07/04/2025
Sappiamo bene che la domanda della nostra società di svolgere attività fisica e sportiva deve essere accolta in un sistema educativo di ampia portata per favorire lo sviluppo integrale della personalità dell’atleta, anche nel suo sistema socio-razionale. Per questo è urgente oltre che fondamentale creare i presupposti affinché lo sport diventi davvero il “terzo polo educativo”, oltre alla famiglia e alla scuola. Ma bisognerebbe smetterla di farla rimanere solo una bella intenzione! Dopo l'ultimo fatto violento di cui le cronache ci informano, che coinvolge un giovane arbitro al quale esprimiamo solidarietà e mandiamo un abbraccio, non possiamo ancora e ancora permetterci di aspettare e rimandare.
Sono tanti gli operatori sportivi che con impegno, dedizione, passione e sacrifici, in situazioni difficili, spesso lasciati soli dalle istituzioni, portano avanti iniziative di valore e valori. E non possono essere tutti colpevolizzati e additati, senza un minimo di riflessione e di analisi, senza un approfondimento della storia personale e dei valori trasmessi ai tanti giovani negli anni. Così come ci appare assurdo colpevolizzare lo sport in questione, ovvero il calcio, in quanto disciplina portatrice di eventi violenti. Per gli errori, le colpe e le pene, esistono i regolamenti sportivi e le leggi, le sedi opportune, non i social e le chiacchiere. Qui vogliamo invece tenere alta l' attenzione sull'emergenza educativa che fa clamore solo dopo un fatto per poi cadere velocemente nel dimenticatoio.
L' educazione non si improvvisa, ma si costruisce giorno dopo giorno, con le competenze specifiche, i progetti, la formazione e gli investimenti perché servono risorse! E qui si apre un mondo. C'è sicuramente un problema di formazione degli operatori sportivi che va curata attraverso i professionisti dell' educazione e ci sono gli interventi pratici da consegnare e da poter svolgere sul campo. C'è un problema di ascolto dei dirigenti e dei tecnici che hanno bisogno di supporto. C'è la gestione degli eventi problema e delle situazioni difficili che va approfondita. C'è la cura nell' inclusione di varie "fragilità" nel contesto di gruppo/squadra. C'è un problema di sinergia tra le diverse agenzie educative e c'è pure un problema culturale.
La pedagogia dello sport va assumendo un’importanza sempre maggiore, non solo per lo sviluppo di un approccio critico ai problemi educativi legati allo sport ed alla progettazione degli interventi educativi che attraverso di esso possono essere realizzati, ma anche per la formazione delle figure educative chiave che possono realizzare tali interventi nella società. Ed è doveroso, oggi più che mai, tenerne conto come risorsa in ogni ambiente che vuole fare sport!
Società sportive, famiglie e istituzioni, devono essere in sintonia e collaborare tutti per la crescita umana dei ragazzi prima e sportiva poi. Quindi oltre allo sgomento e all'indignazione, è compito e dovere di una comunità intera agire costruendo un vero patto educativo.
Siamo disponibili a dare il nostro contributo.