29/04/2021
Blog | Gli Aec tra stipendi in ritardo e tamponi extra: l'assistenza scolastica ai disabili è quasi un costo - Il Fatto Quotidiano
"Percepiscono sette euro delle ventuno euro che il Comune versa per ogni ora di assistenza. Sono considerati degli invisibili"
24/04/2021
📣 Scuola zona rossa: no alle classi pollaio, sì a una didattica inclusiva.
👉Dopo il presidio all'Usr, la mobilitazione prosegue.
È sempre antipatico affermare: «Ve l’avevamo detto». Eppure, anche stavolta, non possiamo fare a meno di ripeterlo: «Ve l'avevamo detto».
Lo scorso 19 aprile, in tante e tante ci siamo riuniti in presidio davanti l'Ufficio scolastico regionale - Ambito territoriale di Roma (via Frangipane, 41) per consegnare una lettera al direttore, Rocco Pinneri, in cui chiedevamo la fine delle «classi-pollaio», fatte di 27-30 alunne e alunni, perché rendono impossibile una didattica pienamente inclusiva e perché, in tempi di Covid, non consentono una didattica in presenza al 100%, a causa della regola del distanziamento fisico.
Puntualmente nei giorni successivi abbiamo assistito alla precipitosa retromarcia del premier Mario Draghi e del ministro della Pubblica istruzione Patrizio Bianchi che, dopo i roboanti annunci a mezzo stampa sulla ripresa della didattica in presenza al 100% a partire dal 26 aprile, hanno dovuto fare i conti con la realtà: impossibile far tornare tutte e tutti in aula, perché le classi sono troppo numerose. Quindi dopo un balletto di cifre – 100%, no 50%, anzi no 60% – ci si è attestati, alle scuole superiori, su una percentuale del 70% di studentesse e studenti in presenza.
Come abbiamo scritto e detto sotto le finestre dell’Usr, quella di questi giorni non è altro che l'anticipazione di quello che succederà a settembre. Infatti gli organici dei docenti che in queste settimane sono stati comunicati alle scuole sono gli stessi, se non di meno; questo significa ancora «classi-pollaio».
Lo ha spiegato bene, durante il presidio, uno studente del Liceo scientifico “Primo Levi”: «Ora in classe siamo in 19, ci hanno detto che siamo troppo pochi, quindi il prossimo anno la nostra classe scomparirà e ci suddivideranno in altre classi da 27 e anche di più».
E lo ha capito addirittura il «Corriere della Sera»: «L’emergenza Covid ha reso inservibili la maggior parte delle aule, troppo piccole per poter contenere 25-30 alunni (questa è la situazione di circa 30mila classi su 135mila nelle superiori) seduti a un metro di distanza l’uno dall’altro. Senza un intervento per sfoltire il numero di studenti non resterà che il sistema più cruento delle bocciature, anticamera della dispersione scolastica che Bianchi dice di volere combattere».
Quindi se governo, Parlamento, Regioni, Uffici scolastici territoriali non interverranno ora sugli organici – ancora provvisori – a settembre ci ritroveremo di nuovo con una scuola dimezzata, per il terzo anno consecutivo.
Dopo il presidio all'Usr, la mobilitazione della campagna “Scuola zona rossa” continua: per la riduzione del numero di alunni e alunne per classe; per il corretto utilizzo degli insegnanti di sostegno e di potenziamento, del personale Covid e del personale educativo; per una maggiore attenzione e rispetto del principio di inclusione degli alunni con disabilità; per un piano di edilizia scolastica che renda fruibili le migliaia di aule esistenti ma non utilizzate; per porre un argine alle derive autoritarie di alcuni dirigenti scolastici e all'indebolimento degli organi collegiali.
La scuola si-cura!
