Unicoop Lazio

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L’UN.I.COOP.

Lazio crede nelle “piccole e medie” cooperative, che nascono e crescono quali occasioni concrete di lavoro, di promozione del territorio, di suddivisione dei compiti all’interno del gruppo sociale di riferimento.

Fondo rotativo WBO Lazio: tasso zero per cooperative di lavoratori 29/07/2026

𝑭𝒐𝒏𝒅𝒐 𝑹𝒐𝒕𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 𝑾𝑩𝑶 𝑳𝒂𝒛𝒊𝒐: 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒂 𝒐𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒂𝒍𝒗𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆 𝒊𝒏 𝒄𝒓𝒊𝒔𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒊 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊.

𝐿𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐿𝑎𝑧𝑖𝑜 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑊𝑜𝑟𝑘𝑒𝑟𝑠 𝐵𝑢𝑦𝑜𝑢𝑡 𝑐𝑜𝑛 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎 𝑡𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑧𝑒𝑟𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑓𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑙𝑎𝑛𝑐𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.

Le imprese in difficoltà del Lazio possono contare su uno strumento concreto per ripartire. Il 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗥𝗼𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗪𝗕𝗢 (𝗪𝗼𝗿𝗸𝗲𝗿𝘀 𝗕𝘂𝘆𝗼𝘂𝘁) continua infatti a rappresentare una delle misure più significative dedicate al recupero delle aziende in crisi, offrendo ai lavoratori la possibilità di rilevare l’attività e trasformarla in una cooperativa.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di evitare la chiusura di realtà produttive strategiche, preservare posti di lavoro e favorire la continuità aziendale attraverso un modello che mette direttamente i dipendenti al centro del rilancio dell’impresa.

𝑼𝒏 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒓𝒆𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒍𝒂𝒏𝒄𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆
Il Fondo mette a disposizione 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗴𝗲𝘃𝗼𝗹𝗮𝘁𝗶 𝗮 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗼 𝘇𝗲𝗿𝗼, destinati a sostenere l’acquisizione o l’affitto di aziende, rami d’azienda o complessi aziendali da parte di cooperative costituite dai lavoratori.

L’agevolazione può coprire fino al 𝟭𝟬𝟬% 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘀𝗲 𝗮𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶, con un importo minimo finanziabile di 𝟮𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗲𝘂𝗿𝗼, rappresentando così un’importante leva finanziaria per progetti di recupero imprenditoriale.

𝑪𝒉𝒊 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒂𝒄𝒄𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝑭𝒐𝒏𝒅𝒐 𝑾𝑩𝑶?
• cooperative di produzione e lavoro già costituite;
• cooperative formate per almeno i due terzi da dipendenti dell’azienda in crisi o interessata da processi di delocalizzazione;
• gruppi di lavoratori promotori che intendono costituire una cooperativa per rilevare l’attività aziendale.

Elemento fondamentale è la presentazione di un progetto industriale credibile e sostenibile, capace di dimostrare la possibilità di rilanciare l’impresa e garantirne la continuità produttiva.

𝑼𝒏 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒆𝒍𝒂 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒆 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐.
Il sistema del 𝐖𝐨𝐫𝐤𝐞𝐫𝐬 𝐁𝐮𝐲𝐨𝐮𝐭 rappresenta una soluzione sempre più adottata per evitare la perdita di competenze professionali e la desertificazione industriale dei territori.

Consentire ai lavoratori di diventare imprenditori significa infatti salvaguardare il patrimonio produttivo locale, mantenere viva l’economia dei territori e favorire nuove forme di impresa partecipata.

𝑫𝒐𝒎𝒂𝒏𝒅𝒆 𝒂𝒑𝒆𝒓𝒕𝒆 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒂𝒍 𝟐𝟎𝟐𝟗
La misura è gestita da 𝑪𝑭𝑰 – 𝑪𝒐𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑭𝒊𝒏𝒂𝒏𝒛𝒂 𝑰𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒂 e le richieste vengono esaminate con procedura 𝒂 𝒔𝒑𝒐𝒓𝒕𝒆𝒍𝒍𝒐, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Le domande potranno essere presentate fino al 𝟭° 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟵, offrendo quindi un orizzonte temporale ampio per le cooperative interessate ad avviare percorsi di rilancio aziendale.

𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒎𝒊𝒔𝒖𝒓𝒂 𝒆̀ 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆𝒈𝒊𝒄𝒂
In una fase economica caratterizzata da trasformazioni industriali e riorganizzazioni produttive, il Fondo WBO rappresenta uno strumento di politica industriale che punta non solo a sostenere le imprese in difficoltà, ma anche a valorizzare il capitale umano e l’iniziativa dei lavoratori.

La possibilità di accedere a finanziamenti agevolati consente infatti di affrontare processi di riconversione e rilancio con maggiori garanzie economiche, contribuendo alla salvaguardia dell’occupazione e alla competitività del sistema produttivo laziale.

Di seguito l'articolo completo:

Fondo rotativo WBO Lazio: tasso zero per cooperative di lavoratori La Regione Lazio mette a disposizione 8 milioni di euro tramite il Fondo rotativo WBO per sostenere cooperative di dipendenti che acquisiscono aziende in…

Photos from Lazio Innova's post 22/07/2026
14/07/2026

𝑺𝒑𝒂𝒄𝒆 𝑬𝒄𝒐𝒏𝒐𝒎𝒚, 𝒊𝒍 𝑳𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒗𝒐𝒍𝒂 𝒊𝒏 𝑬𝒖𝒓𝒐𝒑𝒂: 𝒅𝒖𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒓𝒕𝒖𝒑 𝒅𝒊 𝑬𝑺𝑨 𝑩𝑰𝑪 𝑳𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒒𝒖𝒊𝒔𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒊 𝑪𝑨𝑺𝑺𝑰𝑵𝑰 𝑪𝒉𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒈𝒆𝒔 𝟐𝟎𝟐𝟔.

𝐍𝐚𝐯𝐢𝐆𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐎𝐡𝐦𝐒𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚. 𝐔𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐜𝐨𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐞𝐫𝐨𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞.
Il Lazio si conferma uno dei principali motori dell’innovazione italiana nel settore spaziale. Due startup incubate presso 𝐄𝐒𝐀 𝐁𝐈𝐂 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨, 𝐍𝐚𝐯𝐢𝐆𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐎𝐡𝐦𝐒𝐩𝐚𝐜𝐞, sono state premiate ai 𝐂𝐀𝐒𝐒𝐈𝐍𝐈 𝐂𝐡𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐠𝐞𝐬 𝟐𝟎𝟐𝟔, tra le più importanti iniziative europee dedicate alle imprese che sviluppano soluzioni innovative basate sulle tecnologie spaziali.

Il concorso, promosso dall’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚𝐧 𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧 𝐀𝐠𝐞𝐧𝐜𝐲 𝐟𝐨𝐫 𝐭𝐡𝐞 𝐒𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐞 (𝐄𝐔𝐒𝐏𝐀) nell’ambito del programma CASSINI, ha selezionato appena dodici progetti provenienti da tutta Europa, premiando le realtà con il maggiore potenziale tecnologico e commerciale. Per ciascuna startup vincitrice è previsto un contributo di 𝟏𝟎𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨, destinato ad accelerare lo sviluppo delle tecnologie e il loro ingresso sul mercato.

A distinguersi è stata 𝐍𝐚𝐯𝐢𝐆𝐚𝐭𝐞 con 𝐍𝐚𝐯𝐢𝐂𝐨𝐝𝐞 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐯𝐞𝐥, un sistema di navigazione autonoma che consente ai satelliti di calcolare in tempo reale la propria posizione direttamente a bordo, riducendo la necessità di interventi da terra. Una soluzione destinata a rispondere alle esigenze delle future costellazioni satellitari, sempre più numerose e complesse da gestire.

