L'isolachenonc'era Nido - Infanzia Paritaria

L'isolachenonc'era Nido - Infanzia Paritaria L'isolachenonc'era International Bilingual School - nido e infanzia paritaria.

E’ un’istituzione che promuove, valorizza e sviluppa un programma pedagogico per la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini, in un confronto internazionale che vede educatori ed esperti coinvolti in un lavoro congiunto con amministratori, responsabili di governi locali, personalità della cultura nazionale e internazionale.

Quando allestiamo un atelier è necessario domandarci: cosa permette di fare questo materiale? Quali indagini? Quali rice...
06/09/2026

Quando allestiamo un atelier è necessario domandarci: cosa permette di fare questo materiale? Quali indagini? Quali ricerche?
Diamo la possibilità ai bambini e le bambine di seguire le loro domande; l’intenzionalità educativa è ricerca del bello,non stiamo allestendo un atelier per scattare belle foto,
stiamo allestendo per promuovere il possibile attraverso una nuova cultura dell'infanzia che dia ascolto e si lasci guidare dal fare dei bambini.

La settimana di ambientamento nella sezione delle Tartarughe verdi è stata un momento ricco di emozioni, incontri e nuov...
05/09/2026

La settimana di ambientamento nella sezione delle Tartarughe verdi è stata un momento ricco di emozioni, incontri e nuove scoperte. I bambini già frequentanti hanno ritrovato amici e punti di riferimento, mentre i nuovi compagni hanno iniziato a conoscere gradualmente gli spazi, gli adulti e il gruppo.

È stata una settimana di ripartenza e nuove esperienze, vissuta con gradualità e attenzione, per ritrovare il piacere dello stare insieme e sentirsi sempre più parte della vita scolastica. 🌱💛

05/09/2026

🌱 TEMPO DI AMBIENTAMENTI

“È entrato senza piangere.”
“Ha smesso subito.”
“Non ti ha cercato.”
“Dopo cinque minuti giocava già.”
“Hai girato l’angolo e non piangeva più.”

Durante l’ambientamento può accadere che questi segnali vengano letti come prove del fatto che sta andando bene. Certamente possono raccontare serenità nell’attraversare quel saluto.
Ma la qualità di un ambientamento non può essere misurata soltanto dalla quantità di lacrime che vediamo.

🌿 Separarsi non è un evento che accade nel momento in cui un genitore attraversa una porta.
Separarsi è un processo. Un processo nel quale il bambino e la bambina devono lentamente costruire nuove coordinate di sicurezza:
Dove sono?
Chi sono queste persone?
Che cosa succede quando mamma o papà vanno via?
Chi si accorge di me quando ho bisogno?
Chi comprende i miei segnali?
Chi mi consola?
E soprattutto: torneranno davvero?

Sono domande che passano soprattutto attraverso il corpo, prima ancora che attraverso le parole.
Attraverso lo sguardo che ricerca.
Il pianto.
L’immobilità.
L’esplorazione.
Il bisogno di essere presi in braccio.
Il rifiuto del contatto.
Il gioco che comincia e improvvisamente si interrompe.
Il controllo della porta.
La ricerca di un oggetto conosciuto.

🌱 Il bambino/a sta cercando di rendere prevedibile qualcosa che ancora non conosce. Ed è qui che la postura degli adulti diventa fondamentale.
Un adulto saluta prima di andare via. Non scompare approfittando di una distrazione per evitare il pianto.
Dice ciò che sta per accadere con parole semplici, gesti riconoscibili e rituali sufficientemente stabili.
E poi, dopo il saluto, riesce ad andare.
Un saluto sufficientemente breve, non perché debba essere freddo o distaccato, ma perché chiarezza e prevedibilità aiutano il bambino a costruire una rappresentazione di ciò che accade.
Mi saluti.
Vai via.
Io rimango.
Qualcuno si prende cura di me.
E poi ritorni.
Quando invece il saluto si prolunga, viene continuamente contrattato, interrotto e ricominciato, può caricarsi di una tensione emotiva difficile da sostenere sia per il bambino/a sia per l’adulto.

🌿 Giorno dopo giorno, la ripetizione rende conosciuto ciò che inizialmente era nuovo. Ma dentro questa esperienza può esserci il pianto.

💧 E che cosa facciamo noi adulti delle lacrime di un bambino?
Perché il pianto di un bambino o di una bambina non incontra soltanto le nostre orecchie. Incontra anche la nostra storia.

