01/01/2026
Tang Su! Sta volgendo al termine un anno ricco di eventi e soddisfazioni per il nostro Tang Su Do Hak Won, non ultima la Festa del Solstizio tenutasi a Palestrina, durante la quale abbiamo ragionato sull’importanza della cultura e in particolare dei libri come veicolo principe di conoscenza.
Abbiamo a tal proposito distribuito come gadget un calendario / segnalibro, con l’augurio che anche le nuove generazioni possano apprezzare il piacere di passare del tempo in compagnia di un buon volume.
Prendiamo spunto da ciò per proporvi una riflessione di fine anno, che segue.
Leggere e praticare arti marziali hanno più punti in comune di quanto sembri. Entrambe le attività richiedono intenzione, disciplina, attenzione e la capacità di fermarsi a riflettere prima di agire.
Nel Tang Su Do Hak Won lo studio dell’Arte Marziale è tanto fisico quanto mentale e si nutre di principi, di storia e di filosofia (intesa come ricerca della verità). Nel nostro percorso, i libri scritti dal Kwan Chang Nim. R. D. Villalba rappresentano un riferimento fondamentale, sia come testi tecnici per la pratica, sia come strumenti essenziali per comprendere il senso profondo dell’Arte Marziale (Bu-Do).
Infatti, il sincero cultore delle Arti Marziali orientali tradizionali, parallelamente al suo percorso di perfezionamento esterno (Wei), avverte dentro di sé una pulsione alla ricerca, alla conoscenza, che è un passo nell’interno (Nei): senza questa duplice volizione, che riflette lo Yin-Yang “corpo-mente”, l’obiettivo vero del Budo – e cioè il perfezionamento di sé attraverso il controllo dell’ego – non può essere raggiunto.
Quindi: allenare il corpo senza allenare la mente è un lavoro a metà, potenzialmente inutile, se non controproducente. Come la ripetizione dei movimenti crea automatismi utili nella difesa personale, così la lettura costruisce nel tempo un patrimonio di conoscenza che riaffiora nei ragionamenti, nei collegamenti e nel modo in cui ognuno esprime il proprio sé per un dialogo più ricco e consapevole, per una esistenza più completa.
Scrive il KCN nel 1° volume del Tang Su Do, edito da Mediterranee nel 1991, come incipit del capitolo riguardante la filosofia:
“In un libro di arti marziali un capitolo dedicato alla filosofia potrebbe ritenersi fuori luogo, in quanto non tutti i lettori sono direttamente interessati a tali argomenti.
Nonostante ciò, riteniamo doveroso fare delle brevi considerazioni, dato che le arti marziali prive dell’aspetto filosofico sono come un organismo cieco, costretto per deambulare ad appoggiarsi ad altri e che, ancor peggio, non vedendo il mondo circostante non sa dove andare, né quanta difficoltà troverà nel percorrere il cammino che lo separa dalla meta prefissa.”
Buon Anno 2026 e Buone Letture! Tang Su !!!
12/05/2024
12/03/2022
07/03/2022
11/09/2021