07/08/2026
Ieri ho pubblicato un post in cui spiegavo che gli ammassi biancastri e morbidi che spesso troviamo in spiaggia sono ovature di gasteropodi muricidi - perlopiù di Hexaplex trunculus e Bolinus brandaris -, cioè ammassi di centinaia di capsule a loro volta contenenti centinaia di uova.
Il post si basava su un comunissimo errore che fa chi non è del settore, pensando che quelle siano in realtà spugne. Chi mastica un po' di zoologia sa bene che queste ultime appartengono al phylum Porifera, molto distante dai molluschi. Una confusione non grave che ho cercato di argomentare nel post.
.. qual è il problema? Il post, escluse le sucessive risposte, ha ricevuto 66 commenti. Di questi 42 spiegavano che quella nel post non era una spugna, ma uova di mollusco, 2 sostenevano che fosse una spugna, 2 che invece fosse un'alga; a questi aggiungo un fuoriclasse che sosteneva che la mia non è un pagina divulgativa, ma un'istigazione al commento, per cui non bisogna commentare per non darmi visibilità... e portava avanti questa sua "crociata del silenzio" commentando.
Il dato può farci sorridere, ma è preoccupante: essenzialmente quasi 3 persone su 4 si sono fermate all'immagine e al breve testo che era riportato sopra, essendo la foto uno screenshot di un post preso da un gruppo. E questo è preoccupante, forse ancor di più del già diffuso analfabetismo funzionale, per cui la gente legge senza capire cosa sta leggendo... qui la gente non ha letto proprio!
Tale fenomeno è spesso chiamato "headline reading" e porta le persone a commentare senza aver letto. Ci sono vari studi sull'argomento, come il lavoro di Sundar et al. pubblicato nel 2025 sulla rivista Nature Human Behaviour: nel paper, dal titolo "Sharing without clicking on news in social media", sono stati analizzati oltre 35 milioni di post du Facebook, scoprendo che più del 75% dei link veniva condiviso senza che l'utente cliccasse sull'articolo, suggerendo come molte persone reagiscano soltanto al titolo e all'anteprima.
C'è anche un altro problema detto "TL;DR culture" ("Too Long; Didn't Read"), per cui la gente non legge i testi troppo lunghi... spero che ciò non si manifesti anche qui 🤣
(© Andrea Bonifazi)
07/08/2026
Quando si parla di api, va a finire sempre così: c'è chi ci vede solo un pericolo dato dalla loro puntura, chi ci vede del buon miele... e poi ci siamo noi Naturalisti (et similia) che ci scorgiamo solo una delle decine e decine di migliaia di specie di impollinatori - non la più importante, per quanto sia impossibile ed inutile fare classifiche -, tra vertebrati ed invertebrati, che permettono alla biodiversità vegetale di manifestarsi in tutto il suo splendore.
07/08/2026
La prossima volta che leggerete un articolo allarmistico in cui, con toni da film horror, scrivono del ragno violino, pensate a questa storia: nel 2001, in casa di una famiglia americana, è stato trovato più di un ragno violino.
Non 2.
Non 3.
Non 5.
Non 10.
.. 2055!
Un numero incredibile, ma accuratamente documentato: il dato è stato pubblicato nel 2002 sulla rivista Journal of Medical Entomology dai due entomologi Richard Vetter e David Barger. I numerosissimi esemplari di Loxosceles reclusa - noto come "ragno eremita marrone" -, specie "cugina" del nostro L. rufescens, ma considerata più pericolosa, erano nel Kansas, in una vecchia casa risalente al XIX secolo.
La famiglia, composta due adulti e due bambini di 8 e 13 anni, si era trasferita lì nel 1996 e tutti avevano notato qualche coinquilino ad otto zampe, senza però dargli peso. Solo nell'estate del 2001, quando capirono di che specie si trattava, si resero conto che c'era qualcosa di anomalo e segnalarono queste presenze.
La straordinaria abbondanza accese la curiosità di Vetter & Barger che iniziarono a raccogliere dati per alcuni mesi, da giugno a settembre 2001. Le trappole gli permisero di raccogliere 842 ragni, mentre a mano ne catturarono 1213, quindi li suddivisero in classi di età, notando che la maggior parte erano giovani, sebbene almeno 500 fossero abbastanza grandi da mordere con successo.
Il dato più interessante era un altro: nessuno dei membri della famiglia era mai stato morso in quegli anni! D'altronde, come ho detto tante volte, i ragni violino sono sinantropici, per cui convivono spesso con noi nelle nostre abitazioni, ma il più delle volte non ce ne rendiamo conto.
