Movimento Studenti Cattolici

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Associazione Studentesca No Profit

13/04/2026

Il Santo Padre non agisce per essere rieletto, non è una controparte politica.
È un punto di riferimento universale.

04/04/2026

Santa Pasqua 2026

Ricordo, come molti di voi, le tante volte in cui abbiamo passato la Santa Pasqua in Terrasanta

… la via Crucis tra le bancarelle e la strada a gradoni, la messa serale nella chiesa dei padri Melchiti, gli abbracci in Cristo Risorto, il pranzo dai Francescani …

… vi abbraccio tutti.

29/03/2026

Gerusalemme. 29 marzo 2026. Domenica delle Palme.
La fede è un dono di Dio, probabilmente il Dono più importante. E nello stesso tempo è libertà.
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa e il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, non sono potuti entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme dove si stavano recando per celebrare la Messa della Domenica delle Palme.
Pregare a volte non è facile, ma è sempre possibile.

22/02/2026

Torno indietro nel tempo, nel 2008, quando al termine di un convegno del Movimento Studenti Cattolici Maria Pia, per noi da sempre Mapi, si avvicina e mi dice: «Un giorno, quando sarà… me lo fai un discorso?»

In questi quasi 18 anni, in modo sarcastico a volte e più diretto altre, nelle occasioni più disparate e con stati d’animo totalmente diversi, mi ha sempre detto: «Te lo ricordi, vero?»

Parto da qui, per raccontare in poche parole Mapi, parto da un sorriso… perché per chi la conosce bene non c’è nulla di strano in questa richiesta, c’è il suo carattere… tenace… e la sua personalità forte.

Sono tante le persone, le ragazze e i ragazzi che tu, Mapi, hai accompagnato in questi anni, e proprio per questo motivo prendo in prestito le parole e i pensieri di tanti di noi.

Sei entrata nelle nostre vite facendo buona confusione, tanti di noi ti hanno conosciuto prima di conoscerti… prima di avere un rapporto diretto e continuo… e, come leggo dai messaggi di questi giorni, un rapporto profondo e personale.

Perché Mapi, nelle attività svolte insieme, nei progetti futuri e nella vita di tutti i giorni di un’associazione studentesca, alla fine c’è sempre qualcuno che ti cita, che si è preso qualche tua tirata di orecchie o che deve ripensare alle cose che gli hai detto.

Proprio perché eravamo tutti giovani, ti abbiamo conosciuta in un momento indelebile, e oggi per tanti la mente rievoca il come con te siamo cresciuti… crescere vuol dire tante cose, sia grandi che piccole, tutte concorrono oggi a dire chi siamo…

Ecco che tra gli scritti in molti partono proprio da queste cose, le tue domande:
Lo sai come si telefona a un vescovo?
E alla suora del centralino?
Per parlare con le scuole hai qualcosa da dire?
Vieni che ti spiego come si fa un foglio Excel per pianificare le richiamate.

Le cose piccole, appunto, e dopo, subito dopo, senza neanche avere il tempo di pensare, arrivavano queste altre domande:
Come stai?
Come va?
Chi vuoi essere da grande?

Certo, quasi tutti abbiamo messo a dura prova la tua pazienza, e tutti, senza il quasi, ci siamo presi senza fiatare i tuoi rimproveri… lo so che un po’ fa sorridere… ma se ci pensiamo bene, proprio il tuo modo di preoccuparsi, di suonarci la sveglia, di scuoterci davanti alle sfide piccole e grandi mette in evidenza un legame forte, quello per cui ognuno di noi ti considera parte di una famiglia.

Lo possiamo pensare e dire proprio perché tu hai scelto di considerarci famiglia, rassicurandoci nei momenti di difficoltà, ascoltando in silenzio e a volte soffrendo per le scelte sbagliate che, per la giovane età, qualcuno di noi ha fatto.

