03/07/2021
Si parte dalle scuole… e si cambia il mondo.
“CHENA TIMIRE”, L’INNO SARDO DELLE STUDENTESSE CONTRO I FEMMINICIDI
Cosa succede nelle ragazze più giovani quando arrivano, continue e costanti come un rintocco, le terribili notizie dei femminicidi?
Come reagiscono quando le violenze si scoprono molto vicine, nello stesso paese, nella casa a fianco, sulla madre di…?
Succede che quel terrore sordo e profondo che rischia di paralizzare come l'effetto sconvolgente di una rappresaglia si trasforma.
Di colpo nello sguardo perso delle compagne di classe si trova allora la forza di una reazione coraggiosa tutte insieme e nello sguardo, spesso troppo assente su questi temi, dei compagni di banco si intravede invece una possibilità inespressa di partecipazione e messa in gioco.
E quando tutto ciò trova l'alleanza di bravi insegnanti come Maria Paola Maieli e Alessandro Carta della scuola media G. Deledda di Ozieri (SS), allora la reazione diventa arte, supera i confini di un’isola così come le grida inascoltate delle donne dovrebbero superare le pareti delle case e dell'indifferenza.
Perché è solo nelle ribellioni collettive delle comunità ai fatti più iniqui, proprio come quelle ricordate nel brano "Chena timire", che si può intravedere una fine a questa scia di sangue e dolore femminile per mano di maschi armati da una cultura di odio e possesso verso le donne.
È il momento in cui la corda si spezza e, per riprendere le loro parole, la "pazienza" delle donne finisce.
Per questo decidono di tradurre in sardo un inno simbolo delle lotte femminili internazionali "Canciòn Sin Miedo" della cantante messicana Vivir Quintana.
Sono ragazze giovani e consapevoli che usano le loro voci vivaci e i loro corpi agili per costruire resistenza e ci dimostrano che la scuola può svolgere un ruolo fondamentale di rielaborazione attiva dei fatti sociali e chiamata all'azione compartecipata.
Quello che la III F canta con passione è qualcosa che non deve passare e che mai e poi mai può essere accettato da una società civile: l'attacco feroce alla libertà delle donne.
Libertà di dire sì e di dire no, di amare e di lasciare, di scegliere tutto ciò che si vuole esattamente come i propri amici maschi, a cui nessuno mai ha messo in discussione simili diritti.
Un canto di lotta e di poesia che fa vibrare le corde profonde dell'anima in una lingua antica, capace di risvegliare emozioni assopite e dare forza, speriamo, a chi può e deve fare qualcosa per uscire dalle gabbie della violenza maschile.
Qui la canzone e il video:
https://www.youtube.com/watch?v=kPNDYq3Mwsk&t=1s
Alessandra Pi
Per approfondire:
https://www.agi.it/cronaca/news/2021-06-21/femminicidio-sardegna-canto-videoclip-scuola-12975411