28/11/2025
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I compiti a casa (parte prima)
Ad inizio anno scolastico anche il Ministro Valditara ha parlato dei compiti, inviando una "lettera" alle scuole, chiedendo di scriverli tempestivamente sul registro elettronico.
Da decenni ci si chiede quanto il lavoro a casa sia giusto o quantomeno utile.
il CENSIS, l'anno scorso, proprio di questi tempi analizzava la situazione italiana per quel che riguarda lo svolgimento dei compiti nelle vacanze natalizie:
Rispetto ai colleghi degli altri Paesi europei, gli studenti quindicenni italiani sono quelli che in Europa dedicano più tempo ai compiti a casa, con una media di 2,3 ore al giorno. Anche il tempo della frequenza scolastica è tra i più elevati: in media 27,2 ore alla settimana, un valore più basso solo di quello della Germania (28,0 ore di frequenza, ma solo 1,2 ore al giorno dedicate allo svolgimento dei compiti a casa).
Sempre secondo l'indagine del Censis, però, il tempo di apprendimento aggiuntivo non si traduce sempre in risultati migliori.
In prima fila tra chi sostiene che i compiti da svolgere fuori dalle aule non devono essere solo esercizi mnemonici e tradizionali, ma “compiti di realtà” è Daniele Novara, pedagogista e fondatore, del CPPP, il Centro PsicoPedagogico per l’educazione.
Questi compiti includono attività come visitare mostre, guardare film all’aperto, esplorare la natura, leggere libri, viaggiare, o imparare nuove lingue e abilità. Tali esperienze aiutano gli studenti a imparare in modo applicativo e significativo, facilitando l’acquisizione di competenze per la vita.
L’obiettivo principale del metodo di Novara non è che lo studente sia in grado di ripetere meccanicamente le informazioni, ma che sappia applicarle nella vita reale. Ad esempio, piuttosto che memorizzare dettagli sulla lingua latina, sarebbe più utile che uno studente possa leggere e comprendere un’epigrafe latina in una chiesa.
Sul tema dei compiti a casa durante lo stop delle vacanze ha detto e scritto spesso Federica Ciccanti, pedagogista e mediatrice familiare, autrice del libro ‘Regole facili. Genitori felici (e figli anche)’.
Ciccanti, da sempre attenta al ruolo dei genitori nell'ambito formativo dei propri figli, suggerisce alcuni consigli pratici su come utilizzare al meglio il tempo delle vacanze.
Tra le principali indicazioni c'è quella di aiutare i ragazzi a staccare l'attenzione da smartphone e tablet proponendo loro iniziative culturali e relazionali. Spingerli insomma a vivere le vacanze cercando prima di tutto di sostituire la vita reale a quella virtuale.
Ai genitori la pedagogista consiglia poi di: organizzare bene il tempo; sedersi accanto al proprio figlio nel momento dello studio in modo da aiutarlo a superare la frustrazione di non capire subito ciò che deve studiare; portarlo fuori a fare delle esperienze sia culturali che relazionali, sono quelle che lo aiuteranno un domani, quanto la scuola, al confronto con il mondo esterno.
E voi? cosa ne pensate?
Compiti sì o compiti no?
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