06/07/2026
Maria Montessori è un'esponente riconosciuta nella comunità internazionale di psicologia dell''educazione perché ribalta la visione dell'educazione come degli apprendimenti, partendo dal bambino, dall'osservazione dei suoi bisogni.
Nel 1950 Maria Montessori rappresenta le tappe di sviluppo con un grafico che parla di sviluppo ondivago e non lineare accrescitivo. Uno sviluppo che racconta di due fase vulcaniche quelle indicate in rosso e due più pacate, le blu.
Questo grafico è chiamato “il ritmo costruttivo della vita”, geometrico e simmetrico.
Nel grafico, lo “0” è avvolto in una fiamma rossa ; lo sforza della venuta al mondo che porta con sé un immenso potenziale che subito si muove nelle profondità inconscio eppure costruttivo della parte più profonda dai ogni essere umano.
Si susseguono poi dei triangoli che rappresentano i 4 piani di sviluppo.
Il primo triangolo rappresenta l’Infanzia e riguarda il bambino da 0 a 6 anni.
Dalla simbiosi dei primi mesi fino al fare da solo
Da 0-3 anni, l’embrione spirituale viene definito da Maria Montessori un “creatore inconscio”, che “assorbe” informazioni e sensazioni dell’ambiente circostante. Un periodo fondante per l'umanità che verrà , dove ogni gesto ogni esperienza,ogni relazione, ogni luogo devono essere di senso perché assorbite onnivoramente.
Il bambino apprende i ritmi di parola,i gesti base e le procedure gestuali, apprende il gesto fino motorio e grande motorio per mezzo dell'esercizio del mondo che lo circonda. Il bisogno del bambino è quello di essere immerso in un ambiente consapevolmente ricco di esperienze a misura di bambino. Letto, tavolo, sedie, utensili, piccole esperienze del fare devono rappresentare possibilità a sua portata delle attività che vede fare da quella fonte di AMORE nutriente e orientatore che sono gli adulti di riferimento: mamma, papà , educatori, nonni, tate.
Nessuna esperienza per il bambino di questa età è neutra. Le esperienze possono facilitare o ostacolare lo sviluppo naturale dell'umano che tende all'evoluzione , la consapevolezza del giusto modo di costruire l'ambiente è fondamentale. Il bambino impara a parlare, a camminare , ad essere autonomo nel mangiare, nel controllo sfinterico...questo periodo è caratterizzato da grandi bisogni e grandi sforzi.
Dai 3-6 anni il bambino sale dall'inconscio e vive una fase della vita cosciente, di cui c'è ricordo. Questa è una fase di sforzo costante, il bambino è un“lavoratore cosciente” che “incarna” alcuni principi in maniera spontanea. Inizia una fase di catalogazione cosciente di informazioni: il bambino è sulla via del “perfezionamento costruttivo” delle procedure di movimento e di raffinamento del linguaggio, cerca l’ordine, riorganizza e comprende ciò che ha raccolto, estendendolo a ragionamenti complessi. Questo periodo, quindi, si caratterizza come un periodo di perfezionamento costruttivo in cui si ha un’attività cosciente nell’ambiente ed un arricchimento delle conquiste già fatte. Le mani del bambino, guidate dall’intelligenza, sono sempre occupate a fare qualcosa di definito. Se l’ambiente non permette questa integrazione, le energie continuano a spingere quelle informazioni parziali, così la mano si muove senza scopo e la mente divaga dalla realtà originando conflitti e turbamenti così come irrequietezza. L'adulto a servizio dello sviluppo dell'umanità che ogni bambino porta con sé , dovrà conoscere bene gli strumenti utili ai bisogni vasti dei bambini sui diversi fronti dello sviluppo al fine di integrarli con la finalità di costruzione di un io integrato nelle diverse parti: psicolinguaggio, psicoaritmetica, psicogeometria e autoregolazione del fare da solo. La frase che definisce questo periodo è: “AIUTAMI A FARE DA SOLO”. La cornice psicoaffettiva in cui si muove l'educazione alla pace e l'interdipendenza rispettosa degli uni verso gli altri sta nella vita pratica che è palestra di coesione. La società per coesione nella casa dei bambini rappresenta un punto centrale e preziosissimo da cui partire e a cui tornare sistematicamente nelle giornate per esercitarla. Il silenzio dei ruoli della vita pratica è costruttivo, meditativo, costruisce i confini del se e quelli del se che diventa noi. La vita pratica richiede concentrazione, mediazione, profondo rispetto del bene comune dentro cui ogni uno è indispensabile e insostituibile.