Le Signore del Crimine

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"Le Signore del crimine" è uno spazio virtuale in cui quattro criminologhe, esperte in scienze forensi, racconteranno l'umana devianza, attraverso approfondimenti critici,con particolare richiamo all'ambito giuridico, sociologico e pedagogico.

Marcelo Alejandro Antelo: Marcelito e il patto con “San La Muerte” 14/10/2022

Marcelo Alejandro Antelo, conosciuto a Buenos Aires come “Marcelito”, all’età di 24 anni, venne condannato all’ergastolo per aver ucciso quattro persone in 6 mesi, nel quartiere Rivadavia di Bajo Flores. Il giovane serial killer argentino, strinse nel 2010 un patto con “San La Muerte” : un sacrificio umano alla settimana in cambio della protezione sua e della sua famiglia, oltre alla richiesta di possedere sempre quantità di droga.
Cresciuto e vissuto in una famiglia disagiata, tra dipendenza da alcool e droghe, cerca disperatamente e diverse volte di riscattarsi senza esiti duraturi nel tempo. Abbandonato prima dai genitori e della nonna, poi dallo zio e infine dalla fidanzata nonché futura madre di suo figlio, decide di intraprendere la carriera criminale, da questo momento verrà chiamato “Marcelito”.

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Marcelo Alejandro Antelo: Marcelito e il patto con “San La Muerte” Marcelo Alejandro Antelo, conosciuto a Buenos Aires come “Marcelito”, è cresciuto e vissuto in una famiglia disagiata: la nonna era alcolizzata e il padre era sia alcolizzato che tossicodipendente,…

I misteri di Alleghe 23/09/2022

Tra il 1933 è il 1946 una serie di omicidi hanno sconvolto il paesino di Alleghe.
Il primo e il secondo omicidio, quelli di Emma di Ventura e Carolina Finazzer avvenuti nel 1933 vennero archiviati come casi di suicidio. L'omicidio dei coniugi del Montego avvenuto nel 1946, rimase invece un caso irrisolto.
Soltanto dopo un articolo di denuncia da parte di un giornalista, il brigadiere Enzo Cesca riaprì il caso ed emerse che tutti i casi erano collegati.

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I misteri di Alleghe Quando si parla dei misteri di Alleghe ci si riferisce a una serie di omicidi avvenuti tra il 1933 e il 1946 nel paesino di Alleghe.Il 9 maggio 1933 venne ritrovato senza vita il corpo di Emma di V…

13/09/2022

Vitalino Morandini nacque nel 1916, in provincia di Bergamo. Vitalino era un bambino molto religioso, rimproverava chiunque bestemmiasse, per questo motivo venne soprannominato Angel, frequentò la scuola fino alla quarta elementare, dopodiché il padre lo costrinse ad abbandonare gli studi per aiutare la famiglia nella propria attività agricola. La vita nei campi rese Vitalino un bambino triste e malinconico. Nel 1935 Morandini commise il suo primo furto e venne condannato a un mese di carcere.
Nel 1938 Vitalino partì per il servizio militare e si recò a combattere la guerra in Jugoslavia. Tornato in Italia commise un altro furto e venne condannato a sei anni di carcere, a denunciare Vitalino fu il cugino Giovanni Morandini. Dopo la detenzione, Vitalino tornò a casa profondamente cambiato, nutriva un forte sentimento di odio verso il cugino Giovanni che lo aveva denunciato.
Giovanni venne ucciso il 9 novembre 1955, Vitalino organizzò l'omicidio nei minimi dettagli tanto che gli inquirenti lo archiviarono come incidente. Solo due anni dopo, grazie alla confessione di Vitalino, la morte di Giovanni Morandini venne attribuita a quest'ultimo. Meno di dieci giorni dopo la morte di Giovanni Morandini, ci fu un incendio in una cascina che portò alla morte di tre membri della famiglia Valtulini. Il 28 dicembre dello stesso anno, in un'altra cascina i coniugi Caterina e Battista Oberti, vennero uccisi nel sonno a picconate, i figli dei coniugi non vennero toccati. Il 23 gennaio a Pontoglio, venne sterminata la famiglia che gestiva la tabaccheria del paese. Madre, padre e figlia vennero uccisi con un sasso contenuto all'interno di un sacco. Morandini Vitalino venne arrestato il 17 marzo 1955, dopo diverse domande degli inquirenti, confessò gli omicidi. Durante il processo i giudici chiesero a Morandini cosa avesse provato nell'uccidere quelle persone e quest'ultimo con estrema freddezza rispose " è come ti**re il collo alle galline''. Vitalino venne condannato a 4 ergastoli che non scontò poiché il 10 giugno 1960 si tolse la vita impiccandosi con un asciugamano.

