Francobolli rari

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Francobolli rari: I più ricercati francobolli di valore.

Se stai cercando francobolli e filatelia più rari e di valore, su questa pagina, troverai quello che cerchi, oltre ad informazioni, curiosità e consigli.

Photos from Francobolli rari's post 08/06/2022

OGGI PARLIAMO DI: I francobolli di posta aerea ed i voli speciali

Scusandomi per la mancata “postazione “ domenicale dovuta a giornate impegnatissime, propongo oggi un argomento che mi è stato richiesto da più utenti.
Esamineremo le emissioni di posta aerea che sono state utilizzate per l’affrancatura di corrispondenza speciale.

1) Esperimento di posta aerea volo Torino - Roma ,Roma -Torino. (Foto 1)
Emesso il 20 maggio del 1917 con una tiratura di 200 mila esemplari e venduto solo negli uffici postali di Roma e Torino, rappresenta il primo francobollo di posta aerea emesso nel mondo.
Ebbe validità esclusivamente per solo per l’esperimento e ovviamente il suo utilizzo postale fu limitato solo alla corrispondenza speciale del citato esperimento postale.

2) Idrovolante Napoli - Palermo - Napoli (Foto 2).
Emesso il 27 giugno del 1920 con una tiratura di 100 mila esemplari e venduto solo negli uffici di Napoli e Palermo.
Come per il precedente ebbe validità e corso solo per l’esperimento e il suo utilizzo postale fu limitato alla sola corrispondenza prevista dallo stesso.

3) Crociera Transatlantica del Generale Italo Balbo (conosciuto anche come “il 7,70”). (Foto 3)
Emesso a dicembre del 1930 con una tiratura di soli 20 mila esemplari, ebbe validità solo per la corrispondenza trasportata nella crociera.
Molto ricercati sono gli aerogrammi che risposano le firme di tutti i piloti degli apparecchi.

4) Crociera Zeppelin (Foto 4).
Una vera e propria serie di sei valori, emessa il 24 aprile del 1933 con una tiratura di 175 mila esemplari e con validità esclusivamente per l’affrancatura della corrispondenza spedita in occasione della crociera.
Le quotazioni dei pezzi usati si riferiscono ad francobolli che recano l’annullo speciale della crociera,poiché , come per le altre emissioni, non ebbero corso per la normale affrancatura.
Sono note delle buste con bollo speciale per un volo effettuato in dirigibile sulla città di Roma .

5) Crociera Nord Atlantica (ovvero “i trittici”) ( Foto 5)
Sicuramente per gli appassionati del settore si tratta dei pezzi che rivestono maggior fascino.
Emessi il 20 Maggio del 1933, si tratta di una seri di 20 coppie formata da tre francobolli, ognuna riportante il nome di uno degli apparecchi che partecipó al volo.
La differente valutazione degli aerogrammi è stata determinata sulla base del diverso quantitativo di corrispondenza trasportata da ciascun apparecchio.
Le quotazioni si riferiscono ovviamente ai trittici viaggiati in occasione della crociera e sebbene la loro validità era limitata alla corrispondenza inoltrata in occasione della crociera, si conoscano alcuni esemplari utilizzati per posta ordinaria.
Un accenno alle tariffe: l’importo di 5,25 lire corrispondeva alla tariffa della raccomandata espresso per l’estero. Quello di 19,75 e 44,75 lire alla sopratassa aerea per l’Europa e l’America

6) Primo volo diretto Roma - Buenos Aires (foto 6)
Emessi il 18 Gennaio del 1934, per realizzare questa serie venne utilizzato il francobollo di posta aerea della serie imperiale da 2 lire con colori cambiati e soprastampa del volo, con una tiratura di 300 mila serie.
Ebbero validità solo per la corrispondenza spedita in occasione del volo, che dovette tuttavia interrompersi a Fortaleza a causa di un’avaria.
Sebbene il loro utilizzo era riservato alla citata corrispondenza,ebbero anche corso normale: in questo caso i pezzi usati con bolli normali valgono il 20% in meno

7) Volo Roma - Mogadiscio (Foto7)
Emessi il 5 Novembre del 1934 con una tiratura di 75 mila serie ebbero validità solo in occasione del volo speciale.
Anche in questo caso vennero utilizzati anche con bolli normali e la loro quotazione è del 20% in meno.

