Vincenza Palmieri Ambasciatrice per i Diritti Umani

Vincenza Palmieri Ambasciatrice per i Diritti Umani

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Vincenza Palmieri Ambasciatrice per i Diritti Umani, Campo universitario, Via IV Novembre, Rome.

Vincenza Palmieri, Ambasciatrice per i Diritti Umani e per la Pace, Accademica, Presidente INPEF, Fondatore della Pedagogia Familiare e del Programma Vivere Senza Psicofarmaci, CTP e Scrittrice

22/08/2026

"Il Diritto allo Studio è Diritto all'Apprendimento, ma prima ancora, alla felicità. e un bambino che ha gli strumenti per imparare e un buon insegnante "che insegni" è indirizzato ad essere felice."

– Vincenza Palmieri

16/08/2026

Incontrarsi è dare più forza alle nostre battaglie! Ci vediamo là.

14/08/2026

𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎
“𝑺𝒆 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒊 𝒎𝒆𝒍𝒂, 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒖𝒐𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒇𝒓𝒂𝒈𝒐𝒍𝒂”
… 𝐜𝐨𝐬ì 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞 𝐥𝐚 𝐂𝐓𝐏 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞
𝐝𝐢 𝐕𝐈𝐍𝐂𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐏𝐀𝐋𝐌𝐈𝐄𝐑𝐈

Esattamente: “𝑺𝒆 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒊 𝒎𝒆𝒍𝒂, 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒖𝒐𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒇𝒓𝒂𝒈𝒐𝒍𝒂” è ciò che ha detto, in una delle tante concitate consulenze del “Sistema Piemonte”, la CTP di controparte.

E se questo è l’approccio con cui ci si relaziona oggi nei confronti delle Famiglie, è facile intuire quanto siano irregolari i presupposti sulla base dei quali si porta avanti una CTU.

La Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) è un Atto istruttorio. È ordinato da un Giudice che stabilisce dei quesiti sulla base dei quali si andranno a raccogliere tutte le informazioni e risposte possibili, nel modo più oggettivo possibile, per fornire allo stesso Giudice la possibilità di decidere.

Il lavoro istruttorio viene condotto da un Consulente Tecnico d’Ufficio (nominato dallo stesso Giudice) e da uno o più Consulenti Tecnici di Parte (CTP).
CTU e CTP dovrebbero lavorare insieme in modo rispettoso e collaborativo. Non solo perché spesso appartenenti allo stesso Ordine professionale (e quindi colleghi), ma perché entrambi operanti – o così dovrebbe essere – nel supremo interesse del Minore.

Spesso, però, la CTU si trasforma in un luogo di estremo conflitto in cui “vincere” o meno significa mantenere la propria supremazia territoriale, in un ambito che stabilisce l’esito delle Sentenza ancor prima del Giudice.

“Vincere” in una CTU si traduce nel garantirsi innumerevoli altre nomine e determinare la linea di condotta dei colleghi.

Denunciai il “Sistema Piemonte” già 10 anni fa, al tempo della 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑎 𝑉𝑖𝑜𝑙𝑒𝑡𝑡𝑎, al tempo del Reset. E già allora fu oggetto di una Interrogazione Parlamentare a cura dell’On. Bellucci che si basò sulla documentazione che le avevo fornito per intervenire in Parlamento.

A distanza di oltre un decennio e sempre nelle mie vesti di CTP o di Consulente Forense – e quindi coinvolta nei vari procedimenti a diverso titolo – ho notato che la situazione non si è modificata.
Quando l’arroganza insiste senza freni, prospera e si espande. Quando gli Ordini professionali fingono di non vedere e non sapere, rendono cancrena una ferita.
Ed eccoci a oggi: sempre le stesse e gli stessi CTU e CTP; che si alternano e si incrociano in contemporanea in diversi casi e nomine. Per mantenere immutati gli equilibri del Potere, dove 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 ha più potere di qualcun altro.

