Viaggio in Amazzonia

Viaggio in Amazzonia

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Questa è la storia del mio viaggio da sola per due mesi in Amazzonia, attraverso Ecuador Perú Colombia e Brasile, raccontata per immagini.

I am starting a project called "40 in Amazzonia": I am planning to travel the selva in Perù, Ecuador, Colombia and Brasil for about 4/5 months before I'm 40, to fulfill a dream. My journey will have a double purpose: giving my personal contribution to the women empowerment cause on one hand, and highlighting the human beauty I will find along the way on the other, in one of the most difficult and

01/10/2021

Chi incolpa genericamente l’essere umano della distruzione della , sbaglia. È il nostro sistema di vita consumista a essere distruttivo, a differenza di altre società che non lo sono affatto.

L’80% della biodiversità del pianeta si trova nei territori indigeni. Studi recenti hanno dimostrato che grandi aree considerate “selvagge” – come l’Amazzonia, la giungla indiane, le pianure africane – sono state in gran parte plasmate da società umane, nel corso di migliaia di anni.

Questo mito di una natura che si può salvare solo se “vuota e selvaggia” è pericoloso perché giustifica il furto delle terre dei popoli indigeni e delle comunità locali, e le violazioni dei loro diritti umani nel nome della conservazione.

Il colonialismo verde, che sostiene che gli abitanti locali non sappiano gestire i loro territori e che quindi abbiano bisogno delle grandi organizzazioni di protezione della natura, deve cessare!

I popoli indigeni devono essere al centro dei movimenti e delle azioni per il clima e l’ambiente, non le sue vittime. Se vogliamo proteggere la natura abbiamo bisogno dei popoli indigeni!


📸 Mentawai, Indonesia. © Aga Szydlik

24/01/2021

Mentre ci spostiamo sulla grande canoa motore le donne approfittano per lavorare alcune foglie di palma di Chambira appena prese nel cuore della foresta. Le foglie vengono come "sfilettate" e poi "filate" a mano, trasformate in lunghi fili, con cui le abili mani waorani realizzano ornamenti e oggetti, persino le loro resistenti amache tradizionali. È un filo all'apparenza e consistenza del tutto simile al cotone grezzo!


17/01/2021

Ieri sera su è andata in onda l'inchiesta di dal titolo "Amazzonia, una nuova minaccia".

Attraverso l'esperienza di una comunità indigena Mura che vive nello stato di Amazonas, quasi al centro dell'immenso bacino amazzonico, vengono raccontati tutti gli elementi di questo disastro umanitario e ambientale che è oggi l'Amazzonia. Non se ne risparmia nessuno. L'espropriazione delle terre e il mancato riconoscimento dei diritti, anche quelli più elementari, delle comunità autoctone sui loro territori ancestrali, la deforestazione e lo sfruttamento dell'Amazzonia per le grandi coltivazioni intensive di soia, il razzismo e la violenza perpetrati contro gli indigeni da secoli, le attività illegali e la corruzione di un governo senza scrupoli, e ora anche la opportunamente-mancata-gestione dell'emergenza covid.

In Amazzonia, specialmente in Brasile, il covid è diventato la migliore arma di genocidio a disposizione di Bolsonaro e di tutti i suoi amici criminali: è gratis, è facile da diffondere, non è riconducibile al mittente, non lascia tracce insomma. Un insetticida naturale che libera le terre ambite dalla fastidiosa presenza di questi insistenti esseri umani, e lascia spazio alle ruspe, alle motoseghe e ai fuochi. Bisogna sforzarsi di tenere gli occhi e le orecchie aperte per tutti i 50 min. Le immagini del cimitero di Manaus sono indescrivibili, ma come lo sono quelle del degrado in cui sono costretti a vivere gli abitanti di queste regioni, la foresta in cenere ripresa dal drone, la tracotanza delle forze dell'ordine che entrano senza mascherina nei territori ancestrali della comunità, il profondo senso di disperazione negli occhi del capo Mura mentre sulla strada davanti al villaggio passano senza sosta camion abusivi che trasportano grossi carichi di legname. 

L'Amazzonia oggi non è un posto idilliaco dove le persone vivono in armonia con la natura come ci ha convinti Rousseau, è un inferno in cui si lotta per la sopravvivenza, a cui non sembra esserci soluzione.

Questo dossier dovrebbe essere diffuso nelle scuole. Guardatelo finché è ancora disponibile su .

La tribù più isolata del mondo - Il Post 30/10/2020

"Si stima che al mondo esistano ancora circa cento tribù mai contattate, ma il conto è difficile e la definizione fuorviante. Con “tribù mai contattate” si parla infatti di quei gruppi di esseri umani che per scelta o necessità hanno passato secoli vivendo lontani dal resto della civiltà, con contatti rari e non molto influenti. Per quanto si sa, quasi tutte queste tribù hanno incontrato almeno una volta qualcuno del mondo esterno, o visto passare un aereo sopra la loro testa, ma questi incontri non hanno cambiato il loro livello di evoluzione né le loro abitudini di vita. Hanno continuato come se niente fosse."

Sosteniamo il diritto all'autodeterminazione delle popolazioni indigene.



La tribù più isolata del mondo - Il Post Cosa sappiamo dei sentinelesi, la tribù che ha ucciso un americano la settimana scorsa e vive nell'età della pietra

Photos 30/10/2020

📣In Cile si apre una nuova possibilità, speriamo che politica e popolazione sappiamo sfruttarla al meglio 🤞🤞🤞

Un grande passo avanti. life.gt/cile

Photos from LifeGate's post 27/10/2020

Felicissima di vedere pubblicata la mia intervista su LifeGate, che mi ha dato la possibilità di far conoscere il progetto Human Forest a tutta la sua community e di cui condivido l'attenzione alla sostenibilità, ambientale e umana.❤️ life.gt/human-forest

Ringrazio di tutto cuore LifeGate per l'opportunità e Simona Denise Deiana per la bellissima intervista! 🙏🙏🙏

La mostra fotografica Human Forest è visitabile presso la galleria Alcentoquarantadue fino al 31 ottobre, nel pieno rispetto delle regole dell'emergenza covid-19 (mascherine, temperatura, ingressi contingentati, distanziamento....teniamo pure le finestre aperte!!).
Vi aspetto in galleria!!!!!!

Human Forest
fotografie di Marina Tana
a cura di Paola Riccardi
all'interno del Milano Photofestival

Alcentoquarantadue, in viale Monza 142 a Milano
Fino al 31 ottobre, gio-ven-sab dalle 16:30 alle 19:30, altri giorni su appuntamento (3402554947)

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