Dott.ssa Alessandra Rocchi - Tutor DSA

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Specializzata nei metodi di studio. Consulenza PDP
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"Diventare
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Autonomo"

28/04/2026
04/04/2026

Andare a intuito è la trappola numero uno delle prove Invalsi. Scopri i 5 distrattori nascosti tra le risposte e il metodo infallibile per riconoscerli in pochi secondi https://ebx.sh/Go3lNj

25/10/2025

Qualche strategia 😉

08/10/2025

È stato approvato oggi al il disegno di legge sulle “Disposizioni in favore degli alunni e degli studenti ad alto potenziale cognitivo e delega al Governo per il riconoscimento dei medesimi”, un provvedimento che valorizza le capacità di tutte le studentesse e tutti gli studenti e garantisce pari opportunità di apprendimento. Il provvedimento passerà ora alla Camera.

Qui tutti i dettagli ➡https://www.mim.gov.it/web/guest/-/scuola-approvato-al-senato-il-ddl-per-il-riconoscimento-degli-studenti-ad-alto-potenziale-cognitivo-valditara-la-personalizzazione-della-didattica-e-l

02/07/2025

Mio figlio ha 14 anni e soffre di disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Non è mai riuscito a stare fermo mentre fa i compiti, fin da quando era piccolo, e ogni insegnante ha sempre avuto qualcosa da ridire.
“È distratto.”
“Deve concentrarsi di più.”
“Forse dovreste pensare a una cura farmacologica.”
Sempre qualcosa che non andava in lui. Mai una volta che qualcuno riconoscesse che, forse, il suo cervello funziona in modo diverso e ha bisogno di strumenti diversi per poter dare il meglio.

Ha sempre le mani in movimento: tamburella, smanetta, fa girare qualunque oggetto gli capiti tra le dita. Durante le verifiche, smontava le penne fino a ridurle in pezzi sparsi sul banco. A casa, torceva le graffette fino a romperle.
Ho provato a comprargli degli oggetti antistress, ma si rompevano in fretta o gli venivano sequestrati a scuola.

Un giorno, mentre cercavo online qualcosa per aiutarlo a organizzare meglio la sua stanza, mi sono imbattuta nel post di un artigiano che aveva realizzato delle matite particolari, pensate proprio per ragazzi come lui: normali all’apparenza, ma con una piccola ghiera filettata che si muove avanti e indietro mentre si scrive.

Gli ho scritto subito, raccontandogli la storia di mio figlio. È stato gentilissimo: mi ha detto che anche suo nipote ha le stesse difficoltà. Due settimane dopo è arrivata una matita bellissima, solida, con questo piccolo anello che scorre lungo il fusto.

Il primo giorno che l’ha portata a scuola, l’insegnante di matematica gli ha chiesto dove l’avesse trovata.
Per la prima volta aveva seguito un’intera lezione senza smontare nulla, senza essere ripreso per il suo continuo agitarsi.
Quando l’insegnante ha notato che, mentre risolveva i problemi, faceva semplicemente scorrere quella ghiera avanti e indietro, ha capito che in realtà era più concentrato del solito.

Dopo che ho raccontato la nostra esperienza, quell’artigiano ha deciso di realizzarne altre. A quanto pare, non siamo gli unici. Siamo in tanti, genitori e figli, a fare i conti ogni giorno con una scuola che crede che stare fermi significhi imparare.
Ma per alcuni ragazzi, muoversi è l’unico modo per riuscire a pensare.

-Crediti a Carole Blier

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