Tutti all’interno di un 𝑐𝑒𝑟𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑐𝑜 e tutti, di volta in volta, se non CTU, allora Coordinatore Genitoriale, CTP, Psicoterapeuta o Mediatore Familiare. In ogni modo, infatti, all’interno del 𝑐𝑒𝑟𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑐𝑜, cambiando il ruolo, la presenza e la gestione del potere è sempre stata la stessa. Se non zuppa, pan bagnato; cambiando l’ordine degli addendi, il risultato è sempre il medesimo. E se non è sufficiente… c’è sempre il Curatore Speciale ed il CTP del Curatore Speciale! Anche lui/lei nel Grande Fratello della grande Filiera Psichiatrica!

“𝑆𝑒 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑖 𝑚𝑒𝑙𝑎, 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜𝑖 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑓𝑟𝑎𝑔𝑜𝑙𝑎” è quindi l’emblema di una commistione tra un 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑖𝑛𝑔 di terapia, una valutazione psicopatologica e opinioni personali che nulla hanno a che vedere con l’Atto istruttorio.

E la dice lunga il fatto che ad esprimere tale concetto sia una psicoterapeuta, anche se nel ruolo di CTP di controparte. Ciò che afferma, infatti, è che un essere ha la scorza dura (una mela, appunto) e non possa in alcun modo divenire dolce, tenero come una fragola.

Quindi, nessun cambiamento è possibile, non riconoscendo minimamente la capacità trasformativa di una CTU. Il 𝑔𝑖𝑢𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜-𝑚𝑒𝑙𝑎 è senza appello.

Ma mai all’interno di un Atto istruttorio dovrebbero essere espresse valutazioni. Mai dovrebbero esserci minacce palesi o velate. Ricordo ancora alcuni anni fa: “𝐶𝑜𝑙𝑙𝑒𝑔𝑎, 𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒𝑟𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑐𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑙𝑙’𝑂𝑟𝑑𝑖𝑛𝑒!".

E così, in questo clima di arroganza e strapotere, ho visto fratellini indifesi tolti alla madre amorevole e assegnati all’orco, ho visto bambini appena nati strappati dal seno della mamma e bimbe piccole a cui non è concesso stare il tempo necessario con la propria mamma. Ho visto colpite mamme straniere dove era già tutto chiaro dal primo incontro. E nonni, decisi a non piegarsi.

Ma se non è un pantano sotto gli occhi di tutti, in ogni Tribunale, che cosa è?
Ciò che emerge è l’aggressività di una valutazione lontanissima dalla raccolta oggettiva di informazioni per il Giudice. Un Giudice che alla fine dovrebbe esaminare gli Atti documentali e oggettivi per emettere un Giudizio. Sempre che, anche lui, non si adagi e trovi più comodo che la responsabilità della Sentenza sia anticipata in una CTU.

Ma è finito il tempo del 𝑐𝑒𝑟𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑐𝑜. Sì, il Sistema Piemonte è in tutta Italia, ma in tutta Italia quel tempo è finito. Noi siamo tornati!

E presto, nel mio prossimo libro, a proposito di mele e fragole, le racconterò tutte… ma proprio tutte. A presto!

𝑽𝒊𝒏𝒄𝒆𝒏𝒛𝒂 𝑷𝒂𝒍𝒎𝒊𝒆𝒓𝒊

08/08/2026

"Piegare e resettare bambini attraverso la DEPRIVAZIONE"

04/08/2026

«Le idee cambiano il modo di guardare il mondo.
Formare significa accendere coscienze,
sviluppare competenze e costruire futuro».
Vincenza Palmieri

01/08/2026

Prenderli a 3 anni “frutta” di più…

29/07/2026

🏡 Ci sono assenze che non fanno rumore.

Restano nei gesti quotidiani, nei disegni appesi al frigorifero, in un posto che improvvisamente non racconta più la stessa storia.

👧 Ogni bambino ha diritto a crescere nella propria famiglia. E quando una famiglia attraversa una crisi, la prima domanda dovrebbe essere: abbiamo fatto tutto il possibile per aiutarla?

Perché proteggere un bambino significa anche imparare a sostenere la sua famiglia. ❤️

24/07/2026

COMUNICATO STAMPA
Ha vissuto tutta la sua piccola vita in casa famiglia

Dopo due anni in Casa Famiglia una bambina torna finalmente a casa e riabbraccia i nonni

Una decisione che restituisce speranza e conferma l'importanza del lavoro svolto dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri e dall'Avv. Francesco Miraglia a tutela del diritto di ogni bambino a crescere nella propria famiglia.

