13/03/2026
Alessandro Manfridi
Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Alessandro Manfridi, Tutor/insegnante, Rome.
Sono insegnante di ruolo nella scuola pubblica dal 1998, Mediatore Familiare AIMEF, fondatore e responsabile della scuola di italiano per stranieri L2 "Don Mimmo Amato", tutore MSNA iscritto al Tribunale dei Minorenni di Roma,referente nazionale ANIEF idr
13/03/2026
11/06/2025
CHE CONSIGLIO DARE A CHI OPERA PER IL BENE DELLE VITTIME? | Solidarietà News HomeLe voci degli altri Le voci degli altri CHE CONSIGLIO DARE A CHI OPERA PER IL BENE DELLE VITTIME? By Alessandro Manfridi Giugno 10, 2025 0 6 FacebookTwitterPinterestWhatsApp A Tor Vergata nel 2000. Questo di Alessandro Manfridi è un testo che si discosta in modo netto dal raccontare la realtà ...
27/07/2024
È una mattina di novembre del 1992, che sa di erba medica e di pioggia appena caduta.
Una donna si muove a passi lenti sulla ghiaia del cimitero di Partanna, a un’ora d’auto da Trapani. In paese dicono sia pazza, che abbia perso il senno dopo che le hanno ammazzato il marito Vito e il figlio Nicola, storie di mafia, in quella faida trapanese che, in quegli anni, ha fatto più morti che pentiti.
Ma Giovanna Canova non è lì per loro, non questa volta. Dalla borsa ha appena tirato fuori un martello. Lo solleva leggermente sopra la spalla e comincia a batterlo furiosamente contro la tomba di una ragazzina di 17 anni di nome Rita Atria, che di Giovanna è anche la figlia, morta suicida solo pochi mesi prima. La donna è lì per vendicare “l’onore” della famiglia, per cancellare ogni traccia di quella figlia “scostumata” che ha infranto il muro d’omertà e tradito il suo stesso sangue. E allora colpisce. Brandisce il martello e lo batte una, due, cinque, dieci volte, con un grido che pare risvegliare i morti, fino a quando di quella lapide non resta che un mucchietto di marmo a brandelli. Una scritta è ancora appena visibile, se solo qualcuno si sforzasse di ricomporla. Recita: “La verità vive”. E nessuna parola in più o in meno potrebbe raccontare meglio la vita e la morte di questa ragazza straordinaria che ha sovvertito le regole del clan, sfidato la famiglia, il codice mafioso e ha pagato prematuramente il conto al suo coraggio.
Quando, un anno prima, si era presentata spontaneamente alla procura di Marsala per denunciare gli assassini di suo fratello Nicola, il primo ad accoglierla era stato un magistrato dai baffi sale e pepe con la Dunhill perennemente in bocca che la ascoltava senza giudicare, la rassicurava, la incoraggiava a uscire allo scoperto. Quel giudice si chiamava Paolo Borsellino. Per mesi Rita raccontò tutto quello che sapeva, fece i nomi, e insieme alla cognata Piera Aiello, contribuì a far arrestare decine di mafiosi tra Partanna, Sciacca e Marsala e ad aprire un’indagine sull’ex sindaco della sua città, Vincenzino Culicchia. Borsellino diventò per lei un secondo padre, forse l’unico che ha mai avuto. L’avevano anche trasferita in un appartamento segreto a Roma, dove Paolo la andava a trovare ogni volta che poteva.
Sembrava l’inizio di una nuova vita, ma un pomeriggio di luglio cambiò tutto un’altra volta. Quando, il 19 luglio 1992, una Fiat 126 imbottita di tritolo saltò in aria in via D’Amelio, uccidendo sul colpo Borsellino e i cinque uomini della scorta, Rita sentì che era finita anche per lei. Resistette un’altra settimana, poi, il 26 luglio, si lanciò dal sesto piano del palazzo di via Amelia in cui abitava. In molti neanche ci credono al suicidio, troppe ombre, troppi tasselli che non tornano a posto.
Oggi sono passati 32 anni esatti da quando Rita non c’è più. A settembre ne avrebbe compiuto 50.
Qualunque sia la verità, Rita Atria resta una delle donne che più ha contribuito a infrangere quello strato di sangue e omertà di una terra, la Sicilia e la sua Partanna, che amava di un amore assoluto e non ricambiato.
Il giorno del funerale, nessuno si presentò alle esequie e i mafiosi in carcere brindarono alla notizia della sua morte. Ma la verità, quella è sopravvissuta a lei e persino alle martellate della madre.
Pochi giorni prima di andarsene, sul suo diario Rita scrisse queste poche parole, il suo testamento morale e spirituale.
«Forse un mondo onesto non esisterà mai. Ma chi ci impedisce di sognare? Forse, se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo».
Lorenzo Tosa
20/06/2024
“L’uomo che rubava il Colosseo” letto da Scuola italiano L2 don Mimmo Amato
"Scuola italiano L2 don Mimmo Amato" legge in 18 lingue “L’uomo che rubava il Colosseo”, una fiaba di Gianni Rodari tratta dal testo “Favole al telefono” (1962): italiano (00:2:30), inglese (00:06:17), spagnolo (00:12:30), portoghese (00:17:02), russo (00:20:50), ucraino (00:23:44), cinese (00:27:00), arabo (00:30:20), vietnamita (00:34:40), rumeno (00:38:57), lituano (00:42:50), albanese (00:47:40), francese (00:52:30), swahili (00:56:23), malayalam (01:02:00), persiano (01:06:38), somalo (01:10:12), tedesco (01:16:25).