8 ) servizio aereo (Foto 8 )
Si tratta del tipo del trittico della crociera nord atlantica in colore cambiato e con soprastampa “servizio di stato”
Emesso il 20 maggio del 1933 con una tiratura di soli 5 mila esemplari, vennero affrancate 210 lettere ufficiali. Esistono poi alcuni aerogrammi spediti da sindaci a varie autorità negli Stati Uniti che recano il bollo normale in luogo di quello speciale del volo.
La validità fu limitata al solo volo speciale.

9) la “coroncina”
Emesso il 5 novembre del 1934, venne utilizzato un francobollo della serie Roma - Mogadiscio soprastampato in oro
Tiratura di soli 5 mila esemplari, vi sono aerogrammi senza bollo di arrivo o con bollo postumo. Mentre quelli con bollo di arrivo sono quotati molto di più .

Tutte queste corrispondenze sono state ovviamente “costruite” in occasione dei diversi voli od esperimenti, ma hanno regolarmente viaggiato e solitamente sempre in tariffa.
Il presente topic ha voluto esclusivamente esaminare le emissioni dedicate a specifici voli, perché in tema di aerofilia esistono centinaia di voli speciali per i quali sono stati utilizzati normali francobolli commemorativi ed ordinari e per i quali esiste una apposita pubblicazione.
Si tratta quindi di una disamina minima il cui scopo è soltanto quello di far conoscere o dare maggiori informazioni su queste emissioni, ma non può assolutamente ritenersi esaustiva .

Sperando come sempre di aver fatto cosa gradita, si ricorda che qualsiasi contributo ed intervento sarà gradito
P.S. Il sottoscritto non è propriamente un amante di questo tipo di corrispondenza,ma è indubbio che essa rivesta un notevole fascino ed interesse.

Photos from Francobolli rari's post 25/04/2022

OGGI PARLIAMO DI: Le “quotazioni di catalogo” e le “ quotazioni di mercato “.
Buona domenica a tutti. Ho cambiato all’ultimo momento l’argomento del topic preferendo affrontare questo tema più “tecnico” e meno divulgativo dei soliti, perché mi sono accorto, da post, commenti e domande, che troppo spesso si fa confusione tra le due cose (soprattutto nei collezionisti meno esperti) e non si conosce la differenza.

Partiamo dalle valutazioni fornite dai cataloghi.
Innanzitutto una prima “pietra miliare” da inserire come punto fermo è questa: le quotazioni di catalogo sono meramente indicative del grado di rarità o meno di un pezzo, ma in nessun modo ne esprimono il reale va.ore di mercato (su cui ci soffermeremo dopo).
Allora…. Vi è da precisare che tutti i cataloghi (sassone compreso) ormai vengono redatti da “ commercianti “
Perché questa precisazione? Semplice per due motivi: in primo luogo perché da questa premessa si può ben capire come le “quotazioni” seguano in un certo qual modo quelle che sono le richieste dei collezionisti e quindi vadano a “gonfiare “ certi pezzi a discapito di altri, in base a quello che sul mercato al momento è richiesto.
Un esempio sarà chiarificatore: il famigerato “gronchi rosa” ha una tiratura di 90.000 esemplari e quota (correggetemi perché non ho sottomano il catalogo di repubblica) 2.500 euro. Il ”cavallino “ di Trieste ha invece una tiratura di appena 10.000 esemplari (quindi ben nove volte in meno!)e quota…..250 euro . A questo punto sorgerebbe spontanea la domanda ”ma come ? Ne esistono di meno, ma quota di meno?”
Ovvio: quanti collezionisti chiedono il gronchi sul mercato? Più di quelli che chiedono il cavallino di Trieste, pertanto la “quotazione di catalogo” di quel pezzo viene aumentata per consentire una vendita con maggiori profitti.
Non soffermiamoci sul fatto che il gronchi sia stata una speculazione perché, questo discorso con i francobolli di Trieste può farsi per tutte le emissioni: le tirature delle emissioni di Trieste sono sempre notevolmente più basse di quelle della corrispondente emissione della repubblica, ma questi ultimi quotano di più e vengono venduti a prezzi più alti….semplicemente perché la richiesta di Trieste è infinitamente più bassa di quelli della repubblica ( non oso immaginare se dall’oggi al domani si svegliassero 200 mila collezionisti che vogliono Trieste: i prezzi salirebbero alle stelle perché le tirature sarebbero al di sotto della richiesta !).
Altro aspetto legato al carattere “ commerciale” della redazione dei cataloghi, sta nel fatto che i cataloghi “catalogano” quello che loro decidono di catalogare: esistono tantissimi casi di francobolli ( in particolare varietà, filigrane lettere, od emissioni locali) che in alcuni cataloghi non sono presenti.
La risposta a questa domanda risiede sempre nell’ormai citato carattere “commerciale” del catalogo: i cataloghi vengono redatti da “commercianti” per cui…..se io una cosa non ce l’ho, o ne ho poca, perché darle una valutazione? Non potrei poi venderla o soddisfare le richieste. Quindi “quoto” quello che io ho e che posso vendere.
Anche in questo caso non esordiamo con “ma forse i cataloghi ignorano l’esistenza e quindi….”….no assolutamente perché io personalmente, come tanti altri collezionisti, ho segnalato personalmente ai cataloghi italiani alcuni “ritrovamenti “ di pezzi non conosciuti…ma chissà perché nonostante ciò continuano a non essere riportati (un esempio è nella foto della nota presa dal CEI: la segnalazione dell’esistenza dei 5 centesimi di Umberto I stampati per errore su un foglio De La Rue con fondo di sicurezza, fu fatta a suo tempo da mio padre, ma solo il CEI riporta questa nota)
Un altro esempio? L’Emissione delle “4 giornate di Napoli “ anch’essa riportata solo dal CEI, perché da altri ritenuta “emissione privata” (?!?!) e quindi….non attinente alla filatelia ( mi sorge però la domanda su quante emissioni private vengano riportate dai cataloghi….mah).
Oppure ancora il 55 centesimi di Libia con filigrana lettere nel catalogo non è catalogato , seppure se ne conosca l’esistenza .
In conclusione…..se dei pezzi non ”hanno mercato “ non hanno interesse per la catalogazione.