La tua famiglia, Mapi, quella che ci hai sempre raccontato e di cui sei sempre stata fiera… ci hai parlato del tuo Sergio, di Valentina e di Andrea, in una dinamica per la quale anche chi di noi non li ha conosciuti in realtà li conosce bene.

Le telefonate, gli sguardi sempre molto chiari, le parole che hai scelto in diversi momenti ci fanno pensare a te come mamma. Una madre caparbia, una mamma dolce che ti prende per mano e ti porta davanti alle difficoltà: con Mapi davanti alle sfide non hai timore, non hai paura di sbagliare o, se ce l’hai, ti passa in fretta.

Sono tantissime le tue immagini più iconiche, un sacco di fotografie con sorrisi e abbracci con tante ragazze e tanti ragazzi, dopo giorni di lavoro insieme dove la differenza di età, che non si percepiva ma c’era… è sempre diventata un valore.

L’immagine di te che fai più cose insieme ci accomuna tutti… arrivi in macchina, nel mentre stai scrivendo gli appunti su una cartellina e stai telefonando, e forse anche fumando…

Mapina, come in tanti ti chiamano, un vulcano di energia al quale è impossibile rimanere indifferenti e che riesce quasi sempre a trovare una strada per portare con sé gli altri… certo qualche strada un po’ più tortuosa c’è stata, e quanto ci siamo divertiti.

Anche negli scorsi mesi, quando qualcuna di noi, cresciuta e diventata medico, ti ha trovata come paziente, eri sempre tu, Mapi, serena e tenace, che ti alzavi quando era meglio riposare e che qualche piccola uscita, anche se non si poteva fare… la facevi lo stesso, non ti fermava nessuno.

Parlavi di quello che stava succedendo in quel momento non al medico, ma a uno dei tuoi ragazzi, davi a lei le chiavi per leggere una situazione difficile.

Oggi in tanti siamo qui, chi fisicamente, chi con il pensiero, da diverse parti del nostro Paese e nel mondo: non è esagerato dirlo, è la verità.

Mapi, una donna coraggiosa perché il tuo coraggio è diventato il nostro.

Una mamma, per tanti, perché hai avuto per noi pazienza e amore, sei stata dura in alcune circostanze e hai sofferto in silenzio quando ti abbiamo dato qualche pensiero.

Ma la cosa davvero incredibile è che sei mamma per noi perché nei piccoli successi e nelle tappe che segnano la vita di ciascuno di noi il tuo sentimento di orgoglio ci è sempre arrivato, quello di una mamma, appunto… che gioisce nel vedere il bello.

Caro Sergio, Valentina, Andrea,
i tratti distintivi di Mapi sono presenti, ci accompagnano e rimangono nella vita di tutti noi.

Ciao Mapi, continua ad accompagnarci.
I tuoi ragazzi🤍

15/02/2026

Il XXIX Convegno è terminato, Viva!

07/02/2026

Programma XXIX Convegno Nazionale Movimento Studenti Cattolici - FIDAE - Roma, Febbraio 2026

24/01/2026

Quale futuro vogliamo costruire?
E come possiamo farlo senza perdere ciò che siamo?

È proprio su questo che ci confronteremo nel XXIX Convegno Nazionale Movimento Studenti Cattolici – FIDAE, lo spazio di confronto, di coraggio, di cambiamento che guarda al futuro!

📍 Roma | 12–15 febbraio
La partecipazione è totalmente gratuita.

👉 Scopri di più: https://shorturl.at/3Dqlm

07/10/2025

Fratel Giuseppe Lazzaro nel ricordo di Suor Maria Pezzei, 31 ottobre 2000.

Carissimo Fratel Giuseppe,
ora che sei in Dio e non hai più problemi, voglio riprendere un discorso che ho dovuto interrompere a causa del tuo stato di salute il giorno in cui, con Sr. Marcella, sono venuta a trovarti.