Il secondo riconoscimento è andato a 𝐎𝐡𝐦𝐒𝐩𝐚𝐜𝐞, grazie al progetto 𝐒𝐓𝐀𝐑-𝐖𝐚𝐭𝐞𝐫-𝐧𝐚𝐧𝐨, un innovativo sistema di propulsione per nanosatelliti alimentato ad acqua. Una tecnologia che punta a rendere più efficienti e sostenibili le missioni spaziali, offrendo nuove prospettive per il segmento dei piccoli satelliti, oggi tra i più dinamici dell’intera Space Economy.

Il doppio successo rappresenta anche un importante attestato per 𝐄𝐒𝐀 𝐁𝐈𝐂 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨, l’incubatore promosso da Regione Lazio, Agenzia Spaziale Europea (ESA), Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Lazio Innova, che accompagna startup e imprese innovative nello sviluppo di tecnologie ad alto contenuto scientifico. Il programma offre supporto finanziario, servizi di incubazione, mentoring e accesso a una rete internazionale di partner industriali e istituzionali.

Il riconoscimento ottenuto dalle due startup testimonia la capacità del territorio laziale di trasformare ricerca, competenze e trasferimento tecnologico in opportunità di mercato. In uno scenario europeo in cui la Space Economy è destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni, il rafforzamento di un ecosistema capace di sostenere l’innovazione rappresenta un elemento decisivo per la competitività del Paese.

L’affermazione di NaviGate e OhmSpace ai CASSINI Challenges 2026 non è soltanto il successo di due giovani imprese, ma il segnale di un modello che funziona: investire in ricerca, incubazione e collaborazione tra istituzioni e imprese significa creare valore, attrarre investimenti e consolidare il ruolo dell’Italia tra i protagonisti della nuova economia dello spazio.

https://www.lazioinnova.it/news/due-startup-incubate-presso-esa-bic-lazio-premiate-ai-cassini-challenges-2026/

14/07/2026

𝐑𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢

La collaborazione tra istituzioni finanziarie, amministrazioni pubbliche e imprese rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per sostenere la crescita economica dei territori. È questo il messaggio emerso dagli 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐞 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, promossi da ANFIR in collaborazione con Lazio Innova e ospitati presso il WEGIL di Roma.

L'iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, del sistema bancario e del mondo produttivo con l'obiettivo di consolidare il ruolo delle finanziarie regionali come motore dello sviluppo locale e dell'innovazione.

Uno dei momenti più significativi dell'evento è stata la firma del 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐨𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐝'𝐈𝐧𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐀𝐍𝐅𝐈𝐑, 𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐃𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐞 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐢, 𝐒𝐀𝐂𝐄 𝐞 𝐒𝐈𝐌𝐄𝐒𝐓, un accordo strategico finalizzato a rafforzare la cooperazione tra i principali soggetti pubblici che sostengono gli investimenti delle imprese. L'intesa punta a sviluppare strumenti condivisi, facilitare l'accesso alle opportunità di finanziamento e promuovere iniziative di accompagnamento dedicate al tessuto imprenditoriale italiano.

Nel corso dei lavori è stato più volte sottolineato come le finanziarie regionali rappresentino oggi una vera infrastruttura strategica per la competitività del Paese, capace di mettere in relazione le politiche pubbliche con le esigenze concrete delle imprese e dei territori. Particolare attenzione è stata dedicata alle prospettive offerte dalla programmazione europea post-2027, alla digitalizzazione, all'intelligenza artificiale e alla capacità di mobilitare capitali pubblici e privati per sostenere la crescita economica.

Tra i protagonisti dell'incontro figuravano esponenti della Commissione Europea, della Regione Lazio, di CDP, SACE, SIMEST, ABI e delle principali istituzioni coinvolte nelle politiche di sviluppo economico. Gli interventi hanno evidenziato la necessità di rafforzare la sinergia tra livelli istituzionali, valorizzando il ruolo delle finanziarie regionali come interlocutori privilegiati per accompagnare le imprese nei processi di innovazione, internazionalizzazione e transizione digitale.