Veniamo ora all’annosa questione delle “quotazioni di mercato “.
Quante volte abbiamo sentito “ho un francobollo che vale mille euro!!”…. No..in realtà….si ha un francobollo che “quota” mille euro….il valore intrinseco è diverso.
Alla filatelia si applicano, come per tutti i settori merceologici, le semplicissime regole economiche della domanda e dell’offerta, che determiniamo l’andamento del mercato in un particolare momento storico.

La quotazione del catalogo in questo modo svolge la funzione di ”base” sulla quale calcolare il valore di mercato di un pezzo. Più alta e la richiesta è più sarà alto il prezzo, ma tale prezzo non sarà mai uguale alla quotazione del catalogo.
In altri termini, il valore di mercato, si determina calcolando una parte percentuale della quotazione di catalogo, e questa parte percentuale viene determinata dalla situazione del mercato: se c’è tanta richiesta la percentuale sarà più alta, viceversa se c’è poca o pochissima richiesta, questa percentuale sarà destinata gioco forza a scendere, perché il commerciante dovrà comunque vendere (non dobbiamo pensare a chi lo fa “per gioco “ ma a chi lo fa per lavoro!).
Le attuali condizioni della filatelia sono a dir poco drammatiche, e ciò sopratutto a causa di un ricambio generazionale dei collezionisti, che ha determinato una domanda sempre minore.
Attualmente il valore di mercato viene calcolato su una percentuale del 10/12% della quotazione di catalogo, per i “pezzi comuni”, mentre sale fino al 15/18% per i pezzi di grande importanza.
Ecco perché spesso, anche troppo, chi non conosce questo mondo, si ritrova in mano un album pensando di avere chissà quale “valore economico “ quando in realtà si tratta al massimo di un migliaio di euro (quando va bene).
Del resto la cartina tornasole di questa situazione la si ritrova negli attuali prezzi delle aste pubbliche più importanti: le collezioni vengono trattate anche al 7% e spesso restano invendute.

Detto questo, e pur con le dovute e fatte critiche ai cataloghi, il consiglio che mi sento di dare a tutti i neo collezionisti e di lasciar perdere i vari siti bolli.it ecc: comprate un catalogo,magari usato, perché comunque troverete informazioni che nessun sito vi potrà mai fornire e consente di iniziare una “ cultura di base “ sulla filatelia….e finiamola….con le ”valutazioni” prese da ebay!!

Ah….tutto questo discorso vale per i “francobolli “….per la storia postale il discorso è completamente diverso perché la valutazione di ogni singolo pezzo passa attraverso l’analisi di una molteplicità di aspetti….ma di questo magari parleremo un’altra volta.

