Avrah Ka Dabra

Avrah Ka Dabra

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Siamo fatti dal nostro passato che ha costruito il nostro presente ed alluciniamo sul futuro.

Aiuto le aziende e le persone attraverso i miei suggerimenti, i miei studi e la mia esperienza imprenditoriale , ad affrontare e relazionarsi meglio migliorando la loro posizione professionale nel B2C. Attraverso il miglioramento delle competenze di natura Psicologica sul funzionamento dell'Uomo, possiamo migliora la nostra vita, offrendo al nostro cliente il miglio prodotto per le sue esigenze
Abbiamo il dovere di aiutarci l'un l'altro per costruire un mondo migliore per tutti.

30/05/2026

Al giorno d'oggi si può ancora parlare si realtà, Intesa come singola interpretazione del mondo?

A mio parere no.
Ognuno di noi ha sempre vissuto 2 realtà.

Una interpretazione personale del mondo che ci circonda Intesa a creare la nostra realtà ,ovvero la proiezione del nostro interiore verso l esterno, ed una realtà fenomenica oggettiva nel quale si contiene la prima e più intima rappresentazione del mondo.

Tuttavia oggi ci troviamo a dovere aggiungere in questa bidimensionale espressione del mondo, una terza e più inquietante proiezione del nostro io nel mondo ovvero, la realtà virtuale.

Quest'ultima composta da vita sociale "digitale" in una scuola sociale a sua volta digitale e molto spesso menzognera.

L' uomo sapiente oggi deve costruire,per forza sociale, o realtà indotta oggettiva, una terza interpretazione del suo habitat naturale ovvero l' innaturale.

Una realtà inesistente che tuttavia, si intreccia, interagisce,suggerisce e crea emozioni reali che possono manipolare le altre due realtà già radicate.

Questa induzione può essere costruttiva o distruttiva , spesso a limite dell' incolomitá stessa della vita.

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20/05/2026

Che cos'è lo sconto?
Pensiamo realmente di scontare il lavoro e le competenze di un team a discapito dei costi fissi, Pur di piazzare una vendita?

Forse lo sconto è più un percorso, un viaggio nella mente del cliente, da percorrere insieme e Arrivare insieme alla meta.

E qual' è la meta? Se non un prezzo precostituito sotto il quale nessuno è disposto a scendere e sopra il quale nessuno è disposto a comprare!

Lo sconto quindi è un viaggio emozionale che il cliente è obbligato (dalla sua realtà personale data dal contesto e dalle abitudini ) a percorrere, per soddisfare un desiderio inconscio che possa a sua volta, giustificare il suo ottimo acquisto. Questo sconto rafforza la già convinzione emozionale a voler possedere quell'oggetto/servizio.



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01/05/2026

"Il linguaggio come strumento di comunicazione di base con il quale pensiamo e diciamo il mondo "

Martin Heidegger

Dalla riflessione di Martin Heidegger la comprensione evolutiva del mondo è un continuo confrontarsi con ciò che è stato. Ovvero con la comprensione precedente che si manifesta nella comprensione attuale e la modifica.

La comprensione del mondo non è quindi una soggettività statica ma piuttosto dinamica in continuo apprendimento.

Le nostre comprensioni non sono fisse ma sono mutabili nel tempo

Conoscere il mondo non significa conoscerlo ex novo ma interpretarlo in base ai preconfezionamenti che abbiamo già in noi.

Il preconfezionamento È direttamente connesso alla nostra natura umana ontologica ma più vicino alla nostra comprensione, è il dato concreto del nostro passato.

Conoscere il mondo attraverso il pensiero e di linguaggio.

Con le azioni abbiamo fatto il modo in cui, attraverso il linguaggio , lo abbiamo raccontato, creato.

Il modo in cui ci siamo raccontati il Mondo lo ha creato nella nostra mente.

Il mondo è la nostra rappresentazione in parte Schopenhaueriana

ma una visione dinamica, crescente in base al continuo raffronto con n il nostro passato per interpretare il futuro passando distrattamente dal nostro presente.

Le rappresentazioni della nostra vita, dei nostri valori delle nostre convinzioni possono cambiare in relazione diretta con le nostre esperienze.

Essere consapevoli di questi fenomeni intrinsechi in noi, può aiutarci a creare un mondo migliore per noi e per gli altri.

Avrah Ka dabra è un libro troverai nelle un migliori librerie e può aiutarci ad "ESSERE " attivi nelle nostre scelte e nelle nostre intenzioni. Ma è anche un progetto che nell' insieme dei singoli è uno strumento utile per essere per gli altri.