I dati presentati da ANFIR confermano l'importanza di questo sistema. Nel 2025 le finanziarie regionali hanno gestito oltre 𝟐𝟎.𝟖𝟎𝟎 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢, mobilitando più di 𝟕𝟔𝟏 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 a favore di imprese e cittadini. Il 96,6% dei beneficiari e quasi il 90% delle risorse sono rimasti nei territori di riferimento, dimostrando la capacità di questi strumenti di rispondere in modo efficace alle esigenze delle economie locali.

L'iniziativa conferma la volontà di costruire un modello di sviluppo fondato sulla cooperazione tra istituzioni, sistema finanziario e imprese, con l'obiettivo di rendere i territori più competitivi, attrarre nuovi investimenti e favorire una crescita sostenibile. In questo percorso, Lazio Innova continua a svolgere un ruolo centrale come soggetto attuatore delle politiche regionali a sostegno dell'innovazione, della competitività e dello sviluppo economico del Lazio.

https://www.lazioinnova.it/news/rafforzare-la-cooperazione-per-sostenere-investimenti-e-competitivita-dei-territori/

Cultura nei piccoli comuni – Ed. 1 – Direzione Generale Creatività Contemporanea 08/07/2026

𝐀𝐥 𝐯𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨 “𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢”: 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟏,𝟒 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢.

La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha pubblicato l’avviso pubblico “Cultura nei piccoli comuni – Edizione 1”, un’iniziativa che punta a sostenere progetti culturali nei Comuni italiani con meno di 25.000 abitanti.
L’obiettivo del bando è rafforzare il ruolo della cultura come motore di sviluppo locale, inclusione sociale e rigenerazione dei territori, con particolare attenzione alle aree interne e ai piccoli centri che rappresentano un patrimonio fondamentale per l’identità del Paese. Per questa prima edizione sono stati stanziati 1.445.100 euro.
I progetti dovranno favorire la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, promuovere la partecipazione delle comunità locali, incentivare la nascita e il consolidamento di imprese culturali e creative e sviluppare collaborazioni tra enti pubblici, Terzo Settore, istituzioni formative, associazioni e operatori culturali. Particolare rilievo viene attribuito anche all’innovazione, alla digitalizzazione dell’offerta culturale e alla creazione di reti territoriali stabili.
Possono partecipare esclusivamente i Comuni con popolazione inferiore ai 25.000 abitanti, sia in forma singola sia associata, attraverso reti di Comuni. Ogni proposta dovrà prevedere almeno un partner non profit, tra enti pubblici, Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, associazioni o comitati regolarmente costituiti.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle politiche nazionali di rigenerazione culturale e sviluppo territoriale promosse dal Ministero della Cultura e mira a trasformare la cultura in uno strumento concreto per rafforzare la coesione sociale, creare nuove opportunità occupazionali e migliorare la qualità della vita delle comunità locali.
Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente attraverso il Portale Bandi della Direzione Generale Creatività Contemporanea. La scadenza è fissata al 31 agosto 2026, alle ore 12.00.

Cultura nei piccoli comuni – Ed. 1 – Direzione Generale Creatività Contemporanea La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura lancia in data 22 giugno 2026 l’avviso pubblico Cultura nei piccoli comuni (edizione 1) al fine di valorizzare e promuovere progetti culturali nei comuni con popolazione inferiore a 25.000 abitanti.