05/09/2022

Luis Alfredo Garavito, è ricordato come “la bestia che terrorizzò la Colombia”, perché molestò ed uccise con freddezza circa 200 adolescenti tra gli 8 e i 12 anni di età.
Il suo modus operandi prevedeva una fase iniziale di adescamento con falsa identità, dove con una scusa conquistava la fiducia delle piccole e innocenti vittime. Successivamente le portava in un luogo appartato o isolato, le legava, abusava di loro e dopo le torturava. L’atto sadico si concludeva con l’uccisione tramite arma da taglio, a volte si serviva di un machete per mutilarle o decapitarle le sue vittime; i corpi venivano trovati sotto terra, Luis seppelliva anche più cadaveri in una fossa comune oppure li buttava in burroni.
Nell’aprile del 1999 Luis Alfredo Garavito venne arrestato a seguito di un tentativo di stupro fallito.

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Photos from Le Signore del Crimine's post 28/07/2022

Westley Allan Dodd fu un serial killer e un molestatore sessuale di origine statunitense che divenne noto alle cronache per aver aggredito e ucciso 3 ragazzi a Vancouver, Washington e per aver minuziosamente descritto i dettagli dell’omicidio all’interno di un diario.

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Cecil Hotel. L’inquietante storia dell’hotel divenuto famoso per le numerose morti avvenute al suo interno. 18/07/2022

Il Cecil Hotel a Los Angeles è famoso per le numerose morti avvenute al suo interno.
Il caso più celebre è quello di Elisa Lam.
Il corpo della ragazza venne trovato sul tetto dell'hotel, all'interno di una delle cisterne che fornivano acqua a quest'ultimo.
Dall'autopsia non risultarono traumi per cui inizialmente si pensò a un caso di suicidio ma varie circostanze fecero rivalutare quell'ipotesi.
Ad oggi il caso di Elisa Lam resta ancora un mistero.
Ma il caso di Elisa fu solo uno dei tanti casi di morte avvenuti all'interno dell'hotel.
Tra i casi di suicidio abbiamo quello di: Margaret Brown, Julia Moore, Pauline Otton.
Tra i casi di omicidio ci sono i casi di: Elisabeth Short e Goldie Osgood.
Inoltre, l'Hotel ospitò due famosi serial killer, Ricardo ''Richard'' Munoz Ramirez e Johann ''Jack'' Unterweger.

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Cecil Hotel. L’inquietante storia dell’hotel divenuto famoso per le numerose morti avvenute al suo interno. Il Cecil Hotel a Los Angeles è famoso per essere l’hotel in cui si sono verificate più morti in assoluto.Il caso più celebre avvenuto nell’Hotel è quello che riguarda Elisa Lam.Il 26 ge…

08/07/2022

Carl Großmann, serial killer tedesco vissuto tra il 1863 e il 1922, è stato soprannominato “Macellaio di Dublino” per i metodi utilizzati nel commettere i suoi crimini.
Sin da adolescente, Carl sviluppò una tendenza al sadismo e alla perversione sessuale che lo portarono a molestare e a violentare i suoi coetanei.
Nel corso della sua vita, Carl fu arrestato più volte sia nel periodo in cui lavorava come macellaio, sia da venditore ambulante per violazione di domicilio, aggressione e reati sessuali. Nel 1899 fu condannato a 15 anni di detenzione per aver violentato due bambine: una di dieci e l’altra di 4 anni, che morì a causa delle lacerazioni provocatele. Al termine della detenzione, Carl si trasferì nuovamente a Berlino dove iniziò una nuova carriera omicida. Era solito atti**re le sue giovani vittime tramite del cibo, perché le sceglieva in posti al margine della società, ma a queste preferiva le pr******te perché attiravano meno l’opinione pubblica; infatti dopo serate all’insegna dell’alcool andava alla ricerca di pr******te in locali preposti nei pressi della stazione, le portava a casa sua, e dopo aver avuto rapporti sessuali, le uccideva a colpi di ascia, le decapitava ed infine le macellava. A seguito di questo rituale, selezionava i pezzi del corpo che gli servivano per riempire i panini col würstel il giorno successivo ed il resto, in prevalenza ossa, lo gettava in un canale. I panini che Carl realizzava con carni umane venivano venduti nei pressi della stazione; i clienti ignari di tutto li mangiavano e in questo modo Carl occultava ogni possibile prova. Nel 1918 ci fu una svolta, i vicini di casa di Carl Großmann finalmente decisero di chiamare le autorità dopo aver sentito una donna urlare e diversi rumori; la polizia al suo arrivo trovò una donna appena assassinata sul letto di Carl e delle chiazze di sangue che indicavano la presenza recente di almeno altre 3 persone uccise.
Carl venne arrestato e sentenziato a morte per aver commesso 26 omicidi accertati dei 50 di cui era sospettato. Il 5 luglio 1922, giorno prima di essere giustiziato, Carl si impiccò in cella.

