Pedagogista e Tutor DSA Dott.ssa Valentina Conti

Pedagogista e Tutor DSA Dott.ssa Valentina Conti

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Sono una pedagogista e tutor per DSA e BES ,mi occupo di attività di tutoraggio per studenti di scuole elementari e medie .

Lavoro anche con ragazzi che hanno bisogno di trovare un proprio metodo di studio.

06/08/2023

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30/01/2022

Mi chiamo Valentina Conti e sono laureata con lode in “Scienze della formazione e dell’educazione” presso l’Università degli studi “Roma tre” con una tesi sulla musicoterapia come strategia educativa per utenti con disabilità psichiche.
Ho approfondito le mie conoscenze nell’ambito dei disturbi dell’apprendimento conseguendo il titolo di “Tutor dell’apprendimento per Dsa e Bes”. Nel 2021 ho conseguito la laurea triennale in ''Psicologia e salute", presso la facolta' di "Medicina e psicologia" all'universita' "Sapienza". A marzo 2025 ho conseguito la laurea magistrale in "Psicologia dello sviluppo tipico e atipico" con votazione 110/110. Attualmente sto svolgendo il tirocinio post laurea per abilitarmi alla professione di psicologo.
Ho lavorato per oltre 10 anni come assistente educativo culturale presso scuole di I grado nel comune di Roma dove mi sono occupata di integrazione e assistenza di studenti con disabilità.
Lavorare nelle scuole mi ha permesso di osservare la complessità del mondo della didattica e dell’apprendimento portandomi a riflettere su aspetti importanti: “Come mai alcuni ragazzi apprendono più velocemente rispetto ad altri? Cosa differenzia gli studenti nell’approcciarsi allo studio? Come si può aiutare un ragazzo a trovare la propria strategia di apprendimento?”.
Queste riflessioni e osservazioni mi hanno portato ad approfondire il tema della “didattica metacognitiva”, un approccio volto a favorire nei ragazzi una serie di competenza strategiche e metacognitive finalizzate a migliorare la loro strategia di studio e apprendimento. Attraverso un approccio metacognitivo si rende lo studente consapevole dei propri processi cognitivi (memoria, percezione, attenzione, riconoscimento,comprensione..) aspetto essenziale per raggiungere un miglioramento nel rendimento scolastico.
Fortemente intrecciati con gli aspetti metacognitivi, ci sono aspetti psicologici che rivestono un ruolo centrale come la motivazione, l’autoefficacia, l’autostima su cui è importante lavorare stabilendo una buona alleanza educativa con lo studente.
I miei interventi sono indirizzati sia a studenti che hanno bisogno di aiuto nel trovare un propria strategia di studio sia a studenti con disturbi specifici dell’apprendimento e bisogni educativi speciali per affiancarli nel trovare insieme strategie compensative.

19/08/2021

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25/10/2020

Con il termine “stile cognitivo” si fa riferimento alle “modalità di elaborazione dell’informazione che la persona adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e si generalizza in compiti diversi”(Boscolo,1981). Ogni individuo utilizza una modalità diversa: ad esempio alcuni affrontano un compito procedendo in maniera graduale,altri formulando ipotesi che poi cercano di confermare. Sicuramente anche voi avrete notato che, quando andavate a scuola, avevate il vostro “modus operandi ” per approcciarvi allo studio: io, ad esempio, utilizzo molto schemi ed immagini quando studio perché utilizzo prevalentemente il canale visivo per memorizzare. Vi starete sicuramente chiedendo perché vi sto parlando di queste cose, giusto? Bhe io penso che sia il punto di partenza di ogni intervento educativo-didattico: se non conosciamo e non aiutiamo lo studente a scoprire il proprio stile cognitivo e quindi i suoi punti di forza, non possiamo costruire un percorso efficace, incisivo che rispecchi realmente le sue specificità

25/07/2020

Lavorando con ragazzi che presentano un disturbo dell’apprendimento, ci si accorge che molto spesso hanno paura di sbagliare di fronte ai compiti dove mostrano maggiori difficoltà. La paura di sbagliare può portare lo studente a mettere in atto strategie di evitamento che rafforzano la loro convinzione di “non essere all’altezza” sviluppando un senso di impotenza. Facciamo un esempio: un ragazzo che presenta una capacità di lettura sotto la media per la sua età , tenderà a non voler leggere di fronte agli altri per paura di sbagliare e potrà adottare dei comportamenti poco funzionali ( atteggiamenti oppositivi o potrà fingere di non sentirsi bene ad esempio). Tale atteggiamento può portarlo a rifiutare la lettura in quanto è vissuta come qualcosa di frustrante e imbarazzante. Cosa possiamo fare per rompere questo circolo vizioso? Prima di tutto è importante aiutare il ragazzo ( o bambino ) a conoscere i DSA: conoscere le proprie difficoltà gli darà maggiore senso di controllo e lo aiuterà a trovare con più facilità le proprie stategie compensative. In secondo luogo bisogna prestare attenzione al suo mondo emotivo: come si sente quando è in difficoltà, cosa pensa e soprattutto come si vede. È bene far comprendere che il proprio “essere”, il proprio futuro non è legato alle proprie prestazioni. In ambito scolastico è importare favorire un clima motivante, postivo dove vengano accolte e rispettate le diversità di ognuno.

Dott.ssa Valentina Conti

23/07/2020

Nella pratica educativa è fondamentale non perdere di vista uno degli obiettivi primari: accogliere l’Altro nella sua unicità.

Spesso ci si perde dietro ad etichette diagnostiche, si pensa a seguire regole e protocolli dimenticando che davanti abbiamo una persona che prima di ogni cosa va ascoltata, rispettata ed accolta...
il cambiamento, così come l’apprendimento ,parte proprio da questo presupposto

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