24/10/2024
“I ragazzi tra i 15 e i 30 anni hanno il massimo della potenza sessuale, ma è una potenza non riproduttiva perché non fanno figli prima dei 35-40 anni.
Hanno la massima potenza ideativa: Einstein ha scoperto la sua formula a 24 anni, Leopardi scrisse l’Infinito a 21, Google e Apple li hanno inventati degli universitari. E il massimo che gli offriamo sono i contratti a progetto. Allora dico: prestate attenzione ai giovani. Quando gli adulti si rivolgono a loro dicendo “ai miei tempi” dicono un’oscenità, perché i nostri tempi erano generosissimi. Io sono diventato professore a 23 anni.
Adesso, se uno studia filosofia, la prima cosa da sapere è che non insegnerà mai filosofia. Per chi è giovane il futuro, se non è una minaccia, è imprevedibile. E se il futuro non è più una promessa allora viene meno la motivazione: perché devo studiare? Perché devo darmi da fare? E al limite anche: perché devo stare al mondo?”
Umberto Galimberti 📖
12/01/2024
Ettore e Andromaca prima del combattimento.
Ettore vuole salutare la moglie Andromaca e il figlio Astianatte prima di affrontare Achille. Quest’ultimo aveva deciso di tornare in campo dopo il lungo periodo di astensione dalla guerra per vendicare la morte dell’amico Patroclo, ucciso per mano di Ettore. L’incontro tra i due coniugi avviene sotto le porte Scee, dove Andromaca si reca con il figlio piangendo. Essa cerca di convincere il marito che il suo coraggio finirà per ucciderlo lasciando lei vedova e suo figlio orfano. L’eroe troiano è molto dispiaciuto, ma l’onore e la gloria che il suo nome porta con sé non gli permettono di avere altra scelta, non può non andare in guerra perché è sempre stato abituato a primeggiare tra i T***ani procurando grande gloria a suo padre Priamo e a sé stesso. Alle suppliche della moglie, Ettore ribatte affermando di aver deciso di scendere in battaglia soprattutto per lei, perché mai avrebbe voluto che Andromaca fosse rapita dagli Achei e resa schiava. Dicendo queste cose tende le braccia verso il figlio che si spaventa per il suo elmo, allora l’eroe, con un gesto di grande umanità, getta a terra l’elmo e prende in braccio il figlio per l’ultima volta. Poi restituisce Astianatte alla madre dicendole di andare a casa e di non preoccuparsi per la sua sorte. Parlando così, Ettore riprese l’elmo chiomato; si mosse la sposa verso casa, ma voltandosi indietro e versando molte lacrime.
Ettore affronta la morte, perché è destino: lo sa, o lo crede. E la guerra che misura il valore degli eroi iliadici non è che una gara di violenza, un destino cui non ci si può sottrarre.
Salamone Maria.
16/10/2023
𝐑𝐎𝐌𝐀 𝐄 𝐋'𝐄𝐁𝐑𝐀𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐈𝐍 𝐄𝐓𝐀̀ 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄
"Questi riti" scrive Tacito "in qualsiasi modo siano stati introdotti, trovano giustificazione nella loro antichità. Le altre pratiche sono perverse e infami e si sono imposte per la loro depravazione. Infatti la peggior feccia di questo mondo, dopo aver rinnegato le religioni patrie, portava lì tributi e denaro: in questo modo la potenza dei Giudei crebbe, anche perché tra di loro sono sempre molto leali e molto disponibili al mutuo soccorso, mentre riserbano il loro odio più aspro a tutti gli altri."
Non si possono comprendere le parole molto dure di Tacito verso i giudei (libro V delle 𝐻𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑒) se non contestualizzando i rapporti Romano-giudaici del periodo. Tacito scrive al principio del regno di Traiano, circa un trentennio dopo la grande rivolta giudaica domata da Tito e la distruzione del Tempio. Prima di quella data, i rapporti tra Roma e gli ebrei sono sostanzialmente corretti e pacifici, con l'eccezione di alcuni episodi. Roma riconosceva infatti larga autonomia agli ebrei, perché i loro riti, come scrive Tacito, "antiquitate defenduntur", "erano difesi dalla loro antichità".