Era il 12 ottobre u.s. e desideravo darti atto di ciò che rappresentavi per noi che abbiamo avuto la fortuna di vivere per molti anni in tua compagnia. Dissi: «Ti ho sempre ammirato per la cultura che hai e per tutto ciò che fai, ma soprattutto ti devo ringraziare per i buoni esempi che mi hai dato». «E sarebbe?» dicesti. Ti raccontai qualche fatto. Con un sorriso esclamasti: «Ma allora mi dai testimonianza!» «Certamente!» risposi. Poi vedendoti stanco, ti lasciammo riposare.
Ora che sei nella gioia dei Paradiso, ma sei anche presente in mezzo a noi (la comunione dei santi è una realtà), riprendo il dialogo e unisco la mia voce al coro di testimonianze che si è levato al Signore per te il giorno in cui ti abbiamo dovuto dare l’ultimo saluto.

Pur avendo la certezza che la morte non toglie la vita, ma la trasforma, il giorno delle tue esequie nella chiesa della tua Famiglia Religiosa eravamo prostrati dal dolore per non averti più con noi ed è stato consolante udire le massime autorità della Chiesa, dei Fratelli, della Scuola Cattolica e della città di Roma ringraziarti per il bene che hai fatto nel campo della Religione, della Congregazione, della Scuola e della Società.
Non sta a me sottolineare ancora ciò che, in modo così eminente, hanno espresso le varie autorità presenti e che, certamente, non aggiunge niente al premio che il Signore ti ha già elargito per averlo tu servito cosi fedelmente usando bene i talenti che ti ha dato. Non era certo difficile riconoscere ciò che hai fatto. Le tue opere a bene dei giovani s’impongono da sole e rivelano la cultura, la dedizione e la fede incrollabile da cui eri animato nel progettarle, iniziarle e portarle a compimento.

Un po’ meno vistosa agli occhi del grande pubblico era la tua vita di religioso che si svolgeva all’interno della Fraternità, ma non per questo era meno preziosa e ricca di virtù umane e cristiane che, nelle occasioni, venivano alla luce; ed è di queste che voglio parlare.

Per conoscere quanto eri amato e stimato dai Superiori e Confratelli, basta vedere con quale premura ti hanno seguito nella malattia e quale profondo dolore li ha colpiti tutti alla tua dipartita. Prega per loro affinché il Signore li aiuti a risollevarsi e a continuare il cammino terreno divenuto più difficile ora che non sei più tu ad aiutarli.

Il silenzio, poi, che è calato su tutti i partecipanti al convegno FIDAE, nella sala dell’Agostinianum, all’annuncio del tuo decesso, dice quanto eri amato anche nella Scuola Cattolica.
Ma torniamo alla vita comune, quella «vita nascosta con Cristo in Dio» di cui parla l’Apostolo e che hai praticata per tanti anni all’istituto Villa Flaminia, dove assieme ad altre consorelle ho avuto la fortuna anch’io di vivere ed operare.

