Giamila Rienzi Formazione

Giamila Rienzi Formazione

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Antropologa, formatrice in competenze trasversali, docente. Experiential Learning Life skills trainer

Paternal Leave - Trailer Ufficiale 31/05/2025

Per genitori e figli. Sarebbe così facile eppure non lo è…

Paternal Leave - Trailer Ufficiale DAL 15 MAGGIO AL CINEMAScritto e diretta da Alissa Jung.Con Juli Grabenhenrich, Luca Marinelli.Leo ha 15 anni ed è cresciuta in Germania senza mai conoscere ...

29/03/2025

Come fare a spiegare al proprio figlio di dieci anni che certe azioni hanno delle conseguenze, senza però ricorrere alle punizioni?

La risposta è semplice: lo spiegone non serve, un bambino di dieci anni ragiona ancora in modo molto operativo e insistere su argomentazioni ancora lontane dalle sue capacità neuro-mentali non è l'approccio adatto. Lo spiegone sulle conseguenze delle proprie azioni è sempre impervio e pieno di equivoci.

Gli sbagli, nell'infanzia e nell'adolescenza, sono fisiologici, momenti di crescita. Nessuno può diventare grande senza attraversare alti e bassi. Le immaturità sono all'ordine del giorno.

Diventare incombenti su tutti gli sbagli dei figli e delle figlie finisce con il creare rancore e risentimento che potrebbero portare progressivamente a perdere la fiducia nell'autorità dei genitori.

La logica educativa è sempre quella della benevolenza nel rigore, ossia di costruire dei limiti chiari per i bambini e negoziati per i ragazzi, dove i loro bisogni siano rispettati e il genitore mantenga sempre il suo profilo di riferimento pedagogico.

27/03/2025

Sta andando in stampa!!! Non potevamo non commentare in modo critico le Nuove Indicaziini primo ciclo…(prenotabile su Erickson.it)

01/01/2025

Saluto con gratitudine questo 2024 un po’ magico, pieno di passaggi importanti e intensi, di chiusure e nuovi inizi. I 50 anni, un figlio che fa la maturità, un’altro la terza media, la prima nipotina 🍓 e sul finire un passaggio lavorativo potente !! Dopo più di venti anni di lavoro nell’ambito dell’educazione e della formazione ho lasciato un progetto e un gruppo di lavoro a cui sono molto grata per entrare, dopo tanto studio 😅, di ruolo nella scuola pubblica.. Che si può avere di più in un solo anno 🤩! Welcome 2025 !

11/08/2024

La mela 🍏 non cade mai lontano dal tronco.

10/05/2024

Meglio iniziare ad imparare a memoria le Indicazioni Nazionali prima che il geniale Giuseppe Valditara inizi lo smantellamento di quel che a fatica resiste a colpi di semplificazioni e banalizzazioni che premiano le scorciatoie impoverendo la nostra cultura e le nuove generazioni. Indignazione, non c’è altro.

11/04/2024

Siamo di fronte a un momento storico per tante e tanti di noi!
Con l'approvazione oggi in Senato dell'albo e dell'ordine dei pedagogisti ed educatori si sottraggono finalmente questi fondamentali ambiti di studio e pratica al puro e semplice fai da te. Pedagogisti e pedagogiste, educatori ed educatrici hanno finalmente una vera e propria professione.

Da oltre 25 anni, insieme al CPP Centro Psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti, lavoro in questa direzione: quella del perseguimento dell'eccellenza.

Immagino che in questo momento Maria Montessori, la più grande pedagogista dei tempi moderni, sarebbe soddisfatta dei suoi concittadini italiani che, finalmente, si sono ricordati dell'importanza della scientificità e della professionalità che ogni lavoro educativo e pedagogico porta con sé.

10/04/2024

Queste parole ci ricordano di testimoniare alle nuove generazioni la forza d'animo. Galimberti ci ricorda che la sua sede è nel cuore e che ci aiuta a sostenere le nostre scelte.

