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ripetizioni_latinoegreco_roma Ciao a tutti! Siamo due studentesse universitarie, Ilaria e Marina, che impartiscono ripetizioni di grammatica e letteratura greca e latina.

Siamo disponibili a fare lezioni online oppure in presenza a Roma. Contattateci privatamente per info e prezzi.

Agosto non è troppo tardi per recuperare… anzi, può essere il momento giusto per ripartire! 📚✨Hai un debito di Latino o ...
14/08/2026

Agosto non è troppo tardi per recuperare… anzi, può essere il momento giusto per ripartire! 📚✨

Hai un debito di Latino o Greco da recuperare a settembre? Oppure vuoi arrivare a settembre più sicuro/a, colmando le lacune e iniziando il nuovo anno scolastico con il piede giusto?

Durante tutto il mese di AGOSTO sono disponibile per ripetizioni di Latino e Greco, con lezioni personalizzate e un percorso costruito sulle tue esigenze. 🏛️📖

🎯 Recuperiamo le lacune
📝 Prepariamo insieme la verifica di settembre
💡 Impariamo un metodo di studio più efficace
🚀 Rafforziamo le basi per affrontare il nuovo anno con maggiore sicurezza

Non aspettare gli ultimi giorni: ogni ora di studio può fare la differenza!

📩 Per informazioni e disponibilità, scrivimi in privato.

📚 E se ti dicessi che iniziare a studiare a luglio può cambiarti l’anno scolastico?La maggior parte degli studenti aspet...
07/07/2026

📚 E se ti dicessi che iniziare a studiare a luglio può cambiarti l’anno scolastico?

La maggior parte degli studenti aspetta settembre. Chi parte a luglio, invece, arriva con un vantaggio: recupera le lacune, ritrova il metodo e affronta Latino e Greco con molta più sicurezza.

✨ Se tuo figlio (o tu) hai avuto difficoltà durante l’anno, questo è il momento giusto per intervenire, senza lo stress delle interrogazioni e delle verifiche.

Offro ripetizioni di Latino e Greco:
📍 a Roma, in presenza
💻 oppure online

Le lezioni sono completamente personalizzate e pensate per:
✅ recuperare insufficienze e debiti
✅ migliorare traduzione e grammatica
✅ acquisire un metodo di studio efficace
✅ prepararsi al meglio per il nuovo anno scolastico

🎯 Poche settimane di lavoro a luglio possono fare una grande differenza a settembre.

📩 Scrivimi subito in DM per avere tutte le informazioni, conoscere la disponibilità e trovare insieme il percorso più adatto. I posti sono limitati e le prenotazioni vengono gestite in ordine di richiesta.

Ti aspetto!

“I ragazzi tra i 15 e i 30 anni hanno il massimo della potenza sessuale, ma è una potenza non riproduttiva perché non fa...
24/10/2024

“I ragazzi tra i 15 e i 30 anni hanno il massimo della potenza sessuale, ma è una potenza non riproduttiva perché non fanno figli prima dei 35-40 anni.
Hanno la massima potenza ideativa: Einstein ha scoperto la sua formula a 24 anni, Leopardi scrisse l’Infinito a 21, Google e Apple li hanno inventati degli universitari. E il massimo che gli offriamo sono i contratti a progetto. Allora dico: prestate attenzione ai giovani. Quando gli adulti si rivolgono a loro dicendo “ai miei tempi” dicono un’oscenità, perché i nostri tempi erano generosissimi. Io sono diventato professore a 23 anni.
Adesso, se uno studia filosofia, la prima cosa da sapere è che non insegnerà mai filosofia. Per chi è giovane il futuro, se non è una minaccia, è imprevedibile. E se il futuro non è più una promessa allora viene meno la motivazione: perché devo studiare? Perché devo darmi da fare? E al limite anche: perché devo stare al mondo?”

Umberto Galimberti 📖

10/02/2024
Ettore e Andromaca prima del combattimento.Ettore vuole salutare la moglie Andromaca e il figlio Astianatte prima di aff...
12/01/2024

Ettore e Andromaca prima del combattimento.

