17/08/2026
Il nostro appuntamento quindicinale del lunedì non va in ferie! Oggi la dott.ssa Giorgia ci spiega la
GEOGRAFIA DEL DŌJŌ
Dōjō (道場): letteralmente, il "luogo della Via". Ben più di una semplice palestra, nelle Arti Marziali è lo spazio, intriso di sacralità, dove apprendere i principi della disciplina e migliorare, ad un tempo, tecnica e spirito.
Normalmente il dōjō si presenta come una stanza rettangolare o quadrata il cui fulcro (tanto visivo, quanto spirituale) è costituito dal "kamiza" (上座) cioè "seggio superiore": la parete principale, opposta all'ingresso, impreziosita da un piccolo altare detto "kamidana" (神棚). È qui che, idealmente, risiedono i numi tutelari della disciplina, accanto ai quali vengono poste le foto del caposcuola o dei maestri più importanti: a destra quelli ancora in vita, a sinistra quelli mancati ma mai dimenticati. In ossequio alla dottrina del Feng Shui questa parete dovrebbe essere orientata preferibilmente a Nord: un punto cardinale associato al concetto di prosperità e saggezza, che idealmente si irradia dal kamiza verso i praticanti.
La parete opposta al kamiza prende il nome di "shimoza" (下座), ossia "seggi bassi". Tradizionalmente è qui che gli allievi si dispongono in ordine di grado per il saluto e per ascoltare le istruzioni dell'insegnante. Orientato preferibilmente a Sud per simboleggiare la luce della conoscenza anelata dai discenti, lo shimoza contribuisce a delimitare lo spazio di lavoro centrale che è chiamato "enbujō" (演武所), ovvero "luogo della pratica" ed è associato al concetto di armonia in quanto tramite fra i vari lati del dōjō.
Le restanti due pareti, preferibilmente disposte a Ovest e ad Est, prendono il nome "shimoseki" (下席) e "jōseki" (上席), cioè "posti bassi" e "posti alti". Legate rispettivamente ai concetti di rettitudine morale e virtù, abbracciano idealmente la fila degli allievi che, nella configurazione più ortodossa, vede i kohai prendere posto a partire dal lato shimoseki, per procedere via via con i senpai verso il lato jōseki.
Una disposizione ovest-est che, specie nei dōjō di Aikidō, rappresenta un percorso di illuminazione e crescita: dal lato dove la luce del sole idealmente cede il passo all'oscurità, tramite l'esercizio e l'esperienza l'aikidōka arriva a quello da dove quest'ultima sorge e risplende radiosa.
Un cammino di crescita in cui è difficile perdersi, guidati da questa "geografia spirituale" nascosta in bella vista. E voi? La conoscevate? Fatecelo sapere nei commenti!