28/05/2026
Martedì 26 maggio, nell'ambito della 61ª edizione di Rappresentazioni classiche, presso il Teatro Greco di Siracusa le classi I B, II B, III B, IV B/L e V B del liceo classico e linguistico dell’IIS Francesco Crispi di Ribera, accompagnate dalle docenti A. Criscenzo, C. Maddi, M. Marino, M. Mendola, F. Scozzari, C. Taglialavore, M. Turturici, hanno assistito alla rappresentazione della tragedia sofoclea “Antigone”, a cura del regista Robert Carsen. Questa tragedia, divenuta una delle più celebri nella cultura mondiale per la potenza del suo testo, tratta tematiche molto profonde, tra le quali la principale è certamente quella del conflitto in tutte le sue forme. I conflitti tra leggi umane (il νόμος di Creonte) e leggi divine (la φιλία di Antigone), tra mondo maschile e mondo femminile, e infine tra vecchie generazioni e nuove (Creonte ed Emone), sono stati abilmente riadattati in chiave moderna dal regista canadese in una significativa riflessione sulla guerra e sul potere. Sebbene il messaggio della tragedia fosse rivolto all’Atene del V secolo a.C., la “Fanciulla del No” riesce ancora a smuovere le coscienze e a far riflettere sui concetti di democrazia e giustizia. Con questa tragedia il regista canadese ha potuto concludere la trilogia tebana (composta da Edipo Re, Edipo a Colono e Antigone), ricevendo dalla Fondazione INDA il prestigioso premio Eschilo d’Oro 2026. Elemento in comune tra le tre tragedie è la scenografia, realizzata da Radu Boruzescu, che nella sua monolitica semplicità caratterizza il dramma secondo logiche ben precise. Questa unità di luogo ha la funzione di fissaggio, di concentrazione sull’essenziale della drammaturgia. La scala, infatti, si carica di un forte valore simbolico, diventando metafora del potere. Può rappresentare l’accesso a uno status superiore nella gerarchia che struttura la società oppure l’ascesa e la caduta del destino umano: Creonte si colloca spesso in cima alla scalinata, mentre il popolo in basso, sottomesso; analogamente, il modo in cui i personaggi scendono le scale simboleggia la μεταβολή, ovvero il passaggio dalle altezze del successo alla καταστροφή. In un teatro gremito di pubblico, giovane e straordinariamente attento, questo spettacolo ha offerto l’opportunità a noi ragazzi di riflettere su temi di valenza universale, grazie alla capacità del mondo classico di parlare agli uomini di tutti i tempi.
Di Diego Daino e Mariaroberta Petrone