Non intendo sminuire gli effetti di un possibile morso del ragno violino, ma quando leggerete un altro articolo che spaccia per straordinario il rinvenimento in casa di questa specie, andate oltre, è puro clickbait.
(Testo di Andrea Bonifazi)
07/08/2026
Il buffo aspetto di molte specie di funghi ha ispirato un'infinità di fiabe, leggende, cartoni animati, videogiochi... insomma, gran parte di quel meraviglioso mondo che si chiama "Fantasia". Dai funghi in cui vivono i Puffi a Toad di Super Mario, passando per l'ambito culinario, siamo abituati ad associare i funghi a questa forma "a cappello", di fatto tipica dei basidiomiceti, spesso senza soffermarci sul fatto che anche muffe, licheni e numerosi patogeni sono funghi. Sì, sostanzialmente anche il gorgonzola potrebbe essere considerato un... formaggio ai funghi!
Rimanendo però sulla classica "forma a fungo", come si può non rimanere estasiati osservando la microscopica perfezione di Mycena subcyanocephala, piccolo funghetto rinvenuto e descritto in Taiwan nel 2019? Dal corpo fruttifero - o cappello - di un meraviglioso blu elettrico, è di fatto uno dei "funghi a forma di fungo" più piccoli conosciuti, raggiungendo un diametro di una manciata di millimetri. È stato osservato pochissime volte, ma è Indubbio che, oltre alla sua rarità, la penuria di osservazioni sia imputabile anche alle sue "ridicole" dimensioni.
Non è meraviglioso?
(© Ph. cho_fungi/Instagram - Testo di Andrea Bonifazi)
07/08/2026
Nell'ambito mistico ed esoterico di tradizione orientale, il Terzo Occhio, noto anche come Sesto Chakra o Ajna, è un ipotetico centro energetico situato idealmente fra le sopracciglia, praticamente fra i due nostri occhi reali. Avete presente Tensing di Dragon Ball? Ecco, la posizione è proprio quella. Sempre secondo la tradizione, quando il misterioso occhio è aperto si possono sviluppare il sesto senso, l’intuizione e la percezione di impalpabili fenomeni extrasensoriali.
E se gli "occhi tra gli occhi" fossero di più? Parafrasando un vecchio slogan pubblicitario, "tre occhi is megl che one". E si sa, agli insetti piace abbondare: più zampe, più occhi, più denti... no, più denti no, quello è un altro film. Torniamo agli occhi. Molte specie di insetti, oltre ai classici due occhi composti, formati da una tantissime strutture elementari chiamate ommatidi adibite alla percezione delle immagini, possono presentare ben tre occhi semplici posti sulla parte frontale del capo. Questi, noti come ocelli, sono occhi primitivi composti da una cornea, sono privi di cristallino e hanno solo 2-4 cellule retiniche. Non sono in grado di percepire le immagini, ma idealmente si avvicinano più al Sesto Chakra che ad occhi veri e propri: infatti, reagiscono all'intensità luminosa, percependo la luce polarizzata ed acuendo il loro orientamento. Tale capacità è fondamentale per l'orientamento degli insetti, in quanto la percezione della luce polarizzata durante il volo permette loro di non perdere di vista la posizione del sole anche se questo è nascosto dalle nuvole o dalla copertura vegetale. Nelle specie notturne, gli ocelli sono tendenzialmente di maggiori dimensioni e possono avere come punto di riferimento la luce polarizzata proveniente dalla luna.
Il celebre mistico e maestro spirituale indiano Osho Rajneesh sosteneva che "quando il Terzo Occhio si apre per la prima volta, il buio sparirà, e ci sarà luce, una luce senza sorgente". Probabilmente in modo involontario, questo aforisma sembra descrivere sinteticamente e perfettamente proprio il funzionamento degli ocelli. Se poi gli occhi frontali sono tre, il risultato non può che essere migliore!
(© Andrea Bonifazi)
07/08/2026
La Scienza non è democratica.
Una frase dura, imperativa, quasi dai tratti dittatoriali, sembrerebbe un'imposizione che nega la libertà di espressione. Chi avrà mai detto una simile oscenità?
Piero Angela.
E mai frase fu più corretta per descrivere l'importanza della Scienza e l'approccio che si deve avere nei suoi confronti. Nella stessa intervista, datata 2018, aggiunse che "la Scienza non è un talk show. La velocità della luce non si decide a maggioranza o per alzata di mano. In fin dei conti la Scienza è la forma più alta di buon senso".
