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📷🗺️La corsa artica dell’UE, tra Nuuk e RovaniemiDi Maria Grazia Saccà🌍L’Artico è tornato al centro dell’agenda europea i...
18/09/2026

📷🗺️La corsa artica dell’UE, tra Nuuk e Rovaniemi

Di Maria Grazia Saccà

🌍L’Artico è tornato al centro dell’agenda europea in due tappe ravvicinate.
🇬🇱Il 6 e 7 settembre la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha visitato Nuuk, capitale della Groenlandia, firmando con le autorità locali una dichiarazione congiunta e lasciando intendere l’arrivo di nuovi fondi comunitari. Risorse, queste, che andrebbero ad aggiungersi ai 530 milioni già previsti nel bilancio 2028-2034 per rafforzare la sicurezza e lo sviluppo dell’isola, in un contesto segnato dalle rinnovate pressioni di Donald Trump sulle mire statunitensi sull’area.

🇮🇹Dietro la facciata dell’unità europea sull’Artico si nasconde già una prima frattura: l’Italia. Al vertice di Rovaniemi, in Finlandia, dove dodici Paesi Ue hanno sottoscritto un impegno comune per rafforzare la presenza dell’Unione nella regione, Roma non c’era e non ha messo la firma. Palazzo Chigi parla di una valutazione ancora aperta sull’interesse nazionale per l’area, senza fornire ulteriori dettagli sulle ragioni dell’assenza al vertice.

🇫🇮Chi invece l’urgenza la sente forte è la Finlandia, che ha organizzato il summit per volontà del Premier, Petteri Orpo, affiancato da Danimarca, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Grecia, Estonia, Lettonia e Lituania. Il filo conduttore dell’incontro è stata la Russia, indicata da Orpo come il rischio strutturale più serio per la regione nel lungo periodo; lettura condivisa dal presidente del Consiglio europeo António Costa, che ha spostato il baricentro del discorso: l’Artico non è più un problema dei soli Paesi scandinavi, ma una questione che
riguarda l’intera Unione.

🇪🇺Tra Nuuk e Rovaniemi l’Unione europea sta provando a darsi una postura artica più coerente, fatta di fondi, infrastrutture e un maggiore coordinamento con la Nato. Resta, tuttavia, da capire quanto queste intenzioni troveranno spazio concreto nel bilancio Ue 2028-2034, ancora conteso tra chi vuole aumentare gli investimenti nella regione e i Paesi frugali orientati ai tagli, e quanto, in questo disegno, l’Italia deciderà di ritagliarsi un ruolo.

🇩🇪Il voto che spaventa Berlino e l’Europa: cosa dice davvero il 44% dell’AfDDi Danilo Trippetta La Germania ha varcato u...
11/09/2026

🇩🇪Il voto che spaventa Berlino e l’Europa: cosa dice davvero il 44% dell’AfD

Di Danilo Trippetta

La Germania ha varcato una soglia storica: in Sassonia-Anhalt l’AfD ha sfiorato il 44% delle preferenze, diventando il primo partito di estrema destra a guidare un Land dal 1945. Non un exploit isolato: è la conferma che nell’ex Germania Est l’estrema destra non è più un fenomeno di protesta, ma la prima forza politica radicata sul territorio.

Chi vota AfD? Non solo “arrabbiati”. L’elettore medio è spesso un uomo, 35-55 anni, dell’ex Germania Est, operaio o piccolo impiegato con reddito medio-basso e percezione di declino sociale. Teme immigrazione e inflazione, diffida delle élite di Berlino e Bruxelles. Non è marginale: è ceto medio impoverito che non si sente più rappresentato.

I rischi per l’Europa sono concreti. Un governo regionale AfD normalizza l’idea che l’estrema destra possa amministrare, non solo protestare. Le sue posizioni su sanzioni alla Russia, NATO e sostegno all’Ucraina, se acquisissero peso anche a livello federale, indebolirebbero la coesione del fronte occidentale. E ogni vittoria in un Land tedesco diventa un argomento per gli omologhi in Francia, Austria e Italia, accelerando una frammentazione già in corso.