La nostra stanchezza.
La fretta.
Il bisogno di rassicurarci che “vada tutto bene”.
La paura che il bambino soffra.
Le aspettative sull’autonomia.
Il timore di aver sbagliato.
Ciò che abbiamo imparato, nella nostra stessa infanzia, sul bisogno, sulla dipendenza, sul conforto e sulla vulnerabilità.

🧠 E così può accadere che, invece di domandarci che cosa stia comunicando quel pianto, sentiamo l’urgenza di farlo cessare.
Distraiamo. Minimizziamo.
“Non è niente.”
“Guarda cosa c’è qui!”
“Sei grande.”
“Non piangere.”
Sentiamo l’urgenza di spegnere quelle lacrime.

Eppure il pianto può raccontare tristezza, protesta, rabbia, fatica, disorientamento, bisogno di prossimità. Quell’emozione ha bisogno innanzitutto di poter essere riconosciuta e attraversata.

Un genitore può andare via senza negare il pianto.
Un’educatrice, un educatore o un docente può accogliere quel pianto senza avere il compito di farlo cessare immediatamente.

❤️ Forse la postura adulta funzionale dovrebbe essere “Non devo toglierti quello che senti. Posso aiutarti a non restarci solo.”

🌱 È qui che entra in gioco la co-regolazione.
Prima di poter attraversare autonomamente emozioni intense, il bambino incontra adulti che gli prestano temporaneamente qualcosa della propria regolazione.
Ed ecco perché noi adulti siamo i primi a dover stare autenticamente con ciò che ci accade. Per poter prestare calma, dobbiamo accorgerci della nostra agitazione. Per poter accogliere la sua fatica, dobbiamo riconoscere ciò che quella fatica muove dentro di noi.

E allora possiamo esserci:
“Ti manca la mamma.”
“Avresti voluto che restasse.”
“È difficile questo saluto.”
“Io sono qui con te.”

Non servono molte parole. Spesso serve una presenza che non abbia fretta.

🌿 E soprattutto…
Un bambino che cerca l’adulto non sta necessariamente “regredendo”.
Un bambino che piange non sta necessariamente vivendo un cattivo ambientamento.
Un bambino che ha bisogno di prossimità e vicinanza non deve imparare rapidamente a “farcela da solo”.

La sicurezza non nasce dal non avere bisogno. Nasce anche dall’esperienza ripetuta di poter avere bisogno senza perdere la relazione.

🌱 La sicurezza non è non piangere.
È poter attraversare anche il pianto dentro una relazione sufficientemente stabile, prevedibile e affidabile.
È poter sperimentare, giorno dopo giorno:
Posso sentire la tua mancanza.
Posso cercarti.
Posso piangere.
Posso lasciarmi consolare da nuove mani.
E posso ritrovarti.
È scoprire, lentamente, che la separazione interrompe la presenza, ma non il legame.

Atelier della Pedagogista

Cosa passa nella testa e nel cuore di un bimbo così piccolo quando il nido diventa il suo nuovo mondo?💭👇“Mamma, Papà... ...
04/09/2026

Cosa passa nella testa e nel cuore di un bimbo così piccolo quando il nido diventa il suo nuovo mondo?💭👇

“Mamma, Papà... guardatemi.
All’inizio mi sono stretto fortissimo a voi, perché il vostro profumo è tutto il mio mondo e l'idea di lasciarlo mi faceva un po' paura.
Poi però sono successe cose strane e bellissime. Ho scoperto altre mani, grandi e dolci, che sanno come tenermi stretto quando mi manca il respiro. C'è un abbraccio nuovo che mi ha accudito mentre gli occhi mi si chiudevano dal sonno, facendomi sentire al sicuro anche lontano da casa.
Ho visto altri bimbi piccoli proprio come me. Ci siamo guardati in silenzio, ci siamo scambiati un gioco, abbiamo sorriso insieme.
Sto imparando che ci sono tanti modi per esplorare, e che ogni piccolo passo mi rende un pochino più grande.
Non preoccupatevi se la mattina mi vedete fare un piccolo pianto: sto solo dicendo che vi amo.
Ma sappiate che qui, tra un gioco scoperto e una buonanotte sussurrata tra braccia che imparano a conoscermi, sto bene.