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23/04/2026

Come si attraversa il dolore di una perdita? Come si rimane in piedi quando la morte entra nella propria casa e svuota le stanze della presenza?
La risposta non consola, non illumina, non risolve.
La risposta è già scritta nel cuore di chi ci è passato: non si supera.
Non si supera la morte di chi si ama. Non si oltrepassa come una soglia che si chiude alle spalle. Si resta lì, in una terra sospesa, dove anche le parole più premurose si infrangono come onde stanche.
Ci sono frasi che cercano di salvare, ma finiscono per ferire in modo più sottile.
“Andrà tutto bene” suona lontano, quasi estraneo.
Non perché sia falso, ma perché il dolore, quando è vivo, non ha spazio per il domani. Abita solo l’oggi, e lo riempie tutto.
E allora che cosa resta da fare?
Restare.
Semplicemente restare.
Stare accanto senza invadere, senza spiegare, senza correggere il dolore.
Condividere il silenzio come si condivide un pane spezzato.
Perché il dolore è intimo, nasce da una storia unica, da legami irripetibili. Non si può insegnare a qualcuno come soffrire, né abbreviare il suo cammino.
Il dolore è una ferita profonda.
Non si chiude in fretta, non si rimargina per volontà.
Ha bisogno di tempo, ma non di un tempo che cancella: di un tempo che trasforma.
Lentamente, quasi senza accorgersene, quella ferita diventa cicatrice.
Non sparisce, non scompare. Si incide.
Rimane come un segno vivo, come un tatuaggio dell’anima che continua a parlare, anche quando tutto tace.
E il tempo, che non guarisce del tutto, insegna però una strana forma di sopravvivenza: l’abitudine all’assenza.
Non è guarigione, non è pace piena.
È una difesa silenziosa, una tregua che la mente costruisce per non cedere al caos.
L’assenza diventa familiare, ma non smette di bruciare.
A tratti ritorna, improvvisa, come una fiamma sotto la cenere.
Eppure, proprio dentro questo paradosso, nascono gesti inattesi:
continuare a preparare un posto a tavola, parlare a chi non si vede più, custodire piccoli riti che sembrano folli ma sono profondamente umani.
Non sono illusioni. Sono ponti.
Ponti tra ciò che è stato e ciò che ancora, misteriosamente, continua ad essere.
Perché chi abbiamo amato non scompare dal nostro presente: cambia modo di abitarlo.
Le abitudini allora diventano un’ancora.
Non ci imprigionano nel passato, ma ci permettono di attraversarlo senza affondare.
Trasformano la memoria in presenza, il vuoto in una forma diversa di legame.
Non è il dolore che diminuisce.
È il cuore che impara, lentamente, a contenerlo.
Conoscere i percorsi della mente non ci salva dalla sofferenza.
Non la elimina, non la rende più leggera.
Ma ci offre uno sguardo: ci insegna a non esserne travolti completamente.
E forse è proprio qui che nasce una fragile possibilità:
non quella di guarire, ma quella di continuare.
Continuare a vivere con quella cicatrice, senza rinnegarla.
Continuare a respirare, anche quando ogni respiro pesa.
Continuare ad abitare il presente, con un frammento di eternità inciso dentro.
Siamo anche le nostre abitudini.
E quando diventano consapevoli, possono non cancellare il dolore, ma renderlo abitabile.

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21/04/2026

𝗟𝗮 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁à 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 ed è dentro ognuno di noi.

Siamo sempre alla ricerca della felicità! Ma stiamo ben attenti, a quale felicità auspichiamo?
Cosa intendiamo singolarmente, quando definiamo la felicità?

Se ti chiedessi semplicemente:
"𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀'è 𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁à 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗲?"

Non siamo forse Felici quando 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 cosa è meglio per noi?
Non siamo Felici nel vederci vivi e nel poter godere delle bellezze del mondo e del caldo del sole ☀️ sul viso?

La felicità spesso alberga nelle piccole cose e questo non significa che dobbiamo accontentarci anche se spesso, andrebbe preso in considerazione ciò che abbiamo nel contesto in cui lo viviamo, ma significa 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲
le cose belle per noi, le cose che ci fanno 𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗯𝗲𝗻𝗲.

Se speriamo in una felicità che si realizza in un mondo che non ci appartiene, saremo sempre tristi, insoddisfatti, ricercatori dell'impossibile!

Scegliere di cercare la felicità nel nostro mondo interiore ci aiuta a capire meglio il mondo che ci circonda, invece che sognare la felicità nel super enalotto.

Cerchiamo di 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶 della nostra mente ed oltre a vedere le cose negative e gli imprevisti che certamente la vita ci riserva , osserviamo con maggiore empatia anche le 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲
che ci passano davanti ogni giorno.