A mero titolo esemplificativo in foto ho inserito alcuni esempi di pezzi non catalogati e la nota del CEI

Photos from Francobolli rari's post 21/03/2022

La serie De La Rue

Studio ed approfondimento, con quella che (formalmente e atecnicamemte) è la prima serie di francobolli del regno d’Italia (sebbene negli anni precedenti ci fossero state 4 emissioni).
Dal punto di vista tariffario ”l’unitá” postale si ebbe ufficialmente solo a partire dal 1 Gennaio 1863, in quanto in precedenza, sebbene ormai proclamato il regno d’Italia il 17 Marzo 1861, vennero usate tariffe diverse a seconda delle diverse “province “ facenti parte degli ex stati italiani.

Esaminiamo innanzitutto gli aspetti tecnici della serie.
Emessa il 1 Dicembre 1863, questa serie viene chiamata “De La Rue”, in quanto la relativa stampa venne inizialmente affidata alla tipografia londinese De La Rue, in quanto il nostro paese non era ancora in possesso ne dei macchinari, ne delle competenze tecniche per fare fronte alla loro produzione (tanto è vero che successivamente vennero inviate a Londra manovalanze della zecca al fine di effettuare una sorta di “stage “ per l’apprendimento).

I francobolli venivano stampati con stampa tipografica in fogli di 400 ( divisi in 4 gruppi da cento), su una carta dotata di un fondo di sicurezza di colore giallo tenue formato da piccoli rombi, non facilmente visibili ad occhio n**o.
La carta recava filigrana corona ( questi sono i primi francobolli ad averla) e con dentellatura 14.

Veniamo all’aspetto che per tanti alle prime armi costituisce un vero e proprio dilemma: come si riconosce questa serie dalla successiva stampata a Torino.
Ovviamente le difficoltà maggiori si incontrano nell’esame di esemplari nuovi, in quanto per gli usati spesso può ve**re in aiuto la data ed il tipo di annullamento : esemplari annullati con annullo doppio cerchio piccolo e con data antecedente il 1866 sono sicuramente della tiratura di Londra.
Anche in questo caso però la soluzione non è definitiva: infatti il bollo numerale a punti viene introdotto il primo Maggio del 1866 e quindi si ha la contemporanea presenza di esemplari della tiratura di Londra con quelli di Torino.
A tal fine quindi devono necessariamente conoscersi le differenze tecniche, qui di seguito specificate,per poter catalogare correttamente i propri esemplari.

1) i colori: in via generale i colori tra le due tirature si differenziano per intensità e gradazione
2) la dentellatura: nella tiratura di Londra la dentellatura è molto più regolare che in quella di Torino
3) la gomma: nella tiratura di Londra la gomma è molto più sottile ed incolore rispetto alla tiratura di Torino
4) l’effige: nei francobolli con l‘effige del re, il tratto è molto più sottile ,mentre in quella di Torino appare molto più marcato
5) il fondo di sicurezza: sebbene difficile da vedere ad occhio n**o, nella tiratura di Londra risulta più evidente
6) 1 e 2 cent.: in questi due francobolli, oltre alle differenze elencate sopra, si aggiungono delle diversità di stampa nei caratteri delle diciture ai margini che sono differenti per grandezza e carattere.

Ovviamente quanto sopra elencato, deve essere accompagnato da una abbondante “pratica” visiva: per chi si approccia non è assolutamente facile.

Dal punto di vista storico-postale, questa serie presenta numerosi interessi e settori di collezionismo: molto ricercate sono le affrancature miste di questa serie con le emissioni precedenti (possibili solo per il mese del dicembre 1863), sia l’uso nel mese dicembre 1863, soprattutto per i valori differenti dal 15 centesimi ( l’uso di questo francobollo in quel mese era “abbastanza” frequente in quanto corrispondeva alla lettera di primo porto).

Ultime due curiosità: il 15 centesimi non venne stampato nella serie di Torino (la lettera primo porto era passata a 20 centesimi);
Se trovate un 15 centesimi annullato con annullo numerale a punti….tenetevelo stretto!!! Sono rarissimi ( penso anche di più) in quanto tale bollo venne introdotto il primo maggio 1866 e i 15 centesimi vennero in precedenza ritirati per essere sovrastampati e creare i cosiddetti ”ferro di cavallo” (emessi il 1 Gennaio 1865) per l’adeguamento alla nuova tariffa della lettera di primo porto.

Qualsiasi contributo sarà gradito

Photos from Francobolli rari's post 13/02/2022

Regno di Sardegna - 5 cent. verde/giallo (III) tinta del 1859.
Sassone 2020 n. 13Ba, vc. 5.000 euro.
"MH - nuovo con linguella"

01/12/2021
Photos from Francobolli rari's post 13/07/2021
Photos from Francobolli rari's post 13/07/2021

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30/06/2021

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