"Oggi la si chiama "resilienza", una volta la si chiamava "forza d´animo", Platone la nominava "tymoidés" e indicava la sua sede nel cuore.
Il cuore è l´espressione metaforica del "sentimento", una parola dove ancora risuona la platonica "tymoidés".Il sentimento non è languore, non è malcelata malinconia, non è struggimento dell´anima, non è sconsolato abbandono. Il sentimento è forza. Quella forza che riconosciamo al fondo di ogni decisione quando, dopo aver analizzato tutti i pro e i contro che le argomentazioni razionali dispiegano, si decide, perché in una scelta piuttosto che in un´altra ci si sente a casa. E guai a imboccare, per convenienza o per debolezza, una scelta che non è la nostra, guai a essere stranieri nella propria vita.
La forza d´animo, che è poi la forza del sentimento, ci difende da questa estraneità, ci fa sentire a casa, presso di noi. Qui è la salute. Una sorta di coincidenza di noi con noi stessi, che ci evita tutti quegli "altrove" della vita che non ci appartengono e che spesso imbocchiamo perché altri, da cui pensiamo dipenda la nostra vita, semplicemente ce lo chiedono, e noi non sappiamo dire di no.
Il bisogno di essere accettati e il desiderio di essere amati ci fanno percorrere strade che il nostro sentimento ci fa avvertire come non nostre, e così l´animo si indebolisce e si ripiega su se stesso nell´inutile fatica di compiacere agli altri. Alla fine l´anima si ammala, perché la malattia, lo sappiamo tutti, è una metafora, la metafora della devianza dal sentiero della nostra vita. Bisogna essere se stessi, assolutamente se stessi.
Questa è la forza d´animo. Ma per essere se stessi occorre accogliere a braccia aperte la nostra ombra. Che è poi ciò che di noi stessi rifiutiamo.
Quella parte oscura che, quando qualcuno ce la sfiora, ci sentiamo "punti nel vivo". Perché l´ombra è viva e vuole essere accolta. Anche un quadro senza ombra non ci dà le sue figure. Accolta, l´ombra cede la sua forza.
Cessa la guerra tra noi e noi stessi. Siamo in grado di dire a noi stessi:
"Ebbene sì, sono anche questo". Ed è la pace così raggiunta a darci la forza d´animo e la capacità di guardare in faccia il dolore senza illusorie vie di fuga.
"Tutto quello che non mi fa morire, mi rende più forte", scrive Nietzsche.
Ma allora bisogna attraversare e non evitare le terre seminate di dolore.
Quello proprio, quello altrui. Perché il dolore appartiene alla vita allo stesso titolo della felicità. Non il dolore come caparra della vita eterna, ma il dolore come inevitabile contrappunto della vita, come fatica del quotidiano, come oscurità dello sguardo che non vede via d´uscita. Eppure la cerca, perché sa che il buio della notte non è l´unico colore del cielo.
Di forza d´animo abbiamo bisogno soprattutto oggi perché non siamo più sostenuti da una tradizione, perché si sono rotte le tavole dove erano incise le leggi della morale, perché si è smarrito il senso dell´esistenza e incerta s´è fatta la sua direzione. La storia non racconta più la vita dei nostri padri, e la parola che rivolgiamo ai figli è insicura e incerta.
Gli sguardi si incontrano solo per evitarsi. Siamo persino riconoscenti al ritmo del lavoro settimanale che giustifica l´abituale lontananza dalla nostra vita. E a quel lavoro ci attacchiamo come naufraghi che attendono qualcosa o qualcuno che li traghetti, perché il mare è minaccioso, anche quando il suo aspetto è trasognato.
Passiamo così il tempo della nostra vita, senza sentimento, senza nobiltà, confusi tra i piccoli uomini a cui basta, secondo Nietzsche: "Una vogliuzza per il giorno, una vogliuzza per la notte, fermo restando la salute".
Perché ormai della vita abbiamo solo una concezione quantitativa. Vivere a lungo è diventato il nostro ideale. Il "come" non ci riguarda più, perché il contatto con noi stessi s´è perso nel rumore del mondo.
Passioncelle generiche sfiorano le nostre anime assopite. Ma non le risvegliano. Non hanno forza. Sono state acquietate da quell´ideale di vita che viene spacciato per equilibrio, buona educazione. E invece è sonno, dimenticanza di sé. Nulla del coraggio del navigante che, lasciata la terra che era solo terra di protezione, non si lascia prendere dalla nostalgia, ma incoraggia il suo cuore. Il cuore non come languido contraltare della ragione, ma come sua forza, sua animazione, affinché le idee divengano attive e facciano storia. Una storia più soddisfacente."

Umberto Galimberti, un grande pensatore, filosofo, psicoanalista, saggista. .
Soprattutto una mente libera, non ingabbiata dalle ideologie e dalla politica. Grazie Prof 🌼🌼

01/04/2024

La bellezza aiuta a vivere in pace chi ha la fortuna di non vivere in guerra.

19/02/2024

Quando mi soffermo ad approfondire il pensiero pedagogico di fine ottocento e primi del novecento (e oltre) mi chiedo che ne è stato di tutto quel pensiero rivoluzionario che voleva una scuola nuova e gli alunni protagonisti dell'apprendimento. La scuola pubblica italiana vede ancora troppe poche eccezioni di docenti o dirigenti coraggiosi che sperimentano qualcosa di più della lezione frontale. Tutto può convivere, didattica innovativa e lezione frontale non sono in antitesi. Non lasciamo che il cambiamento rimanga dimenticato o rimanga nelle mani delle scuole private. E' un diritto di tutti vivere l'evoluzione dell'educazione e della didattica. E' un processo indispensabile e naturale. Nulla può rimanere sempre uguale. Guardiamo indietro per guardare avanti. Ripongo la speranza nella nuova generazione di docenti.

18/02/2024

Non è semplice ma… Il nostro lavoro non è fermare la rabbia ma accompagnare, stare, amare. Essere l’adulto che vorremmo avere accanto quando siamo arrabbiati. Come genitori e come insegnanti educatori. Esserci, la forma di empatia più radicale.

💧🔥❤ Sii la calma nella tempesta del tuo bambino. Sii la brezza e la pioggia morbida quando le sue emozioni bruciano nel fuoco.
Sii la voce che invita al sollievo, non l'urlo che aumenta lo spavento e la disperazione.

Un adulto alterato / fuori controllo non sarà mai in grado di contenere una capriccio, perché per chiedere calma, dobbiamo offrirla per primo.
L ' adulto sei tu, e quello che tuo figlio vede di te è quello che farà.
Se di fronte a una situazione difficile, tu esplodi, anche lui esploderà.
Se al contrario respiri, ti avvicini e cerchi una soluzione, quello che gli dai è un bellissimo regalo che si porterà come esempio per tutta la vita.
Il nostro lavoro non è nemmeno fermare il pianto o la rabbia, ma accompagnare, stare, amare. Sii il tipo di persona che vorresti avere accanto quando sei molto arrabbiato, qualcuno che rispetti e "accompagni" quello che senti, non che cerchi di tagliarlo prepotentemente.
Sii qualcuno empatico e amorevole, qualcuno che ha la certezza che presto tutto andrà meglio.

Doctora Natalia Nilo Acevedo

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