Ettore vuole salutare la moglie Andromaca e il figlio Astianatte prima di affrontare Achille. Quest’ultimo aveva deciso di tornare in campo dopo il lungo periodo di astensione dalla guerra per vendicare la morte dell’amico Patroclo, ucciso per mano di Ettore. L’incontro tra i due coniugi avviene sotto le porte Scee, dove Andromaca si reca con il figlio piangendo. Essa cerca di convincere il marito che il suo coraggio finirà per ucciderlo lasciando lei vedova e suo figlio orfano. L’eroe troiano è molto dispiaciuto, ma l’onore e la gloria che il suo nome porta con sé non gli permettono di avere altra scelta, non può non andare in guerra perché è sempre stato abituato a primeggiare tra i T***ani procurando grande gloria a suo padre Priamo e a sé stesso. Alle suppliche della moglie, Ettore ribatte affermando di aver deciso di scendere in battaglia soprattutto per lei, perché mai avrebbe voluto che Andromaca fosse rapita dagli Achei e resa schiava. Dicendo queste cose tende le braccia verso il figlio che si spaventa per il suo elmo, allora l’eroe, con un gesto di grande umanità, getta a terra l’elmo e prende in braccio il figlio per l’ultima volta. Poi restituisce Astianatte alla madre dicendole di andare a casa e di non preoccuparsi per la sua sorte. Parlando così, Ettore riprese l’elmo chiomato; si mosse la sposa verso casa, ma voltandosi indietro e versando molte lacrime.
Ettore affronta la morte, perché è destino: lo sa, o lo crede. E la guerra che misura il valore degli eroi iliadici non è che una gara di violenza, un destino cui non ci si può sottrarre.

Salamone Maria.

𝐑𝐎𝐌𝐀 𝐄 𝐋'𝐄𝐁𝐑𝐀𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐈𝐍 𝐄𝐓𝐀̀ 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄"Questi riti" scrive Tacito "in qualsiasi modo siano stati introdotti, trovano giusti...
16/10/2023

𝐑𝐎𝐌𝐀 𝐄 𝐋'𝐄𝐁𝐑𝐀𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐈𝐍 𝐄𝐓𝐀̀ 𝐈𝐌𝐏𝐄𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄
"Questi riti" scrive Tacito "in qualsiasi modo siano stati introdotti, trovano giustificazione nella loro antichità. Le altre pratiche sono perverse e infami e si sono imposte per la loro depravazione. Infatti la peggior feccia di questo mondo, dopo aver rinnegato le religioni patrie, portava lì tributi e denaro: in questo modo la potenza dei Giudei crebbe, anche perché tra di loro sono sempre molto leali e molto disponibili al mutuo soccorso, mentre riserbano il loro odio più aspro a tutti gli altri."

Non si possono comprendere le parole molto dure di Tacito verso i giudei (libro V delle 𝐻𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑒) se non contestualizzando i rapporti Romano-giudaici del periodo. Tacito scrive al principio del regno di Traiano, circa un trentennio dopo la grande rivolta giudaica domata da Tito e la distruzione del Tempio. Prima di quella data, i rapporti tra Roma e gli ebrei sono sostanzialmente corretti e pacifici, con l'eccezione di alcuni episodi. Roma riconosceva infatti larga autonomia agli ebrei, perché i loro riti, come scrive Tacito, "antiquitate defenduntur", "erano difesi dalla loro antichità".

Gli ebrei erano esentati dal servizio militare e dal sacrificio agli dèi pagani, potevano svolgere a pieno le proprie festività religiose, che avevano epicentro nel Tempio di Gerusalemme.

Uno dei pochi tangibili segni del dominio di Roma era l'inserimento del nome dell'imperatore nelle preghiere rivolte a Dio (fu proprio l'interruzione di questa invocazione a segnare l'inizio della rivolta nel 66) durante i sacrifici quotidiani nel Tempio.

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Laocoonte.Era un mattino di una fredda giornata di gennaio 1506, quando il famoso architetto Giuliano da Sangallo senti ...
01/10/2023

Laocoonte.

Era un mattino di una fredda giornata di gennaio 1506, quando il famoso architetto Giuliano da Sangallo senti bussare concitatamente alla porta della sua bottega a Roma.

