bottiglie possono rappresentare un problema?
Purtroppo la seconda: i tappi delle bottiglie sono tra i rifiuti plastici più comuni sulle coste. Nel 2022 rappresentavano il 3,9% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge europee, mentre in uno studio condotto sulle coste di Tunisia, Egitto e Marocco costituivano il 7,0% dei rifiuti raccolti.
Nel 2025, durante l'International Coastal Cleanup, i volontari ne hanno raccolti 885854 in tutto il mondo.
Quasi un milione di tappi di plastica trovati in spiaggia!
Un numero enorme che, tuttavia, li pone sul gradino più basso del podio: al primo posto ci sono gli oltre 1,3 milioni di bottiglie di plastica, mentre al secondo i quasi 1,2 milioni di mozziconi di sigaretta.
Chiaramente, oltre a essere estremamente diffusi, i tappi in plastica possono persistere nell'ambiente per decenni o secoli, nel contempo degradandosi ed originando microplastiche.

Siamo sicuri che sia così "inutile e faticoso" provare a bere senza staccare il tappo?

Sembra strano, ma vi assicuro che tantissime volte ho sentito dire "antropode" anziché "artropode".Non è però un mero vi...
22/09/2026

Sembra strano, ma vi assicuro che tantissime volte ho sentito dire "antropode" anziché "artropode".
Non è però un mero virtuosismo, una singola consonante può fare una differenza enorme: "artropode" deriva dal greco arthron (ἄρθρον), cioè "articolazione", e podes (πòδες), "piedi". Potremmo quindi tradurla come "piedi articolati" o, meglio, "zampe articolate": si tratta infatti del phylum che racchiude invertebrati quali insetti, aracnidi o crostacei, caratterizzati proprio da zampette dotate di articolazioni.
La parola "antropode", invece, non esiste, ma se andassimo ad analizzarla etimologicamente potremmo farla da derivare da antropos ánthrōpos (ἄνθρωπος), che significa "uomo", inteso nel senso di "essere umano" o "persona". "Antropode", quindi, significherebbe "piedi umani".
Peppe Fe**sh potrebbe apprezzare, ma in Zoologia non ha alcun signficato.

La pignoleria a volte serve, no?

22/09/2026

🫘🌱📖♻️🌤️

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Andrea Bonifazi
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Cyrano Libri Vino Svago
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Delegazione FAI Sassari
RAS - Regione Autonoma della Sardegna

Chi ha mai aperto un libro di Zoologia si sarà fatto una grossa domanda: cosa diamine ci faceva Aristotele con le lanter...
22/09/2026

Chi ha mai aperto un libro di Zoologia si sarà fatto una grossa domanda: cosa diamine ci faceva Aristotele con le lanterne? Aveva problemi di illuminazione? Andava a caccia di falene? Aveva paura del buio? Non lo so, io pensavo che avesse una gran passione per l'illuminazione artificiale o che forse avesse utilizzato la lanterna in qualche sua dissertazione filosofica.
Eppure la risposta è più banale...

Perché sto parlando di lanterne e di Aristotele? Perché è così che si chiama l'apparato boccale dei ricci di mare, utile a raschiare e brucare il substrato, nutrendosi così di alghe e detrito organico. Una struttura formata da cinque placche calcaree, dette piramidi, unite tra loro da fibre muscolari. A rendere il tutto più complesso intervengono ulteriori elementi calcarei e muscolari di minori dimensioni. Quando il riccio è in vita, noi scorgiamo solo i cinque dentini che fuoriescono dalla membrana peristomiale posta sul lato orale del riccio - la parte "ventrale", per intenderci -, mentre la rimanente struttura rimane celata nel suo corpo. Da punta dell'iceberg a punta della lanterna è un attimo.

In tutto ciò, cosa c'entra il filosofo greco? Vissuto nel IV secolo a.C., non limitava la sua passione alla filosofia, ma da buon nerd ante litteram amava anche la zoologia. Ed è così che, studiando i ricci di mare, si rese conto di come il loro apparato boccale ricordava le lanterne in osso che si usavano all'epoca come fonti di illuminazione: queste, infatti, erano formate da cinque pannelli, ciascuno abbastanza sottile da lasciar passare la luce di una candela, ma abbastanza resistente da impedire al vento di spegnere la fiamma.
Ed è così che affermò che "l'apparato boccale del riccio è continuo da un’estremità all’altra, ma all’apparenza non lo è: somiglia piuttosto a una lanterna di c***o a cui siano stati tolti i pannelli."

Senza nulla togliere al buon Aristotele, bisogna dire che in passato era più facile far attribuire il proprio nome anche a scoperte apparentemente banali... è il vantaggio di essere stati i primi a fare certe osservazioni, no?.. se solo fossi vissuto qualche secolo fa...

P.S. Il perché ne abbia così tante in mano è meno divertente: qualcuno ha pescato decine e decine di ricci di mare, gettandone i resti sulla spiaggia. E le lanterne di Aristotele erano tutte lì, in bella mostra.

(© Andrea Bonifazi)

Il polpo ha i tentacoli.Un'affermazione ridondante, ai limiti del lapalissiano, una delle poche certezze della vita.A vo...
22/09/2026

Il polpo ha i tentacoli.
Un'affermazione ridondante, ai limiti del lapalissiano, una delle poche certezze della vita.

A volte, tuttavia, quelli che consideriamo assunti inopinabili possono essere errati da un punto di vista scientifico.
Il polpo, infatti, NON ha i tentacoli, ma solo 8 braccia. La differenza non è cosa da poco: le braccia presentano le ventose - in una o due file - per tutta la loro lunghezza, hanno funzione deambulatoria e prensile e possono essere modificate per fini riproduttivi (si veda l'ectocotile).
I tentacoli, invece, sono in genere più lunghi delle braccia, hanno funzione sia tattilo-sensoriale che prensile, e sono dotati di ventose solo alla loro estremità terminale, che può essere più o meno allargata. Possono essere estesi fino a due volte la lunghezza complessiva dell’animale, venendo poi ritratti in apposite tasche.

Ma se il polpo ha solo braccia, chi ha i tentacoli? Altri cefalopodi, ma decapodi come calamari, totani e seppie: questi sono dotati di 8 braccia e 2 tentacoli, le cui differenze son ben visibili in questa foto che ritrae Ascarosepion pfefferi, piccola seppia indo-pacifica.
Esistono anche casi particolari come il Nautilus, un cefalopode che ha esclusivamente tentacoli - una novantina! - e nessun braccio.

Occhio ai termini che usiamo in sinonimia, in ambito scientifico possono esprimere concetti molto diversi.

(© Ph. Christian Gloor from Wakatobi Dive Resort, Indonesia - Testo di Andrea Bonifazi)

22/09/2026

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