Un grazie per la lettura e gli audio a Paola Terrinoni, Marina Fornaro, Jianhua e Nicola Carlucci, Nataly Hatch, Lina Barrios, Dulce Paola Méndes, André Luiz Joanilho, Anna Shapoval, Larysa Borovyk,Elias Felefle, Jane Nguyen, Mirela Niculaescu, Katrin Deer, Silvana Vuka, André Michel Ndiaye, suor Edwiga Bernadin Mkenda, Manasa Maria Antony, Fatema Faquiri, Fartuun Ali Shido, Masoumeh Korshidi.
"L'uomo che rubava il Colosseo" letto da Scuola italiano L2 don Mimmo Amato "Scuola italiano L2 don Mimmo Amato" legge in 18 lingue “L’uomo che rubava il Colosseo”, una fiaba di Gianni Rodari tratta dal testo “Favole al telefono” (19...
20/06/2024
La Mafia uccide 237 volte in meno
"Scuola italiano L2 don Mimmo Amato" propone sul canale di "Amici Silvestro Montanaro" delle riflessioni statistiche a partire dal testo “Fermare la guerra, costruire la pace” prodotto dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo e scaricabile in rete.
Perché ci indigniamo per le vittime della mafia (calcolate da “Libera” in circa mille in Italia dal 1947 ad oggi, sommando le vittime di Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta e le altre organizzazioni criminali), mentre non ci indigniamo in ugual misura per le vittime per armi, commercializzate in maniera legale, stimate in 237 mila nel 2022.
La Mafia uccide 237 volte in meno "Scuola italiano L2 don Mimmo Amato" propone sul canale di "Amici Silvestro Montanaro" delle riflessioni statistiche a partire dal testo “Fermare la guerra, ...
20/06/2024
Laboratorio Palestina. Perché Israele non può aprire ad uno Stato Palestinese
"Scuola italiano L2 don Mimmo Amato" legge sul canale di "Amici Silvestro Montanaro" due articoli di Gabriele Arosio pubblicati su “Gli Stati Generali” il 13 giugno 2024 e il 16 febbraio 2018 che riprendono degli studi sulla situazione della “questione palestinese”.
Perché Israele ha interesse a fare della Palestina, cui viene negata la costituzione di uno Stato indipendente, un gigantesco laboratorio per testare e commercializzare i propri prodotti bellici.
Laboratorio Palestina. Perché Israele non può aprire ad uno Stato Palestinese "Scuola italiano L2 don Mimmo Amato" legge sul canale di "Amici Silvestro Montanaro" due articoli di Gabriele Arosio pubblicati su “Gli Stati Generali” il 13...
20/06/2024
I migranti imprescindibili. Immigrazioni e lavoro
"Scuola italiano L2 don Mimmo Amato" legge sul canale di "Amici Silvestro Montanaro" un articolo di Maria Pia Baroncelli pubblicato su “Gli Stati Generali” il 10 giugno 2024.
Perché le politiche che proclamano un contenimento dell’immigrazione sono in realtà menzognere nei confronti della domanda di lavoro a basso costo.
I migranti imprescindibili. Immigrazioni e lavoro "Scuola italiano L2 don Mimmo Amato" legge sul canale di "Amici Silvestro Montanaro" un articolo di Maria Pia Baroncelli pubblicato su “Gli Stati Generali” i...
12/04/2024
Malamore. La storia di Anna al Salone del Libro Torino 2024 La storia di Anna non è un romanzo. Ma è molto di più. È un racconto di vita vissuta che diventa “nostro”. Entrando con Anna in quei luoghi dove ha vissuto il suo travolgente amore prima e il suo drammatico incubo poi, ciascuno di noi “vede” i suoi protagonisti, percepisce i loro stati d...
01/06/2023
https://youtu.be/sXAzUmAmkjE
Nel centenario della nascita di don Lorenzo Milani, "Amici Silvestro Montanaro" e "Scuola di italiano L2 don Mimmo Amato" propongono la prima parte della sua appasionata "Lettera a don Piero", riportata nell'appendice del libro "Esperienze pastorali", che descrive la drammatica realtà del lavoro minorile nelle industrie tessili della Prato degli anni '50.
Mezzo secolo dopo, Silvestro Montanaro denuncia un identico copione di miseria, di fame, di lavoro minorile e di prostituzione per fame col suo reportage "Con il cuore coperto di neve", girato con i bambini lavoratori nel Nord Est del Brasile e andato in onda su RAI TRE nel 1998.
Ancora oggi, nonostante gli auspici dell'Agenda ONU 2030, queste tristi realtà sono diffuse in tutto il mondo
Don Milani, «Lettera a don Piero». Silvestro Montanaro, «Con il cuore coperto di neve» Nel centenario della nascita di don Lorenzo Milani, "Amici Silvestro Montanaro" e "Scuola di italiano L2 don Mimmo Amato" propongono la prima parte della sua...
Ricordiamo la Giornata internazionale ONU per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime e la Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri celebrate ogni anno il 24 marzo, anniversario del martirio di Mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador. Sulla playlist del canale YouTube "Amici Silvestro Montanaro" potrete trovare il film integrale "Romero" (1989) in italiano, inglese e spagnolo.
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