Gli ebrei erano esentati dal servizio militare e dal sacrificio agli dèi pagani, potevano svolgere a pieno le proprie festività religiose, che avevano epicentro nel Tempio di Gerusalemme.
Uno dei pochi tangibili segni del dominio di Roma era l'inserimento del nome dell'imperatore nelle preghiere rivolte a Dio (fu proprio l'interruzione di questa invocazione a segnare l'inizio della rivolta nel 66) durante i sacrifici quotidiani nel Tempio.
Continua nei commenti.
01/10/2023
Laocoonte.
Era un mattino di una fredda giornata di gennaio 1506, quando il famoso architetto Giuliano da Sangallo senti bussare concitatamente alla porta della sua bottega a Roma.
Era un messaggero di Papa Giulio II che gli intimava su ordine del pontefice di seguirlo in zona Colle Oppio perché era stato effettuato un ritrovamento particolare, sembrerebbe che un certo Felice de Fredis, nobile terriero, scavando nella sua vigna si sia imbattuto in frammenti di marmo che rappresentavano figure umane avvolte da spire di serpenti. Giuliano intuì subito di cosa si trattasse in quanto tempo prima aveva studiato un’opera di Plinio il Vecchio che parlava della scultura presente nell’abitazione dell’imperatore Tito.
In preda all’emozione si precipitò sul posto portandosi dietro un altro scultore ospite della sua bottega, niente di meno che Michelangelo Buonarroti che era a Roma per progettare la tomba di Giulio II.
I due scultori iniziarono a scavare ed estraendo la scultura ebbero la conferma che si trattava proprio dell’opera descritta da Plinio quasi 1500 anni prima, la notizia fece scalpore e si diffuse per tutta Roma, il de Fredis la fece trasportare nella sua residenza ma successivamente a malincuore, ma profumatamente pagato la cedette al Papa che la fece inserire nel cortile progettato da Bramante dove veniva già esposta la sua collezione di sculture antiche, nacquero così i Musei Vaticani.
✅ Ma chi era Laocoonte ? Un sacerdote troiano descritto da Virgilio nell’Eneide che si oppose strenuamente all’entrata del famoso cavallo di legno tra le mura di T***a, la dea Atena per permettere che il suo piano si attuasse, inviò dei mostri marini che stritolaronoLaocoonte e i suoi figli.
24/09/2023
"Un giorno questo dolore ti sarà utile".
- Ovidio, Amores.
01/09/2023
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21/08/2023
IL CECE
Il nome scientifico “cicer arietinum” deriverebbe dalla parola "aries" (ariete) per la somiglianza che hanno i semi con il profilo della testa di un ariete.
I Romani pare avessero l’abitudine di dare il cognome alle famiglie nobili avvalendosi proprio dei legumi: Gens Fabia dalle fave, Lentuli dalle lenticchie, Pisoni dai piselli.
Il termine “cicer” era anche un soprannome (cognomen) dato a chi aveva sul volto un'escrescenza a forma di cece, e fu per questo che il celebre oratore Marco Tullio Cicerone venne così appellato per una caratteristica verruca a forma di cece che un antenato aveva sul naso.
Il termine Cicer deriverebbe poi dal greco kikus che significa forza, potenza, e questa etimologia è da ascrivere, con ogni probabilità, alle proprietà afrodisiache e al grande potere nutritivo del cece.
Plinio scrive che quelli candidi chiamati “ceci di Venere” (genere colombina), venivano offerti e consumati nelle veglie rituali come cibi rinvigorenti.
Anche Galeno attribuisce qualità afrodisiache a questo legume.
Questi legumi avevano un alto valore anche nel settore della marineria.
