16/05/2024
SUI NOSTRI CORPI DECIDIAMO NOI
Il 9 e 10 maggio 2024 si è svolta la quarta edizione degli Stati Generali della Natalità.
Come Rete delle Scuole Popolari siamo scesə in piazza insieme a tante realtà ed associazioni per ribadire la nostra contarietà a tutte quelle politiche che mirano a porre il modello familiare eterocisnormato come unica opzione possibile.
Come sempre, la risposta della politica è stata la repressione e ci è stato impedito di arrivare al luogo dell'incontro per esprimere la nostra opinione.
Di seguito, il comunicato che avremmo voluto leggere pubblicamente.
COMUNICATO RETE SCUOLE POPOLARI
Buongiorno a tuttu, tutte e tutti.
Come Rete delle Scuole Popolari di Roma siamo qui insieme alle studentesse e agli studenti per rispondere all’invito del Ministro dell’Istruzione e Merito Valditara a partecipare agli Stati Generali della Natalità, ribadendo che i nostri corpi non sono capitale economico e ri-produttivo.
L’educazione nella scuola pubblica è da tempo sotto attacco da parte di politiche neoliberiste, capitaliste e sessiste. L’invito del Ministro Valditara palesa come le politiche fasciste e conservatrici di questo governo aumentino ancora di più gli effetti delle scelte dei governi degli ultimi anni, che hanno di fatto influenzato le politiche pubbliche sulla formazione e sull’educazione, limitando la libertà di autodeterminazione e asservendo ancora di più la scuola pubblica alle necessità economiche del sistema produttivo nel quale viviamo.
Come Rete delle Scuole Popolari, riteniamo che le politiche pubbliche debbano essere basate sul modello di educazione popolare: una pedagogia critica e attiva, che passa attraverso l’ascolto, il confronto, la memoria, l’arte e la cultura, dove si crea un sapere basato sulla conoscenza e la consapevolezza individuale e collettiva di una realtà plurale ed eterogenea, creando una comunità solidale, popolare e mutualistica come forma di contrasto quotidiano alla ghettizzazione, all’esclusione sociale, alla crescente omologazione e all’appiattimento culturale dilagante nelle scuole e nella società.
Le scuole popolari sono spazi costruiti dal basso dove i corpi che li attraversano sono liberə di esprimersi e confrontarsi per maturare uno spirito critico, mettendo in discussione i rapporti di potere tutti, da quelli istituzionalizzati a quelli socio culturali.
Sono presidi educativi politici che nascono come manifestazione di critica sociale alle politiche istituzionali della scuola pubblica sempre più escludenti e discriminatorie.
Nelle scuole pubbliche e private viene indottrinato fin dall’infanzia il rispetto dell’autorità in quanto tale, vengono instaurati rapporti verticali tra un soggetto che viene identificato come detentore unico della verità e un oggetto che ascolta passivamente.
Noi vogliamo invece scuole orizzontali, dove mettere continuamente in discussione l’autorità e nelle quali i rapporti di potere vengano sostituiti da relazioni reciproche, così da diventare spazi di confronto e condivisione di esperienze e saperi.
È quindi per noi imprescindibile il totale rifiuto dell’oppressione machista, patriarcale, eterocisnormata mononormata nei nostri spazi, nei quali l’approccio transfemminista e q***r sono alla base delle metodologie pedagogiche.
Crediamo in un’educazione che ripudi l’idea di corpi come “oggetto” riproduttivo, il genere come mezzo di oppressione e l’orientamento sessuale e romantico come strumento di categorizzazione.
I corpi sono soggetti autodeterminati e il genere un mezzo di espressione!
L’educazione sessuo-affettiva, anatomica e alle relazioni deve essere necessariamente inserita nelle politiche pubbliche e strutturata in chiave non binaria e transfemminista: pretendiamo che l’azione della scuola pubblica miri allo sviluppo di una coscienza sessuale ed emotiva, attraverso il tema del consenso, del piacere e dell’identità di genere. Un programma che parli delle MST (malattie sessualmente trasmissibili) senza stigmi o pregiudizi, problematizzando così la concezione dell'educazione tradizionale, gerarchica e autoritaria: non esistono solo maschi e femmine, ma anche persone intersessuali; non esistono solo uomini e donne, ma anche persone non binarie; non esistono solo persone cis, etero, bianche e abili. Vogliamo che si parli della sessualità etero e delle sessualità q***r, vogliamo si parli di piacere femminile e maschile, vogliamo si parli di vulve negli uomini e peni nelle donne, di orgasmo prostatico, vogliamo conoscere le MST senza averne paura, vogliamo conoscere i metodi contraccettivi, vogliamo mettere in discussione il sesso e il piacere, i rapporti affettivi e familiari, vogliamo si parli di famiglie q***r, famiglie non monogame, poliamorose, vogliamo si parli del fottutissimo consenso, che “no vuol dire no” non solo nel sesso!!!
Crediamo che la funzione sociale della scuola pubblica sia quella di contrastare le divergenze eterocispatriarcali, classiste e razziste, contribuendo alla formazione di una comunità educante in quanto consapevole.
è necessaria una totale rivoluzione del sistema scolastico: dalle scelte curriculari sessiste e colonialiste ai metodi di apprendimento che non si curano delle troppe persone che lasciano indietro e isolano e dividono gli studenti e le studentesse.
Vogliamo anche noi un altro genere di educazione e, per questo, sosteniamo e partecipiamo alla lotta per una rivoluzione educativa nelle scuole, nelle università e nella società tutta!!!