08/07/2026

𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐞𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨: 𝐝𝐚𝐢 𝐃𝐄𝐒 𝐝𝐢 𝐔𝐍.𝐈.𝐂𝐎𝐎𝐏. 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀

La programmazione regionale 2026-2028 conferma la centralità di welfare di comunità, partecipazione territoriale e innovazione sociale: temi già sviluppati nella ricerca promossa dal Centro Studi e Ricerca UNIFOND sui Distretti dell’Economia Sociale.
La recente approvazione del Piano regionale degli interventi sperimentali di inclusione sociale nelle periferie laziali 2026-2028 rappresenta un passaggio di particolare rilievo per il mondo cooperativo e per l’economia sociale. La Regione Lazio ha annunciato una dotazione iniziale di circa 8 milioni di euro per avviare una sperimentazione in dieci contesti territoriali, con l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi e costruire programmi integrati capaci di collegare welfare di comunità, rigenerazione territoriale, accesso ai servizi, partecipazione delle comunità e innovazione sociale.
Per UN.I.COOP. si tratta di una notizia importante, perché conferma la direzione di lavoro che la nostra organizzazione ha contribuito a delineare con la ricerca dedicata ai Distretti dell’Economia Sociale, pubblicata e diffusa dal Centro Studi e Ricerca UNIFOND. Non una riflessione teorica separata dai bisogni reali, ma un contributo di visione e di metodo, orientato a rendere i territori protagonisti di un nuovo modello di sviluppo inclusivo, cooperativo e sostenibile.

𝐈𝐥 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐞𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢
La programmazione regionale individua dieci aree di intervento: Corviale, Tor Bella Monaca, Laurentino 38, Lido di Ostia, Fiumicino, Guidonia, Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo. Territori diversi tra loro, ma accomunati dall’esigenza di rafforzare servizi, relazioni comunitarie, presìdi sociali e capacità di risposta ai bisogni emergenti.
Il metodo annunciato dalla Regione Lazio appare particolarmente significativo: ascolto delle comunità, condivisione progressiva con gli attori locali e costruzione di programmi territoriali insieme a Comuni, Municipi, Distretti sociosanitari, ASP, Università, Terzo Settore e parti sociali. In questa impostazione, le Case del Welfare di Comunità possono diventare presìdi di prossimità e luoghi nei quali rendere concreta l’integrazione tra politiche sociali, lavoro, inclusione e partecipazione civica.

𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐔𝐍.𝐈.𝐂𝐎𝐎𝐏. 𝐬𝐮𝐢 𝐃𝐄𝐒
È proprio su questo terreno che emerge il motivo di orgoglio associativo. La ricerca sui Distretti dell’Economia Sociale ha indicato con chiarezza la necessità di superare interventi isolati e costruire ecosistemi territoriali fondati su governance partecipata, mappatura dei bisogni, reti cooperative, innovazione sociale, valutazione dell’impatto e collaborazione stabile tra pubblico, privato sociale, università e cittadini.
I DES, nella visione elaborata dal Centro Studi e Ricerca UNIFOND, non sono nuove sovrastrutture burocratiche. Sono piattaforme territoriali di collaborazione, capaci di valorizzare capitale sociale, competenze professionali, risorse locali e vocazioni comunitarie. Rappresentano un modello operativo per trasformare le periferie e i territori fragili da luoghi percepiti come marginali a spazi di innovazione sociale, lavoro di qualità e rigenerazione civile.
La programmazione regionale richiama quindi un’impostazione pienamente coerente con il lavoro di analisi e proposta sviluppato da UN.I.COOP.: partire dai territori, ascoltare le comunità, attivare reti stabili e misurare il valore pubblico generato. È un cambio di prospettiva che guarda alle periferie non solo come aree di bisogno, ma come luoghi nei quali sono già presenti energie, competenze e relazioni da organizzare e sostenere.