Nei velieri, il cui fasciame esterno era fissato alle ordinate con chiodi, col passare del tempo e con le sollecitazioni allo scafo le testine dei chiodi saltavano e rimaneva un piccolo foro che permetteva di far entrare l’acqua del mare; si poneva rimedio a questo problema infilando un cece nel buchino che si era creato. Il cece con l'acqua s'ingrossava e ne impediva l’entrata. Quando la nave era vecchia, i comandanti imbarcavano anche un sacco pieno di ceci e questo faceva prevedere possibili sventure ai marinai.
20/08/2023
Altro capolavoro del Bernini: Plutone, dio degli Inferi, si innamora di Proserpina, la rapisce e la sposa, portandola nel suo regno sotterraneo. Ma lei è la figlia di Cerere, la dea dell'agricoltura, della vegetazione, della natura che si rinnova. E allora Cerere, disperata per la perdita della figlia, trasforma la verdeggiante Sicilia in un deserto. Grazie all'intervento di Giove, Plutone acconsentirà che Proserpina torni dalla madre...ma solo per sei mesi l'anno, durante i quali la vegetazione rinascerà. Negli altri sei mesi, Proserpina resterà con lui negli Inferi, e sulla terra le piante moriranno. Poi rinasceranno nuovamente dopo sei mesi, con il ritorno di Proserpina. Ecco spiegato in modo sublime il ciclo delle stagioni: un ciclo perenne di morte e rinascita.
15/08/2023
Feriae Augusti.
L’origine del nome “Ferragosto” è romana e deriva dal termine latino Feriae Augusti: si trattava di un periodo di riposo e festeggiamenti tra le fatiche appena concluse dei raccolti e quelle della imminente vendemmia e semina. Istituite dall’imperatore Ottaviano Augusto in persona nel 18 a.C., le Ferie di Augusto si festeggiavano il 1 agosto e avevano l’obiettivo di ricordare ai romani il giorno della presa di Alessandria, avvenuta il 1 agosto del 30 a.C. e la morte dei due pericolosi nemici dello stato romano, Marco Antonio e Cleopatra, che segnò l’inizio del dominio di Ottaviano su Roma.
Le Ferie per i romani erano giorni sacri agli dei, feste religiose, in cui non era lecito svolgere attività giudiziarie e nessun tipo di commissione, risultando a tutti gli effetti giorni di riposo. Anche se la festa in origine era fissata per il 1 agosto, i giorni di riposo erano in effetti molti di più. Nel corso del mese, infatti, si celebravano molte importanti ricorrenze, che duravano ognuna almeno tre giorni, consentendo di dare al popolo un adeguato periodo di riposo.
La festa più importante del mese cadeva il 13 agosto ed era in onore di Diana, dea della caccia e protettrice della fertilità femminile, della maternità e delle fasi lunari.
Il 17 agosto si festeggiava Portunno, dio protettore dei porti, insieme a Giano, divinità del passato e del futuro, mentre il 21 agosto si celebravano i Consualia, antichissime feste istituite da Romolo dedicate a Conso, protettore dei raccolti e dei granai.
Tra le ricorrenze più attese dai cittadini romani vi erano anche i Vinalia rustica, festeggiati il 19 agosto: era la festa dell’uva matura e l’occasione in cui si iniziava la vendemmia.
In occasione della festa era usanza bere il vino vecchio, in attesa della vendemmia e del vino nuovo. Le Feriae Augusti si concludevano il 25 agosto con gli Opiconsiva in onore della dea Opis, rappresentata con una cornucopia, alla quale era affidata la protezione del grano raccolto e conservato nei granai.
03/08/2023
Nella mitologia greca, Elpìs (in greco antico: ἐλπίς, ἐλπίδος) era la personificazione dello spirito della speranza. Nell'opera di Esiodo assume il significato dell'andare oltre il dolore, sperare nonostante il dolore.
30/07/2023
Spera l'insperabile
Eraclito, frammento B.18