La prima impressione è che questa affermazione sia apparentemente "antidemocratica", ma ciò è illusorio: in sostanza voleva ribadire che quando si trattano argomenti scientifici bisogna farlo con reali conoscenze basate su evidenze oggettive ed inconfutabili, non su sensazioni e pareri personali. Aggiunse anche che "uno non vale uno", evidenziando come la spiegazione di un esperto del settore non è equiparabile all'opinione di chi, pur non avendo basi, pretende di sentenziare su un argomento scientifico. E questo, ovviamente, vale per qualsiasi altro settore in cui sono richieste conoscenze specifiche. Non si può pensare di parlare di Scienze come se si parlasse di calcio, cinema o musica, in cui tifo e soggettività è giusto che ci siano.
Sia chiaro che ciò non signfica che la Scienza debba rimanere appannaggio di "pochi eletti. Anzi, la divulgazione deve rivolgersi proprio a chi non è del settore ed il confronto è sempre auspicabile e gradito, ma tra il cercare di capire un argomento e il pretendere di aver ragione c'è un abisso.
Mi rendo conto di tutto ciò quando tratto argomenti come le specie aliene: c'è chi dice che non sono un problema, confondendo migrazioni naturali e alloctonia, chi sostiene che solo l'essere umano sia una specie aliena (?), chi afferma che sono una risorsa perché arricchiscono la biodiversità e cose del genere.
Nel momento in cui si fa notare che simili affermazioni sono errate, commentano con i soliti "ecco il professorone", "non serve la laurea per parlare di certe cose", "questa è solo una paginetta social" et similia.
È per questo che talvolta leggete mie risposte piccate - e, non lo nego, antipatiche -, ma vi giuro che è faticoso far capire che anche una community su un social possa avere una valenza scientifica se curata da qualcuno che è un professionista del settore anche nella "vita reale".
Il rispetto umano e professionale sono necessari, così come dovrebbe essere necessario riconoscere i nostri limiti conoscitivi in argomenti che non padroneggiamo, accettando di ascoltare chi oggettivamente ne sa più di noi.
Insomma, la Scienza non è democratica in quanto prevede delle competenze oggettive e riconosciute per poter argomentare senza il rischio di scadere nella disinformazione, ma chi se ne occupa deve essere democraticamente aperto al dialogo e alla spiegazione, soprattutto quando si fa divulgazione. Ricordandoci, ovviamente, che la stessa Scienza è mutabile e confutabile, per cui ciò che oggi è globalmente considerato corretto un domani potrebbe essere errato. Quindi, sebbene possa sembrare un controsenso, la Scienza può e deve essere messa in discussione, non può essere interpretata con un approccio dogmatico e chiuso. È proprio questa sua dinamicità ad essere alla base del progresso. Tuttavia, per poter confutare qualcosa che è considerato giusto sono necessarie REALI COMPETENZE, non bastano il "secondo me è così" e le occasionali esperienze personali.
Per concludere, mi spiace se talvolta pecco di antipatia, ma non è per boria o saccenza, ma perché il dover rispondere a centinaia di commenti di persone che pretendono di voler affermare le proprie ragioni, non di rado offendendo, porta davvero a saturazione.
06/08/2026
Un'altra tappa del tour di presentazione del mio libro "Ventimila specie (o quasi) sotto il mare" si avvicina... e anche questa volta la location è eccezionale: ci troveremo nell'Area Marina Protetta di Torre del Cerrano, a Pineto, in provincia di Teramo ed assieme faremo un tuffo tra le meraviglie del Mar Mediterraneo!
L'evento, in collaborazione con il WWF Abruzzo, si svolgerà domenica 9 agosto alle 18:30.
Qui vi parlerò della nuova ed arricchita edizione del libro, mostrandovi foto e video che vi faranno idealmente immergere nei segreti della biodiversità del Mar Mediterraneo: passeremo dalla strana riproduzione di Bonellia viridis allo stranissimo modo in cui mangiano le stelle marine, senza dimenticare isopodi mangialingua, pesci che vivono nell'intestino delle oloturie e "p***e di pelo di capra".
Il tutto, ovviamente, in salsa squisitamente pop e nerd, con riferimenti che vanno da Stranger Things a Spongebob, passando per Stephen King e Battisti.
Per chi vorrà, ci sarà anche il tempo per il firmacopie.
Vi aspetto!