Era un messaggero di Papa Giulio II che gli intimava su ordine del pontefice di seguirlo in zona Colle Oppio perché era stato effettuato un ritrovamento particolare, sembrerebbe che un certo Felice de Fredis, nobile terriero, scavando nella sua vigna si sia imbattuto in frammenti di marmo che rappresentavano figure umane avvolte da spire di serpenti. Giuliano intuì subito di cosa si trattasse in quanto tempo prima aveva studiato un’opera di Plinio il Vecchio che parlava della scultura presente nell’abitazione dell’imperatore Tito.

In preda all’emozione si precipitò sul posto portandosi dietro un altro scultore ospite della sua bottega, niente di meno che Michelangelo Buonarroti che era a Roma per progettare la tomba di Giulio II.

I due scultori iniziarono a scavare ed estraendo la scultura ebbero la conferma che si trattava proprio dell’opera descritta da Plinio quasi 1500 anni prima, la notizia fece scalpore e si diffuse per tutta Roma, il de Fredis la fece trasportare nella sua residenza ma successivamente a malincuore, ma profumatamente pagato la cedette al Papa che la fece inserire nel cortile progettato da Bramante dove veniva già esposta la sua collezione di sculture antiche, nacquero così i Musei Vaticani.

✅ Ma chi era Laocoonte ? Un sacerdote troiano descritto da Virgilio nell’Eneide che si oppose strenuamente all’entrata del famoso cavallo di legno tra le mura di T***a, la dea Atena per permettere che il suo piano si attuasse, inviò dei mostri marini che stritolaronoLaocoonte e i suoi figli.

"Un giorno questo dolore ti sarà utile".- Ovidio, Amores.
24/09/2023

"Un giorno questo dolore ti sarà utile".

- Ovidio, Amores.

È arrivato settembre, tra pochi giorni ricomincia la scuola e hai bisogno di aiuto per ripassare le ultime cose, finire ...
01/09/2023

È arrivato settembre, tra pochi giorni ricomincia la scuola e hai bisogno di aiuto per ripassare le ultime cose, finire i compiti delle vacanze oppure controllare che siano fatti bene?

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IL CECEIl nome scientifico “cicer arietinum” deriverebbe dalla parola "aries" (ariete) per la somiglianza che hanno i se...
21/08/2023

IL CECE
Il nome scientifico “cicer arietinum” deriverebbe dalla parola "aries" (ariete) per la somiglianza che hanno i semi con il profilo della testa di un ariete.

I Romani pare avessero l’abitudine di dare il cognome alle famiglie nobili avvalendosi proprio dei legumi: Gens Fabia dalle fave, Lentuli dalle lenticchie, Pisoni dai piselli.

Il termine “cicer” era anche un soprannome (cognomen) dato a chi aveva sul volto un'escrescenza a forma di cece, e fu per questo che il celebre oratore Marco Tullio Cicerone venne così appellato per una caratteristica verruca a forma di cece che un antenato aveva sul naso.

Il termine Cicer deriverebbe poi dal greco kikus che significa forza, potenza, e questa etimologia è da ascrivere, con ogni probabilità, alle proprietà afrodisiache e al grande potere nutritivo del cece.

Plinio scrive che quelli candidi chiamati “ceci di Venere” (genere colombina), venivano offerti e consumati nelle veglie rituali come cibi rinvigorenti.
Anche Galeno attribuisce qualità afrodisiache a questo legume.

Questi legumi avevano un alto valore anche nel settore della marineria.
Nei velieri, il cui fasciame esterno era fissato alle ordinate con chiodi, col passare del tempo e con le sollecitazioni allo scafo le testine dei chiodi saltavano e rimaneva un piccolo foro che permetteva di far entrare l’acqua del mare; si poneva rimedio a questo problema infilando un cece nel buchino che si era creato. Il cece con l'acqua s'ingrossava e ne impediva l’entrata. Quando la nave era vecchia, i comandanti imbarcavano anche un sacco pieno di ceci e questo faceva prevedere possibili sventure ai marinai.

Indirizzo

Rome

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 18:00

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