La storia insegna che le democrazie non muoiono di colpo, ma per erosione: prima la retorica, poi il consenso elettorale, infine le istituzioni. La Germania conosce questo copione meglio di chiunque, ed è per questo che ha costruito argini severi: limiti costituzionali agli armamenti, controlli parlamentari sull’export bellico, memoria attiva del Terzo Reich nell’educazione civica.

Quegli argini oggi reggono, ma un partito che conquista un Land e punta al governo federale mette alla prova esattamente quei limiti. La lezione non è astratta: chi ha il potere di riarmare una nazione deve conservare anche gli anticorpi per non ripetere la storia.

🇪🇺L’Europa farebbe bene a guardare a Magdeburgo non come un incidente locale, ma come un segnale d’allarme continentale.

🇺🇸A un quarto di secolo dall’ , spartiacque nella storia non solo americana ma dell’intera umanità, guerra al terrore, c...
11/09/2026

🇺🇸A un quarto di secolo dall’ , spartiacque nella storia non solo americana ma dell’intera umanità, guerra al terrore, complottismi e sorveglianza di massa sembrano aver dissipato la solidarietà di quei giorni e il mondo è diventato decisamente meno sicuro.

Ricordare questa data significa non solo ricordare le vittime, ma analizzare le complesse dinamiche che continuano a cambiare gli equilibri internazionali.

Lo facciamo con questa analisi speciale di 5 punti, di qualche anno fa.

Gli analisti del Centro studi AMIStaDeS non potevano rimanere indifferenti a un anniversario significativo come quello dell'attentato alle Torri Gemelle, che ha segnato in maniera decisiva la storia recente, e hanno prodotto un breve speciale in cinque punti che va a indagare anche aspetti generalme...

♻️Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili? Sono davvero uno strumento di autonomia, come vengono descritte? E, sop...
09/09/2026

♻️Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili? Sono davvero uno strumento di autonomia, come vengono descritte? E, soprattutto, chi riesce a beneficiare realmente di questo modello?

Le CER vengono spesso raccontate come una “storia di emancipazione” e come il simbolo di una transizione energetica più democratica: energia prodotta localmente, partecipazione dei cittadini e minore dipendenza dai combustibili fossili.

🗞️Ma la realtà è molto più complessa, come spiega Elena Mancinotti, nel nostro ultimo RAID Review.

https://www.amistades.info/post/comunita-energetiche-rinnovabili-fenomeno-locale-ecosistema-globale

Un lavoro che ci rende particolarmente orgogliosi, perché ideato e realizzato nel corso di un tirocinio presso il nostro Osservatorio Ambiente ed Energia:

https://www.amistades.info/programma-global-governance/ambiente-ed-energia

un’esperienza formativa intensa, che si è conclusa con un’analisi originale e ricca di spunti.

📖RAID Review accoglie sul nostro sito le riflessioni di autori e analisti del Centro Studi su tematiche generali, che hanno però un impatto sulla geopolitica, sul mondo e sul modo di fare analisi, affrontando questioni di ampio respiro.

🇳🇮Cosa succede in Nicaragua?Dal sangue nelle piazze del 2018, alla fine delle opposizioni nella nuova riforma di Ortega....
05/09/2026

🇳🇮Cosa succede in Nicaragua?
Dal sangue nelle piazze del 2018, alla fine delle opposizioni nella nuova riforma di Ortega.

Ma come siamo arrivati a questo punto?