24/04/2021
La denuncia dei genitori: “Ancora una volta la decisione è stata presa dal Dirigente Scolastico in modo unilaterale, senza nessun coinvolgimento degli organi collegiali: non è solo la presenza fisica dei genitori ad essere trattata come un ingombro da espellere dalla scuola, ma la nostra presenza come componente della scuola e la nostra presenza istituzionale ad essere costantemente disprezzata. Noi non accettiamo questo esercizio di potere e lottiamo perché la nostra scuola ritorni ad essere un luogo di crescita equilibrata per i nostri figli e le nostre figlie, un luogo centrale di confronto educativo e di dialogo sereno”.
Centocelle, alla scuola di via dei Sesami i genitori restano fuori dal cortile: "Siamo ammassati a ridosso del cancello"
La segnalazione di alcuni genitori: "Possiamo entrare solo per 5 metri". L'assessora Mammarella: "Mi sono attivata per incontrare il dirigente"
19/04/2021
LA SCUOLA SI-CURA!
Neanche il Covid e la regola del distanziamento ferma le “classi-pollaio”. A settembre, quando ricomincerà il nuovo anno scolastico, ci saranno ancora aule in cui si troveranno stipati 27-30 alunni: assembramenti che non consentiranno una didattica veramente inclusiva ed efficace; e che, in caso di ripresa dei contagi, apriranno di nuovo la strada alla Dad, ormai unanimemente ritenuta non solo poco utile, ma anche dannosa.
Per questo motivo oggi pomeriggio le associazioni e i gruppi promotori della campagna “Scuola zona rossa” (fra cui Comunità educante 100celle, CAOS - Coordinamento Aec Operatori sociali autorganizzati, Collettivo Ninanda, Cattive Ragazze, Noi Restiamo, OSA - Opposizione studentesca d’alternativa, Collettivo studentesco Kant, Coordinamento regionale sanità) si sono ritrovate davanti all’Ufficio scolastico regionale - Ambito territoriale di Roma (via Frangipane 41) in un presidio per consegnare all’Usr una lettera con una serie di rivendicazioni, a cominciare proprio dalla chiusura della classi-pollaio.
Proprio in questi giorni, infatti, l’amministrazione scolastica la determinando l’organico «di diritto», cioè il numero di docenti in servizio presso ciascuna scuola, che di conseguenza stabilirà il numero degli alunni per classe. E dati primi dai arrivati alle segreterie scolastiche, si prevedono ancora classi di 27-30 alunni.
«L’Usr, attraverso l’ambito territoriale, svolge un’importante funzione, apparentemente solo burocratica, di redistribuzione delle risorse alle scuole in termini soprattutto di organico. È infatti all’Usr che le dirigenze scolastiche inviano tramite apposite tabelle la richiesta della formazione delle classi. Ed è dall’Usr che arrivano indicazioni puntuali, tramite circolari, di come affrontare situazioni di carenza di insegnanti e di risorse», si legge nella lettera consegnata alla Ufficio guidato da Rocco Pinneri.
«L’Usr, che ha anche la funzione di monitorare cosa succede nelle scuole della regione, dovrebbe elevare, almeno quest’anno, un grido di dolore, per quello che è successo e sta succedendo nelle scuole – tale da sentirsi da ogni scuola al ministero».
Conclude la lettera: «Non possiamo accettare che ogni organo sia un mero esecutore e vogliamo oggi, attraverso questa lettera, risposte su tante e tante decisioni che sono partite anche da questi uffici e dalle loro dirigenze. Ma non solo, la lettera è indirizzata alle lavoratrici e lavoratori tutti, affinché, anche loro, si rendano parte attiva in questo processo di ricostruzione della scuola pubblica, non limitandosi ad eseguire i compiti loro assegnati, ma a porre riflessioni sullo scempio patito dalla scuola pubblica negli ultimi trent’anni».
Oltre alla diminuzione degli alunni e alunne per classe e all’aumento dell’organico, nella lettera della campagna “Scuola zona rossa” si chiede il «corretto utilizzo degli insegnanti di sostegno e di potenziamento, del personale Covid e del personale educativo»; «maggiore attenzione e rispetto del principio di inclusione» degli alunni con disabilità; un argine alle «derive autoritarie» di alcuni dirigenti scolastici e «all’indebolimento degli organi collegiali».
