18/08/2026
ABBIAMO RIMESSO IL RISO SICILIANO SULLE TAVOLE
Questa foto che ritrae il nostro fondatore Paolo Caruso, risalente a 9 anni fa testimonia della ripresa della coltivazione del a Lentini in .
Il riso arrivò nell’Isola con gli Arabi e già nel Medioevo era una coltura conosciuta e regolamentata. Nel XIX secolo le risaie erano presenti in diverse aree, dalla Piana di al , fino alla fascia tirrenica delle . A , nel 1871, risultavano coltivati a riso quasi 280 ettari. Nel 1912, tra le province di e Catania, si contavano ancora 527 ettari di risaia. Poi arrivò il declino, determinato da una combinazione di problemi sanitari, economici, normativi e di trasformazione dell’agricoltura siciliana.
Da alcuni anni Nello Conti titolare di Agribioconti ha riproposto il riso nei campi siciliani, dimostrando che il riso può essere coltivato con successo anche in Sicilia, persino con metodo . Un esperimento nato quasi per gioco e diventato una concreta esperienza produttiva che si é ampliata con la fase della trasformazione, oggi in Sicilia è attiva anche una riseria.
Non stiamo quindi inventando una nuova coltura.
Stiamo recuperando una coltura che avevamo dimenticato.
Ed è forse questa la lezione più interessante: mentre discutiamo continuamente di abbandono dei terreni, importazioni, dipendenza alimentare e perdita di biodiversità agricola, la Sicilia potrebbe avere ancora molte colture da recuperare, non soltanto da rimpiangere.
Il riso è una di queste.
E forse sarebbe il caso di smettere di considerare “tradizionale” soltanto ciò che è sopravvissuto per caso.
A volte la tradizione è semplicemente una buona idea che abbiamo smesso di coltivare.