𝐃𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟏° 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞
La ricerca sui DES è stata presentata e diffusa in occasione del convegno UN.I.COOP. Lazio del 1° dicembre 2025, ospitato presso il CNEL, nella Sala Plenaria Marco Biagi, e dedicato al tema “Il lavoro nella cooperazione sociale e nell’assistenza alla persona”. L’iniziativa ha rappresentato un momento rilevante di confronto istituzionale e associativo sul futuro della cooperazione sociale, dei servizi alla persona e delle politiche territoriali.
Tra i saluti istituzionali figurava anche l’Assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, insieme a rappresentanti del Governo, del Parlamento, del CNEL, della vigilanza cooperativa, delle parti sociali e del sistema UN.I.COOP. Quel confronto ha contribuito a mettere al centro un tema essenziale: la cooperazione sociale non è solo soggetto gestore di servizi, ma infrastruttura di prossimità e partner strategico delle politiche pubbliche.

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞
La sfida che si apre con il Piano Periferie è ora quella dell’attuazione. Gli 8 milioni di euro stanziati rappresentano una prima dotazione importante, ma il valore più rilevante della misura risiede nel metodo: costruire interventi integrati, riconoscere il ruolo degli attori territoriali, promuovere alleanze stabili e rendere le comunità protagoniste del cambiamento.
In questo quadro, le cooperative sociali e gli enti dell’economia sociale possono svolgere una funzione decisiva. Sono organizzazioni radicate nei contesti locali, conoscono i bisogni delle persone, presidiano servizi educativi, socioassistenziali e sanitari di prossimità, generano occupazione e costruiscono relazioni di fiducia. Per questo devono essere coinvolte non soltanto nella fase esecutiva, ma anche nei processi di co-programmazione, co-progettazione e valutazione degli impatti.
UN.I.COOP. continuerà a offrire il proprio contributo tecnico, associativo e progettuale affinché le cooperative possano essere protagoniste di questa nuova stagione. Il Piano Periferie della Regione Lazio conferma che le politiche sociali del futuro non possono essere costruite con interventi frammentati, ma richiedono alleanze territoriali, competenze qualificate, capacità di lettura dei bisogni e una visione cooperativa dello sviluppo.

𝐋𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝’𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐦𝐮𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀. 𝐄̀ 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐔𝐍.𝐈.𝐂𝐎𝐎𝐏. 𝐡𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐬𝐮𝐢 𝐃𝐄𝐒 𝐞𝐝 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢𝐫𝐞, 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚, 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.

07/07/2026

𝐄𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐢𝐥 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐞𝐩𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞
𝐔𝐍.𝐈.𝐂𝐎𝐎𝐏 𝐞 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢.
Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale segna un passaggio strategico per il riconoscimento e lo sviluppo del settore nel nostro Paese. Il documento, adottato in attuazione della Raccomandazione europea del 27 novembre 2023, definisce una visione di lungo periodo (2025–2035) che colloca l’economia sociale al centro delle politiche pubbliche per la crescita sostenibile, l’inclusione e la coesione territoriale.
All’interno di questo quadro, emerge con particolare evidenza la centralità della cooperazione sociale, riconosciuta come infrastruttura fondamentale del welfare e dello sviluppo locale. Le cooperative sociali vengono infatti individuate come soggetti capaci di coniugare produzione di valore economico e impatto sociale, operando in stretta integrazione con le amministrazioni pubbliche e con i territori.

𝑼𝒏 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒓𝒖𝒐𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆𝒈𝒊𝒄𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒐𝒑𝒆𝒓𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒍𝒊
Il Piano nazionale attribuisce alla cooperazione sociale una funzione strutturale nei processi di inclusione e sviluppo, valorizzandone il contributo:
• nei servizi alla persona
• nell’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati
• nella costruzione di sistemi di welfare territoriale
• nella riduzione delle disuguaglianze
Si tratta di un riconoscimento che conferma, in modo esplicito, quanto sostenuto da UN.I.COOP nelle sedi istituzionali e, in particolare, nell’ambito del confronto sviluppato presso il CNEL.