Scuola Zona Rossa
19/04/2021
🎯 Durante il presidio all'USR abbiamo consegnato questa lettera rivolta alle lavoratrici e lavoratori dell'ufficio scolastico regionale affinché – anche loro – si rendano parte attiva in questo processo di ricostruzione della scuola pubblica, non limitandosi ad essere meri esecutori di politiche perpetrate ma che pongano riflessioni sullo scempio patito dalla scuola pubblica negli ultimi trent’anni.
Per una scuola sicura e aperta
È circa un anno, da quel 5 marzo 2020 in cui il governo stabilì la chiusura di tutti gli istituti, che la scuola sta vivendo una fase di enorme difficoltà. Difficoltà che fanno il paio con quelle del Paese, stretto nella morsa della crisi sanitaria e di quella economica. Ma la pandemia non è la...
18/04/2021
📌📌Prossima tappa della campagna
Scuola zona Rossa
📣📣LUNEDÌ 19 APRILE
ORE 16,00
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE – AMBITO TERRITORIALE DI ROMA
Via Frangipane 41 - ROMA
🔥Per chiedere:
- ampliamento degli organici
- riduzione del numero di alunne e alunni per classe;
- un piano di edilizia scolastica per una didattica in presenza in sicurezza;
- internalizzazione e piena valorizzazione di Aec e Oepa;
- ripristino del funzionamento democratico degli organi collegiali e stop all'autoritarismo dei dirigenti scolastici nei confronti di studenti e studentesse, genitori, lavoratori e lavoratrici.
Con noi ci saranno anche i movimenti per la difesa della salute, perché quello che si sta tentando di operare nella scuola è già stato sperimentato nella sanità, con la privatizzazione, la precarizzazione, l’introduzione del modello aziendale.
SCUOLA e SANITÀ sono settori indispensabili per il benessere di tutti e tutte, e vanno difesi e ricostruiti nel territorio: di PROSSIMITÀ PUBBLICI, GRATUITI, ACCESSIBILI E UMANIZZATI.
Comunità Educante 100celle - CAOS Coordinamento AEC Operatori Sociali Autorganizzati - Ninanda - Cattive Ragazze - Noi Restiamo - OSA opposizione Studentesca d’Alternativa – Collettivo studentesco Kant e tutte le realtà di Scuola Zona Rossa
16/04/2021
🔴 Nella trasmissione " Cronache in corsia" del Coordinamento Regionale Sanità su Radio Onda Rossa, la corrispondenza della Comunità Educante di 100celle sul prossimo appuntamento di lunedì 19 aprile alle ore 16,00 presso l'USR - Ambito Territoriale di Roma in via Frangipane 41.
🎙🎙 Ascolta il podcast!
Coordinamento Regionale Sanità
- Corrispondenza Rete “non sta andando tutto bene”, Brescia. Presidio del 10 Aprile all’ HUB di via Morelli, Brescia, nell’ambito della campagna “Nessun profitto sulla pandemia” (DIrittoAllaCura) - Corrispondenza con la Calabria, femin cosentine in lotta, mobilitazioni nella direzione de...
13/04/2021
Sull'assemblea di sabato.
Roma, scuola in piazza contro la pandemia educativa: "Non c'è più tempo, bisogna tornare in classe"
La protesta indetta dalle trenta associazioni della rete nazionale "Scuola in presenza". In piazza del Popolo anche Fiammetta Borsellino. All'Esq…
10/04/2021
📣📣 È da poco terminata l'assemblea cittadina a Piazza Vittorio.
L'appuntamento di oggi è stata un'importante tappa di un percorso nato sui territori, nelle scuole, nei collettivi studenteschi e dall'esperienza di lavoratori e lavoratrici del mondo della scuola. Con noi presente anche il Coordinamento regionale della Sanità.