(Verona 24 luglio 2024) Anche uno spiraglio di luce può diventare un faro, quando arriva dopo un lungo periodo di buio. Oggi quella luce si è finalmente accesa. Una bambina che ha trascorso tutta la sua vita in Casa Famiglia esce dalla struttura e rientra nella sua famiglia, accolta dall'abbraccio della mamma e dei nonni.

È una notizia che restituisce speranza e ricorda quanto sia importante non smettere mai di credere che ogni bambino abbia il diritto di crescere nei propri affetti.
La piccola è entrata in Comunità quando aveva appena un mese di vita. Da allora non ha conosciuto una casa, una cameretta, una quotidianità familiare. È cresciuta all'interno di una struttura, privata di quei riferimenti affettivi che rappresentano il fondamento dello sviluppo di ogni bambino.

Oggi quel periodo si interrompe. La bambina lascia la Casa Famiglia e torna finalmente a vivere con la sua mamma, ritrovando anche il calore e l'abbraccio dei suoi nonni.

È un momento di straordinaria emozione, anche se la vicenda è tutt'altro che conclusa. Tre suoi fratellini, infatti, sono ancora lontani dalla famiglia, collocati in due strutture differenti e separati non solo dai genitori e dai nonni, ma anche tra loro. Una scelta che continua a pesare profondamente sulla loro crescita e sui loro legami affettivi.

L'intera vicenda ha avuto origine da un banale incidente domestico. Da quel momento, però, la famiglia è stata coinvolta in un lungo percorso di valutazioni e provvedimenti che hanno progressivamente portato all'allontanamento dei figli dal loro ambiente familiare.

Per questo oggi non parliamo di una vittoria piena. Nessuno può considerare una vittoria il fatto che una bambina abbia trascorso i primi due anni della propria vita in una struttura. Ma il suo ritorno rappresenta un passo fondamentale verso il ripristino di quella normalità che ogni bambino merita.

L'emozione dei nonni è indescrivibile. Con la voce rotta dalla commozione dichiarano: «La nostra gioia è immensa e incontenibile. Ora aspettiamo soltanto di poter riabbracciare e prenderci cura anche degli altri piccoli».

Questa giornata dimostra ancora una volta che, quando si lavora con competenza, determinazione e una strategia condivisa, è possibile costruire percorsi alternativi all'istituzionalizzazione e restituire ai bambini il diritto di vivere nella propria famiglia.

L'Avv. Francesco Miraglia dichiara: «Oggi non celebriamo una vittoria processuale, ma il ritorno di una bambina nella sua famiglia. È la dimostrazione che i minori devono essere aiutati a crescere nei propri affetti ogni volta che ciò è possibile. Il nostro lavoro continua, perché ogni bambino possa vivere nella propria casa, circondato dall'amore della sua famiglia».

La Consulente della Famiglia, Prof.ssa Vincenza Palmieri, spiega il percorso che ha reso possibile questo risultato: «È stato un lavoro silenzioso, rigoroso e profondamente tecnico, costruito sui fatti e su una strategia precisa. Un impegno svolto lontano dai riflettori, affrontando con determinazione ogni criticità e utilizzando tutti gli strumenti professionali e giuridici necessari per restituire a questa bambina il diritto di vivere nella propria famiglia».

«L'unica conclusione possibile – affermano all'unisono Vincenza Palmieri e Francesco Miraglia – è un abbraccio ideale a tutti i bambini che attendono ancora di tornare a casa. Tutte le volte che è possibile, e sempre e sempre, i bambini hanno diritto ad essere liberi e liberati ed a crescere nella propria famiglia».

21/07/2026

Una diagnosi è un'etichetta. L'osservazione è la realtà oggettiva.

16/07/2026

❤️ Ogni persona ha diritto alla propria dignità. Sempre.

La dignità non è un privilegio, né una concessione. È un diritto che appartiene ad ogni essere umano e che una società autenticamente civile ha il dovere di riconoscere, e proteggere!

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