Facciamo quel salto consapevole nella nostra 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙞𝙤𝙧𝙚 e questo si rifletterà sulla nostra vita. ❣️
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03/04/2026

Bellissimo postato da Dario Silvestri che dimostra come
l' abitudine nel veder compiere determinati gesti, ha indotto questo cavallo 🐎 a credere di avere le briglie. 🎠
La similitudine con le abitudini umane e la realtà costruita in cui il nostro cervello 🧠 ci fa vivere costantemente, è impressionante.

Crediamo di avere tutte le risposte o di sapere dove portino determinati comportamenti e discorsi. Crediamo di sapere con anticipo cosa farà o dirà l altra persona🗣️ solo perché il nostro cervello deve risparmiare 🪫energia e proteggerci arbitrariamente da ciò che non conosciamo.

Viviamo costantemente una realtà costruita della migliore arte fra ciò che abbiamo già vissuto e cosa crediamo di ricordare. 📸 Le nostre abitudini sono le nostre Prigioni ⛓️. Le nostre certezze sono il nostro peggior inganno!

Siamo costantemente alla riscoperta passiva e inconsapevole del nostro passato e quando accade di tornare, per qualche istante nel presente, allora Viviamo dei momenti in cui pensiamo che quel gradino fosse più alto oppure che quella scena l abbiamo già vissuta sorprendendoci che poi non è così.

Cosa è successo? Nulla di magico. Siamo momentaneamente tornati al presente!
È incredibile vero?

. Vivi con ogni tuo istante.

01/04/2026

"Ho visto un angelo nel marmo e ho scolpito fino a tirarlo fuori."

Michelangelo Buonarroti

Questa frase riflette profondamente sul concetto di autenticità e auto-rivelazione. Come Michelangelo ha visto un potenziale nell'angelo nel blocco di marmo, così noi vediamo le nostre potenzialità intrinseche e le manifestiamo attraverso le nostre azioni e scelte. Ciò che siamo internamente si manifesta esternamente, come una scultura che rivela il processo di creazione e il materiale con cui è stata formata.

Le nostre scelte sono influenzate da ciò che portiamo dentro di noi, le nostre esperienze, le nostre convinzioni e i nostri valori. Ciò che abbiamo "scolpito nel passato" si riflette nel presente, definendo chi siamo oggi. Tuttavia, questa rappresentazione di noi stessi non è statica; continuiamo a modellarci e ad evolvere nel tempo.

Il concetto di "non essere ancora ciò che saremo nel futuro" suggerisce un processo continuo di auto-realizzazione e trasformazione. Ciò che siamo ora non è definitivo, ma piuttosto un punto di partenza per ciò che diventeremo. Ogni giorno siamo impegnati nel plasmare noi stessi attraverso le nostre azioni, le nostre relazioni e le nostre esperienze, continuando il ciclo di creazione e manifestazione di ciò che siamo e ciò che diventeremo.

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30/03/2026

“Siamo artisti che vagano nel mondo o che in lui cercano il loro posto?
Come lo scultore che crea immaginando la sua opera nel suo io per poi portarla alla luce.
Come il pittore che disegna le proprie emozioni dando loro forme e colori che cercano di esprimere il mondo di chi le rappresenta, l’uomo vaga nel mondo vivendo fra certezze fondate sulla sabbia, ricordi minati dalle esperienze del presente e allucinazioni della sua vita in un futuro che non esiste. “

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28/03/2026

Essere delusi dalle aspettative che si hanno degli altri è normale. Ci si aspetta che gli altri completino compiti, rispettino gli accordi e mostrino un certo comportamento.

Tuttavia, troppo spesso ci aspettiamo cose che semplicemente gli altri non faranno. Questo può portare a sentimenti di frustrazione, rabbia e tristezza.

Ma perché ci aspettiamo queste cose dagli altri? Forse perché abbiamo idee idealizzate di come gli altri dovrebbero essere o perché abbiamo bisogno di qualcuno che si prenda cura di noi o semplicemente perché speriamo che qualcosa accada per soddisfare un bisogno.

Qualunque sia il motivo, è importante rendersi conto che le persone sono diverse e che le aspettative possono essere deluse. Invece di concentrarsi sulle aspettative, dovremmo imparare ad apprezzare ciò che gli altri fanno per noi e lasciare che queste piccole cose diventino il fulcro della nostra felicità quotidiana.

La consapevolezza del funzionamento mentale ci può aiutare a capire se e quali Aspettative una persona nutre nei nostri confronti o noi nei confronti degli altri.

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