🔎Ripercorriamo la parabola che ha portato il Paese a oggi, a partire dalle proteste studentesche contro la riforma delle pensioni, soffocate nel sangue, con l’analisi di qualche tempo fa di Irene Piccolo.

https://archive.amistades.info/post/nicaragua-il-trait-d-union-tra-le-due-americhe-si-spacca-all-interno

📚Per capire la deriva del Nicaragua e la stessa figura di Ortega basta leggere le opere e la vita di Gioconda Belli, poetessa, ex guerrigliera Sandinista di Liberazione Nazionale, oggi costretta all’esilio, come ci ha raccontato Maria Casolin.

https://archive.amistades.info/post/rivoluzionari-dittatori-nicaragua-occhi-penna-gioconda-belli

01/09/2026

“Se nei tribunali veri esistono le aggravanti, ma anche le attenuanti, nel tribunale dei media non esistono, nella maniera più assoluta.
Forse (quello dei media) è il tribunale più spietato attraverso il quale si possa passare, sia da vittima che da carnefice, perché la verità è quella. Se in tribunale si parla di vittime e carnefice e ognuno ha il suo ruolo, nel tribunale dei media invece questo non esiste”.

📺🔎Di media, cronaca nera e dei confini che separano informazione e spettacolarizzazione emotiva: ne abbiamo parlato con Beatrice Maria Merolla nell’ultima puntata di FRONTIERE, il podcast in collaborazione con Radio Roma Sound 90 FM.

🎧
https://open.spotify.com/episode/7ml1eNOUz4aeHzQl0prgJN

26/08/2026

🌍🎙️Cosa significa per una persona migrante, avere una doppia identità? Quella di padre, madre, figlio, di qualcuno, e di straniero per qualcun altro.
È una pressione che invisibilizza e mette ai margini della società da un punto di vista economico, politico e sociale, come ci ha spiegato Valentina Geraci, consulente, ricercatrice e analista specializzata nei campi dei migration studies e African studies, e Referente dell’Osservatorio Sahel e Africa subsahariana per il Centro Studi AMIStaDeS, nella decima puntata di FRONTIERE, il podcast in collaborazione con Radio Roma Sound 90 FM.

https://open.spotify.com/episode/7poVBp5YRurdFLlqOQGz97

📺🔎Il confine tra informazione rigorosa e spettacolarizzazione emotiva è oggi più sottile che mai. Soprattutto nella cron...
26/08/2026

📺🔎Il confine tra informazione rigorosa e spettacolarizzazione emotiva è oggi più sottile che mai. Soprattutto nella cronaca nera.
In questa nuova puntata di Frontiere, il podcast in collaborazione con Radio Roma Sound, abbiamo deciso anche noi di oltrepassare i nostri confini, e parlare con Beatrice Maria Merolla e Alessio Briguglio, per affrontare un tema cruciale: come raccontiamo oggi i fatti di cronaca nera?

🎧📻Ascolta l’undicesima puntata di FRONTIERE, dove i confini si incontrano e si raccontano.

Su Radio Roma Sound 90 FM

https://www.radioromasound.it/podcasts/frontiere

Su Spotify:

https://open.spotify.com/episode/7ml1eNOUz4aeHzQl0prgJN?si=3eXsx6hnSie3L8wX5h-D6g

🌍Che cos’è davvero una frontiera oggi? Si tratta solo di una linea fisica, di un luogo nello spazio, o di un modo in cui...
19/08/2026

🌍Che cos’è davvero una frontiera oggi? Si tratta solo di una linea fisica, di un luogo nello spazio, o di un modo in cui proviamo a dare un’identità e contenere ciò che è lontano da noi?

Siamo partiti da queste domande fondamentali per provare a smontare e ricostruire il modo in cui pensiamo, raccontiamo e digitalizziamo i confini.

In questo episodio di Frontiere ci siamo immersi nel contesto dell’Africa Occidentale, con un focus speciale su Senegal e Gambia, insieme a Valentina Geraci e ad Alessio Briguglio , riflettendo su cosa significhi decolonizzare il linguaggio e il modo in cui definiamo i confini.

🎧📻Ascolta la decima puntata di FRONTIERE, dove i confini si incontrano e si raccontano.

https://www.radioromasound.it/podcasts/frontiere

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