04/10/2019
Due parole sullo yoga di Lucia Morello
A chi appartiene lo yoga?
Prendo spunto da un episodio raccontatomi qualche giorno fa da una mia carissima amica che, essendo di natura onesta, gentile e coerente, spiazza molte tra le anime che incontra sul suo cammino. Lala insegna Yoga, come me. È così onesta e meticolosa che, spesso, mette in crisi i suoi stessi insegnanti. E questo non piace. Sicché, ogni tanto le capita di sentirsi dire nei modi più disparati di accomodarsi verso l'uscita. L'ultima, in ordine di tempo, adduceva scuse che anelavano a una improbabile tutela del brand! (sic) 😨? Dunque, rifletto ad alta voce: inciampo spesso in post e articoli che riguardano la patria potestà dello Yoga, il noioso e infruttuoso palleggio per l'attribuzione del sigillo di detenzione della Verità sullo Yoga. Come se, al pari dei vari poste e alitalia, potesse essere "privatizzato"! 🤔 Ma come facciamo noi, esseri incarnati come altri sette miliardi su questo pianeta, per quanto saggi, iniziati e fini conoscitori del corpo, della mente e del mondo esoterico, a sapere quale sia l'esperienza che accade negli altri? Così argomentando, non facciamo altro che uniformarci a quel pensiero dogmatico, cartesiano e duale che così tanto aborriamo e di cui invitiamo gli altri a prendere coscienza dentro le infinite sfumature dell'esistenza.
Una disciplina psicofisica così "democratica" si presta a numerose possibili interpretazioni, ovvio. Distorsioni e deformazioni possono però indurre i puristi a riflettere circa la profondità cui la loro àncora è affondata nei porti sicuri degli schemi precostituiti. Lascia che il mondo sperimenti a modo suo. Sii curioso, non mummificarti dentro ciò che sei convinto di aver compreso. Nessuno di noi custodisce il sacro graal dello Yoga. Siamo anime in viaggio, alcuni di noi hanno deciso di viaggiare a bordo dell'arca dello Yoga. Ok! Fatta salva l'onestà di chi insegna, trovo sterile qualsiasi tentativo di screditare stili e contenuti diversi dai nostri. La via per l'illuminazione non può che passare per i sentieri impervi di tentativi e fallimenti. Altrimenti, che illuminazione sarebbe?