Peter Gerald Scully: il mostro pedofilo del dark web 01/07/2022

Peter Gerald Scully è un pedofilo, torturatore e stupratore seriale di origini australiane. Sebbene sia stato riconosciuto colpevole dello stupro di 5 minori, si stima che i numeri della sua carriera criminale siano molto più alti. Nato a Melbourne, Australia nel 1963, Scully condusse una vita apparentemente normale e senza destare particolari sospetti, tant’è che non si ebbero notizie certe sulla sua vita privata fino al 2009, quando dopo aver iniziato a lavorare presso un’impresa assicurativa australiana, venne accusato di truffa per aver convinto ignari investitori ad affidargli del denaro da investire in società immobiliari mai esistite. Nel complesso Scully intascò una cifra pari a 2.680.000 $. A seguito di un’accurata indagine da parte delle forze dell’ordine australiane, l’uomo venne ritenuto colpevole di 117 frodi immobiliari, ma non scontò mai la pena perché nel 2011, prima della fine del processo, fuggì assieme alla moglie e ai due figli a Manila, nelle Filippine. Nel giro di poco tempo, Scully trovò l’ennesimo modo criminale con cui guadagnare: egli infatti aprì la compagnia NLF (No Limits Fun) e iniziò un business lucrativo basato sulla possibilità di acquistare video live-streaming di “pay per view”. Questi video amatoriali erano di natura pedopornografica e avevano come sfortunati protagonisti le piccole vittime di Scully che, assieme a dei complici, tra cui la sua amante filippina Carmen Ann Alvarez, inizialmente sua vittima poi divenuta sua assistente, era solito partecipare, riprendere e incitare all’azione mentre venivano violentati e torturati fino alla morte bambini anche molto piccoli per poi caricare i video nel dark web, rendendolo così fruibile a tutti in cambio di denaro.

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Peter Gerald Scully: il mostro pedofilo del dark web Peter Gerald Scully è un pedofilo, torturatore e stupratore seriale di origini australiane. Sebbene sia stato riconosciuto colpevole dello stupro di 5 minori, si stima che i numeri della sua carrie…

24/06/2022

Roberto Succo nacque a Mestre nel 1962. Roberto era figlio di un poliziotto e di una casalinga. Il 12 Aprile 1981 dopo un litigio con la madre prese un coltello, colpí la donna con 32 coltellate e spostò il corpo nella vasca da bagno. Attese poi l'arrivo del padre lo colpì con un'accetta e infine lo soffocò con un sacchetto di nylon. Spostò anche il corpo del padre nella vasca da bagno e ricoprì i cadaveri con l'acqua. Roberto venne trovato dagli inquirenti in una pizzeria in Friuli. In commissariato ammise la sua colpevolezza, e dichiarò di averlo fatto perché la madre non gli voleva più bene e il padre non gli permetteva di usare la sua auto. Succo venne dichiarato infermo di mente e per questo venne internato in un ospedale psichiatrico per 10 anni. Durante la sua permanenza nell'ospedale psichiatrico si iscrisse alla facoltà di Scienze naturali e ottenne delle licenze per frequentare corsi di studio fuori dall'OPG, ma è proprio grazie a queste licenze che Succo riuscì a fuggire. Arrivò in Francia grazie a dei documenti falsi che riportavano il nome di Roberto Zucco ed è qui che riprese ad uccidere. Il 2 Aprile 1987, uccise il brigadiere André Castillo e gli rubò la calibro 9. Il 27 Aprile uccise una ragazza vietnamita che non venne più ritrovata. La stessa sera rapí un vicino di casa della ragazza , il suo corpo venne ritrovato a Ottobre in una casa abbandonata. Nel 1988 Roberto iniziò a frequentare una ragazza e forse proprio per difendere quest'ultima tentò di uccidere il pregiudicato Jacques Volpe, dopodichè uccise il poliziotto Michel Morandin. Fuggí in Svizzera dove in soli due giorni si rese colpevole di rapina, sequestro di persona e violenza sessuale. Ma grazie ai documenti trovati nell'appartamento in Francia gli inquirenti riuscirono a risalire all'identità di Roberto Succo. Succo venne arrestato e dichiarato di nuovo infermo di mente perché affetto da schizofrenia. Venne portato nel carcere di Vicenza dove la mattina del 23 Maggio 1988 le guardie si accorsero che Roberto si era tolto la vita soffocando con un sacchetto di plastica e una bomboletta di gas.