💥 La parola d'ordine che ci siamo dati e che abbiamo voluto affiancare al termine"cura" è stata "conflitto", perché non c'è cura senza conflitto e la cura siamo noi.
È il momento di aprire un conflitto si tutti i livelli e verso tutti gli organi competenti, per pretendere una reale inversione di rotta nella scuola pubblica.
📌📌 Prossima tappa LUNEDÌ 19 APRILE SOTTO L'USR📌📌
Via Frangipane 41 ore 16.00
09/04/2021
✋Batti il 5! ✋
🔜 Adesso conferenza stampa a piazza Bocca della Verità.
🔴Appello alla mobilitazione contro l'articolo 5.
Diritto di residenza e libertà di movimento dentro e oltre la pandemia.
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Poggiamo pienamente il diritto alla casa, come il diritto alla sanità e alla scuola!
Casa, scuola e sanità al centro dei territori e dei bisogni della collettività.
Scuola Zona Rossa
07/04/2021
🤝 La scuola si-cura!
📌 Sabato 10 aprile ore 15 assemblea pubblica nei giardini di piazza Vittorio.
💥Senza conflitto non c'è cura e nella scuola il conflitto siamo noi!
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Nell’incertezza che caratterizza questo nostro tempo, oggi vi è una certezza: a settembre la scuola ripartirà dimezzata!
Nel prossimo anno scolastico le classi saranno mediamente formate da 25, 27 e anche 30 o più alunne e alunni e questo significa la negazione di una didattica pienamente inclusiva, perché inevitabilmente gli ultimi resteranno ancora più indietro. Un errore questo già commesso e già visto. Con questi numeri sarà impossibile ricominciare con una didattica in presenza al 100% per tutte e tutti. E alle prime avvisaglie di ripresa dei contagi, anche blanda, la soluzione sarà di nuovo quella di richiudere.
Ma il tempo non è ancora esaurito: la determinazione degli organici – quelli che poi determinano il numero di alunne e alunni per classe – è ancora provvisoria e può essere modificata.
Per questo dobbiamo aprire un conflitto con gli organi competenti ad ogni livello, e lo dobbiamo fare ora. Dobbiamo iniziare ora la battaglia per la eliminazione per le classi pollaio. La prima di una lunga serie di battaglie per la difesa della scuola pubblica ma che già da sola restituirà, se vinta, dignità e centralità alla scuola nel nostro paese.
L'eliminazione le classi pollaio porterà ad un ampliamento degli organici, ad un piano di edilizia scolastica perché saranno necessarie più aule, avremo una didattica migliore e fondata sulla relazione e sull’attenzione ad una vera inclusione, avremo una scuola dove sia possibile ricostruire il funzionamento democratico degli organi collegiali, una scuola dove tutti sono responsabili e parti attive della realizzazione piena del diritto allo studio a partire dagli Aec e Oepa la cui funzione deve essere organica e interna alla scuola e non una forma di subappalto al terzo settore.
Per questo sabato 10 aprile saremo a Piazza Vittorio, insegnanti, studentesse, studenti, genitori, personale Ata, Aec e Oepa per discutere insieme e programmare le prossime iniziative di lotta al Miur, alla Regione, agli Uffici Scolastici Regionali e provinciali, nelle scuole.
Con noi ci saranno anche i movimenti per la difesa della salute, per la realizzazione della medicina del territorio. Perché quello che si sta tentando di operare nella scuola è già stato sperimentato nella sanità, con la privatizzazione, la precarizzazione, l’introduzione del modello aziendale. Così come il diritto alla salute è stato trasformato in un servizio alla persona, differente a seconda delle condizioni sociali in cui ci si trova, anche il diritto allo studio si vuole trasformarlo in un servizio a domanda individuale.
Scuola Zona Rossa
25/03/2021
📍Sullo sciopero della scuola di domani.
Ci vediamo in piazza!