A dopo, torno tra le vostre braccia. ✨"

01/09/2026

Niente è come sembra… siamo sicure di essere pronte? 1 Settembre 2026 .. Buon inizio Isola ❤️

Ci siamo quasi… e noi non vedevamo l’ora di sfoggiare i nostri sorrisi migliori! ☀️(Sì, li abbiamo provati davanti allo ...
31/08/2026

Ci siamo quasi… e noi non vedevamo l’ora di sfoggiare i nostri sorrisi migliori! ☀️
(Sì, li abbiamo provati davanti allo specchio 😄)

Ecco il team al completo: pronto ad accogliere i vostri piccoli, accompagnarli in mille avventure e coccolarli ogni giorno… anche quando serviranno superpoteri, pazienza infinita e una buona dose di caffè! ☕️

Dietro ogni sorriso ci sono passione, competenza, entusiasmo e una missione importante: trasformare la nostra Isola in una seconda casa piena di scoperte, giochi, risate e abbracci formato gigante.

Le energie ci sono, i sorrisi pure… non ci resta che iniziare!
Un nuovo anno scolastico sta per cominciare: allacciate gli zainetti! 🎒

Benvenuti a tutti i bambini e alle loro famiglie! ❤️

🌈 CERCHIAMO PERSONALE EDUCATIVO! 🏝️Sei laureata o laureanda in Scienze dell’Educazione o Scienze della Formazione Primar...
25/08/2026

🌈 CERCHIAMO PERSONALE EDUCATIVO! 🏝️

Sei laureata o laureanda in Scienze dell’Educazione o Scienze della Formazione Primaria? 🎓
Ami stare con i bambini e vuoi entrare a far parte di un team dinamico e appassionato? 💛

Ti aspettiamo!

📩 [email protected]
📞 366 225 9631

✨ L’Isolachenonc’era: dove la tua passione diventa professione!

15/08/2026
02/08/2026

💌 Leggo questa lettera mentre, per tutto il personale dell’Isola, sono appena iniziate le vacanze estive. La scuola si è svuotata delle voci dei bambini, i corridoi sono tornati silenziosi e, finalmente, c’è il tempo per ripensare all’anno appena concluso.

È stato un anno intenso, fatto di impegno, di responsabilità, di sorrisi, di fatiche e di tante piccole conquiste. Un anno che ci lascia un po’ di stanchezza, ma soprattutto una grande gratitudine.

Sfogliando i messaggi ricevuti in queste settimane, mi sono accorta che raramente come quest’anno abbiamo ricevuto così tanti ringraziamenti. Molti erano scritti a mano, altri affidati a una lettera o a un messaggio. E ho pensato che, oggi, ricevere parole scritte abbia un valore ancora più grande.

📝Perché una lettera non è solo un insieme di frasi. È tempo donato. È qualcuno che si ferma, ripercorre un tratto di strada vissuto insieme, sceglie con cura le parole e decide di dedicarci un pezzo del proprio tempo. In un mondo in cui tutto è veloce e spesso superficiale, questo è un dono prezioso.

Credo che dovremmo custodire questi gesti e insegnarne il valore anche ai bambini. Perché la gratitudine si educa, proprio come si educano il rispetto, l’ascolto e la cura delle relazioni. Le parole sincere hanno la capacità di creare legami, di riconoscere il bene ricevuto e di restituirgli valore.
💌 Per questo desidero ringraziare la mamma di Arianna e, attraverso lei, tutti i genitori che hanno voluto lasciarci una lettera, un biglietto o un semplice messaggio di affetto al termine del percorso dei loro bambini nella nostra scuola dell’infanzia.

Le vostre parole non finiscono nel momento in cui le leggiamo. 🌱Restano con noi. Sono come semi: trovano spazio nel cuore, mettono radici e continuano a nutrire la passione con cui, ogni giorno, scegliamo di prenderci cura dei bambini e di costruire, insieme alle famiglie, una comunità educativa.

🗝️In fondo, è questo il dono più grande: scoprire che il bene seminato, con il tempo, torna indietro. E quando torna, ci ricorda perché abbiamo scelto questo lavoro.

Grazie, di cuore.💓

Indirizzo

Rogliano
87054

Orario di apertura

Lunedì 07:45 - 18:00
Martedì 07:45 - 18:00
Mercoledì 07:45 - 18:00
Giovedì 07:45 - 18:00
Venerdì 07:45 - 18:00
Sabato 08:00 - 13:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando L'isolachenonc'era Nido - Infanzia Paritaria pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta La Scuola/università

Invia un messaggio a L'isolachenonc'era Nido - Infanzia Paritaria:

Scelte rapide

Condividi

Digitare