17/06/2022

Peter Nirsch è stato un serial killer tedesco che tra il 1575 e il 1581 in Germania, Repubblica Ceca, Boemia e Austria ha lasciato dietro sé una lunga scia di sangue.
Nirsch confessò, seppur sotto tortura, ben 520 omicidi.
Della vita di Nirsch prima del suo arrivo in Franconia, con la moglie in dolce attesa nel 1580, non si sa nulla. Peter e la moglie, trasferiti in questa regione tedesca, iniziarono una nuova vita insieme, purtroppo la moglie non sapeva che da lì a poco non avrebbe più partorito; Peter ammazzò prima la moglie, poi le aprì il ventre e ne estrasse il feto, lo uccise per mangiarne il cuore. Questa esperienza di antropofagia gli piacque molto e ben presto replicò questo modus operandi.

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http://lesignoredelcrimine.com/2022/06/17/peter-nirsch-la-storia-del-serial-killer-cannibale-dei-feti/

09/06/2022

Il 7 giugno del 2000, venne rinvenuto in un vicolo a Chiavenna, il corpo di Suor Maria Laura Mainetti, 61 anni. Il corpo era irriconoscibile, il viso sfigurato e il cranio fracassato. Sulla scena del crimine gli inquirenti trovarono a una decina di metri dal ca****re un chiaro simbolo satanico ovvero la raffigurazione di una stella a cinque punte sovrastata da tre numeri sei. Dopo venti giorni di indagini vennero fermate tre ragazze tra i 16 e i 17 anni: Milena De Giambattista, Veronica Pietrobelli ed Ambra Gianasso. Le tre adolescenti confessarano di aver commesso l'omicidio, dichiararono di averlo fatto per onorare Satana e per sfuggire alla monotonia della vita quotidiana. Confessarano inoltre che la loro vittima avrebbe dovuto essere monsongior Ambrogio Ballatti, l'allora parroco di San Lorenzo ma ci ripensarono a causa della corporatura robusta di quest'ultimo che avrebbe reso l'omicidio più difficoltoso ed è per questo che la loro seconda scelta ricadde su Suor Maria Laura Mainetti. Tutte e tre avevano alla spalle una storia familiare di disagio, passavano giornate ad ubriacarsi e sfogavano la loro rabbia in gesti autolesionistici.
Il giorno dell'omicido, Veronica telefonò al convento di Chiavenna dove rispose Suor Maria. Veronica finse di essere rimasta incinta dopo uno stupro e di voler parlare con lei prima di procedere con l'aborto. Suor Maria si recò nel luogo dove la giovane le diede appuntamento ma ad aspettarla con Veronica trovò Milena ed Ambra, è lì che avvenne l'omicidio. Le giovani la colpirono prima con un sampietrino per stordirla, poi la massacrano con 19 coltellate, avrebbero dovuto essere 18 a comporre il numero satanico 6+6+6 ma per sbaglio la colpirono una volta in più. Nonostante la brutalità dell'omicidio Suor Maria prima di morire chiese perdono per le tre ragazze. Le tre vennero condannate a pene diverse: Veronica Pietrobelli e Milena De Giambattista a 8 anni. Ambra considerata all'epoca colei che architettò il piano a 12 anni e quattro mesi. Tutte e tre sono ad oggi libere, hanno cambiato identità, vivono in città diverse, hanno un lavoro e dei figli. Suor Maria Laura Mainetti è stata beatificata il 6 giugno 2021, precisamente ventunanni dopo il suo omicidio. Il motivo della sua beatificazione è il riconoscimento dell'omicidio '' in odium fidei'' ovvero ''in odio alla fede''.

Oba Chandler: la storia del killer “innocente” 03/06/2022

Oba Chandler fu un killer statunitense che nel 1989 venne accusato di aver ucciso a sangue freddo 3 donne, una madre assieme alle sue due figlie adolescenti. Sebbene le prove contro di lui fossero schiaccianti, Chandler non smise mai di dichiararsi estraneo ai fatti, tant’è che le sue ultime parole prima dell’esecuzione furono “oggi uccidete un uomo innocente”.

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Oba Chandler: la storia del killer “innocente” Oba Chandler fu un killer statunitense che nel 1989 venne accusato di aver ucciso a sangue freddo 3 donne, una madre assieme alle sue due figlie adolescenti. Sebbene le prove contro di lui fossero …

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