𝑪𝒓𝒆𝒅𝒊𝒕𝒐 𝒆 𝒇𝒊𝒏𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒅’𝒊𝒎𝒑𝒂𝒕𝒕𝒐: 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒍𝒕𝒆 𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒔𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒖𝒏 𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒎𝒂 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒆𝒒𝒖𝒐
Uno degli elementi di maggiore rilievo riguarda il tema dell’accesso al credito, storicamente critico per le cooperative sociali. Il Piano prende atto delle difficoltà legate ai modelli tradizionali di valutazione bancaria e introduce strumenti innovativi e coerenti con la natura mutualistica del settore.
Tra le misure previste:
• rafforzamento del Fondo di garanzia per le PMI
• integrazione con programmi europei come InvestEU e FEI
• introduzione di sistemi di valutazione basati su rating sociale
• promozione dei social bond
Questi interventi recepiscono in modo diretto le proposte avanzate da UN.I.COOP, orientate allo sviluppo di una finanza d’impatto capace di riconoscere il valore sociale prodotto dalle cooperative.

𝑨𝒑𝒑𝒂𝒍𝒕𝒊 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒊 𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒍𝒆: 𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒖𝒏 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒂𝒅𝒊𝒈𝒎𝒂
Il Piano introduce una strategia nazionale per gli acquisti pubblici sostenibili, che segna un cambio di paradigma nel rapporto tra pubblica amministrazione ed economia sociale.
Viene infatti valorizzato il ruolo:
• della co-programmazione e co-progettazione
• dei criteri di aggiudicazione basati sull’impatto sociale
• del superamento della logica del massimo ribasso
• dello sviluppo del social procurement
Anche in questo ambito si registra il recepimento delle proposte UN.I.COOP, che individuano negli appalti pubblici una leva fondamentale per promuovere inclusione, qualità dei servizi e sviluppo sostenibile.

𝑷𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒈𝒓𝒂𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒐 𝒔𝒗𝒊𝒍𝒖𝒑𝒑𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆
Il Piano recepisce inoltre ulteriori indirizzi strategici promossi da UN.I.COOP, tra cui:
• l’integrazione dell’economia sociale nei fondi europei (FESR e FSE+), con quote dedicate
• il rafforzamento della Legge Marcora e dei workers buyout
• il riconoscimento del ruolo delle reti associative nella formazione e accompagnamento
• il sostegno a giovani, donne e sviluppo delle aree interne
Le cooperative sociali sono individuate come soggetti attuatori privilegiati di tali politiche, in ragione della loro capacità di generare impatto sociale diffuso e duraturo.

𝑳𝒂 𝒅𝒊𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑷𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝑼𝑵.𝑰.𝑪𝑶𝑶𝑷
«Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale rappresenta un passaggio di grande rilevanza istituzionale, perché riconosce in modo chiaro e strutturato il ruolo della cooperazione sociale come asse portante delle politiche di inclusione e sviluppo del Paese.
Accogliamo con particolare soddisfazione il recepimento delle proposte avanzate da UN.I.COOP, in particolare in materia di accesso al credito e di appalti pubblici socialmente responsabili.
Sul credito, si afferma finalmente un principio fondamentale: le cooperative sociali non possono essere valutate esclusivamente con criteri patrimoniali, ma devono essere riconosciute per il valore sociale che producono. L’introduzione di strumenti come il rating sociale e i social bond va esattamente in questa direzione.
Sul fronte degli appalti pubblici, il superamento della logica del massimo ribasso e l’introduzione di criteri basati sull’impatto sociale rappresentano una svolta decisiva. Significa riconoscere che la qualità dei servizi e l’inclusione delle persone devono essere al centro delle politiche pubbliche.
Le cooperative sociali sono pronte a svolgere fino in fondo questo ruolo, come infrastrutture territoriali capaci di generare lavoro, coesione e sviluppo. Ora è fondamentale passare rapidamente alla fase attuativa, affinché le misure previste dal Piano si traducano in strumenti concreti a beneficio delle comunità e dei territori.»

Photos from Unicoop Informa's post 21/04/2026
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