L'inconscio. Rivista Italiana di Filosofia e Psicoanalisi

L'inconscio. Rivista Italiana di Filosofia e Psicoanalisi

Condividi

"L'inconscio. Rivista italiana di Filosofia e Psicoanalisi".

Photos from L'inconscio. Rivista Italiana di Filosofia e Psicoanalisi's post 10/06/2026

Il 12 e 13 settembre il convegno "Le ragioni della psicoanalisi" organizzato dal Centro Milanese di Psicoanalisi presso la Casa della Cultura di Milano: il programma dettagliato nella locandina

04/06/2026

«L'imprescindibile funzione dell'Altro nella strutturazione del soggetto,la relazione asimmetrica instaurata con quest'ultimo[...]l'aspetto mortifero del godimento dal vuoto di Das Ding[...]dalla sproporzione incommensurabile con cui l'Infinito si oppone alla Totalità.[...]Lacan propone una riorganizzazione scientifica dello statuto logico,ontologico e deontologico della psicoanalisi[...]Lacan e Lévinas,entrambi coinvolti seppur su diversi,fronti,a tracciare un argine allo strapotere che fino ad allora era stato accordato alla soggettività.
Così l'esigenza dell'Altro, l'inconscio[...]legittimano l'ipotesi secondo la quale il silenzio intercorso tra loro sia stato quanto di più assordante».

Lacan e Lévinas. Note per la costituzione di un dialogo.

Romilda D'Urso, pp. 61-63.

Per leggere l'articolo completohttps://www.inconsciorivista.it/wp-content/uploads/2025/08/DUrso_19.pdf

26/05/2026

«“Proprio di questo si tratta, al termine dell’analisi, di un crepuscolo, di un declino dell’immaginario del mondo e addirittura di un’esperienza al limite della depersonalizzazione. È allora che il contingente cade […] e l’essere viene a costituirsi” […].
In questa prospettiva, il fine dell’analisi non coincide con una semplice ricostruzione biografica o con la guarigione sintomatica, ma con un movimento più radicale: uno spostamento di posizione, un “rovesciamento” tra Io ed Es, che implica un’esperienza non ordinaria della temporalità […].
È in questo senso che la formula freudiana “Wo Es war soll Ich werden” si intreccia con l’imperativo nietzscheano del “divenire ciò che si è”: entrambe rinviano a un processo in cui il soggetto è chiamato ad assumere su di sé il proprio divenire, attraversando ciò che lo eccede […].
L’analisi si configura così come un percorso in cui, cadendo il contingente – “l’accidentale, il traumatismo, gli strappi della storia” – emerge una dimensione dell’essere che non coincide con una sostanza originaria, ma con un effetto di trasformazione […].
Diventare ciò che si è implica allora uno scarto: non il riconoscimento di un’identità già data, ma l’esperienza di una differenza interna, di un movimento in cui il soggetto si costituisce solo attraversando ciò che lo disloca».

La finezza di una traduzione infedele. Il termine dell’analisi tra mistica e filosofia.

Luca Lupo, pp. 180-206.

Per leggere l’articolo completo:
https://www.inconsciorivista.it/wp-content/uploads/2024/01/Lupo_n15.pdf

23/05/2026

«"Di che cosa parliamo quando parliamo di sistema." Il “telos" della filosofia - l'aperto e il non garantito - è antisistematico, come la sua libertà di interpretare i fenomeni con i quali si confronta disarmata. [...] La frase in ergo esprime con efficacia uno dei motivi teorici più insistenti che percorrono la filosofia adorniana [...] in breve, il rifiuto della sistematicità intesa quale forma di cattivo addomesticamento della vitalità della folilosofia e del reale. [...] Si tratta piuttosto di mostrare che alcune "strategie del sistema", [...] si annidano laddove meno ce lo si aspetterebbe».

Di che cosa parliamo quando parliamo di sistema. Alcune riflessioni a partire da Mantenere insieme di Emilia Marra.

Claudio D'Aurizio, pp. 158-160.

Per leggere l'articolo completohttp://www.inconsciorivista.it/wp-content/uploads/2025/08/DAurizio_19.pdf

15/05/2026

📍Ecco gli studiosi e le studiose della seconda edizione de L'inconscio. Scuola estiva di filosofia e psicoanalisi

13/05/2026

« “La scrittura penetra in ψυχή […]: la superficie incerata dell’anima è il campo di una scrittura psichica” […].
La metafora psicografica sfalda il confine tra spazio psichico e scrittura, rendendolo “osmotico, permeabile” […].
Nella prospettiva derridiana, infatti, “non esiste psichico senza testo”: la scrittura non è semplice rappresentazione, ma struttura originaria della vita psichica […].
Il sogno, in questo senso, si configura come una scrittura altra, un “geroglifico onirico” che sfugge alla linearità del λόγος e resiste alla traduzione nel linguaggio della veglia […].
Resta, nell’esperienza onirica, “un residuo puramente idiomatico […] che deve sostenere tutto il peso dell’interpretazione”, un intraducibile che eccede ogni tentativo di riduzione al senso».

Emma Lavinia Bon, pp. 52-66.

Per leggere l’articolo completo:
https://www.inconsciorivista.it/wp-content/uploads/2025/02/Bon_n18.pdf

Numero 20 11/05/2026

Care amiche e cari amici de L'inconscio, La Redazione è lieta di annunciare la pubblicazione del n. 20 della nostra rivista dal titolo "L'inconscio del secolo deleuziano". Il fascicolo è disponibile per la lettura e per il download sul nostro sito e sulla nostra pagina di Academia.edu Buona lettura!

https://www.inconsciorivista.it/numero-20/

Numero 20 Per uno spinozismo dell’inconscio. Deleuze e il silenzio della modernità Paolo Maria Aruffo DOWNLOAD PDF DOI: 10.19226/294

Photos from L'inconscio. Rivista Italiana di Filosofia e Psicoanalisi's post 11/05/2026

📌 La II edizione de L'inconscio. Scuola estiva di filosofia e psicoanalisi con il patrocinio della Società Psicoanalitica Italiana (SPI);
📩le iscrizioni sono aperte sino al 15 giugno

06/05/2026

Il 13 maggio esclusivamente on line al link https://shorturl.at/Fk8h7

Ricordiamo che la relazione si terrà in remoto con la piattaforma Teams e non in diretta Facebook.

Vuoi che la tua scuola/universitàa sia il Scuola/università più quotato a Rende?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Indirizzo


Dipartimento Studi Umanistici Dell'Università Della
Rende