Le tue giornate trascorrevano nella semplicità e nel lavoro che svolgevi con la massima naturalezza tanto che, per molti anni, non ci siamo neppure accorti di avere fra noi una personalità con doti così eminenti. Degli incontri che avevi con le massime autorità civili e religiose, non parlavi mai. Solo nelle grandi manifestazioni: convegni di studio nazionali, «Maratona di Primavera», udienze pubbliche col S. Padre... si vedeva Fratel Lazzaro animare e guidare il tutto con saggezza e massima precisione. Sempre, però con calma, rispetto, gentilezza ed anche con qualche nota di umorismo, che creava coesione e simpatia.
Noi Suore a Villa Flaminia vivevamo in ambienti separati da quelli dei Fratelli, ma alla preghiera andavamo uniti nella stessa Ca****la e, nelle maggiori solennità dell’anno liturgico, amavamo stare insieme anche alla mensa. Non di rado, con noi, c’erano pure dei laici. In una di queste occasioni, caro Fr. Lazzaro, ebbi modo di ammirare la tua profonda umiltà. Una persona interpretò una tua benevola uscita in modo diverso da quello con cui l’avevi pronunciata e ti riprese un po’ vivacemente. Senza scomporti, facesti un sorriso benevolo a colui che parlava, quasi mettendoti dalla sua parte, dandogli ragione e ridendo di te stesso. Ti ringrazio per questo grande esempio di umiltà; ad esso mi sono ispirata in molte occasioni.
Nella malattia, poi, ti sei mostrato forte nella Fede. Appena avuta notizia del tuo stato di salute, Sr. Marcella ed io, allarmate, cercavamo dei contatti con te per essere consolate e ti ponevamo sempre la stessa domanda: «Come stai, Lazzaro»? «Sono nelle mani di Dio rispondevi ed aggiungevi per favore, una preghierina, mi raccomando»!
Subito dopo l’operazione, venimmo al Gemelli. Ci accogliesti col solito entusiasmo, ma ti scusasti di non poterti intrattenere con noi, perché dovevi andare a Messa. Ci dedicasti un po’ più di tempo quando venimmo al Colle la Salle. «Sto benino dicesti ma non so cosa voglia da me il Signore; so solo che sento tanto desiderio di pregare. Lascio da parte delle cose che, in altri tempi, mi sembravano importanti e recito il S. Rosario o qualche altra preghiera». Il telefonino, però, non ti dava tregua e tu ci chiedevi scusa e continuavi a dirigere i tuoi collaboratori come se niente fosse accaduto.
Infatti, pochi giorni dopo lasciasti l’infermeria e ritornasti alla tua Fraternità e al tuo lavoro, che continuasti a svolgere in pienezza con grande soddisfazione di noi tutti. Lessi anche su un giornale che ti era stata assegnata un’onorificenza e ti telefonai per congratularmi. «Accetto le congratulazioni rispondesti ma mi raccomando sempre una preghiera. Prima la preghiera e poi le congratulazioni» ripetesti
A darci speranza fu anche il lavoro che svolgevi durante l’estate scorsa: Convegno di Paderno, Giornata Mondiale della Gioventù, tutte attività molto impegnative che esigono buona salute, e così si pensava che fosse. A settembre invece la spiacevole sorpresa, Fratel Lazzaro non sta bene!
A ottobre il male mostrò il suo volto devastante. Il giorno 12 venimmo a trovarti; eri ormai cittadino dei Cielo, ma un gesto di bontà riuscisti ancora a compierlo. Con fatica ti alzasti dalla sedia, togliesti da una borsa nuova alcune cose e ce le porgesti. Quell’oggetto, per me, è prezioso; non per il suo valore estrinseco, ma perché mi rappresenta la bontà di Fr. Lazzaro. Infatti, la bontà, la generosità, la gentilezza, in una parola, la ca**tà, erano le tue caratteristiche. Tutto scomparirà, dice S. Paolo: la scienza, le profezie, il dono delle lingue, ma la ca**tà non avrà mai fine! (1Cor 13,8) E tu, carissimo Fr. Lazzaro in eterno rimarrai nella mente e nel cuore di chi ti ha conosciuto.
Suor Maria Pezzei
Roma, 31 ottobre 2000

Photos from Movimento Studenti Cattolici's post 04/10/2025

Domenica 26 ottobre saranno 25 anni dalla scomparsa di Fratel Lazzaro.
Frere Giuseppe Lazzaro fondò il Movimento Studenti Cattolici nel 1979, associazione ancora attiva oggi nelle Scuole Cattoliche. Indimenticabile un’altra sua grande iniziativa, la Maratona di Primavera, che ogni anno partiva da Piazza San Pietro.
Lo ricorderemo con la Santa Messa celebrata presso la ca****la della casa-alloggio dei Vescovi a Roma, Via della Traspontina 18. Alle ore 10.30.

07/09/2025

Santi Carlo e Piergiorgio, pregate per noi

09/05/2025

“La verità è come un leone, non avrai il bisogno di difenderla. Lasciala libera. Si difenderà da sola" (Sant’Agostino)

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