05/08/2026
Nessuna verità, solo opinioni di un pedagogista datato e che odia l'ipocrisia.
PREMESSE
Anno scolastico 1946/47 classe Quarta
Sussidiario "Piccola Sorgente"
Formato A5
Pagine 320
Contenuti: Religione, Storia, Geografia, Scienze, Igiene, Italiano, Aritmetica, Geometria.
Tutto in un unico testo
L'immagine del Post riporta una pagina del sussidiario.
Chiedo ai lettori di confrontare l'importanza degli argomenti e il linguaggio utilizzato con un qualunque libro di quarta elementare di oggi.
Nessun esercizio da farsi sul libro infatti, nonostante gli anni, il libro non presenta scritte, sottolineature, danneggiamenti vari.
Il libro era importante, doveva durare per chi lo avrebbe assunto gli anni successivi.
Ogni esercizio veniva copiato e risolto sul proprio quaderno (sempre in formato A5).
Imbarazzante confrontare questo ormai quasi antico testo con i suoi pronipoti.
Ora giunge spontanea una domanda (cit. Lubrano), erano molto più maturi i bimbi del dopoguerra o sono così infantili i bimbi del terzo millennio?
Personalmente penso la seconda opzione.
Altre domande che mi pongo
Oggi ci si lamenta che:
1) I ragazzi non sanno scrivere in corsivo;
2) I ragazzi non conoscono la grammatica;
3) I ragazzi non comprendono il significato di un testo;
4) I ragazzi non sanno far di conto
5) ....
Vediamo un pò
1) Appartengo a quella generazione che ha iniziato scrivendo quaderni di segni grafici prima ancora di scrivere parole (paginate delle cosiddette aste).
Inutile perdita di tempo?
Ma forse NO.
Un qualunque tecnico sportivo che lavori in modo professionale vi potrebbe dire che, prima di eseguire una sequenza motoria complessa occorre costruire, nell'atleta, i cosiddetti "prerequisiti funzionali" ovvero, le capacità funzionali per l'esecuzione di ogni singola particella dell'atto motorio richiesto (immaginate un'atleta di ginnastica ritmica incapace a fare una capovolta).
Ecco a cosa servivano le paginate di "aste", alla costruzione dei prerequisiti funzionali alla produzione di ogni singola lettera corsivo o stampato che sia, permettendo di costruire le abilità neuromotorie per eseguire segni rettilinei, arrotondati, connessi, ecc., muovendo in sincronia dita, polso e braccio.
2 e 3) La grammatica occupa, nel testo citato solo 35 pagine, suddivise tra nomi, verbi, aggettivi, coniugazioni, ecc. Alla domanda del come mai i nostri ragazzi non conoscano la grammatica e non sappiano scrivere do una mia risposta interpretativa.
Ai miei tempi (prima elementare nel 1969), si leggeva, si leggeva, si leggeva molto.
La grammatica era correlata a quanto letto e non viceversa.
La maestra chiedeva a noi di leggere e spiegare quanto letto POI arrivavano gli esercizi di grammatica (Leggere, Capire, Contestualizzare). Si leggevano racconti e raccontini maggiormente complessi rispetto a quelli di oggi. Si faceva molte meno ore di grammatica ma, in compenso si scriveva molto, ma molto di più. Numericamente incalcolabili i pensieri liberi che quotidianamente dovevamo scrivere per il giorno successivo come compito a casa. Pensieri liberi che venivano grammaticamente corretti.
Un concetto opposto
Oggi: regola + regola + regola > lettura e forse comprensione
Ieri: Lettura + Comprensione > Regola
Leggere molto porta già in automatico il soggetto a comprendere quale sia la forma letteraria corretta.
ATTENZIONE per comprensione del testo non intendo l'analisi strutturale di una frase o di un racconto, ma i suoi significati profondi, quanto detto e quanto non detto.
"Ricordo ad una mia lezione di storia in una quinta elementare di aver letto un raccontino sulle "Domus romane", ove si raccontava dove e come vivevano i ricchi patrizi, come e dove vivevano i loro servitori, come giocavano i figli dei patrizi.
Al termine di quanto letto chiesi ai bimbi chi mancava nel racconto.
Silenzio assordante e stupore nel momento che dissi loro che mancava la descrizione dello stile di vita dei figli dei servitori.
Leggere significa comprendere tutte le sfumature di una lettura anche le omissioni (Leggere - Capire - Contestualizzare).
4) I ragazzi non sanno più far di conto.
Ora, insegnare l'aritmetica (il far di conto) e a seguire la matematica (Il mondo intero dei numeri, delle forme e della logica), prevede un'insegnante in grado di comprendere che la logica dei numeri è diversa dalla logica delle parole. Occorre essere padrone di una moltitudine di metodi diversi, che sappiano spiegare gli stessi concetti con l'utilizzo di termini diversi, ad una moltitudine di bambini diversi.
Il limite del ragazzo (non discalculico), sta nel limite dell'insegnante.
A proposito la comprensione letterale del implicito, dell'esplicito, dell'inutile, del riempitivo, del ridondante e del mancante sono alla base del comprendere un normalissimo problema di matematica.
Ecco un altro motivo per leggere molto e, possibilmente, di forma complessa.
Ovviamente ad un bambino di quarta o quinta elementare non leggo un trattato di fisica quantistica, ma non devo nemmeno giudicarlo da scuola materna, visto il livello medio dei raccontini dei desti odierni
Si potrebbe disquisire per ore ma chiudo dicendo che in un mondo che si presenta sempre più come un melting pot di culture occorrono persone con sempre maggiori capacità di adattamento soprattutto in ambito educativo.
Prossimamente la mia opinione sull'uso di device in ambito scolastico
Dott. Maurizio Saravalli